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I GdL di G.it - Abbiamo sempre vissuto nel castello - Shirley Jackson

daria

Master Florello
...
vabbe',micina cara...- tanto per capire- scrivo gia' che e' una ca.gata o aspetto che finisci di leggerlo :fischio: :D
 

miciajulie

Fiorin Florello
...
vabbe',micina cara...- tanto per capire- scrivo gia' che e' una ca.gata o aspetto che finisci di leggerlo :fischio: :D

mannooo, pant pant, dammi ancora un po' di tempo e arrivo, sono oltre la metà. prendetelo come un gesto di amore... universale
che poi non lo definirei esattamente come una tortazza di muccazza, è che mi fanno troppo innervosire alcuni figuri... e finisco per non leggerlo con la serenità sufficiente per provarne piacere. ebbene sì, punto alla medaglietta per diplomatica del mese. non la pasterella. purtroppo
 

letizia66

Florello
Finalmente è arrivato e ho cominciato a leggerlo , non ho letto indietro e non lo farò fino a che non sarò arrivata almeno a metà perchè alcuni commenti di chi aveva già finito mi stavano facendo passare la voglia :D adesso spero solo che micia non lo abbia messo li dove lo ha messo perchè la "ispira" :lol: ma solo perchè la rilassa :fischio:
 

Green thumb

Moderatore Sezz. Prato / Libri
Membro dello Staff
Oggi movimentata giornata in ospedale (mio padre deve fare alcune visite) e me lo sono portato dietro (il formato è comodo :D) iniziato e sono all'incirca a metà devo dire che le continue interruzioni non hanno giovato ma fin'ora l'ho trovato rilassante, starò via qualche giorno (vado a caccia di temporali in montagna :lol:) per cui conto di tornare con le mie impressioni ma non prima di domenica sera massimo lunedì... :D
 

letizia66

Florello
Sono arrivata a oltre la metà è scritto in maniera molto semplice , scorrevole ma non infonde curiosità , quella che mi spinge ad accellerare la lettura. le sorelle psicotiche in un primo momento fanno tenerezza ma andando avanti nella lettura viene fuori il malessere profondo di chi vuole vivere al di fuori della società ,non per scelta , imponendosi, ma subendo ,nascondendosi , il cugino, molto irritante, lo avrei sbattuto fuori il secondo giorno ,lo zio ,malato dichiarato , è l'unico personaggio che non è angosciante , vediamo come va più avanti .

@ Green thumb pensavo di essere l'ultima a leggerlo ,invece siamo in compagnia, anche micia è più o meno li :D
 

letizia66

Florello
FINITO
le pagine seguenti non mi hanno fatto cambiare opinione ,anzi ,è stato un susseguirsi di eventi sempre nella stessa direzione , prevedibili e deprimenti, non lo trovo un libro rilassante anzi piuttosto irritante dato il comportamento di tutti i personaggi a partire dalle due ragazze fino alla gente del paese , ok sono sincera, lo trovo piatto e claustrofobico :( adesso vado a leggere le altre opinioni :)
 
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letizia66

Florello
SPOILER
E non ci dici cosa hai preso? :eek:k07:
Scusa Picantina non avevo letto per paura che i commenti mi influenzassero nella " non lettura " :D ho comperato MEMORIE DI UN'INFAMIA di Lydia Cacho un libro che ti lascia l'amaro in bocca ,è sconvolgente sapere quanta violenza e quali perversità esistono nell'essere umano e che queste vengano messe a tacere, pur esistendo denunce eclatanti, quando riguardano uomini che occupano posizioni di potere :sgrunt: e anche LE RAGAZZE DI KABUL che adesso leggerò :eek:k07:
"
C'è anche da tener conto che il libro è stato scritto una cinquantina d'anni fa....(anche se è proprio brutto :fifone2: )
Ahahahahahhh Erika quando si dice parlar chiaro :lol:

L'ho finito tre giorni fa. Quando ho chiuso il libro non sapevo ancora se mi era piaciuto o no. Proprio come dici tu, quando riesamini i singoli eventi hai nuovi spunti di riflessione. Ad esempio gli "altri", i paesani, all'inizio non mi erano sembrati così cattivi, poi, mettendo insieme il tutto mi è salita l'angoscia ripensando alle scene dell'assalto alla casa.
Nata l'emozione più intensa che ho provato mentre leggevo il libro è proprio collegata allo scempio che i paesani stavano facendo in casa e dalla sola preoccupazione che aveva quell'infame del cugino, salvare" la cassaforte " bè mi è salita una rabbia nel leggere la reazione delle sorelle che sembrava amassero così tanto la casa e il giardino e invece di tirare fuori le unghie e i denti per proteggere la loro gabbia dorata, si nascondevano e l'angoscia data dalla descrizione della miseria d'animo di chi gode delle disgrazie altrui e invece di dare una mano si adopera nel completare lo scempio, il male nascosto e il male palese :eek:
 
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daria

Master Florello
Recensioni - work in progress

FINITO:

-BENJI:
Una lettura piacevole, un po' prevedibile.
Ho trovato molto bello il personaggio dello zio, odioso il cugino Charles.
Interessante il rapporto fra gli abitanti del "castrello" e il paese.
Un libro da sotto l'ombrellone come li chiamo io: una lettura piacevole lieve che però non ha suscitato in me profonde riflessioni e quindi destinata a perdersi nell'oblio del tempo.
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-DARIA:
Lo stile è scorrevole e incuriosisce l'approccio iniziale, poi si entra nel "vivo" della storia e ci si perde in una dose abbondante di noia e ripetizioni irritanti . Qualche guizzo verso la fine,mi riferisco alla rivolta del paese e alla successiva ammenda. Questo genere di storie gotico-horror secondo me hanno il preciso dovere di infondere ansia a chi legge, quando questo non avviene, be', direi che un obiettivo importante è mancato.
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-ERIKA:
L'inizio mi ha incuriosita e stessa cosa vale per la trama, però l'ho trovato claustrofobico, morboso ed inquietante.....se all'inizio ho provato un pò di compassione per le protagoniste (che trovo entrambe irritanti)....beh mi è passata in fretta
PS Mi viene persino il dubbio che lo zia sia stato aiutato a "emigrare"
Penso anche che essendo stato scritto mezzo secolo fa conti qualcosa.....chi cerca i ritmi incalzanti ed i colpi di scena dei thriller di oggi, qui non li trova di certo; non c'è un cattivo di turno perchè il male è nelle piccole cose di tutti i giorni.
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-ANNA:
Ho finito il romanzo ieri e sinceramente non mi ha soddisfatto molto.
Secondo me le premesse per un bel romanzo, di quelli che ti lasciano addosso l' inquietudine, c' erano tutte, eppure la storia scivola via senza infamia e senza lode... peccato!
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-CARNE:
... Come avrete intuito, ho trovato la lettura di questo libro curiosa e piacevole per la trama iniziale. Un qualcosa di simile a "la casa degli spiriti" di Isabell Allende ma, contrariamente a questo, la scrittrice Shirley ha parlato dei protagonisti con le loro azioni e sentimenti, in un susseguirsi interessante per poi chiudere senza risposta o conclusione alcuna.
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-DAVIDE:
Finito!
Devo dire che la storia non mi ha coinvolto molto, tranne qualche "uscita" di zio Julian che ha regalato delle perle quasi comiche. Per il resto l'ho trovato un romanzo poco coinvolgente, o meglio, fra di noi non è scattato "l'amore a prima lettura". I personaggi li ho trovati insulsi, sia gli abitanti del paese, ma soprattutto le due sorelle, alle quali avrei volentieri dato un calcio in quel posto
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-PICANTINA:
E' scritto in maniera semplice e la lettura è scorrevole, ma non prende e non coinvolge. La storia è piatta, senza suspance. Non ho capito se è un thriller perché non ho trovato nessuna caratteristica del genere.
Come davide mi è quasi piaciuto lo zio, ma le due sorelle altamente irritanti. Constance con i suoi continui:"Merricat, che sciocchina"...."ma mollale un ceffone!", mi veniva da rispondere tutte le volte e la sorella l'avrei spedita davvero sulla luna senza ritorno.
Ipocrita Stella e odiosi gli altri abitanti, decisamente antipatico il cugino.......
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-PIN:
Vuoto, totalmente vuoto. Nessun personaggio con un minimo di spessore.
Concordo con chi avrebbe preso a sberle Costance e a calci Merricat.
Sarà una scrittura di 50 anni fa, poi neppur tanto vecchia, ma manca di qualunque mordente e interesse.
L'unica cosa che mi ha 'divertito', anche io da piccola dicevo se passo di là mi succederà qualcosa a volte di bello a volte no.
La trama di per sé, non è malvagissima, ma senza nessun personaggio forte, si appiattisce subito.
Lo zio, unico personaggio con 'qualcosa', direi grande approffittatore da sempre e ora quasi ricattatorio.
Il cugino, perchè non usare la situazione a proprio uso e consumo.
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-ROCCO.CO:
Direi che non è un giallo e neppure un thriller dato che il fatto criminoso si configura e conclude nelle prime pagine un po' per diretto intervento dell'autrice un po' per intuito.
Lo definirei un racconto lungo di tipo psicologico:
la descrizione di un evento dal punto di vista di uno psicotico (merricat) ed un demente (zio) ed una nevrotica (constance)
Da qui il ritornare sui fatti ...sezionandoli da ripetuti punti di vista ...un martellare ritmico di ripetizioni irritanti ma non noiose che ampliano la sensazione di claustrofobia
A fare da contrappunto alla malattia psichiatrica ecco i vizi degli uomini comuni...dal cugino ai concittadini....avidità...moralismo...crudeltà...i nvidia
Bella l'idea ma troppo evidente l'intento pedagogico moralista
Non mi intendo di pittura ma ricorda non so quale corrente artistica del 900 che rappresentava un soggetto contemporaneamente da più punti di vista con risultato surreale
Forse l'autrice americana era influenzata dall'arte dell' epoca o anche dalle opere di freud e della psicanalisi ?
Non lo so...non ne so abbastanza in merito ma il dubbio mi è venuto
Piaciuta la descrizione dell'arredo...
I personaggi ed i fatti prendono forma per deduzione ...per le cose non dette... come l'origine del gesto omicida di merrycat presentato come un flashback :
figlia amata ed assecondata per sopperire alla malattia al primo "no" reagisce con violenza
Un racconto lungo di lettura scorrevole ma che rinuncia a trama ed azione per privilegiare l'aspetto psicologico.
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-NATABRUJA:
Finito!
Una voce fuori dal coro, tranne un poco Carne e Rocco.co.
Non un romanzo ma un racconto: Mi è piaciuto! Non tanto per la storia perché effettivamente quello che accade nel libro è molto poco, ed è già accaduto, ma ho trovato interessante guardare il mondo attraverso la mente di Merricat. La forza del romanzo sta nella scrittura piuttosto che nella trama, il modo in cui la storia è narrata in maniera che la verità sulla famiglia venga fuori lentamente. Lo capisci fin dalle prime pagine, ma vai avanti per capire come e perché. E la motivazione è talmente banale che solo una mente psicotica come Merricat poteva concepire.
I personaggi:
Merricat su tutti!
La sorella piattissima
Lo zio simpatico, oggi avrebbero scritto che aveva l'Alzheimer
Il cugino Charles personaggio odioso ma necessario in qualsiasi romanzo che si rispetti.
Helen Clarke mi è piaciuta, personaggio molto aderente a molte realtà americane (ne conosco una!)
Inquietante ma di grande effetto la descrizione degli abitanti del paese che man mano sembrano fondersi in un mostro che avanza per mangiarsi la casa.
L'unica cosa che mi è mancata è la localizzazione. Quando leggo un libro mi piace sempre sapere dove è ambientato, mi serve per calarmi meglio nell'atmosfera.
Ma dove poteva essere ambientato il mondo di Merricat? Sulla luna, no?
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LETIZIA66
Finito. le pagine seguenti non mi hanno fatto cambiare opinione ,anzi ,è stato un susseguirsi di eventi sempre nella stessa direzione , prevedibili e deprimenti, non lo trovo un libro rilassante anzi piuttosto irritante dato il comportamento di tutti i personaggi a partire dalle due ragazze fino alla gente del paese , ok sono sincera, lo trovo piatto e claustrofobico adesso vado a leggere le altre opinioni



Tutti gli altri: chi in ferie e chi in lettura...be' ormai le ferie saranno passate, e quelli che ancora mancano all'appello hanno la lettura con tempi comodi :eek:k07: :D
la fine di settembre e' alle porte, finito questo gruppo, se volete, sondaggiamo il prossimo libro da leggere together :)
 

rocco.co

Guru Giardinauta
FINITO
le pagine seguenti non mi hanno fatto cambiare opinione ,anzi ,è stato un susseguirsi di eventi sempre nella stessa direzione , prevedibili e deprimenti, non lo trovo un libro rilassante anzi piuttosto irritante dato il comportamento di tutti i personaggi a partire dalle due ragazze fino alla gente del paese , ok sono sincera, lo trovo piatto e claustrofobico :( adesso vado a leggere le altre opinioni :)

Letizia leggendo il tuo commento mi è venuta la colonna sonora da associare al romanzo: bolero di ravel
Non pensate che il crescendo di aspettativa per l'azione sino alla delusione ultima con conseguente frustrazione ed inquietudine fosse lo scopo dall'autrice?
Insomma...magari non voleva scrivere un best seller ma qualcosa di più elaborato...
Mi ricorda il Deserto dei Tartari di Buzzati che si conclude nel momento in cui l'azione potrebbe avere inizio
 

letizia66

Florello
Letizia leggendo il tuo commento mi è venuta la colonna sonora da associare al romanzo: bolero di ravel
Non pensate che il crescendo di aspettativa per l'azione sino alla delusione ultima con conseguente frustrazione ed inquietudine fosse lo scopo dall'autrice?
Insomma...magari non voleva scrivere un best seller ma qualcosa di più elaborato...
Mi ricorda il Deserto dei Tartari di Buzzati che si conclude nel momento in cui l'azione potrebbe avere inizio
Rocco.co hai ragione ci starebbe benissimo e se quello era l'intento della scrittrice ci è riuscita benissimo :D ma, dato che mi faccio prendere molto dalla storia che leggo, non mi è piaciuta proprio per quell'angoscia continua che ha ben trasmesso, quel senso di oppressione delle ripetizioni quasi ossessive, nessun guizzo di vita, solo la persistente sensazione di chiusura ,la paura di vivere una vita sociale che scivola fino alla fine quando si barricano in casa e guardano i paesani che passano e i bambini che giocano nel "loro giardino" nascoste dietro le tavole inchiodate alle finestre ,e si sentono "finalmente" felici, un incubo :confuso:
 
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