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Sono contro le droghe,ma dalla parte dei drogati!

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elena_11293

Master Florello

elena_11293

Master Florello
per me sinceramente questo thread non è stato inutile nel suo centinaio di commenti, perché mi ha dato da pensare. non tanto alla cosa in sé, ma ad esempio al parlare che si fa in genere dei 'grandi' problemi, a come si guarda a malattie e dipendenze, a chi si danno le colpe, a come si vuole aiutare o meno, a cosa si pensa in generale degli aspetti meno esaltanti dell'esistenza e di conseguenza a come ci si relaziona con essi....
l'ultima considerazione (anzi domanda. non specifica su cose dette qui o persone che han parlato, lo preciso, è del tutto generale, rispetto a tanta gente che negli anni ho visto farlo) che mi ha portato il riflettere su tutto questo è: ma com'è che ci sono tante persone che pensano di aiutare gli altri quando non son per nulla risolte in sé? non dico che dovrebbero essere 'perfette', ma fintano che c'han problemi loro che non li fanno vivere bene, per cui sono loro stessi a rischio e/o lo sono quelli che stanno loro attorno, com'è che non si dedicano a sé, invece che agli altri? mi ha sempre molto stupita, questo, e tuttora non lo comprendo bene. perché a me viene spontaneo sentire di poter allungare una mano solo quando mi sento di essere in una posizione tale da avere un buon appiglio già di mio, non se sono sbilanciata..... ma forse chi lo fa non se ne rende conto? vede solo fuori da sé e non è in contatto con i suoi propri, di casini personali? non so, ma mi dispiace nel tempo si sia persa l'ottima massima 'medico cura te stesso'..
 
E

elicriso

Guest
Continuo ad apprezzare le opinioni di tutti coloro che aderiscono al 3d perchè importante è confrontarci...
pensare per andare oltre i fanatismi ideologici e religiosi.

Per Elena: aiutare il prossimo secondo le proprie possibilità rinforza il carattere permettendo di conoscere sè stessi?Forse.
 
com'è che non si dedicano a sé, invece che agli altri? mi ha sempre molto stupita, questo, e tuttora non lo comprendo bene.

perchè siamo ancora incastrati in un retaggio religioso che impone come norma sociale la (pubblica) solidarietà come indicatore di "bontà" o appartenenza ad una società ben definita. E' anche un'ottima ricetta per lavarsi la coscienza. E come disse il comunista rivoluzionario, occuparsi della pagliuzza altrui impedisce di far caso al trave ecc ecc. La testa sotto la sabbia di cui parlavo: mettersi in discussione è dolorosissimo, ti crollano certezze addosso e ci rimani sotto per un bel po'. Meglio spargere pietas in giro, lavorare sugli altri è quasi indolore.

ps in più fa gioco al meccanismo di cui parlavo: spargere gocce nel mare occupa tempo ed energie, che così non vengono impiegate per diventare consapevoli. E vualà.
 
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elena_11293

Master Florello
Continuo ad apprezzare le opinioni di tutti coloro che aderiscono al 3d perchè importante è confrontarci...
pensare per andare oltre i fanatismi ideologici e religiosi.

Per Elena: aiutare il prossimo secondo le proprie possibilità rinforza il carattere permettendo di conoscere sè stessi?Forse.

"secondo le proprie possibilità" è il punto chiave, anche per me. in quel caso, sì, ne son convinta anch'io perché lo vedo e vivo, ci si rinforza.


perchè siamo ancora incastrati in un retaggio religioso che impone come norma sociale la (pubblica) solidarietà come indicatore di "bontà" o appartenenza ad una società ben definita. E' anche un'ottima ricetta per lavarsi la coscienza. E come disse il comunista rivoluzionario, occuparsi della pagliuzza altrui impedisce di far caso al trave ecc ecc. La testa sotto la sabbia di cui parlavo: mettersi in discussione è dolorosissimo, ti crollano certezze addosso e ci rimani sotto per un bel po'. Meglio spargere pietas in giro, lavorare sugli altri è quasi indolore.

ps in più fa gioco al meccanismo di cui parlavo: spargere gocce nel mare occupa tempo ed energie, che così non vengono impiegate per diventare consapevoli. E vualà.

non posso dir altro che: la penso proprio così.
 
Ultima modifica:

pattivis

Giardinauta Senior
per me sinceramente questo thread non è stato inutile nel suo centinaio di commenti, perché mi ha dato da pensare. non tanto alla cosa in sé, ma ad esempio al parlare che si fa in genere dei 'grandi' problemi, a come si guarda a malattie e dipendenze, a chi si danno le colpe, a come si vuole aiutare o meno, a cosa si pensa in generale degli aspetti meno esaltanti dell'esistenza e di conseguenza a come ci si relaziona con essi....
l'ultima considerazione (anzi domanda. non specifica su cose dette qui o persone che han parlato, lo preciso, è del tutto generale, rispetto a tanta gente che negli anni ho visto farlo) che mi ha portato il riflettere su tutto questo è: ma com'è che ci sono tante persone che pensano di aiutare gli altri quando non son per nulla risolte in sé? non dico che dovrebbero essere 'perfette', ma fintano che c'han problemi loro che non li fanno vivere bene, per cui sono loro stessi a rischio e/o lo sono quelli che stanno loro attorno, com'è che non si dedicano a sé, invece che agli altri? mi ha sempre molto stupita, questo, e tuttora non lo comprendo bene. perché a me viene spontaneo sentire di poter allungare una mano solo quando mi sento di essere in una posizione tale da avere un buon appiglio già di mio, non se sono sbilanciata..... ma forse chi lo fa non se ne rende conto? vede solo fuori da sé e non è in contatto con i suoi propri, di casini personali? non so, ma mi dispiace nel tempo si sia persa l'ottima massima 'medico cura te stesso'..

Cara elena,
se,per aiutare qualcuno bisognasse ogni volta aspettare di "stare al massimo" noi per primi......non si aiuterebbe
piu' nessuno......e infatti oggi si aiuta ben poco, tutti presi come siamo a pensare soltanto e prima di tutto a noi
stessi.
Io invece ho avuto un'altra educazione e la vivo con gioia:-si aiuta indipendentemente da tutto-!!!!!!!,si aiuta
come si puo',quanto si puo',ascoltando soltanto,essendoci soltanto,tenendo semplicemente la mano di chi piange
senza dover dire nulla perche' ogni cosa sarebbe inutile dato che,in certi casi,il silenzio parla molto piu' di complicita' che mille discorsi!
E non si aiuta nemmeno con l'ulteriore fine sempre egoistico di "migliorare se' stessi"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
No!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il famoso "do ut des" vecchio come il mondo in questo caso non vale,non quanto meno nei centri di recupero che
frequento io dove ci sono ubriaconi,è vero,ma tanta pulizia morale e principi fondamentali rispettati come questo:
"CHI AVRA' DATO AD UNO SOLO DI QUESTI MIEI PICCOLI..............L'AVRA' DATO A ME"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' PAROLA DI DIO!
Ed ora per favore chiudiamo questa sterile parata di sentenze sterili che non porta nessun giovamento a chi
doveva essere "L'UNICA PERSONA INTERESSANTE=IL MALATO DI DIPENDENZE" e verso cui ho sentito addirittura
odio dichiarato......................
ma i ragli dell'asino,per fortuna,non arrivano a Dio!
pat
 
e la madosca pattivis, ho paura di venire centrato da un meteorite infuocato..... spero che pregando con forza possa riuscire a deviarlo su Montecitorio
 

elena_11293

Master Florello
mah, pat, mi risulta così difficile risponderti ora perché sono al contempo d'accordo e non con alcune cose che dici..............
per me queste riflessioni, l'ho già detto prima, non sono state affatto sterili, ad esempio. e come diceva finnigan's, so per certo anch'io che a volte (molto spesso, nella media di cui ho avuto modo di fare esperienza diretta) c'è un sacco di egoismo invece proprio in tante azioni rivolte apparentemente agli altri. voler migliorare se stessi, poi, non lo trovo affatto male, dato che se lo facessero tutti non ci sarebbe bisogno di star poi a tirar fuori qualcuno dalle paludi, no? e pure il pensare a se stessi, quindi, in certe accezioni io lo vedo non solo una buona cosa, ma pure sana e utile.
ma c'è misura in tutto, ovvio. egosimo e pensare a sé per me ad esempio non sono la stessa cosa. ma, come già ti dicevo, io non riesco a mettere altri sopra di me, avanti a me. sennò sul lungo periodo farei ben poco: dissanguarsi è presto fatto, poi significa o che non aiuti più nessuno o addirittura serve qualcun altro che venga a tirar su te col cucchiaino. no, nn è sano secondo me pensare solo agli altri, cè sempre da saper pensare bene pure a sé, e prima di decidere che altri han bisogno di noi.
ma nonostante questo, so bene che è vero quel che dici: la presenza è già tanto. se non tutto.
 

Pin

Master Florello
Prendendo un po' qua e un po' la senza citare, perchè non ne ho voglia.
Pattivis, certo il tuo modo di rapportarti a volte è molto lontano da quello che è il tuo credo, che dovrebbe essere anche il mio, ma mi sembra diverso.
Paienza, ascolto, non solo con gli alcolisti ma anche con i vicini di......... forum
@ Finni e Elena. - non mi sento una mosca bianca, non mi sento migliore, ma se posso aiuto, pur avendo un'infinità di casini, interni ed esterni.
Non mi ci sciacquo la coscienza, scusate la banalità ma mi ci arricchisco, non subito col tempo.
Se dovessi prima risolvere i miei disastri, le mie dipendenze prima di porgere la mano sarei in un eremo
E a quanto leggo meglio l'eremo dove mi assolvo che la folla dove pur in disequilibrio posso fare qualcosa.
Dissento, dissento in toto.
se tutti abbiamo i nostri casini da risolvere, le nostre 'malattie' da curare, la nostra trave da togliere prima di vedere la pagliuzza, allora abbiamo un mondo di solitari, ognuno pensi alla propria trave, chissà chi pensa alle pagliuzze.
 

elena_11293

Master Florello
Prendendo un po' qua e un po' la senza citare, perchè non ne ho voglia.
Pattivis, certo il tuo modo di rapportarti a volte è molto lontano da quello che è il tuo credo, che dovrebbe essere anche il mio, ma mi sembra diverso.
Paienza, ascolto, non solo con gli alcolisti ma anche con i vicini di......... forum
@ Finni e Elena. - non mi sento una mosca bianca, non mi sento migliore, ma se posso aiuto, pur avendo un'infinità di casini, interni ed esterni.
Non mi ci sciacquo la coscienza, scusate la banalità ma mi ci arricchisco, non subito col tempo.
Se dovessi prima risolvere i miei disastri, le mie dipendenze prima di porgere la mano sarei in un eremo
E a quanto leggo meglio l'eremo dove mi assolvo che la folla dove pur in disequilibrio posso fare qualcosa.
Dissento, dissento in toto.
se tutti abbiamo i nostri casini da risolvere, le nostre 'malattie' da curare, la nostra trave da togliere prima di vedere la pagliuzza, allora abbiamo un mondo di solitari, ognuno pensi alla propria trave, chissà chi pensa alle pagliuzze.

e se la verità, come sempre, stesse nel mezzo, cioè nella misura? giuro che non lo sto dicendo banalmente. sono seria in queste riflessioni, molto. e gli argomenti che tu porti suonano.
...però, a te non torna il fatto che se travi e pagliuzze ce le imparassimo a toglier da soli (anche imparando a chiedere aiuto a chi è effettivamente in grado di darlo, perché no, è pure ben diverso dal pretenderlo da chiunque o viverci di rendita), allora assieme agli altri si avrebbe presto da poter far di meglio che quello? io a questo ci credo, molto. mi sembra perfino più concreto e risolutivo di qualsiasi strategia di lotta o aiuto ai problemi più gravi dell'umanità.....
 
beh l'intevento di Obersturmfueherer Pin (sieg heil, SIEG SIEG heil) mi obbliga a precisare una cosa (che anche elicriso mi ha fatto notare in privato, celata tra una profferta sessuale e l'altra).
NON sono contrario ai gesti di solidarietà umani, ovvio, sono contrario all'assistenzialismo. Guardo con sospetto le organizzazioni (quelle religiose di ogni credo in primis), mi lascia interdetto chi fa business delle situazioni di emergenza.
Tuttavia mi sembra chiaro che non demonizzo o colpevolizzo i drogati o gli alcolisti sino all'estremo: ogni colpa in teoria ha una pena definita e commisurata, ecco, la pena per i deboli gli sciocchi o i disperati mi pare esagerata. E l'atteggiamento di distacco e non-empatia nei loro confronti alimenta dal lato opposto esagerate giustificazioni, paternalismi e pietismi che come dice il detto del medico pietoso, lasciano infettare la piaga. Non credo che il mio voler risalire alla radice dei problemi implichi un distacco da questi.
 

Pin

Master Florello
Sempre in risposta senza citare e Elena e Fiini.
Nessuno, o almeno io , ho mai inteso come l'aiuto dato a discapito del mio benessere (interiore) e tantomeno di persone che vivono di rendita sull'aiuto esterno. Certo se ognuno imparasse a togliersi la propria trave o pagliuzza sarebbe certo meglio. Ci sarebbero meno 'malati dipendenti', ma ci sarebbe poi la fratellanza, la comunione di sentimenti, o diventeremmo tutti freddi coltivatori del proprio orto, pulito senza pagliuzze, Attenzione che non sto dicendo che devono esistere certe situazioni per farci sentire umani. Ma se togliamo l'aiuto reciproco perchè tutti capaci da soli, non rimaniamo soli?
Finni, lo so sono la tua nazi preferita, anche io odio l'assistenzialismo fatto per riempire le tasche di chi le ha già piene, di qualunque colore segno o quello che vuoi.
Ma io parlavo di quello che può fare una persona normale comune, nel suo piccolo.
Non parlavo di ONG o similia, quello è un discorso che non possiamo fare.

(come si permette Eli di farti profferte sessuali?)
 

elena_11293

Master Florello
Sempre in risposta senza citare e Elena e Fiini.
Nessuno, o almeno io , ho mai inteso come l'aiuto dato a discapito del mio benessere (interiore) e tantomeno di persone che vivono di rendita sull'aiuto esterno. Certo se ognuno imparasse a togliersi la propria trave o pagliuzza sarebbe certo meglio. Ci sarebbero meno 'malati dipendenti', ma ci sarebbe poi la fratellanza, la comunione di sentimenti, o diventeremmo tutti freddi coltivatori del proprio orto, pulito senza pagliuzze, Attenzione che non sto dicendo che devono esistere certe situazioni per farci sentire umani. Ma se togliamo l'aiuto reciproco perchè tutti capaci da soli, non rimaniamo soli?....

questo è un punto importante, pin, sì. per quanto mi riguarda, io so che non si rimane soli. ma immagino sia qualcosa che ognuno deve scoprire da sé per crederci...
 
Stato
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