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Poltiglia bordolese - primo uso

emilia.mani

Aspirante Giardinauta
Ciao a tutti!
Avrei un chiarimento da chiedere. Devo mettere a dimora degli alberi da frutto (con pane), e ricercando rimedi biologici mi sono imbattuta nella poltiglia bordolese. Consigliano di usarla anche in via preventiva da ottobre. La mia domanda è: posso usarla su alberi appena impiantati di circa due anni? ogni quanto la devo dare? fino a quando?

Attendo vostri consigli che saranno preziosissimi!
 

Calo87

Aspirante Giardinauta
ciao ascolta la poltiglia bordolese come saprai è composta da rame e calce..... allora la puoi usare si da ottobre spruzzando il prodotto sulla corteccia, poi ti converrebbe un trattamento a metà dicembre e uno prima del germogliamento delle gemme ( febbraio circa )..... poi durante la stagione vegetativa dipende se si ammalano e se vuoi fare biologica...... specificato il periodo, diciamo che puoi fare più trattamenti se usi una concentrazione di bordolese bassa, viceversa ne farai meno..... un consiglio solo, in caso di attacco da parassita conviene però fare meno trattamenti più concentrati piuttosto che il contario, così facendo dovresti bloccare il parassita e non creeresti ( in teoria ) fenomeni di resistenza da parte del parassita..... spero di essere stato chiaro.... ciao
 

peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
...ma cosa ci tocca mai sentire...
fitotossicità su alberi in vegetazione...pochi trattamenti concentrati...
vabbè lasùma pèrdi...
PS: per inciso...se al pesco non dai la poltiglia quando È in vegetazione il pesco ti crepa.
poi...fate come volete.
 

Calo87

Aspirante Giardinauta
vedo che peppone69 ha centrato il problema...... i pochi trattamenti riguardavano che voleva fare biologica in teoria...... ovvio che se nn dai la poltiglia bordolese il pesco muore...... se per quello bisognerebbe dare anche del solfato rameico per alcune specie funghine ma dipende anche dall' operatore.... purtroppo la pratica molte volte è lontana dalla teoria
 

peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
io faccio solo coltura biologica.
La poltiglia è prevista dagli standard di coltivazione bio.
va data a ottobre, dicembre poi pausa fino a marzo/aprile e poi ogni 40 giorni.
se diminuisci la calce e ci integri zolfo solubile (che sia compatibile alla poltiglia classica. non tutti gli zolfi lo sono: il 60% sì ed il 40% no. OCCORRE LEGGERE ATTENTAMENTE L'ETICHETTA!!!) allora in estate lo dai ogni 20/30 giorni.

saluti a tutti
peppone
 
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dinogiardino

Giardinauta Senior
io ad ottobre ho dato la poltiglia ovunque. piante da frutto e da fiore (camelie comprese).
trattamenti del ciliegio ???
e i limoni ?
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
Che i rameici siano a rischio di fitotossicità su diverse varietà di pesco (e susino) in vegetazione è ben noto (vd. sotto).
Per il pesco contro la bolla e alcune altre malattie comuni (non il mal bianco) sono generalmente sufficienti i 2 (3) trattamenti preventivi a 80% caduta foglie e rigonfiamento gemme/bottoni rosa. Nella pratica di frutteti famigliari ci si regola similmente anche per le altre drupacee.
Per il melo le cose cambiano, perché l'avversità maggiore è data dalla ticchiolatura (e poi il mal bianco) che ha una epidemiologia tale da richiedere (se la varietà non è resistente) anche parecchi trattamenti in vegetazione. Metto una foto scattata al centro Sperimentale di Laimburg (BZ) questa estate in occasione di un Convegno sulla frutticoltura biologica: hanno sperimentato un nuovo formulato di zolfo e il polisolfuro di Ca somministrati secondo una modellistica previsionale (gradi-ora: se a qualcuno interessasse sapere in che cosa consiste posso spiegarlo a parte), ma come recita ad es. questo cartello il grado di attacco è piuttosto alto, in assoluto e specie se confrontato col testimone (dove è risultato non molto superiore).
In effetti i produttori di mele biologiche (almeno secondo quanto mi hanno riferito in una nota azienda bio piemontese, che si chiama Il Frutto Permesso, dove sono andato a rifornirmi) si basano principalmente su cv. resistenti (ce ne sono e funzionano).

016-4.jpg



Riguardo all'uso del rame sono peraltro di prossimo arrivo nuove regole, a seguito della pubblicazione del nuovo Regolamento CE 1107/2009 che per molti aspetti rivoluziona le precedenti normative (in ogni caso l'impiego del rame in agricoltura biologica e non è già oggi sottoposto a limiti).

Riguardo la fitotossicità, giusto a titolo esemplificativo, riporto da http://www.tecpuntobio.it/Documenti/Pesco102.pdf
Prevenzione:
e’ importante intervenire preventivamente all’evento
infettante. Da rilevare che i prodotti rameici e il
polisolfuro di calcio possono essere fitotossici con
abbassamenti termici e sulle parti verdi della pianta,
pertanto il loro impiego deve essere controllato
durante e dopo la fioritura, periodo in cui il rischio
di infezioni sui frutticini appena allegati è particolarmente
elevato.
Difesa fitosanitaria:
si utilizzano sali di rame. Si interviene alla completa
caduta delle foglie con 1-2 trattamenti (150-250 g/hl
di ione rame). E’ preferibile utilizzare una dose più
bassa ed eseguire 2 interventi.
A rottura gemme intervenire con sali di rame (250 g/
hl di ione rame), facendo attenzione a cali di temperatura.
Effettuare un intervento dopo 15-20 giorni, da
punte verdi a bottoni rosa con sali di rame o polisolfuro

di calcio (7%), trattando in previsione di piogge


 

lalle

Florello
io faccio solo coltura biologica.
La poltiglia è prevista dagli standard di coltivazione bio.
va data a ottobre, dicembre poi pausa fino a marzo/aprile e poi ogni 40 giorni.
se diminuisci la calce e ci integri zolfo solubile (che sia compatibile alla poltiglia classica. non tutti gli zolfi lo sono: il 60% sì ed il 40% no. OCCORRE LEGGERE ATTENTAMENTE L'ETICHETTA!!!) allora in estate lo dai ogni 20/30 giorni.

saluti a tutti
peppone

Peppone, io ho un unico albero da frutto ed è il primo inverno che si appresta a passare sul mio terrazzo. Si tratta di un albicocco nano in vaso (... si fà quel che si può ...:ros:), mi dai qualche consiglio pratico?
 

peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
Che i rameici siano a rischio di fitotossicità su diverse varietà di pesco (e susino) in vegetazione è ben noto (vd. sotto).
Per il pesco contro la bolla e alcune altre malattie comuni (non il mal bianco) sono generalmente sufficienti i 2 (3) trattamenti preventivi a 80% caduta foglie e rigonfiamento gemme/bottoni rosa.

si vede che sono particolarmente fortunato dato che il pescheto io ce l'ho mischiato al meleto e al pereto (una pianta di melo - 5 mt - una pianta di pesco - 5mt - una pianta di pero e così via in filari disposti a terrazze).
questo non per scelta mia: quando ho comprato il terreno era già così con le piante di 5 o 6 anni e io l'ho lasciato tale e quale tanto non sono frutti che poi devo vendere e pertanto mi interessa relativamente poco.
comunque...quando passo col trattore e l'atomizzatore irroro tutto.
le mie piante stan bene, le pesche son buone, idem le mele e le pere.
forse le qualità di pesco che ho io (sono due ma non so nemmeno come si chiamino) non patiscono il rame dato in vegetazione...
non lo so bene; ripeto che sono frutti che mi ritrovo ad avere ma che non vendo e pertanto non sono molto informato.
una cosa però la posso dire con certezza: ho quattro piante di pesco da un'altra parte, qualche anno fa mi sono completamente dimenticato di loro e non le ho trattate per tutta la primavera e l'estate (un cretino...me lo dico da solo). quando verso gennaio me ne sono accorto sono andato a vedere ed erano tutte e quattro morte stecchite. le altre (nei filari che avevo regolarmente trattato) invece uno splendore.
al che ne deduco che se non gli dai il ramato in vegetazione crepano.
ma è solo una deduzione senza fondamento scientifico...
 

peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
Peppone, io ho un unico albero da frutto ed è il primo inverno che si appresta a passare sul mio terrazzo. Si tratta di un albicocco nano in vaso (... si fà quel che si può ...:ros:), mi dai qualche consiglio pratico?

dipende da che albero da frutto è.
io ho molti alberi da frutta di varie qualità ma mi sento di poterti consigliare solo per le varietà che coltivo a scopo vendita perchè sulle altre - come puoi vedere da te - non sono molto attendibile.

se hai una di queste volentieri:

susino
kiwi
caco
vite
albicocco
melo (renetta, golden, stark)
pero (william e decana)
nespolo
cespugli di frutti di bosco vari
noce
nocciolo

sul resto ne so molto meno e rischio di prendere cantonate come ho fatto proprio in questa discussione (tra l'altro mi scuso per il tono del mio primo messaggio che era poco gradevole...).

Altro discorso invece sull'orticoltura dove coltivo praticamente tutto o quasi scopo vendita.
In ogni caso, anche a proposito di orticoltura, ci sono sul forum altri utenti che ne sanno quanto se non più di me.

PS: leggo solo ora (ero distratto) che mi hai già detto di che pianta si tratta: un albicocco.
ok.
cosa vuoi sapere?
 
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lalle

Florello
Come ti dicevo, Peppone, per ora ho solo un albicocco ... quello che ti chiedo è di indicarmi i principali passaggi che, con questa pianta, bisogna fare nelle varie stagioni (potatura, eventuali trattamenti preventivi e non, concimazione). Grazie 1000
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
... mi sono completamente dimenticato di loro e non le ho trattate per tutta la primavera e l'estate (un cretino...me lo dico da solo). quando verso gennaio me ne sono accorto sono andato a vedere ed erano tutte e quattro morte stecchite. le altre (nei filari che avevo regolarmente trattato) invece uno splendore.
al che ne deduco che se non gli dai il ramato in vegetazione crepano.
ma è solo una deduzione senza fondamento scientifico...

Non credo ci sia relazione; anche se si prendono la bolla o quant'altro di fogliare, ricacciano e sopravvivono, salvo che non siano totalmente trascurate per anni per cui a forza di indebolirsi alla fine schiattano.
Rispetto alla bolla, si sa che oltre i 26-28 °C il fungo diventa inattivo, perciò non c'è necessità di trattare in vegetazione nel periodo estivo, indipendentemente dall'anticrittogamico.
E' una malatttia in cui è importante l'infezione primaria, dovuta alle spore che si conservano sulle foglie morte, nelle anfrattuosità della corteccia o entro le gemme e che poi vengono diffuse con le piogge e germinano sulle foglioline in emissione (min 10-11 °C e 48 h di bagnatura fogliare); nel corso della stagione in realtà si possono avere infezioni secondarie, ma generalmente decorrono asintomatiche.
In condizioni favorevoli alla malattia può risultare conveniente un ulteriore trattamento nella fase di sfioritura/scamiciatura con un sistemico (es. difeconazolo).
Io ho poche piante nel giardino, in pratica una per tipo (compresi piccoli frutti) che ho messo a dimora a fine inverno. Sui fruttiferi ho fatto un trattamento generale, dopo la potatura di allevamento con ossicloruro, e un secondo, al'incirca nella fase di apertura gemme, con Proclaim Combi, e basta: non ci sono stati attacchi di crittogame, solo un po' di afidi sul pesco e sul pero la limacina che praticamente ho tolto a mano.
Per il melo ho scelto una cv. resistente alla ticchiolatura (Goldrush), e in effetti non c'è stato attacco, neanche di carpocapsa (dicono che abbia la buccia abbastanza spessa da impedire la penetrazione delle larvette...chissà se è vero). Un'altra varietà resistente (è quella che ho acquistato dall'azienda Frutto Permesso) è la Fiorina, un po' meno tardiva della Goldrush (al primo anno il mio ha fatto 12 mele: erano ancora sull'albero a novembre). Stamattina sono andato a comprare un melo impollinatore, più che altro a scopo ornamentale: finito di scrivere andrò a piantumare.
Buona annata agraria Peppone (almeno a te che ci lavori...la mia soddisfazione è semplicemente di cogliere il frutto dall'albero).
Prima o poi se dovessi passare dalle tue parti verrei volentieri a salutarti :Saluto:
 
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peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
Alessandro carissimo, anche io sarei veramente molto ma MOLTO felice di conoscerti. ti mostrerei la mia piccola azienda, le vigne, gli orti, i frutteti, il mio bosco, la mia officina meccanica, i miei trattori, i miei cani, Pulce...insomma tutto il mio piccolo mondo!!! ti prendo in parola!

comunque qua da me d'estate non si va sopra i 25 gradi...sarà per questo che anche gli altri che abitano quassù trattano pure d'estate?
boh...illuminami...

saluti cari Peppone.
 

peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
Come ti dicevo, Peppone, per ora ho solo un albicocco ... quello che ti chiedo è di indicarmi i principali passaggi che, con questa pianta, bisogna fare nelle varie stagioni (potatura, eventuali trattamenti preventivi e non, concimazione). Grazie 1000


qui è spiegato per sommi capi, un pò sui generis diciamo...ma le informazioni contenute sono assolutamente corrette:

http://www.tecpuntobio.it/Documenti/Albicocco102.pdf

non si parla della concimazione perchè per l'albicocco essa varia molto tra le differenti qualità ma SOPRATTUTTO dipende dalle condizioni climatiche.
in linea del tutto generale si può dire che l'albicocco gradisce le concimazioni ricche di calcio e azoto, durante la fase di riposo della pianta e di potassio nella fase produttiva. Le concimazioni - sempre in linea generale - e soprattutto quelle azotate non devono mai essere eccessive pena il rischio di gommosi della pianta.
Se vuoi puoi anche "farti in casa" questi concimi: il calcio facendo compostare formaggi e latte, l'azoto raccogliendo il sangue delle carni rosse prima di cucinarle ed il potassio con la cenere della stufa o del camino.
altrimenti puoi comprare calcio da concimatura, sangue di bue e potassio direttamente al garden.

se hai bisogno di qualsiasi chiarimento ulteriore io sono qui.

saluti
peppone
 
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Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
...
comunque qua da me d'estate non si va sopra i 25 gradi...

I 28 °C sono il limite biologico superiore dell'intervallo vitale del fungo patogeno responsabile della bolla, dunque è un dato essenzialmente teorico; in pratica la malattia si arresta non appena il clima diventa caldo-secco, perciò tecnicamente non c'è necessità di trattare superato il freddo-umido di inizio primavera (infatti come fase fenologica ancora di rischio viene indicata "scamiciatura"). Sono determinanti, per impedire le future infezioni, invece i trattamenti in autunno (sono più efficaci se fatti con tempo umido e temperatura di qualche grado sopra lo zero termico) e nella fase di bottoni rosa, perché in tal modo si inattivano gli elementi ibernanti del patogeno.

Esistono e sono in corso di costituzione cv di pesche e nettarine resistenti alla bolla (ci stanno lavorando quelli del Dipartimento di Ortofrutticoltura dell'Università di Firenze: ne hanno parlato recentemente al Convegno di Manta; per le pesche a polpa bianca si impiega ad es. come parentale la cv "Cesarini").
http://www.infokeeper.it/keeperfiles/creso/attach/ListepescoNencetti.pdf


Dal confronto tra le varietà in osservazione e le cultivar di pesco consigliate dal progetto Mipaaf-Regioni “Liste di Orientamento Varietale in Frutticoltura” per il 2007 (Mennone et al., 2007) è emerso come nessuna di quest’ultime rientrasse nella classe 0; che solo la ‘Jungermann’, la ‘Benedicte’, la ‘Redhaven’ e la ‘Spring Red’ rientravano nella classe “Moderatamente Resistenti” e che tutte le altre rientrassero nelle classi a maggiore suscettibilità


...il mio pesco è un Redhaven :D
 
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peppone69

Esperto in Macchine agroforestali e da giardino
considera in ogni caso che qui siamo in un bosco a mille metri s.l.m. quindi caldo caldo non c'è mai ma umido SEMPRE...boh?
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
considera in ogni caso che qui siamo in un bosco a mille metri s.l.m. quindi caldo caldo non c'è mai ma umido SEMPRE...boh?

...allora mi verrebbe da dire...
...col pesco di montagna, il gusto ci guadagna :cool2:
...col pesco di pianura, la bolla è da paura :(

:Saluto:
 
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