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Angoletto roccioso

cmr

Maestro Giardinauta
Diciamo che è una A. ferox ma aspettiamo una foto dell'infiorescenza per esserne certi.
Certo che le vostre latitudini di coltivazione non sono le più indicate per le piante grasse e quelle che certamente non avrebbero problemi, tipo opuntie e generi correlati ad es., non sono poi tutto 'sto bello a vedersi e, poi, troppe spine. Però, sarà per la mia innata curiosità con la sperimentazione, proverei a metter giu come già detto ferocactus, notocactus e qualche aloe: spesa minima e sonni tranquilli!
 
R

RobertoB

Guest
Fero ho già provato un cylindraceus della provenienza più a nord del suo areale che son riuscito a trovare, ed è andata molto bene, davvero nessun segno di sofferenza.

Ho un piccolissimo wislizeni da provare, se arriva in forze all'autunno.

E poi a sto punto visto che il glaucescens mi ha sopportato -9 in vaso con questi risultati
IMG_20210324_130203_1.jpg
Perché non tentare? Come già detto però con qualche esemplare piccolo

Sui noto sono abbastanza ignorante, me li dovrei studiare bene, anche se so che qualche parodia va abbastanza su di quota, ergo le potenzialità ci sono...
 

Stefano-34666

Guru Master Florello
Ciao,

vedi che le piante sono strane.
Io ho due ferocactus glaucescens, uno inerme e l'altro normale.
Anche questi li ricovero nella già sopracitata veranda. Al secco da ottobre.
Entrambi, diciamo 4 o 5 anni fa', hanno patito e li ho salvati per un pelo.
Sui lati esposti al freddo si sono bruciati (appunto per il freddo).
Adesso quello spinoso ha recuperato, è cresciuto molto e le ferite non si vedono.
L'altro ha seccato tutta una parte e, da questa, sono nati una dozzina di polloni, arrampicati ovunque.

Ste
 
R

RobertoB

Guest
Beh il punto è che i fattori sono tanti, questo era in vaso contro un muro esposto a sud, con un terrazzo sovrastante che impediva a pioggia e neve di bagnarlo, però non aveva nulla a ripararlo dal freddo, il termometro di massima e minima a pochi passi ha segnato -9, ipotiziamo pure che lì non si sia arrivati a tanto, ma neanche tanto di meno. Il punto è, a mio parere che li neanche le massime salgono, quindi le piante non rischiano di idratarsi (substrato sabbia e lapillo e basta). Mentre al riparo di una veranda può darsi che ricevano segnali ormonali contrastanti che ne influenzano la resistenza.
Poi in vaso si tende a ruotare la pianta rispetto ai punti cardinali, e ho notato che questo è molto dannoso sia per le bruciature da freddo, che quelle da sole. Io faccio una tacca sul vaso da mettere sempre a sud, un piccolo accorgimento che magari penalizza l'estetica, ma migliora la salute.
 

Stefano-34666

Guru Master Florello
Ciao,

io in inverno le piante non le tocco mai. Stanno nella loro posizione abbastanza ammassate (per recuperare spazio) e se le muovo è solo per verificare che non ci siano tracce di malattie.
In primavera poi le metto all'aperto ed, ogni tanto, le faccio ruotare sul loro asse in modo tale che, specie quelle che tengo sotto ai balconi, non abbiano sempre un lato al sole ed uno all'ombra.
In questo modo crescono più o meno in modo uniforme e si abbronzano da ogni lato.

Ste
 
R

RobertoB

Guest
Si si, lo si fa spesso per farle crescere dritte e uniformi, anche io lo faccio su alcune, e questo non ha nessuna conseguenza negativa se la pianta non viene spinta al limite.
Però da studi effettuati in natura, si è visto come la pianta sviluppi diversamente le facce a seconda di come è esposta, per esempio i fero sviluppano costolature di larghezza e spessore differente tra il lato nord e il lato sud, per adattarsi a ricevere la giusta radiazione e disperdere o assorbire calore. Ruotandolo si ottengono tutte facce uguali e quindi si perde un po'di efficenza e capacità adattativa. Però se le si spinge al limite ( o anche oltre come mi capita) quegli adattamenti possono fare la differenza.
Poi si, sono d'accordo con te, delle volte mettiamo piante in condizioni che di naturale non hanno nulla e allora bisogna metterci una pezza come si può.
 

chebarba

Maestro Giardinauta
Va beh, se vuoi qualche genere con buone possibilità di resistenza te lo suggerisco anch'io; solo il genere non le specie, perché proprio tutto non te lo posso dire eh!
Ti posso suggerire: Escobaria, coryphantha, echinocereus, in nord America; in sud America: Echinopsis (senso lato), Gymnocalycium, e, forse, anche qualche Eriosyce.
 
R

RobertoB

Guest
Aspettando di poter parlare delle gioie primaverili vorrei condividere con voi i risultati di un mio piccolo test.
Dopo essermi letto centinaia di pareri discordanti sulla capacità drenante dei materiali Che usiamo ho deciso di metterne qualcuno a confronto e misurare la loro reale capacità di ritenere l'acqua.
L'esperimento riguarda sabbia fine, cocci rotti, pomice e lapillo.
Per prima cosa ho eliminato ogni forma di umidità dai 4 campioni tenendoli a lungo in forno a 105 C° come si fa nelle prove pedologiche, ma più artigianalmente
IMG_20210324_110459_1.jpg
ho riempito 4 vasi assolutamente uguali e li ho pesati per determinare il peso secco.
IMG_20210324_123208_1.jpg
Ogni campione è stato lasciato in acqua per idratarsi
IMG_20210324_123244_1.jpg
Dopo di che li ho estratti e posti ad asciugare in un luogo soleggiato, pesandoli a vari intervalli di tempo, e sottraendo il peso secco ho calcolato quanta acqua era ancora presente nel vaso
IMG_20210324_151905_1_1.jpg

Eccovi i risultati:
IMG_20210326_121424_1.jpg

Chiaramente non è l'unico fattore che determina in quanto tempo si asciuga un vaso, ci sono molti altri fattori che complicano il discorso in maniera notevole.
 

Tchaddo

Florello
Aspettando di poter parlare delle gioie primaverili vorrei condividere con voi i risultati di un mio piccolo test.
Dopo essermi letto centinaia di pareri discordanti sulla capacità drenante dei materiali Che usiamo ho deciso di metterne qualcuno a confronto e misurare la loro reale capacità di ritenere l'acqua.
L'esperimento riguarda sabbia fine, cocci rotti, pomice e lapillo.
Per prima cosa ho eliminato ogni forma di umidità dai 4 campioni tenendoli a lungo in forno a 105 C° come si fa nelle prove pedologiche, ma più artigianalmente
Vedi l'allegato 615738
ho riempito 4 vasi assolutamente uguali e li ho pesati per determinare il peso secco.
Vedi l'allegato 615741
Ogni campione è stato lasciato in acqua per idratarsi
Vedi l'allegato 615744
Dopo di che li ho estratti e posti ad asciugare in un luogo soleggiato, pesandoli a vari intervalli di tempo, e sottraendo il peso secco ho calcolato quanta acqua era ancora presente nel vaso
Vedi l'allegato 615762

Eccovi i risultati:
Vedi l'allegato 615747

Chiaramente non è l'unico fattore che determina in quanto tempo si asciuga un vaso, ci sono molti altri fattori che complicano il discorso in maniera notevole.

Ottimo esperimento! Probabilmente avrebbe ancora più senso calcolare il peso percentuale dell'acqua rimasta rispetto al campione considerato, comunque ottimo spunto!
 
R

RobertoB

Guest
Probabilmente avrebbe ancora più senso calcolare il peso percentuale dell'acqua rimasta rispetto al campione considerato

Questo calcolo si può fare facilmente, e se vuoi eccotelo qui
IMG_20210326_222812_1.jpg
Però, non ha molto senso calcolare il rapporto tra l'acqua e il volume pieno, quello che interessa è il rapporto tra il volume occupato d'acqua e il volume occupato dall'aria nella porosità.
Per farlo correttamente bisognerebbe fare complesse misurazioni sul volume reale e volume apparente del campione, in più non tutti i pori sono uguali, alle piante interessano solo quelli sotto i 9 micron e neanche tutti, solo quelli con un potenziale idrico superiore a quanto quella data specie in quelle date condizioni può assorbire, puoi ben capire quanto sia complesso misurarlo.

Se vogliamo fare un'elaborazione statistica che rappresenti più o meno la realtà possiamo semplificare in questo modo: ipotizziamo che dopo 30minuti l'acqua gravitativa sia tutta percolata (non è proprio vero ma ci si avvicina) e il volume dei pori utili sia interamente occupato dall'acqua. Calcolando il rapporto tra il peso dell'acqua dopo x tempo avremo quanto volume di questi pori è ancora occupato dall'acqua.
IMG_20210326_225324_1.jpg
Ovviamente solo una stima molto approssimativa
 
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