sicuramente la notte.
dopo l'una si avverte che, nel silenzio, dormono i cervelli, le sensibilità,la ragione di tanta gente...
e chi è sveglio dispone di un grande spazio che acuisce la sua efficienza,
e la sua sensibilità, tutto diventa più evidente e chiaro.
da sempre ho preferito la notte. La mattina, l'obbligo di svegliarmi ed agire insieme alle masse di individui che facevno altrettanto, mi ha sempre stancato e un po' depresso. Verso mezzogiorno la vita incominciava a colorarsi di rosa. Anche la mia vita lavorativa è tutta caratterizzata dal
cercare di evitare impegni importanti di mattina.
ilpomeriggio già tutto va bene ed è chiaro, il ragionamento è logico e pronto, i problemi si risolvono facilmente, la critica è lucida, il discorso stringato e via di questo passo.
Ma quando arriva la notte sento di amare moltissimo me stessa e il mondo.
avverto una libertà senza confini. una libertà speciale, quella del pensiero e del cuore,nello spazio grande che il sonno degli altri lascia libero, nè i sogni altrui limitano.
Adesso - altro vantaggio dell'età avanzata - nessun impegno mi costringe a vivere con le ore scandite dalle consuetudini degli altri. Posso stare sveglia finchè ne ho voglia. E svegliarmi quando non ho più sonno. Barattare mezza giornata di luce, con le ore del silenzio e dello spazio.
Non sono ansiosa (salvo per scarafaggi,cucinare e perdere le chiavi).
Se l'elenco delle commissioni si allunga, trovo che, forse, non tutte erano necessarie. E, nella notte, l'essenzialità delle poche cose veramente importanti, appare chiarissima.
Ma sto divagando. Certamente la notte la notte, per me, ha un fascino
speciale. Forse anche mutuato da mio Papà, un piccolissimo editore che aveva trovato il modo di alzarsi a mezzogiorno e lavorare anche la notte.
Un "male" familiare, quindi. Evviva la notte.