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danielep

Florello Senior
Dal centro previsioni del Comune di Venezia:

SISTEMA MOSE ATTIVO IN TUTTE LE BOCCHE DI PORTO
Il valore previsto in mare per oggi martedì 22 novembre è di 170cm. Il livello a Venezia potrebbe raggiungere un massimo di circa 75/80cm. Con questo livello il suolo cittadino sarà interessato dalla marea per meno dell'1%

Praticamente, dopo il 1966 ( 194 cm) ed il 2019 (187 cm) , senza Mose, raggiungerebbe (in sola previsione) il terzo gradino del podio...
 

cmr

Maestro Giardinauta
Praticamente, dopo il 1966 ( 194 cm) ed il 2019 (187 cm) , senza Mose, raggiungerebbe (in sola previsione) il terzo gradino del podio...
Al netto degli scandali e polemiche che l'hanno accompagnato durante la gestazione, anche questo MOdulo Sperimentale Elettromeccanico è l'ennesima prova che quando ci si mettiamo seriamente riusciamo a fare grandi cose.
 

Stefano-34666

Guru Master Florello
Ciao,

il problema non è se gli italiani sono o meno capaci a fare grandi opere. Questo è dai tempi dei romani che è consolidato.
Il problema sono:
I tempi richiesti prima dalla burocrazia e poi dalla realizzazione.
I costi che, durante i lavori, crescono in modo esponenziale.
Le numerose gare di appalto, ditte subappaltatrici etc.
I soldi spesi, mangiati, sperperati o intascati.

Purtroppo nel pubblico passano anni (ed in questo caso molti casi di "acqua alta") prima che le opere vengano realizzate. Spesso poi ci si trova che, al momento del collaudo delle poche opere finite, molte parti sono ormai "vecchie" ed andrebbero ammodernate prima ancora di prendere servizio.
Nel pubblico le lungaggini ed i "problemi" possono essere infiniti. Stranamente fa eccezione il Viadotto Genova San Giorgio (quello che ha sostituito il Ponte Morandi). Ma in quel caso era necessario fare in fretta per "liberare" una regione che, senza ponte, era tagliata a metà.

Quando si parla di privato invece le cose sono molto diverse (il Palazzo Allianz a Milano cresceva di un piano alla settimana).

Ste
 
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Amy

Guru Giardinauta
Ciao,

entro in merito alla discussione stipendi per dire la mia da ingegnere elettronico non praticante.
Ho studiato ingegneria al Politecnico di Torino con il vecchio ordinamento (quello che non dava la laurea con solo 3 anni).
Adesso sono tecnico informatico in una grande azienda ma, economicamente parlando, sono un impiegato.
Ho studiato tanto, speso un capitale in libri, tasse, viaggi etc. ed ora non faccio nulla di quello che ho studiato.
Se mi chiedono "è servito laurearsi?" la mia risposta è, purtroppo, NO.
O meglio è servito per ottenere apertura ed elasticità mentale. Per imparare a studiare. Ma dal punto di vista lavorativo o economico non è servito a nulla.
Il gap economico speso prima di iniziare a lavorare non sarà mai recuperabile. Andrò in pensione più tardi. I miei coetanei che, con 18 anni, hanno iniziato a fare i muratori/elettricisti/idraulici etc., hanno disponibilità economiche molto superiori alle mie.

Forse una volta avere una laurea in mano apriva tutte le porte. Oggi le aziende preferiscono prendere un non laureato. Costa meno ed, a livello di conoscenze, ne ha molte di meno rispetto ad uno che faccia quel lavoro da alcuni anni.
Per la serie il vecchio muratore "mangia in testa" al geometra senza tanti problemi.

Ste
La laurea ti è servita per avere e mantenere il posto che hai, se vogliamo parlare solo di lavoro.
Per accedere a determinati posti di lavoro il titolo richiesto è la laurea anche se le conoscenze e competenze acquisite all'università non le usi più.
Anche io per poter accedere al mio posto di lavoro ho avuto bisogno di una laurea e quello che ho studiato all'università non lo uso sul campo; tra le altre cose, il mio è un lavoro in evoluzione e, nonostante l'età, sono ancora a studiare per tenermi al passo e per stare un passo più avanti.
E' faticoso. E non ne ho un incremento di stipendio.
Ma la cosa più importante l'hai scritta tu stesso: è servito per ottenere apertura ed elasticità mentale
queste sono abilità che permettono di affrontare meglio la realtà che ci circonda e i guai che capitano addosso a tutti, senza distinzioni di reddito.
Queste abilità si imparano con l'esperienza e le botte nei denti o si possono imparare a scuola con meno dolore. La scuola non è solo il posto dove si impara a leggere, scrivere e far di conto. Solo che quando siamo adolescenti non ce ne accorgiamo e non lo 'sappiamo' nemmeno quando diventiamo adulti.
I giovani adulti che si iscrivono alla scuola serale e ci vanno e studiano dopo una giornata di lavoro faticoso se ne sono accorti e tornano indietro.
Se dovessi consigliare a qualcuno di smettere di studiare e andare a lavorare subito dopo l'obbligo scolastico ... non lo farei per nessun motivo.
E ora mi taccio perché credo che sia difficile comprendere gli 'effetti collaterali' della scuola.
Mi viene solo in mente un esempio: la vita di mia nonna (3° elementare), di mia madre (5° elementare) e la mia. E come è cambiato il mondo intorno, cosa lo ha cambiato ... e quali competenze e capacità servono per viverci ora.
 
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danielep

Florello Senior
prova che quando ci si mettiamo seriamente riusciamo a fare grandi cose.
Il problema sono:
I tempi richiesti prima dalla burocrazia e poi dalla realizzazione.
I costi che, durante i lavori, crescono in modo esponenziale.
Le numerose gare di appalto, ditte subappaltatrici etc.
I soldi spesi, mangiati, sperperati o intascati.
D' accordo con entrambi... Purtroppo, quanto dice @Stefano-34666 è la cruda analisi della realtà:confused:
 

peppeorchid

Apprendista Florello
Al netto degli scandali e polemiche che l'hanno accompagnato durante la gestazione, anche questo MOdulo Sperimentale Elettromeccanico è l'ennesima prova che quando ci si mettiamo seriamente riusciamo a fare grandi cose.
verissimo tantissime delle opere ingegneristiche nel mondo sono made in italy, peccato che in Italia siamo anche i primi nel complicarci la vita in burocrazie, magna magna etc
mi diceva un ' amica tedesca che se l' Italia con le sue capacità, avesse anche la precisione e correttezza dei tedeschi, sarebbe la prima nazione al mondo
 

peppeorchid

Apprendista Florello
Ciao,

il problema non è se gli italiani sono o meno capaci a fare grandi opere. Questo è dai tempi dei romani che è consolidato.
Il problema sono:
I tempi richiesti prima dalla burocrazia e poi dalla realizzazione.
I costi che, durante i lavori, crescono in modo esponenziale.
Le numerose gare di appalto, ditte subappaltatrici etc.
I soldi spesi, mangiati, sperperati o intascati.

Purtroppo nel pubblico passano anni (ed in questo caso molti casi di "acqua alta") prima che le opere vengano realizzate. Spesso poi ci si trova che, al momento del collaudo delle poche opere finite, molte parti sono ormai "vecchie" ed andrebbero ammodernate prima ancora di prendere servizio.
Nel pubblico le lungaggini ed i "problemi" possono essere infiniti. Stranamente fa eccezione il Viadotto Genova San Giorgio (quello che ha sostituito il Ponte Morandi). Ma in quel caso era necessario fare in fretta per "liberare" una regione che, senza ponte, era tagliata a metà.

Quando si parla di privato invece le cose sono molto diverse (il palazzo Allianz a Milano cresceva di un piano alla settimana).

Ste
solo ora ti leggo, ma ho risposto praticamente sopra
 

Stefano Sangiorgio

Fiorin Florello
La laurea ti è servita per avere e mantenere il posto che hai, se vogliamo parlare solo di lavoro.
Per accedere a determinati posti di lavoro il titolo richiesto è la laurea anche se le conoscenze e competenze acquisite all'università non le usi più.
Anche io per poter accedere al mio posto di lavoro ho avuto bisogno di una laurea e quello che ho studiato all'università non lo uso sul campo; tra le altre cose, il mio è un lavoro in evoluzione e, nonostante l'età, sono ancora a studiare per tenermi al passo e per stare un passo più avanti.
E' faticoso. E non ne ho un incremento di stipendio.
Ma la cosa più importante l'hai scritta tu stesso: è servito per ottenere apertura ed elasticità mentale
queste sono abilità che permettono di affrontare meglio la realtà che ci circonda e i guai che capitano addosso a tutti, senza distinzioni di reddito.
Queste abilità si imparano con l'esperienza e le botte nei denti o si possono imparare a scuola con meno dolore. La scuola non è solo il posto dove si impara a leggere, scrivere e far di conto. Solo che quando siamo adolescenti non ce ne accorgiamo e non lo 'sappiamo' nemmeno quando diventiamo adulti.
I giovani adulti che si iscrivono alla scuola serale e ci vanno e studiano dopo una giornata di lavoro faticoso se ne sono accorti e tornano indietro.
Se dovessi consigliare a qualcuno di smettere di studiare e andare a lavorare subito dopo l'obbligo scolastico ... non lo farei per nessun motivo.
E ora mi taccio perché credo che sia difficile comprendere gli 'effetti collaterali' della scuola.
Mi viene solo in mente un esempio: la vita di mia nonna (3° elementare), di mia madre (5° elementare) e la mia. E come è cambiato il mondo intorno, cosa lo ha cambiato ... e quali competenze e capacità servono per viverci ora.
Proprio perchè la laurea consente di arrivare all'apertura e elasticità mentale, rende più pronti a sapersi aggiornare con il lavoro che cambia e a saper scrivere correttamente e in maniera logica e ragionata come si evince dal tuo papiro.
 
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Stefano-34666

Guru Master Florello
La laurea ti è servita per avere e mantenere il posto che hai, se vogliamo parlare solo di lavoro.
Per accedere a determinati posti di lavoro il titolo richiesto è la laurea anche se le conoscenze e competenze acquisite all'università non le usi più.
Anche io per poter accedere al mio posto di lavoro ho avuto bisogno di una laurea e quello che ho studiato all'università non lo uso sul campo; tra le altre cose, il mio è un lavoro in evoluzione e, nonostante l'età, sono ancora a studiare per tenermi al passo e per stare un passo più avanti.
E' faticoso. E non ne ho un incremento di stipendio.
Ma la cosa più importante l'hai scritta tu stesso: è servito per ottenere apertura ed elasticità mentale
queste sono abilità che permettono di affrontare meglio la realtà che ci circonda e i guai che capitano addosso a tutti, senza distinzioni di reddito.
Queste abilità si imparano con l'esperienza e le botte nei denti o si possono imparare a scuola con meno dolore. La scuola non è solo il posto dove si impara a leggere, scrivere e far di conto. Solo che quando siamo adolescenti non ce ne accorgiamo e non lo 'sappiamo' nemmeno quando diventiamo adulti.
I giovani adulti che si iscrivono alla scuola serale e ci vanno e studiano dopo una giornata di lavoro faticoso se ne sono accorti e tornano indietro.
Se dovessi consigliare a qualcuno di smettere di studiare e andare a lavorare subito dopo l'obbligo scolastico ... non lo farei per nessun motivo.
E ora mi taccio perché credo che sia difficile comprendere gli 'effetti collaterali' della scuola.
Mi viene solo in mente un esempio: la vita di mia nonna (3° elementare), di mia madre (5° elementare) e la mia. E come è cambiato il mondo intorno, cosa lo ha cambiato ... e quali competenze e capacità servono per viverci ora.
Ciao,

il posto che ho non l'ho ottenuto grazie alla laurea ma alla fortuna di trovarmi nel posto giusto al momento giusto (tanto è vero che quando sono stato assunto non ero ancora laureato).
Molti miei compagni di corso, laureati meglio di me, sono stati anni "a spasso", sballottati tra un contratto a progetto ed una richiesta di assunzione con partita IVA.
Dalla laurea non hanno ricavato nessun privilegio. Anzi. Spesso si sono visti scavalcati da diplomati con la scusa "tu sei laureato, non possiamo pagarti così poco".
Un ragazzo, un giorno, di fronte ad una di queste obiezioni, gli ha detto:" scusate ma accetto lo stesso, non mi interessa di prendere meno di quello che meriterei, mi basta lavorare". La risposta di quello che faceva il colloquio è stata: "non possiamo, altrimenti i sindacati bla bla bla, le leggi bla bla bla etc."
Questa è la realtà.

Un mio amico di Sondrio un giorno mi ha detto: "Sai perché il nord est è ricco? Perché ci sono meno ragazzi che vanno a scuola. Molti iniziano a lavorare subito, si fanno una famiglia presto e producono subito, senza gravare sulle famiglie di origine". Non vivendo nel nord est non saprei se è vera questa statistica, ma non ho dubbi a crederci.

Ste
 

Amy

Guru Giardinauta
Un mio amico di Sondrio un giorno mi ha detto: "Sai perché il nord est è ricco? Perché ci sono meno ragazzi che vanno a scuola. Molti iniziano a lavorare subito, si fanno una famiglia presto e producono subito, senza gravare sulle famiglie di origine". Non vivendo nel nord est non saprei se è vera questa statistica, ma non ho dubbi a crederci.
Nemmeno io ho dubbi a crederci ... infatti le menti 'scientifiche e innovative' si trovano altrove.
E' tutta una questione di priorità: nel nord est la priorità è il denaro. E se a loro va bene, va bene anche a me.
E comunque il tuo posto l'hai ottenuto grazie al diploma e non grazie all'ingnoranza. Non hai smesso di studiare a 16 anni (o 14 com'era ai nostri tempi) e quello che hai studiato ti ha reso flessibile sul lavoro e capace di affrontarne le sfide vecchie e nuove.
Ora, però, mi taccio sul serio.
 

cmr

Maestro Giardinauta
la laurea consente di arrivare all'apertura e elasticità mentale
Non ci giurerei. Ne ho alcuni sottomano che dimostrano l'esatto contrario!!! :banghead:

se l' Italia con le sue capacità, avesse anche la precisione e correttezza dei tedeschi, sarebbe la prima nazione al mondo
Ci contentiamo di stare tra le prime 8! Credo che non sia nemmeno un fatto di 'precisione e correttezza' quanto, come hai sottolineato: "...peccato che in Italia siamo anche i primi nel complicarci la vita in burocrazie, magna magna etc."
 

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff

miciajulie

Fiorin Florello
Proprio perchè la laurea consente di arrivare all'apertura e elasticità mentale, rende più pronti a sapersi aggiornare con il lavoro che cambia e a saper scrivere correttamente e in maniera logica e ragionata
mah... ho parecchi dubbi.
ricordo che saper scrivere e parlare correttamente dovrebbe essere appannaggio di chi ha fatto le elementari. e sono convinta che apertura, elasticità mentale, prontezza, capacità di adattamento/aggiornamento e logica siano caratteristiche che la laurea non ti dà. magari!
 

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
hai ragione, sono stata eccessiva ... non è certo così per tutti gli abitanti del nord est.
eccessiva nel dirlo?
o nel mostrare come la pensa una mente aperta dalla laurea
io me lo posso permettere non ho una laurea, e oggi sono strafelice di come il MOSE abbia salvato Venezia, nel NE voluto da gente del NE non ho ben chiaro da chi sia stato progettato ma conosco più di un ingegnere del NE

:bacio::bacio:
 

Tchaddo

Florello
Qui ha piovuto forte tutta mattina, ora ha smesso ma la pioggia ha fatto saltare più volte la luce e ora non va più il riscaldamento di tutto il palazzo... Non sono freddoloso ma alla lunga inizio a sentire un certo freschino
 

Stefano-34666

Guru Master Florello
Ciao,

dai dati pubblicati su "I numeri dell'avvocature 2021" redatto annualmente dalla Cassa Forense si nota come la Campania, con 34658 iscritti, si conferma la seconda regione italiana per il numero di avvocati, subito dietro alla Lombardia che ha 35035 iscritti.
Siccome la popolazione della Campania è di 5600000 abitanti e quella della Lombardia di circa 10 milioni, questo porta la Campania ad avere 6.2 avvocati ogni 1000 abitanti...seconda solo non alla Lombardia, bensì alla Calabria.
Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia hanno tutte più avvocati (per numero di abitanti) rispetto alla Lombardia.
La sola Napoli ha circa 15000 toghe e si piazza, in classifica, al terzo posto dopo Roma e Milano.

Questo è il link se volete documentarvi meglio: https://www.cassaforense.it/media/10301/i-numeri-dellavvocatura-2021.pdf

Questo dovrebbe far riflettere!

Ste
 
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Amy

Guru Giardinauta
eccessiva nel dirlo?
o nel mostrare come la pensa una mente aperta dalla laurea
Non è solo nella laurea che credo ma nella scuola, nello studio, nell'apprendimento di conoscenze e competenze in sé, nella socialità e nella conoscenza di se stessi.
In un mondo più complesso di quello in cui siamo cresciuti noi, continuo a credere che possano migliorare la qualità della vita delle persone anche se "non servono" (e non ne sono sicura) per il lavoro.
Tant'è che nei paesi in cui non c'è la scuola c'è anche parecchia povertà e viceversa (i due fenomeni povertà e ignoranza sono interconnessi) e alcune conoscenze permettono anche di attivare qualche risorsa in più rispetto all'ignoranza totale.
Questa è la mia opinione direi lecita come lo sono le vostre.
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
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