"No all'importazione di animali per la sperimentazione"
A breve scadrà l'autorizzazione di Harlan ad importare primati per la vivisezione. Chiedi al Ministero della Salute di non rinnovarla.
CHI E’ HARLAN?
Harlan è una delle più importanti multinazionali nel mondo che si occupa di vivisezione. Harlan importa, alleva e sperimenta su una grande vastità di animali: dai cani ai macachi. In Italia vi sono 3 sedi Harlan: l’allevamento di Correzzana (MB), il laboratorio di Bresso (MI), ed una sede legale a San Pietro al Natisone (UD).
PERCHE’ UNA RACCOLTA FIRME?
All’inizio di ogni anno, il MINISTERO DELLA SALUTE, Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria, autorizza Harlan all’importazione di animali da sperimentazione. Lo scorso anno, a fine gennaio 2012, il MINISTERO DELLA SALUTE aveva autorizzato HARLAN LABORATORIES S.R.L. ad importare 900 primati non umani in lotti di massimo 156 soggetti provenienti dalla CINA e da MAURITIUS. L’Autorizzazione aveva validità di 12 mesi. Il 31 gennaio 2013, pertanto, tale autorizzazione scadrà e FRECCIA 45 (Associazione per la protezione e difesa animale) chiede che non venga rinnovata.
CONSEGNA FIRME
Le firme verranno consegnate presso gli uffici del Ministero tra il 14 e 17 gennaio 2013. C'è poco più di un mese: firmate e diffondete l'appello!
Clicca qui =>
FIRMA ANCHE TU su CHANGE.ORG per firmare la petizione: "BLOCCHIAMO HARLAN: no all'importazione di animali per la sperimentazione."
Siti di associazioni che se ne stanno occupando:
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http://noharlan.org/
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http://noharlangroupudine.wordpress.com/
"Previeni un disastro: salva l'habitat naturale del Bengala"
Persone e fauna selvatica hanno bisogno della consevazione dell'habitat naturale del Bengala per sopravvivere. Dì al governo statale di far rispettare la protezione di quest'habitat prima che spariscano.
PERCHE'
Leopardi, tigri, elefanti, tartarughe palustri e altri ancora hanno tutti una cosa in comune: dipendono dalle zone umide del Bengala affinché il loro habitat sia conservato.
Ma queste zone umide stanno rapidamente scomparendo dopo anni in cui si è operato per far strada all'uomo e allo sviluppo.
Le zone umide sono cruciali per la vita degli animali di questo Paese, ma esse fanno altrettanto anche in supporto delle persone. Esse diminuiscono il potere distruttivo delle alluvioni ed esondazioni, assorbono le emissioni di CO(2) e filtrano gli inquinanti delle acque.
Esistono leggi che proteggono le zone umide del Bengala, ma vengono raramente applicate. Se non agiamo ora, gli scienziati pensano che questo patrimonio sparirà entro il 2030.
Dì al governo statale di proteggere le rimanenti zone umide per la fauna selvatica e le persone affinché sia prevenga un disastro ecologico =>
FIRMA QUI
Grazie per il tuo agire!
(sulla pagina web che si apre: Il Bengala è una regione di terra agricola produttiva e ricca biodivesità, con una fauna selvatica che include i gatti viverrini (vedi
qui), i leopardi, le tigri, le tartarughe palustri, le salamandre himalayane, gli elefanti e centinaia di uccelli diversi. La sopravvivenza di questa fauna selvatica e degli ecosistemi e dell'agricoltura, dipende dall'habitat naturale delle zone umide. Queste zone umide stanno però rapidamente scomparendo.
Durante gli anni '70 e '80, un enorme numero di zone umide sono state riempite di terra per facilitare lo sviluppo data la migrazione di persone dal Bangladesh di recente diventato indipendente. Queste zone umide stanno ancora scomparendo e gli scienziati prevedono che scompariranno del tutto entro il 2030 a meno che non si agisca.
Le zone umidenon supportano solo abbondanza di fauna e flora selvatica, con la possibilità di sviluppare ecoturismo, ma forniscono anche funzioni vitali per l'ecosistema, inclusi la mitigazione delle alluvioni/inondazioni, l'assorbimento di CO(2) e il filtraggio degli inquinanti. Lasciare che queste ultime zone umide scompaiano sarebbe un disastro ecologico.
Sebbene esistano leggi per preservare gli habitat delle zone umide, esse sono raramente attuate.
Dì al governo statale di agire immediatamente riguardo a questo problema che si va facendo sempre più urgente)
- da Wiki: La maggior parte della regione del Bengala soggiace nel delta del Gange, che nasce dalla confluenza dei fiumi Gange, Brahmaputra, Meghna e dai loro rispettivi tributari. L'area totale del Bengala è di 232.752 km2 — l'area del Bengala Occidentale è di 88.182 km2, quella del Bangladesh 144.570 km2. Il territorio del Bangladesh è per la maggior parte sotto i 10 metri sul livello del mare e si ritiene che quasi il 10% della regione sarebbe inondata se il livello del mare crescesse di un metro. [...] Una gran parte della linea costiera contiene una giungla paludosa, le Sundarbans, la foresta di mangrovie più grande al mondo e habitat naturale di diverse specie di flora e fauna, compresa la tigre del Bengala. Nel 1997 questa regione e le specie che la abitano sono state dichiarate in pericolo di estinzione.