• Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

Sono contro le droghe,ma dalla parte dei drogati!

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

pattivis

Giardinauta Senior
Fatto sta che nessuno ti infila pasticche in gola con l'imbuto nè polverine nel naso con la violenza.

Un momento di attenzione:sì.è vero che nessuno ti infila pasticche in gola o ti manda giu' alcool per forza........ma,
ci sono atteggiamenti ben "piu' sottili" di quelli che puoi immaginare tu con la semplicita' che appare dal tuo scritto.
A volte,senza sporcarsi le mani si porta pero',per i piu' diversi motivi,una persona esasperata a farlo di persona
cosìche tutti diranno:-ha scelto lei!-,ma,..................in realta' c'è qualcun altro che l'ha portata a quell'atto
estremo,ma lui restera' sempre pulito e al di fuori..............................
questo,intendiamoci,per la giustizia degli uomini!!!!!

Sono certamente cinico, insensibile e peggio ma dopo aver vista la sfilza di malattie atroci che possono colpire gratuitamente famigliari, amici cari e gente che non se lo meritava odio i malati volontari con tutta la loro vita fatta di menzogne e lo sconvolgimento che ciò provoca in chi deve star loro vicino. Io riservo infinita pietà per chi torna da una diagnosi fatale e ti dice che gli restano pochi mesi di vita, non per chi passa sopra tutto e tutti per un bicchiere, un buco, una sniffata.

Libero/a di odiare chi vuoi.....................................................................................................

Anche io sono -per certi versi- cinico e insensibile: per dire io odio i fascisti e i leghisti e li vorrei tutti morti. di cancro, lento e doloroso se possibile. Ma è una mia opinione personale, comprendo che non tutti possano concordare....

Ripeto:eek:gnuno è libero di odiare chi crede.............................................................

Un ubriacone in casa dà fastidio perchè si beve i soldi per tirare avanti, malmena i propri cari senza ritegno, urla durante le crisi di astinenza ed anche no, spacca tutto in casa, e quando la gente mormora è per pietà delle vittime di tanta ferocia e disprezzo.
Quindi rispetto per le persone dipendenti da sostanze varie, ma non facciamone eroi o martiri della società
Anzi, i loro vizi sono a carico della spesa pubblica e tanto dovrebbe bastare per rappresentare il rispetto...la pietà riserviamola ad altre categorie...magari alle vittime di cotanti campioni di sofferenza personale....

In questa risposta ti trovo molto superficiale elicriso!
Ma forse la colpa è che il tuo sapere si basa solo sulla carta stampata che leggi e non viene da fatti e situazioni
viste,sentite e che ti sono rimaste nelle orecchie e soprattutto nel cuore!
Ascolta:parlo sempre in generale si intende.
A volte,quelli che tu chiami "le vittime" dei tossici................scava e scava,vivi con loro oggi e domani,parla,
interroga,ascolta,tiri le somme e,per fatela breve vien fuori tutta una realta' OPPOSTA:quelle che ti sembravano
vittime ti accorgi invece che sono i fautori del dramma che vivono gli altri i quali hanno subito talmente tanto che alla fine sono esplosi,ma non facendo del male ai persecutori,ma solo a loro stessi.............e ci passano anche per rovina-famiglie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pensaci......sei troppo intelligente per non prendere almenoin considerazione anche quest'altra alternativa.
Ciao,pat
 
Ultima modifica di un moderatore:
Un momento di attenzione:sì.è vero che nessuno ti infila pasticche in gola o ti manda giu' alcool per forza........ma,
ci sono atteggiamenti ben "piu' sottili" di quelli che puoi immaginare tu con la semplicita' che appare dal tuo scritto.

mi devo essere espresso male, io so perfettamente che ambiente, famiglia, amici e frequentazioni improprie, aggiunte ad un carattere o ad un momento di debolezza ti possono trascinare in situazioni discutibili e rischiose. Vivendo in un quartiere ad alto tasso malavitoso in certe situazioni, mio malgrado, ci sono cresciuto. E ho visto chi ci è caduto, chi meno, chi se ne è tirato fuori, chi ha ricacciato dentro qualcun altro, chi ne ha fatto business, chi ha provato e non gli è piaciuto e chi se lo è quasi imposto. Quasi tutte vittime di un sistema merdoso.
Io, però NON giustifico nè credo recuperabile in altro modo che con la detenzione & disintossicazione coatta chi manda a braccetto la propria dipendenza con il malaffare o la delinquenza. Qua a Roma è ormai un atteggiamento diffuso e pericoloso, ci sta un consumo di coca esagerato associato ad atteggiamenti malavitosetti dove ci scappa spesso il morto. In un paese come questo pubblicare "romanzo criminale" e addirittura farne una fiction che mitizza quella gente è veramente criminale, visti gli effetti che provoca.

Ripeto:eek:gnuno è libero di odiare chi crede.............................................................

per fortuna, altrimenti avremmo ancora i nazifascisti dentro casa. Odiare la discriminazione, l'indifferenza, l'arroganza di chi pensa di aver potere su chi è già vittima di suo, è sopratutto un gesto nobile: pensa tu che una volta a gente così davano le medaglie.
 

elena_11293

Master Florello
e basta co' sto sesso, pare che siete dipendenti....

se non lo sottolineavi, non mi sarei accorta che il mega-censore aveva operato pure su ' risposta incaxxosa'! caspita, è raffinatissimo.....


ad ogni modo, riflessione della notte. in generale (il topic per me ne è un aspetto particolare, considerando le idee che ne sono emerse). mia personale, come sempre.

in 'sto mondo esiste ancora, purtroppo (dico io, poi invece i masochisti ci staran andando a nozze suppongo), una forte esigenza di imparare qualcosa --o semplicemente muovere i cjapet-- a suon di sofferenza.
valutandola in tal senso, cioè come fonte di insegnamento e stimolo, risulta accettabile e quindi resta nell'esperienza di vita di tutti coloro che ci credono. (un lavaggio del cervello di almeno due millenni, d'altronde, dà buoni risultati)
una cosa connaturata a questo (che fa sì che l'idea di dover soffrire, da una parte o dall'altra, permanga) è il viziosissimo circolo (so che ne ho già parlato da qualche altra parte, sorry, ma è il punto essenziale della riflessione così lo riporto) dato dai seguenti personaggi: vittime - carnefici - salvatori.
se ci pensate, questi tre tipi si creano a vicenda, perché basta che uno dei tre non sia presente e gli altri due non trovan più senso d'esistere all'istante: che se ne fa infatti una vittima di continuare a esserlo se non esiste nessuno disposto a opprimerla o nessuno disposto a salvarla? lo stesso dicasi per un carnefice: in assenza di vittime, perde di senso. idem il salvatore.
finché però uno dei tre trova motivo di rivestire il ruolo e lo fa, gli altri saran chiamati a fare altrettanto.

a meno che... uno alla volta smettano tutti di subire il fascino di quei ruoli, si sveglino dalla letargia zombesca e si facciano una vita di responsabilità personale in cui non delegano la propria ad altri né si prendono quella altrui sulle spalle. né, ovviamente, calpestano altre persone.

è molto ma molto semplice. davvero molto semplice risolvere il tutto. si inizia proprio smettendo di credere che esistano vittime (e ovviamente smettendo di ricoprire quel ruolo, se il caso), che si debba poter e dover salvare qualcuno e, be', sul fatto di non far del male ad altri (in qualsiasi modo) voglio sperare non ci sia bisogno di dir nulla.

altra base perché avvenga, lo dicevo ieri: il considerarsi tutti dei pari. se uno invece si vede meglio o peggio, più sù o più giù, più dentro o più fuori, più sano o più malato, più dipendente o meno dipendente, immune o incasinato irrimediabilmente, con una vita da sogno o una drammatica.....ah, be', allora non c'è nulla da dire temo e posso solo augurargli di divertirsi nel giochino con cui sta scegliendo di giocarsi l'esistenza. non essendo il mio, ammetto che non riesco a capire chi ne mantiene la realtà.
 

Pin

Master Florello
Vittime - carnefici - salvatori
Smettere di interpretare questi ruoli, mi sta più che bene.
Ma da che parte si inizia e chi inizia?
Dovrebbe essere una 'iniziativa' in contemporanea, quindi una presa di coscienza globale, è possibile?
Credo che sarebbe utile e producente se la vittima smettesse di fare la vittima, allora non ci sarebbe posto per il carnefice e per il salvatore.
Ma quando la vittima è solo vittima e manca il salvatore? resta il carnefice e ha carte bianca.
Poi credo, penso, IO, comune mortale (a parte quando sono santa) che non siamo tutti sani o tutti malati.
E' una visione del mondo oltre che utopistica anche un pochino egoista.
Se smetto di vedere il malato, perchè siamo tutti malati, me ne sbatto della sofferenza altrui, quindi elimino il 'salvatore', tanto non serve, ma è un ignorare l'essere umano che mi sta vicino e forse ha bisogno di aiuto.
Potremmo eliminare i carnefici, ma questi sono frutto della fantasia di chi si sente vittima.
Ecco stamattina qualcosa non mi torna.
Credo, penso IO, che a volte alcuni fanno dei giochini indipendentemente dalla lora volontà, ci si trovano invischiati e se sono al di fuori del mio/tuo modo di vivere non per questo sono meno vittime-carnefici-salvatori.
 
Ultima modifica:

rootfellas

Florello
OT ma in topic:anni fa in una discussione simile una jovane utente scrisse qualcosa sul tono "i drogati andrebbero rinchiusi o giustiziati perchè la sera ho paura di essere aggredita".. o comunque una minchiata di simile calibro... quelche mummya del forum si ricorda dei quale 3D sto parlando o riesce a trovarlo? Fu memorabile...
Era scardan versione 1.0 secondo me.
 

elena_11293

Master Florello
Vittime - carnefici - salvatori
Smettere di interpretare questi ruoli, mi sta più che bene.
Ma da che parte si inizia e chi inizia?
Dovrebbe essere una 'iniziativa' in contemporanea, quindi una presa di coscienza globale, è possibile?

per come la vedo io, sarebbe certo bello avvenisse in massa, perché di certo ci si divertirebbe poi tutti di più. siccome però la vedo anche un cicin duretta come possibilità, al momento, allora l'unica cosa che ritengo fattibile facilmente è che lo faccia chiunque abbia voglia di farlo, che già significa una gran bella modifica poi nei micro-gruppi (famiglie, ad es., circoli di amici, ambienti di lavoro,..), il che a sua volta ha influenza sul sempre più macro.
non è nemmeno importante, a quel che vedo spesso, che un cambiamento di coscienza e quindi poi di comportamento sia molto dichiarato e fatto presente agli altri, perché i risultati sono comunque evidenti e quindi tutta la dinamica che i comportamenti precedenti tenevano in piedi crolla da sé, per cui gli altri che vi partecipavano ne devono prender atto per forza di cose, al che non può che seguire poi la scelta di cambiare a propria volta o proseguire altrove, con altre persone. a quel punto, però, quanto meno chi non si adegua più al ruolo starà vivendo meglio e avrà quindi possibilità di creare attorno a sé un ambiente migliore.


Credo che sarebbe utile e producente se la vittima smettesse di fare la vittima, allora non ci sarebbe posto per il carnefice e per il salvatore.

lo penso anch'io.


Ma quando la vittima è solo vittima e manca il salvatore? resta il carnefice e ha carte bianca.

credo andrebbe considerato un caso specifico, altrimenti succede che si parla ma ci si può fraintendere. ad ogni modo con questa tua domanda proprio mi stai facendo considerare che probabilmente il ruolo più importante tra i tre da dismettere è forse giusto quello della vittima.. se non c'è lei, gli altri due non han spazio di movimento..


Poi credo, penso, IO, comune mortale (a parte quando sono santa) che non siamo tutti sani o tutti malati.
E' una visione del mondo oltre che utopistica anche un pochino egoista.
Se smetto di vedere il malato, perchè siamo tutti malati, me ne sbatto della sofferenza altrui, quindi elimino il 'salvatore', tanto non serve, ma è un ignorare l'essere umano che mi sta vicino e forse ha bisogno di aiuto.
Potremmo eliminare i carnefici, ma questi sono frutto della fantasia di chi si sente vittima.

okay, mi spiego meglio su una cosa: i tre ruoli vanno a creare un circolo 'vizioso' di alti e bassi/migliori e peggiori che si autoalimenta. ma ne esiste anche uno 'virtuoso' che nasce invece da un'ottica di parità di stato e che vede tre ruoli pure paritari e intercambiabili, quelli di chi sostiene, di chi stimola e chi ascolta. al che, certo che della sofferenza altrui non te ne sbatti, ma non ti ergi nemmeno a salvatore del mondo, fai quel che puoi se lo puoi fare e soprattutto se l'altro lo chiede (perché non è più vittima in quest'ottica, quindi può ben prendersi l'impegno di voler aiuto/supporto e non di pretenderlo vittimisticamente, ovvero lo chiede). a chi ascolta la richiesta, poi la scelta altrettanto consapevole di capire se ha modo o meno di dare quel supporto. ma di prendermi io la briga di andare a portarlo a chi non me lo chiede, questo non lo considero più da tempo. perché non funziona. si vede sempre. mi ricordo che non molto tempo fa nel thread sui poveri del mondo finnigan's wake parlava dei soldi dati per costruire qualcosa in africa e di come in breve si fosse rivelato un nulla di fatto, ad es. va così, se non c'è richiesta diretta di chi sente necessità di aiuto e sa cosa esattamente serva. lo vedi nelle donne maltrattate in famiglia che o non denunciano o cmq poi ritornano a casa lo stesso. lo si vede con gli amici o i familiari che piagnucolano ma poi non muovono i famosi cjapet per cambiare qualcosa.. a livello macro o micro, fare i salvatori di chi consideriamo o si considerano vittime, non lo vedo proprio funzionare.


Ecco stamattina qualcosa non mi torna.
Credo, penso IO, che a volte alcuni fanno dei giochini indipendentemente dalla lora volontà, ci si trovano invischiati e se sono al di fuori del mio/tuo modo di vivere non per questo sono meno vittime-carnefici-salvatori.

credo anch'io qualcuno si trovi nei casini senza volontà cosciente. ma credo pure, come ho provato qui sopra a spiegare, che se poi quando nel casino ormai ci sono non decidono loro di uscirne e cercare e chiedere una mano per farlo, se da soli non sentono ancora di riuscirci, allora non c'è reale risultato poi. ma, ripeto, anche in quel caso in cui loro si muovano per modificare la propria situazione, poi chi può andare loro incontro non dovrebbe considerarsi un salvatore eroico e santo, ma un essere umano come loro che in quel dato momento o per i casi della vita ha modo di esser presente e dare qualche dritta che conosce e gli altri no. a proposito, questo è l'unico senso che davo al fatto di considerare tutti allo stesso modo: cioè tutti sulla stessa barca, di base. non un mettersi i paraocchi e non vedere che qualcuno nel tragitto è cascato fuori bordo e non sa nuotare...

buona mattinata, pin! :)
 

Pin

Master Florello
non è nemmeno importante, a quel che vedo spesso, che un cambiamento di coscienza e quindi poi di comportamento sia molto dichiarato e fatto presente agli altri, perché i risultati sono comunque evidenti e quindi tutta la dinamica che i comportamenti precedenti tenevano in piedi crolla da sé, per cui gli altri che vi partecipavano ne devono prender atto per forza di cose, al che non può che seguire poi la scelta di cambiare a propria volta o proseguire altrove, con altre persone. a quel punto, però, quanto meno chi non si adegua più al ruolo starà vivendo meglio e avrà quindi possibilità di creare attorno a sé un ambiente migliore.
Su questo non sono così sicura, perchè c'è di mezzo il retroterra culturale, l'ignoranza, e pur sempre la paura, quindi più facile che pascoli altrove che prenda coscienza





credo andrebbe considerato un caso specifico, altrimenti succede che si parla ma ci si può fraintendere. ad ogni modo con questa tua domanda proprio mi stai facendo considerare che probabilmente il ruolo più importante tra i tre da dismettere è forse giusto quello della vittima.. se non c'è lei, gli altri due non han spazio di movimento...
E' la vittima il fulcro, ma come farle cambiare idea in una società dove non ci son assistenza, supporto.
Dove la cultura personale, ancora in tanti, specialmente donne, è quello di testa bassa e muta?



okay, mi spiego meglio su una cosa: i tre ruoli vanno a creare un circolo 'vizioso' di alti e bassi/migliori e peggiori che si autoalimenta. ma ne esiste anche uno 'virtuoso' che nasce invece da un'ottica di parità di stato e che vede tre ruoli pure paritari e intercambiabili, quelli di chi sostiene, di chi stimola e chi ascolta. al che, certo che della sofferenza altrui non te ne sbatti, ma non ti ergi nemmeno a salvatore del mondo, fai quel che puoi se lo puoi fare e soprattutto se l'altro lo chiede (perché non è più vittima in quest'ottica, quindi può ben prendersi l'impegno di voler aiuto/supporto e non di pretenderlo vittimisticamente, ovvero lo chiede). a chi ascolta la richiesta, poi la scelta altrettanto consapevole di capire se ha modo o meno di dare quel supporto. ma di prendermi io la briga di andare a portarlo a chi non me lo chiede, questo non lo considero più da tempo. perché non funziona. si vede sempre. mi ricordo che non molto tempo fa nel thread sui poveri del mondo finnigan's wake parlava dei soldi dati per costruire qualcosa in africa e di come in breve si fosse rivelato un nulla di fatto, ad es. va così, se non c'è richiesta diretta di chi sente necessità di aiuto e sa cosa esattamente serva. lo vedi nelle donne maltrattate in famiglia che o non denunciano o cmq poi ritornano a casa lo stesso. lo si vede con gli amici o i familiari che piagnucolano ma poi non muovono i famosi cjapet per cambiare qualcosa.. a livello macro o micro, fare i salvatori di chi consideriamo o si considerano vittime, non lo vedo proprio funzionare....


Domanda è una quarta figura il virtuoso? o è il volontario?
Non considero virtuoso chi si erge a salvatore del mondo, ma molto ipocrita.
Su quanto ho già scritto ho evidenziato che ci sono vari fattori che rendono la vittima, vittima e incapace di muovere i ciapet. Non ultima anche la possibilità economica


credo anch'io qualcuno si trovi nei casini senza volontà cosciente. ma credo pure, come ho provato qui sopra a spiegare, che se poi quando nel casino ormai ci sono non decidono loro di uscirne e cercare e chiedere una mano per farlo, se da soli non sentono ancora di riuscirci, allora non c'è reale risultato poi. ma, ripeto, anche in quel caso in cui loro si muovano per modificare la propria situazione, poi chi può andare loro incontro non dovrebbe considerarsi un salvatore eroico e santo, ma un essere umano come loro che in quel dato momento o per i casi della vita ha modo di esser presente e dare qualche dritta che conosce e gli altri no. a proposito, questo è l'unico senso che davo al fatto di considerare tutti allo stesso modo: cioè tutti sulla stessa barca, di base. non un mettersi i paraocchi e non vedere che qualcuno nel tragitto è cascato fuori bordo e non sa nuotare.......

A chi chiedere? Si ha la capacità di capire che è ora di chiedere? Si ha la forza o è subentrata la rassegnazione?
Poi perchè vedere il virtuoso o salvtore come eroe metropolitano, non è un controsenso?



buona mattinata, pin! :)

semplice saluto o chiusura discussione?
 
Ultima modifica di un moderatore:

elena_11293

Master Florello
....semplice saluto o chiusura discussione?

ihih, grazie per la risatina che m'ha dato questa domanda :)


sul resto, ehhhhh, c'è un sacco da dire! ma non finiamo per uscire dal topic se approfondiamo su questo, ora?

così, ti dò una mia risposta che taglia un po' la testa al toro a tutti i vari 'se' e 'ma': quella di cui parlavo è la soluzione che so funzionare per me (e per un po' di gente che conosco pure, ma qui diciamo per me), per cui non vado tanto a vedere adesso cosa altri dovrebbero fare o non fare, soprattutto mi dedico io a non fare quel che so non funzionare e a fare quel che so che funziona. la mia sfera di potere arriva fin lì, a ciò che faccio o non faccio io. lo sento sufficiente e importante. perché è qualcosa. nn risolve i problemi del mondo, ma risolve i miei. e quelli di chi non deve occuparsi quindi di me, ad esempio. e, proprio osservando come funziona a cascata (come dicevo, non solo nella mia vita), mi diventa evidente capire che se anche non si mettessero a far lo stesso ovunque e tutti (le situazioni disagiate o ai limiti di cui parlavi) ma cmq già lo facessero un po' di quelli che nelle condizioni di farlo lo sono già, be', cambierebbe molto attorno a noi e non solo per noi, pure proprio per quelli che sono nella necessità e non han modi e strumenti per capire come muoversi.

come dire: non riesco tanto a ragionare sul tutto in teoria, lo faccio nella pratica approcciandolo fin là dove ho modo. e lo vedo funzionare bene.

devo poi dirti che non ho capito bene le considerazioni sui salvatori, quindi non saprei cosa dire in risposta su quello.

su alcune 'vittime', invece, che possono non sapere che è ora di chiedere o che si son rassegnate, qui suonerò cinica, ma è cmq quanto penso: proprio per come se la vivono, aiutarle senza che la richiesta venga da loro io sono convinta che non funzionerebbe. chi è rassegnato non vede speranza, gliela puoi mettere davanti in tutte le lingue e i modi del mondo, non la vede; e chi non sa di aver bisogno di togliersi da dov'è, vuol dire quindi che appena ha modo ci ritorna o che rifiuterà da subito qualsiasi mano allungata. se non parte da un loro (seppur minimo) desiderio di cambiamento, trovo che fare i soccorritori di default in quei casi è puro spreco di risorse e energie. io infatti non lo faccio più e mi sento a posto con la coscienza perché non l'ho mai visto davvero funzionare e non lo vedo funzionare tutt'ora ovunque viene fatto.

(ad ogni modo.. pin, grazie, mi stai dando modo di ragionarci di più :))
 
E

elicriso

Guest
In questa risposta ti trovo molto superficiale elicriso!
Ma forse la colpa è che il tuo sapere si basa solo sulla carta stampata che leggi e non viene da fatti e situazioni
viste,sentite e che ti sono rimaste nelle orecchie e soprattutto nel cuore!
Ascolta:parlo sempre in generale si intende.
A volte,quelli che tu chiami "le vittime" dei tossici................scava e scava,vivi con loro oggi e domani,parla,
interroga,ascolta,tiri le somme e,per fatela breve vien fuori tutta una realta' OPPOSTA:quelle che ti sembravano
vittime ti accorgi invece che sono i fautori del dramma che vivono gli altri i quali hanno subito talmente tanto che alla fine sono esplosi,ma non facendo del male ai persecutori,ma solo a loro stessi.............e ci passano anche per rovina-famiglie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pensaci......sei troppo intelligente per non prendere almenoin considerazione anche quest'altra alternativa.
Ciao,pat
L'entusiasmo nella difesa di nobili cause porta ad eccessi è capitato spesso anche a me di cadere in questo tranello.
In minima parte le malattie da dipendenza son riconducibili a responsabilità familiari.
Più spesso sono frutto di mode e disvalori
Ignoranza, bisogno, mancata educazione, dovrebbero essere sopperite dall'intervento della società, dello stato...cosa che in occidente in qualche misura avviene.

Malgrado esperienze professionali e personali, a 360^, in continuo divenire, l'unica cosa certa che so...è che non so proprio nulla.

Da qui nasce il mio rispetto per chi si trova in queste situazioni e questo rispetto mi impedisce di definirli "tossici" ma semmai "dipendenti"...da qui nasce anche la pietas nei confronti di chi è vittima della loro aggressività ...

Così come per i malati di pedofilia, anch'essi vittime e carnefici, non mi chiedete di provare pietà.

Mi stupisce che una persona religiosamente impegnata come te neghi l'esistenza del male per se' stesso e voglia a tutti i costi attribuirlo a qualcuno, anche a costo di fare torto a degli innocenti...
 
E

elicriso

Guest
Col diavolo non si scherza.......esiste come vero che il sole gira attorno ai pianeti!:D
 
E

elicriso

Guest
cesira.jpg
 
si, ok, comunque si gira intorno ad una realtà che si finge di non considerare e che spesso si trascura anche durante le campagne informative.
Insomma, le droghe sono buone, piacciono, sono richieste perchè hanno effetti che fanno stare bene. E fanno guadagnare in fretta e abbastanza bene. La presenza di 'sta roba crea un giro, un meccanismo che gode quasi di vita propria sulle spalle degli utilizzatori finali, più o meno consapevoli, fatto sta che la legge della domanda e dell'offerta in queste storie conta più di ogni altro fattore.
Ok? Non insistiamo sul masochismo sul sentirsi vittima, sul chiedere aiuto in maniera trasversale mentre ci si fa del male. Le sostanze stupefacenti fanno stare bene chi le assume, punto. In pochi si vogliono rendere conto che comunque basta moto poco per finire invischiati in situazioni rischiose e pesanti, per questo "provano" le sostanze, specialmente se inseriti in un ambiente dove se ne fa largo uso. La cocaina è infame, non ci si accorge di esserne dipendenti fino a che non è davvero troppo tardi ma rimane comunque molto "trendy" e fa davvero molto fi.go.
Le cose sono molto cambiate dai tempi dell'eroina e dei tossici che chiedevano le cento lire agli angoli della strada.
 

kiwoncello

Master Florello
... che posto strano il forum (e cioè l'Italia)... si riesce a glissare sui problemi sociali (e non solo) con una leggerezza ed una sentenziosità davvero preoccupanti. In effetti l'Italia è il paese dove tutto è proibito salvo diversa indicazione (dei soliti noti lassù....), le campagne di informazione sono semplicemente ridicole ed il risultato è il tracciare divisioni nette anche dove non ce ne sono. Addirittura qua si blatera sull'effettivo "status" di malattia della dipendenza in generale, quando è la scienza a dichiarare che è una malattia e come tale curabile con terapie anche e sopratutto psicologiche. Di certo, colpevolizzare chi possiede un carattere debole, fragile o instabile è una roba davvero vomitevole degna dei periodi più oscuri della nostra storia. E infatti siamo alla fine.

Vedo che hai certezze assolute. Io che faccio/facevo parte di quella "scienza" che citi non ne ho: ho soltanto toccato con mano la distruzione delle disgraziate famiglie che si ritrovano in casa un malato volontario. Dico che ha ben più dignità un malato terminale di cancro che un bucomane od un etilista. Malattia? Certamente, con sintomi provocati dall'assunzione di quanto si vuole assumere; se lo fa un bambino istigato da un farabutto maggiorenne ne provo immediata pietà e spinta a curarlo nel migliore dei modi possibili. Se lo fa un adulto raziocinante la precedenza va a mille altre casistiche patologiche, con buona pace di buonisti, psicologi, samaritani, anti- e pro- e generi affini. Quanto al tuo desiderio anti-leghisti e fascisti non commento: certamente adesso mi sento molto vicino a loro.
 

pattivis

Giardinauta Senior
Chiudo la discussione dicendo l'unica cosa che volevo veramente dire: images.jpg

simbol1.jpg

"ALCOLISTI ANONIMI"

"Problemi con l'alcool?
se vuoi continuare a bere sono solo affari tuoi,
se vuoi smettere e non riesci
possono essere anche affari nostri!"

CLICCAhttp://defcon1.com/AlcolistiAnonimi/
TELEFONO DELLA SEDE CENTRALE:06 36620

(Se mi avesse letto qualcuno "nel problema" o qualche parente,amico,coniuge........e siete desiderosi di piu'
informazioni contattatemi in privato),ciao,pat

images.jpg
 
Ultima modifica:

Marcello

Master Florello
Scusa ma cosa vuoi sapere tu di chi sto parlando? Mi sembra che spari sentenze su chi non la pensa come te. Ognuno sa che esperienza ha vissuto e cosa ha visto. Comunque giusto per "tranquillizzarti" era il fratello di mio papà ed ha vissuto in casa con noi per 5 anni. Pensi che posso parlare con cognizione di causa?

certo,dal tuo punto di vista si.
da quello che lo vive in prima persona no a meno che non sia una psichiatra,psicologa e abbia contatti tutti i gioni con queste persone.
 

Erika

Moderatrice Sezz. Cactacee e Succulente / Parliamo
Membro dello Staff
3 pagine e 97 post per postare un numero di telefono?
Se lo facevi subito ci risparmiavamo, a mio parere, un 3d senza capo nè coda.
 
Vedo che hai certezze assolute. Io che faccio/facevo parte di quella "scienza" che citi non ne ho: ho soltanto toccato con mano la distruzione delle disgraziate famiglie che si ritrovano in casa un malato volontario. Dico che ha ben più dignità un malato terminale di cancro che un bucomane od un etilista. Malattia? Certamente, con sintomi provocati dall'assunzione di quanto si vuole assumere; se lo fa un bambino istigato da un farabutto maggiorenne ne provo immediata pietà e spinta a curarlo nel migliore dei modi possibili. Se lo fa un adulto raziocinante la precedenza va a mille altre casistiche patologiche, con buona pace di buonisti, psicologi, samaritani, anti- e pro- e generi affini. Quanto al tuo desiderio anti-leghisti e fascisti non commento: certamente adesso mi sento molto vicino a loro.

si diciamo che alcune certezze mio malgrado le ho, in particolar modo circa la situazione del nostro paese, sull'utilizzo dei sistemi di informazione, e sopratutto ne ho su come negli ultimi 40-50 anni è stato gestito il """progresso""" democratico e lo sviluppo sociale. Il discorso "droghe" è un tassello di un puzzle che si incastra perfettamente con gli altri e disegna un quadro che -almeno per me- è chiarissimo oltre che sinceramente desolante.

Il mio pensiero, "purtroppo" viziato da alcune esperienze che mi hanno obbligato a conoscere e toccare con mano alcune situazioni (parlo di mie trascorse attività professionali, già citate, negli archivi di alcuni signori che condussero alcune inchieste particolarmente delicate) è ormai guidato dalla certezza che in uno stato a sovranità limitata come il nostro, la gente, il popolo, è costantemente rincoglionito e strapazzato così da non potersi emancipare da quella situazione di sudditanza e passività nel quale viene deliberatamente mantenuto.

Sei abbastanza sveglio, mi auguro, dal comprendere che oltre religione, pseudopolitica e trash mediatico, anche droga e alcool sono elementi necessari per poter sedare definitivamente un'ulteriore porzione di popolo la cui età media è tragicamente sempre più bassa. Non si spiegherebbe altrimenti l'incremento esponenziale di situazioni-limite alle quali NON si pone alcun freno ma piuttosto si incentivano con un elegantissimo laissez-faire che avrà come ultima spiaggia isolate, incasinatissime repressioni ai danni delle ultime ruote del carro. Discorso contorto, me ne rendo conto, ma il minimalismo intellettuale della destra non mi appartiene e sono sopratutto un meccanico: il problema lo devo risolvere alla radice, non perdo tempo a cambiar mescola di gomme o far tarare le sospensioni da Andreani se il telaio è storto, piuttosto raddrizzo il telaio per evitare di sprecar tempo e danaro in lavoretti che NON risolvono il problema ma lo mascherano.

Diciamo che l'informazione, l'istruzione e l'educazione di giovani (e adulti) sono sempre state inquinate e piegate verso direzioni ben precise, e oggi, addirittura, queste fondamenta della democrazia sono state smantellate proprio nel momento in cui un Paese normale le avrebbe potenziate per investire sul futuro. Comprenderai benissimo, da Uomo di Scienza quale tu sei, che disinformare per controllare è un gesto degno della peggiore repubblica bananiera, per me adiacente al peggiore "destabilizzare per stabilizzare" che giustifica e chiarisce oltre 50 anni di storia italiana che pullula di vittime dirette o indirette di un sistema volgarmente conservatore e repressivo, oltre che complice di poteri economici e malavitosi in cui il traffico di stupefacenti è un fulcro di tutto il sistema dove ovviamente la legge della domanda e dell'offerta è ciò che rende stabile il meccanismo economico che lo alimenta. Servono consumatori, insomma.

Comprendo che il mio discorso va oltre e probabilmente devia verso un qualcosa che i finti tonti possono etichettare come "politico", ma francamente non trovo altra soluzione. Il narcotraffico si debella, non si tollera nè si sfrutta per compiacere le organizzazioni criminali. Il consumo di alcolici e un certo stile di vita non si mitizzano, si inibiscono.
Odio conservatori bigotti e veterofascisti per la loro ipocrisia, per il loro nascondere la testa sotto la sabbia e l'accollare alle vittime della loro infame indifferenza (interessata) le proprie colpe che tanto non pagheranno mai. E' facile prendere le distanze dai problemi che pensiamo non ci tocchino, basta tener ben chiusi gli armadi poter non fare uscire gli scheletrini gelosamente nascosti, 'che non è bello che la gente li veda. E se poi capita qualche guaio brutto, è sicuramente colpa del garantismo e dell'eccessiva tolleranza dei "sinistroidi", e nessuno si prende la responsabilità di aver visto la miccia accesa e non averla spenta perchè tanto la bomba non scoppia a via Montenapoleone o Via Condotti, scoppia in borgata.
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
Alto