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27 gennaio

rocco.co

Guru Giardinauta
Permettetemi di dissentire II

Per me l'olocausto non rappresenta la stessa cosa dei genocidi armeni, africani o cinesi,
poichè trasse forza nelle nostre origini, nelle radici dell'europa, nella nostra cultura, soprattutto quella umanistica e cristiana (cattolica e protestante)

E comprendere il perchè potrà prevenire il ripetersi di orrori indicibili

Per gli altri popoli provo cordoglio e indignazione ma non il muto inesprimibile scandalizzato stupore di non comprendere perchè l'europa .... culla di filosofia, musica, uguaglianza, fraternità e libertà...

E' come sapere che il proprio padre è un assassino...non è la stessa cosa che sapere che lo è il vicino di casa....

La gravità dei crimini è identica cambia la percezione dell'osservatore....
Per questo come simbolo è utile la shoa piuttosto che un genocidio lontano:
questa è colpa dei nostri padri!
 

miciajulie

Fiorin Florello
di certo non va in alcun modo sminuita la shoah, da intendersi come genocidio e non olocausto. l'un termine non è religioso, l'altro sì. non vi furono solo ebrei, ma anche zingari, omosessuali, comunisti ecc.
e di certo ci è più vicina di altri genocidi, ma non so però quanto 'culturalmente'. di altri genocidi sappiamo poco, o sappiamo meno, e questo ce li fa vivere con minore orrore. come una qualsiasi signora ashkenazi o esterhazi vede con occhi assai diversi dai nostri la propria shoah.
mio nonno è stato ammazzato dai fascisti, ben prima della seconda guerra mondiale, poco importa se era vedovo con 4 bambini piccoli. certo, non soffrì in un campo di concentramento, morì in fretta, lo buttarono a testa in giù da una finestra. era solo socialista. e non riesco a vivere quest'orrore come colpa dei nostri padri. tanti padri (oh, in senso lato, cerchiamo di capirci, non è 'il' caso personale) l'hanno vissuto dall'altra parte. lo hanno subito. quando non ne sono addirittura diventati dei martiri.
che brutto se la globalizzazione resta abbarbicata solo a concetti economici, e non si apre alla cultura. chissà, speriamo nei giovani, e che non siano tutti come quel 20 per cento di tedeschi interpellati sulla shoa
 

Green thumb

Moderatore Sezz. Prato / Libri
Membro dello Staff
Permettetemi di dissentire II

Per me l'olocausto non rappresenta la stessa cosa dei genocidi armeni, africani o cinesi,
poichè trasse forza nelle nostre origini, nelle radici dell'europa, nella nostra cultura, soprattutto quella umanistica e cristiana (cattolica e protestante)

E comprendere il perchè potrà prevenire il ripetersi di orrori indicibili

Per gli altri popoli provo cordoglio e indignazione ma non il muto inesprimibile scandalizzato stupore di non comprendere perchè l'europa .... culla di filosofia, musica, uguaglianza, fraternità e libertà...

E' come sapere che il proprio padre è un assassino...non è la stessa cosa che sapere che lo è il vicino di casa....

La gravità dei crimini è identica cambia la percezione dell'osservatore....
Per questo come simbolo è utile la shoa piuttosto che un genocidio lontano:
questa è colpa dei nostri padri!

di certo non va in alcun modo sminuita la shoah, da intendersi come genocidio e non olocausto. l'un termine non è religioso, l'altro sì. non vi furono solo ebrei, ma anche zingari, omosessuali, comunisti ecc.
e di certo ci è più vicina di altri genocidi, ma non so però quanto 'culturalmente'. di altri genocidi sappiamo poco, o sappiamo meno, e questo ce li fa vivere con minore orrore. come una qualsiasi signora ashkenazi o esterhazi vede con occhi assai diversi dai nostri la propria shoah.
mio nonno è stato ammazzato dai fascisti, ben prima della seconda guerra mondiale, poco importa se era vedovo con 4 bambini piccoli. certo, non soffrì in un campo di concentramento, morì in fretta, lo buttarono a testa in giù da una finestra. era solo socialista. e non riesco a vivere quest'orrore come colpa dei nostri padri. tanti padri (oh, in senso lato, cerchiamo di capirci, non è 'il' caso personale) l'hanno vissuto dall'altra parte. lo hanno subito. quando non ne sono addirittura diventati dei martiri.
che brutto se la globalizzazione resta abbarbicata solo a concetti economici, e non si apre alla cultura. chissà, speriamo nei giovani, e che non siano tutti come quel 20 per cento di tedeschi interpellati sulla shoa

Siamo Uomini una sola specie una sola famiglia le radici "religiose" sono una scusa per giustificare cose orrende ma non sono più orrende di quello che accadde per bramosia di terra agli indigeni americani o a tutte le altre minoranze, la storia la scrive chi vince e così sappiamo poco dei genocidi "silenziosi" sappiamo poco anche del più famoso di tutti la Shoah (ad esempio il ruolo degli "alleati" nella politica di Hitler).

Un morto è un morto e se non è leggittima difesa per me è un abominio e va ricordato insieme a tutte le efferratezze commesse da questa "scimmia nuda" che ha smesso da un pezzo di considerarsi una sola "famiglia"
 

LucaXY

Master Florello
Volevo aggiungere che oggi-leggendo un passo di "Se questo è un uomo del torinese Primo Levi"- ho rispolverato le idee che avevo già letto anni fa. Primo Levi infatti era uno tra i tanti ebrei che furono portati nel campo di Auschwitz e sottolinea in maniera FOLLE le pessime condizioni in cui viveva, diceva di essere in una cabina del treno insieme ad altre 45 persone, per settimane senza mangiare e bere, salvo i gli scarsi getti d'acqua che gli venivano spruzzati; e quando lavorava a oltre -10, -20 gradi per tutta la giornata nella fabbrica di gomma. Inoltre gli veniva timbrato un numero con una azione poco dolorosa ma letale, questo mi fa pensare come le persone tendessero a non identificarli, chiamandoli con un numero e rasarli, annientando la personalità rendendola neutra, quasi non non riconoscerli + come persona.
Tra l'altro Primo Levi aveva avuto la "fortuna", anche se effettivamente non era considerata nel vero senso della parola, di essersi ferito un piede trasportando un grosso peso. Viene portato in infermeria e i medici giudicano la ferita guaribile (altrimenti lo avrebbero immediatamente ucciso). Il loro scopo era quello di sfruttarli fino all'ultima goccia di sudore.
Dunque Levi quando guarì fece un "test" ed entrò a far parte del laboratorio chirurgico del campo, guadagnandosi un posto di lavoro caldo, insieme ad altri tre.
Insomma è un libro molto profondo e per questo vi cito uno spunto preso dal sito http://www.letterati.net.

Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943.

Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione, favorita dal regime di segregazione a cui da quattro anni le leggi razziali mi avevano ridotto, a vivere in un mio mondo scarsamente reale, popolato da civili fantasmi cartesiani, da sincere amicizie maschili e da amicizie femminili esangui. Coltivavo un moderato e astratto senso di ribellione.
Non mi era stato facile scegliere la via della montagna, e contribuire a mettere in piedi quanto, nella opinione mia e di altri amici di me poco più esperti, avrebbe dovuto diventare una banda partigiana affiliata a “Giustizia e Libertà”. Mancavano i contatti, le armi, i quattrini e l’esperienza per procurarseli; mancavano gli uomini capaci, ed eravamo invece sommersi da un diluvio di gente squalificata, in buona e in mala fede, che arrivava lassù dalla pianura in cerca di una organizzazione inesistente, di quadri, di armi, o anche solo di protezione, di un nascondiglio, di un fuoco, di un paio di scarpe.

A quel tempo, non mi era stata ancora insegnata la dottrina che dovevo più tardi rapidamente imparare in Lager, e secondo la quale primo ufficio dell’uomo è perseguire i propri scopi con mezzi idonei, e chi sbaglia paga; per cui non posso che considerare conforme a giustizia il successivo svolgersi dei fatti. Tre centurie della Milizia, partite in piena notte per sorpren*dere un’altra banda, di noi ben pili potente e pericolosa, annidata nella valle contigua, irruppero in una spettrale alba di neve nel nostro rifugio, e mi condussero a valle come persona sospetta.
Negli interrogatori che seguirono, preferii dichiarare la mia condizione di « cittadino italiano di razza ebraica», poiché ritenevo che non sarei riuscito a giustificare altrimenti la mia presenza in quei luoghi troppo appartati anche per uno “sfollato”, e stimavo (a torto, come si vide poi) che l’ammettere la mia attività politica avrebbe comportato torture e morte certa. Come ebreo, venni inviato a Fossoli, presso Modena, dove un vasto campo di internamento, già destinato ai prigionieri di guerra inglesi e americani, andava raccogliendo gli appartenenti alle numerose categorie di persone non gradite al neonato governo fascista repubblicano.
Al momento del mio arrivo, e cioè alla fine del gennaio 1944, gli ebrei italiani nel campo erano centocinquanta circa, ma entro poche settimane il loro numero giunse a oltre seicento. Si trattava per lo più di intere famiglie, catturate dai fascisti o dai nazisti per loro imprudenza, o in seguito a delazione. Alcuni pochi si erano consegnati spontaneamente, o perché ridotti alla disperazione dalla vita randagia, o perché privi di mezzi, o per non separarsi da un congiunto catturato, o anche, assurdamente, per “mettersi in ordine con la legge”.
V’erano inoltre un centinaio di militari iugoslavi internati, e alcuni altri stranieri considerati politicamente sospetti.
L’arrivo di un piccolo reparto di SS tedesche avrebbe dovuto far dubitare anche gli ottimisti; si riuscì tuttavia a interpretare variamente questa novità, senza trame la più ovvia delle conseguenze, in modo che, nonostante tutto, l’annuncio della deportazione trovò gli animi impreparati.

Il giorno 20 febbraio i tedeschi avevano ispezionato il campo con cura, avevano fatte pubbliche e vivaci rimostranze al commissario italiano per la difettosa organizzazione del servizio di cucina e per lo scarso quantitativo della legna distribuita per il riscaldamento; avevano perfino detto che presto un’inferme-ria avrebbe dovuto entrare in efficienza. Ma il mattino del 21 si seppe che l’indomani gli ebrei sarebbero partiti. Tutti: nessuna eccezione. Anche i bambini, anche i vecchi, anche i malati. Per dove, non si sapeva. Prepararsi per quindici giorni di viaggio. Per ognuno che fosse mancato all’appello, dieci sarebbero stati fucilati.
Soltanto una minoranza di ingenui e di illusi si ostinò nella speranza: noi avevamo parlato a lungo coi profughi polacchi e croati, e sapevamo che cosa voleva dire partire.
Nei riguardi dei condannati a morte, la tradizione prescrive un austero cerimoniale, atto a mettere in evidenza come ogni passione e ogni collera siano ormai spente, e come l’atto di giustizia non rappresenti che un triste dovere verso la società, tale da potere accompagnarsi a pietà verso la vittima da parte dello stesso giustiziere. Si evita perciò al condannato ogni cura estranea, gli si concede la solitudine, e, ove lo desideri, ogni conforto spirituale, si procura insomma che egli non senta intorno a sé l’odio o l’arbitrio, ma la necessità e la giustizia, e, insieme con la punizione, il perdono.
Ma a noi questo non fu concesso, perché eravamo troppi, e il tempo era poco, e poi, finalmente, di che cosa avremmo dovuto pentirci, e di che cosa venir perdonati? Il commissario italiano dispose dunque che tutti i servizi continuassero a funzionare fino all’annunzio definitivo; la cucina rimase perciò in efficienza, le corvées di pulizia lavorarono come di consueto, e perfino i maestri e i professori della piccola scuola tennero lezione a sera, come ogni giorno. Ma ai bambini quella sera non fu assegnato compito.
E venne la notte, e fu una notte tale, che si conobbe che occhi umani non avrebbero dovuto assistervi e sopravvivere. Tutti sentirono questo: nessuno dei guardiani, né italiani né tedeschi, ebbe animo di venire a vedere che cosa fanno gli uomini quando sanno di dover morire.
Ognuno si congedò dalla vita nel modo che più gli si addiceva. Alcuni pregarono, altri bevvero oltre misura, altri si inebriarono di nefanda ultima passione. Ma le madri vegliarono a preparare con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i :bagagli, e all’alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimen*ticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno in ogni caso bisogno. Non fareste anche voi altrettanto? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare?
Nella baracca 6 A abitava il vecchio Gattegno, con la moglie e i molti figli e i nipoti e i generi e le nuore operose. Tutti gli uomini erano falegnami; venivano da Tripoli, attraverso molti e lunghi viaggi, e sempre avevano portati con sé gli strumenti del mestiere, e la batteria di cucina, e le fisarmoniche e il violino per suonare e ballare dopo la giornata di lavoro, perché erano gente lieta e pia. Le loro donne furono le prime fra tutte a sbrigare i preparativi per il viaggio, silenziose e rapide, affinchè avanzasse tempo per il lutto; e quando tutto fu pronto, le focacce cotte, i fagotti legati, allora si scalzarono, si sciolsero i capelli, e disposero al suolo le candele funebri, e le accesero secondo il costume dei padri, e sedettero a terra a cerchio per la lamentazione, e tutta notte pregarono e piansero. Noi sostammo numerosi davanti alla loro porta, e ci discese nell’anima, nuovo per noi, il dolore antico del popolo che non ha terra, il dolore senza speranza dell’esodo ogni secolo rinnovato.
L’alba ci colse come un tradimento; come se il nuovo sole si associasse agli uomini nella deliberazione di distruggerci.
I diversi sentimenti che si agitavano in noi, di consapevole acccttazione, di ribellione senza sbocchi, di religioso abbandono, di paura, di disperazione, confluivano ormai, dopo la notte insonne, in una collettiva incontrollata follia. Il tempo di meditare, il tempo di stabilire erano conchiusi, e ogni moto di ragione si sciolse nel tumulto senza vincoli, su cui, dolorosi come colpi di spada, emergevano in un lampo, così vicini ancora nel tempo e nello spazio, i ricordi buoni delle nostre case.
Molte cose furono allora fra noi dette e fatte; ma di queste è bene che non resti memoria.
 

rocco.co

Guru Giardinauta
@Micia (scusate le altre repliche non le ho ancora lette, le ho viste postando)
Più che doverosa la tua distinzione tra olocausto e shoah
Provo a spiegare (anche a me stessa) cosa intendevo per "padri"
La responsabilità delle deportazioni non è attribuibile solo ai nazisti o al popolo tedesco
In europa i collaborazionisti erano presenti in tutti gli strati sociali, intellettuali in testa, addirittura nei ghetti ebraici ...la chiesa stessa, denominatore comune della morale italiana (imposto o meno lasciamo stare, ma comunque valore aggregante sino agli anni 60) non disincentivò ufficialmente le persecuzioni contro ebrei, zingari, handicappati, dissidenti politici
Filosofi tedeschi, letterati italiani e francesi, gli inglesi, in tanti simpatizzavano con l'idea del super uomo, anche solo wikipedia aiuta no?
Ora con padri intendo le origini culturali, il seme....perchè non fu la maggioranza dei cittadini quella che si rifiutò e tra l'altro, malgrado anche i miei fossero tutti socialisti, tra partigiani ed oppositori ci furono liberali comunisti cattolici....
Ecco la domanda che per un europeo dovrebbe fare da scriminante tra l'olocausto ed altri genocidi, (pur nell' assolutà parità di dramma) :
perchè malgrado le origini, i padri comuni, la maggior parte della popolazione collaborò o al limite rimase indifferente al destino di tanti connazionali ?
Perchè Primo Levi si suicidò a Torino? Forse aveva trovato risposta?
 

Green thumb

Moderatore Sezz. Prato / Libri
Membro dello Staff
Allora troppo dovresti sconvolgerti per il sangue che ha alimentato queste radici in europa! e temo che il discorso dovrà fermarsi qui perché sconfiniamo nell'argomento religione ed è risaputo che è un argomento sorvegliato speciale qui sul Forum... :D

Diciamo che erano figli del loro tempo e che la Storia va giudicata con gli occhi di chi l'ha vissuta e non con quelli di un uomo "moderno"
 

LucaXY

Master Florello
Perchè Primo Levi si suicidò a Torino? Forse aveva trovato risposta?

L'11 aprile del 1987 Primo Levi muore cadendo dalla tromba delle scale della sua casa di Torino, dando adito al sospetto che si trattasse di un suicidio. Questa ipotesi è avvalorata dalla difficile situazione personale di Levi che si era fatto carico della madre e della suocera malate. Il pensiero ed il ricordo del lager avrebbero, inoltre, continuato a tormentare Levi anche decenni dopo la liberazione, sicché egli sarebbe in un qualche modo una vittima ritardata della detenzione ad Auschwitz. Il suicidio di Levi rimane comunque un'ipotesi contestata da molti, poiché lo scrittore non aveva dimostrato in alcun modo l'intenzione di uccidersi e anzi aveva dei piani in corso e per l'immediato futuro.
 

rocco.co

Guru Giardinauta
Green thumb, non parlo di sola religione, ma di cultura comune, di intellettuali che abbiamo studiato tutti

Non credo esista un uomo moderno, anzi...pensare di essere diversi ci fa sentire al riparo dai rischi di deriva autoritaria...forse dalle tue parti non danno fuoco ai campi nomadi, i rampolli di noti personaggi politici non picchiano nell'androne delle scale studenti della parte avversa nella garantita impunità, i neri non muoiono sparati, i barboni presi a calci, gli ebrei ritenuti collusi con le banche che han fatto fallire l'economia, etc etc etc?
Come fai ad essere certo che noi uomini moderni non stiamo cercando un capro espiatorio, creando i presupposti per una nuovo conflitto che rilanci l'economia?
 

Green thumb

Moderatore Sezz. Prato / Libri
Membro dello Staff
Permettetemi di dissentire II

Per me l'olocausto non rappresenta la stessa cosa dei genocidi armeni, africani o cinesi,
poichè trasse forza nelle nostre origini, nelle radici dell'europa, nella nostra cultura, soprattutto quella umanistica e cristiana (cattolica e protestante)

E comprendere il perchè potrà prevenire il ripetersi di orrori indicibili

Per gli altri popoli provo cordoglio e indignazione ma non il muto inesprimibile scandalizzato stupore di non comprendere perchè l'europa .... culla di filosofia, musica, uguaglianza, fraternità e libertà...

E' come sapere che il proprio padre è un assassino...non è la stessa cosa che sapere che lo è il vicino di casa....

La gravità dei crimini è identica cambia la percezione dell'osservatore....
Per questo come simbolo è utile la shoa piuttosto che un genocidio lontano:
questa è colpa dei nostri padri!

Green thumb, non parlo di sola religione, ma di cultura comune, di intellettuali che abbiamo studiato tutti

Non credo esista un uomo moderno, anzi...pensare di essere diversi ci fa sentire al riparo dai rischi di deriva autoritaria...forse dalle tue parti non danno fuoco ai campi nomadi, i rampolli di noti personaggi politici non picchiano nell'androne delle scale studenti della parte avversa nella garantita impunità, i neri non muoiono sparati, i barboni presi a calci, gli ebrei ritenuti collusi con le banche che han fatto fallire l'economia, etc etc etc?
Come fai ad essere certo che noi uomini moderni non stiamo cercando un capro espiatorio, creando i presupposti per una nuovo conflitto che rilanci l'economia?

Dividi et Impera, sono certo di quello che dici, ma quando dico che non si giudica la storia con gli occhi di oggi è per dire che più vai indietro nei secoli più il modo di sentire di vedere di capire le cose era diverso gli americani stessi guardarono con ammirazione mussolini e hitler, churchill buttava un occhio il mondo a quei tempi era nazzista poi H. fece un paio di mosse "sbagliate" e all'improvviso diventò "cattivo".

Tanto per la cronaca movimenti nazional socialisti stavano diventando forti anche nelle Nazioni che si schierarono poi contro di lui, e il pensiero domionante all'epoca non era poi tanto diverso da quello che stava dilagando in germania, furono fatte scelte diverse e non è solo politica raccontata quella che influenzò queste scelte...
 
V

vinceco2

Guest
Allora come adesso chi deteneva il potere economico mondiale?

Nella mente di quel pazzo solo questo poteva essere il problema,gli altri erano solo esecutori e fra questi molti fanatici.
oggi chi comanda nelle più grandi e potenti nazioni del mondo?
tutto il resto sono cavolate.
Zingari,ladri,omosessuali si sono trovati coinvolti perchè diversi.
Zingari:cosa sono in generale....ladri
omosessuali sono considerati come un aborto della natura dalla maggioranza delle popolazioni.
ladri...lasciamo perdere.
Vogliamo parlare della religione?
una idea diversa dal cattolicesimo ...meglio farli sparire,non fare niente, potere assoluto.
con ch epassaporto questi signori poi hanno lasciato l'europa?
io sono ignorante e non parlo più.
ciao
vincenzo
 

Olmo60

Guru Master Florello
La Danimarca fu l'unica nazione che non consegnò i suoi cittadini alle autorità naziste...è stato il senso di colpa dell'europa intera a permettere la nascita di Israele. E' per questo senso di colpa che da allora, catarticamente viene fatta, tutti gli anni (giustamente) la commemorazione dello sterminio degli ebrei e infatti si chiama sterminio degli ebrei e non sterminio dei diversi (di tutti quelli ritenuti inferiori).
Ma per me gli uomini sono tutti uguali nella morte e nello sterminio. per questo, non per essere irriverente, ho postato gli altri stermini moderni e non sono tutti...
 
V

vinceco2

Guest
Isdraele è nato come pagamento di un debito economico dovuto agli ebrei.
E' stata tolta terra e proprietà a qualcuno e continua ancora adesso senza che nessuno alzi un dito contro questi signori(diciamo anche che a volte qualche morto?).
perchè?
perchè banche,multinazionali, e quant'altro volete metterci che forse sono in mano loro?
Se un qualsiasi stato si permettesse di fare una cosa del genere cosa pensate succede?
ISDRAELE storicamente è mai essistita?quella terra si chiamava Palestina dove dicono è nato qualcuno.
cosa erano gli ebrei una volta?
pecorai,nomadi pecorai poi diventati commercianti e non dico altro,ma credo che molti di voi lo sappiano cosa erano e sono oggi.
quel pazzo di cui è causa questo che ogni anno si ricorda era un pazzo.....
Non sono razzista questo l o voglio mettere subito in chiaro.
So solo che quella terra avuta per regalo forzato non avrà mai pace perchè a chi è stata tolta la memoria non manca anche perchè da padre in figlio si tramandano quellla famosa chiave di casa.
Avete mai visto il documentario in questione anni fa?
Quanti altri genocidi nel mondo .dal ruanda agli armeni ,agli eritrei,gulag sovietici,solo per questi ultimi si sono levati scudi di protesta perchè fatti da stato comunista il resto?
in ruanda gente sterminata con i macete.....va bene così,carne da macello a chi interessa?a nessuno perchè?
poveri morti de fame insignificanti,bestie.
E' giusto ricordare che queste cose non succedano mai più al mondo ,e giusto tramandare ai giovani per lezione,e giusto il giorno della memoria,ma che sia anche per molte altre storie del genere.
adesso chiudo altrimenti....ahahahah
ciao
vincenzo
 

rocco.co

Guru Giardinauta
Quanti altri genocidi nel mondo .dal ruanda agli armeni ,agli eritrei,gulag sovietici,solo per questi ultimi si sono levati scudi di protesta perchè fatti da stato comunista il resto?
in ruanda gente sterminata con i macete.....va bene così,carne da macello a chi interessa?a nessuno perchè?

Perchè?
Perchè al loro paese c'era qualcuno che si chiedeva :
"cosa erano gli armeni i tutsi una volta?
pecorai,nomadi pecorai poi diventati commercianti e non dico altro,ma credo che molti di voi lo sappiano cosa erano e sono oggi
".:martello2
E così facendo li ha relegati al ruolo di capro espiatorio

PS
Le banche in mano alle lobbies ebraiche, detto nel 2012? Nel mercato multiglobale?
Con multinazionali in mano a cinesi, arabi, indiani, europei?
Premesso questo tutto il resto si può discutere
Ciao Vincè :)
 

Olmo60

Guru Master Florello
Green thumb, non parlo di sola religione, ma di cultura comune, di intellettuali che abbiamo studiato tutti

sembra quasi che la responsabilità maggiore sia degli intellettuali e dimentiche quanti di loro sono finiti nelle camere a gas.

di certo non va in alcun modo sminuita la shoah, da intendersi come genocidio e non olocausto.

a meno di non essere studiosi linguisti, questi termini (disgrazia- sterminio dell'uomo- espiazione) la gente comune li usa con lo stesso significato.
 

miciajulie

Fiorin Florello
olmo scrive: a meno di non essere studiosi linguisti, questi termini (disgrazia- sterminio dell'uomo- espiazione) la gente comune li usa con lo stesso significato.

:confuso::confuso: olmo, giuro, non lo sono!!! (studiosa linguista) :love_4:
 
V

vinceco2

Guest
Perchè?
Perchè al loro paese c'era qualcuno che si chiedeva :
"cosa erano gli armeni i tutsi una volta?
pecorai,nomadi pecorai poi diventati commercianti e non dico altro,ma credo che molti di voi lo sappiano cosa erano e sono oggi
".:martello2
E così facendo li ha relegati al ruolo di capro espiatorio

PS
Le banche in mano alle lobbies ebraiche, detto nel 2012? Nel mercato multiglobale?
Con multinazionali in mano a cinesi, arabi, indiani, europei?
Premesso questo tutto il resto si può discutere
Ciao Vincè :)

Ei Rocco
ho premesso che non sono razzista.
ho semplicemente detto un mio parere che può eserre anche sbagliato.....niente capre opecore.
Per il P.S.
sai la differenza fra un anziano ed uno giovane?
non consiste solo nella forza che a volte fa la differenza ,ma non sempre in favore del giovane,ma la differenza maggiore è nella "esperienza" che nella quasi sempre totalità vince vince.
ti sono arrivato ?
ciao smack
vincenzo
 

rocco.co

Guru Giardinauta
Mi sei arrivato Vincenzo!:flower:
Non penso tu sia stato razzista, solo "categorico" e "definitivo" !
Però è nello stile non nel cuore...:love_4:
PS: Ne uccide più l'esperienza che la spada, perchè l'esperto si fida troppo di sè !
( E qui datti una grattatina: :lol:)
 

rocco.co

Guru Giardinauta
sembra quasi che la responsabilità maggiore sia degli intellettuali e dimentiche quanti di loro sono finiti nelle camere a gas.
Appunto
Il 27 gennaio non è tanto uno sterile commemorare i defunti, ma piuttosto un ricordarsi delle responsabilità di tutte quelle categorie di persone che avrebbero dovuto opporsi ed esporsi, intellettuali, imprenditori, industriali, religiosi, insegnanti, cittadini comuni ...perchè sfatiamo il mito che fossero poi così tanti quelli che alzarono la voce contro
 
V

vinceco2

Guest
Mi sei arrivato Vincenzo!:flower:
Non penso tu sia stato razzista, solo "categorico" e "definitivo" !
Però è nello stile non nel cuore...:love_4:
PS: Ne uccide più l'esperienza che la spada, perchè l'esperto si fida troppo di sè !
( E qui datti una grattatina: :lol:)

ma allora ci sei?
allora se ne uccide più l'esperienza non hai capito bene cosa intendevo dirti vero?
2000 anni di storia contro qualche anno di inizio storia....
Che me gratto a fà tanto non funzionano ste cose ,non credo ne ai gatti neri eppi abito al n°17 e se te dico cosa mi è capitato allora non me parli più....
smackkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
 
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