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Memoria (Il Giorno)...

prumiao

Giardinauta
Oggi, concediamo un pensiero, anche solo un minuto, alla Memoria... Non si deve dimenticare ma spiegare ai figli, perché niente del genere possa anche solo un minuto più sfiorare le menti...

Ricordo il freddo massacrante i timidi lamenti della mia gente
ammassati stipati dentro un treno merci
due giorni e due notti senza dormire
e ben presto avremmo smesso di parlare
ben presto
Ricordo il freddo massacrante il giorno che
perdemmo per sempre i nostri figli
affamati assetati privati dei nostri vestiti
ed era come ingoiare vetro

e ben presto avremmo smesso di parlare
ben presto avremmo smesso di capire
ed ho imparato a bere sempre un sorso in più
ed ho imparato a bere sempre un sorso in più
di quanto ne avessi realmente bisogno
di quanto ne avessi realmente bisogno
un giorno potrei avere sete

Ricordo il freddo massacrante il timore di affondare
in un letto di carboni ardenti
quale logica o legge di vita potrà mai spiegar
la diabolica impresa di quegli uomini eletti ...

e ben presto avremmo smesso di parlare
ben presto avremmo smesso di capire
ed ho imparato a bere sempre un sorso in più
ed ho imparato a bere sempre un sorso in più
di quanto ne avessi realmente bisogno
di quanto ne avessi realmente bisogno
un giorno potrei avere sete
 

prumiao

Giardinauta
Quella che ho messo è poesia in musica "Un sorso in più", una canzone di una bravissima cantautrice Italiana, la Cantantessa Carmen Consoli...
 

DRAGON

Maestro Giardinauta
Grazie Prumiao!!Si,ne parlerò tanto tanto ai miei ragazzi di come devono considerarsi fortunati e apprezzare quello che hanno,a volte si perde la memoria.....meglio rinfrescarla ogni tanto.:flower:
 

Ornella.48

Maestro Giardinauta
grazie Prumiao, mi sembra davvero bello bello questo modo di ricordare

Auschwitz - di Salvatore Quasimodo

Laggiù, ad Auschwitz, lontano dalla Vistola,
amore, lungo la pianura nordica,
in un campo di morte: fredda, funebre,
la pioggia sulla ruggine dei pali
e i grovigli di ferro dei recinti:
e non albero o uccelli nell’aria grigia
o su dal nostro pensiero, ma inerzia
e dolore che la memoria lascia
al suo silenzio senza ironia o ira.
Da quell’inferno aperto da una scritta
bianca: " Il lavoro vi renderà liberi "
uscì continuo il fumo
di migliaia di donne spinte fuori
all’alba dai canili contro il muro
del tiro a segno o soffocate urlando
misericordia all’acqua con la bocca
di scheletro sotto le doccie a gas.
Le troverai tu, soldato, nella tua
storia in forme di fiumi, d’animali,
o sei tu pure cenere d’Auschwitz,
medaglia di silenzio?
Restano lunghe trecce chiuse in urne
di vetro ancora strette da amuleti
e ombre infinite di piccole scarpe
e di sciarpe d’ebrei: sono reliquie
d’un tempo di saggezza, di sapienza
dell’uomo che si fa misura d’armi,
sono i miti, le nostre metamorfosi.
Sulle distese dove amore e pianto
marcirono e pietà, sotto la pioggia,
laggiù, batteva un no dentro di noi,
un no alla morte, morta ad Auschwitz,
per non ripetere, da quella buca
di cenere, la morte.

 

Ornella.48

Maestro Giardinauta
Auschwitz,
di Francesco Guccini


Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento
Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento
Nei campi tante persone
ma un solo grande silenzio
che strano, non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come puo` un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non e` contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sara`
che un uomo potra` imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si posera`.
 
A

ambapa

Guest
prumiao ha scritto:
Oggi, concediamo un pensiero, anche solo un minuto, alla Memoria... Non si deve dimenticare ma spiegare ai figli, perché niente del genere possa anche solo un minuto più sfiorare le menti...

RICORDARE, SPIEGARE, CONDANNARE SENZA APPELLO le mostruosità. Non sarà mai abbastanza. Eppure mi è capitato di ascoltare con le mie orecchie scandalizzate insegnanti che speravo preparati e sensibili lamentarsi con insofferenza del fatto che ogni anno si sentono "costretti" a parlare ai ragazzi di queste cose, adducendo la stupida motivazine che sono argomenti troppo tristi e i ragazzi non sono preparati ad affrontarli. E chi li dovrebbe preparare se non la scuola, innanzitutto? A essere impreparati mi sembra che spesso siano proprio le persone a cui affidiamo i nostri figli!
Non me ne vogliano gli insegnanti, non faccio di tutta l'erba un fascio. Non ho intenzione di generalizzare, so che non sarebbe giusto, ma a volte, diciamo pure con una certa frequenza, assisto a parole ed atteggiamenti che mi fanno veramente inca**are! A fronte di molti insegnanti che svolgono il loro lavoro con passione e sensibilità, utilizzando al meglio i pochi mezzi che hanno a disposizione, ce ne sono tanti che non hanno remore a mostrarsi sempre stanchi, depressi, demotivati e lamentosi...sarebbe meglio pagargli lo stipendio comunque e lasciarli a casa...il costo sociale sarebbe sicuramente meno grave, rispetto ai danni che fanno! Scusate lo sfogo ma ogni tanto mi piglia così.
 

Ornella.48

Maestro Giardinauta
e infine, da chi l'ha provato sulla sua pelle

Se questo è un uomo - Primo Levi

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
 

Linton

Maestro Giardinauta
grazie a tutte, bisogna assolutamente ricordare!!!!
stavo mettendo anch'io la bellissima e dura poesia di Levi!!
 

nenne46

Giardinauta Senior
ricordare...troppo doloroso a volte.

Sono nata nel 1946 quindi alla fine della guerra. Ho conosciuto personalmente chi è stato in campo di concentramento, chi ha passato giorni e notti nei carri bestiame, chi non poteva sentire una parola di tedesco senza sbiancare, chi non poteva se non sedersi spalle al muro per paura. Era quasi impossibile per loro parlare di questa esperienza e lo è stato per me parlarne con le figlie: troppo forte l'orrere, ti scarnifica dentro.
Come è potuto accadere!!! Io ho guardato la generazione che mi ha preceduta chiedendo: perché non vi siete opposti, perché? Loro è vero non sapevano perché erano troppo buoni e non avrebbero tollerato, ne sono certa.
Per questo dico non siamo indifferenti, anche ora, non tolleriamo dittatori anche piccoli e di qualunque specie, perché il precipizio, l'orrore è dietro l'angolo.
 
P

Piera1

Guest
Mai più olocausti, me lo auguro. La guerra non l'ho vissuta ma quando andavo alle scuole elementari, ricordo che tutto l'istituto era tapezzato da manifesti dove si avvertiva i bambini di non prendere da terra oggetti metallici, potevano essere residui bellici. Questi manifesti sono rimasti impressi nella mia mente.Una cosa voglio aggiungere, non tutti i tedeschi vollero la guerra, molti di loro al pari degli ebrei, degli zingari, dei diversi morirono nei campi di concentramento. 25 anni fa conobbi una signora tedesca, si chiamava Ruth e aveva il viso ricamato dalle rughe. Parlando un giorno mi disse che molti le chiedevano come mai fosse così brutta, lei rispondeva che durante la guerra era stata deportata in Russia, dentro il treno container aveva partorito una bimba che era morta di freddo e ancheil marito era morto nel campo di concentramento.
 
T

teresatita

Guest
" Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere tra una ventina d'anni, quando tutti i testimoni saranno spariti.
Allora i falsari avranno via libera: potranno affermare o negare qualsiasi cosa.
Se gli verrà opportuno, dimostreranno che la seconda guerra mondale non c'è mai stata: le linee Sigfrido e Maginot non sono mai esistite, i loro ruderi tuttora visibili sono stati fabbricati qualche anno fa da imprese specializzate, su piani di scenografi compiacenti: lo stesso per i cimiteri di guerra.
Tutte le fotografie d'epoca sono fotomontaggi.
Tutte le statistiche sulle vittime sono contraffatte, opere di propaganda interessata: in guerra non è morto nessuno èerchè la guerra non c'è stata .
Tutti i diari e memorie sono bugiardi, o opera di squilibrati o frutto di corruzione e violenza.
Le vedove e gli orfani sono comparse stipendiate"
Primo Levi

Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo
Tornare, mangiare, raccontare
Finchè suonava breve sommesso
Il comando dell'alba:
" Wstavac "
E si spezzava in petto il cuore.

Ora abbiamo ritrovato la casa
Il nostro ventre è sazio
Abbiamo finito di raccontare
E' tempo. Presto udremo ancora
Il comando straniero
"Wstavac"
Primo Levi
 
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