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Convivenza , matrimonio o eterno fidanzamento?

daria

Master Florello
eltu ha scritto:
Comunque, al di là di queste considerazioni e differenze tra la "femmina" ed il "maschio", quello che proprio non sopporto, che mi manda in bestia fino a farmi salire il sangue in testa è l'essere considerate meno intelligenti degli uomini. Purtroppo, ancora ci sono tante donne che ragionano (si fa per dire) con la testa sotto i piedi. Ho sentito alcune donne dire "dobbiamo riconoscerlo, noi donne siamo meno intelligenti". Mi sono semplicemente limitata a rispondere "parla per te".

Giustissimo Eltu, la tua risposta intendo, va anche detto d'altra parte che ci sono donne che ti fanno vergognare ti appartenere allo stesso sesso, facciamo un esempio nella pubblicità...hai presente Adriana quella delle paperelle?Bene io quel bell'esemplare lì, potessi la prenderei a martellate ogni volta che la vedo e che sento quella vocina irritante da ochetta giuliva :martello2 :martello2 ecc,ecc...............
Questo che segue invece, è ambientato nella mia vita reale...ultimo solo per data, certo non unico...


Alcuni giorni fa, un mio cliente voleva un'informazione tecnica, è entrato nel mio laboratorio fotografico con un rullino in una mano ed un floppy nell'altra ero lì ad attendere la sua richiesta...mmm si guardava in giro leggermente in ansia, in quel momento gli esemplari maschili erano in altre faccende affaccendati...non lo hanno neanche notato. "C'é solo lei "signorina"? perchè sa avrei bisogno di un parere tecnico" (rispondo) "Buongiorno:) Dica a me"
L'agitazione cresce, comunque in qualche modo (giusto in qualche modo) mi esplicita i suoi dubbi, sono abituata a interpretare pensieri solo parzialmente espressi, rispondo, non è convinto prende tempo...se ne va.
Ritorna quando al banco di ricezione siamo in due: la "signorina" (io) ed un esemplare mascolo.
Mi guarda leggermenente imbarazzato, io sono a casa mia lì, non me ne vado proprio, anzi mi metto comoda, lui sciorina al mio socio lo stesso contorto ragionamento, a dire il vero glielo deve ripetere due volte, dopodichè avrà la stessa identica risposta.
A questo punto mi guarda e partono arrampicamenti sui vetri da paura, porello alla fine mi faceva pena io non ho detto una parola, lui ne ha dette troppe.
Sono i fatti a fare la differenza, e comunque anche se io non avessi saputo esaudire la sua richiesta, il suo atteggiamento gli si sarebbe comunque rivolto contro...
 
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Scatolina

Guru Giardinauta
Ivana ho letto molto attentamente tutto quello che hai scritto, in particolare gli esempi di discriminazione che hai subito nel corso della tua vita, e devo ammettere che quasi nessuna delle tue esperienze mi è "toccata" in prima persona. E questo è potuto accadere grazie a persone come te che hanno detto "basta" alla pressione psicologica subita dalle donne fino a quel periodo.
E' stato molto importante per me leggere queste esperienze, che mi danno la possibilità di capire meglio mia madre (che sicuramente le ha subite) e mia sorella (molto più grande di me) che mi racconta fatti analoghi...
E per questo ti ringrazio :flower:



Quando nel lavoro diventi madre, sei finita.
Hai bisogno di permessi e, quindi, non sei più produttiva.
I colleghi mugugnano perchè sei spesso a casa a curarti tuo figlio che, soprattutto nei primi anni, si ammala un giono sì e l'altro pure.
Qualunque avanzamento di carriera tu aspiri, necessita di un agnello sacrificale: tuo figlio.
Se vuoi arrivare alla meta che ti sei prefissata, devi dimenticarti di averlo partorito, devi dimenticarti che lui ha bisogno di te.
Ci sono donne che devono mollare i loro figli anche a 2-3 mesi pur di non perdere ciò per cui hanno sudato.
Ci sono donne che non fanno figli pur di riuscire nel lavoro.

In questo punto però ho delle perplessità... premetto che io non sono madre (e forse non lo sarò mai :( ), ma credo che fare un figlio sia una scelta, non un dovere.. e credo anche che ogni scelta comporti sacrifici.
Per questo mi domando come mai una donna debba voler avere un figlio e fare carriera sul lavoro allo stesso tempo... senza pensare che dovrebbe portare avanti due "discorsi" in maniera forse mediocre (perchè cmq non può arrivare dappertutto in tutti e due i settori), invece di viverne appieno uno e completamente bene?
E' anche un po questo il discorso dei ruoli che facevo all'inizio... il ruolo di madre è nostro e basta. Possiamo avere anche un ruolo lavorativo, ma a lavorare sono capaci tutti (uomini e donne) mentre a fare le madri, solamente noi! E dovrebbe essere motivo di orgoglio, altrochè!
Cmq spero che abbiate capito cosa voglio dire... Lo termino qui perchè non è affatto facile esprimere questo concetto, si rischia di scivolare facilmente.

Un abbraccio e buon w.e.
 

Ornella.48

Maestro Giardinauta
Scat, io ho capito benissimo cosa intendi dire, come ho capito benissimo cosa intende dire Rosa&Viola (anche se non generalizzerei così tanto, è vero che anch'io ho dovuto smettere di studiare perchè c'era mio fratello che aveva più diritto di me, ma in casa dei miei suoceri ad esempio certi discorsi non sono mai stati fatti e chi ha preso la laurea è stata mia cognata e non mio marito)

Però considera anche che uno stipendio in casa non basta e quindi non sempre si tratta di semplice voglia di far carriera, ma di necessità per arrivare a fine mese. E (senza entrare nella problematica del rapporto di coppia con lui che non aiuta o non aiuta abbastanza) ti girano ampiamente le scatole quando ti vedi messa da parte o non considerata sul lavoro perchè ogni tanto ti tocca stare a casa a curare i figli, oppure vedi che i soldi per salvare le società di calcio et similia si trovano, ma non si trovano mai per i servizi sociali
 
M

Mary74

Guest
Scatolina ha scritto:
premetto che io non sono madre (e forse non lo sarò mai :( ),
Scattina traspare un pò di maliconia in quello che hai scritto allora torno a riscriverti questo : "L' importante è che da entrambi le parti ci sia la medesima idea"

Scatolina ha scritto:
E' anche un po questo il discorso dei ruoli che facevo all'inizio... il ruolo di madre è nostro e basta. Possiamo avere anche un ruolo lavorativo, ma a lavorare sono capaci tutti (uomini e donne) mentre a fare le madri, solamente noi! E dovrebbe essere motivo di orgoglio, altrochè!
I figli si fanno in due .
Guarda che anche i padri sono importanti e spesso i figli soffrono di quest'assenza. Eppure gli uomini lavorano , si realizzano ...
la sera sono stanchi e si mettono in pantofolen. Ne hanno tutti i diritti ...

La profonda disparità che esiste oggi nella nostra società o meglio all'interno della coppia , sta proprio in questo , la donna deve sacrificare il proprio lavoro che spesso coincide con le proprie aspirazioni , raggiunto magari con tanta fatica . Lavorare non è solo portarsi a casa lo stipendio , ci si mette anche passione , sacrificio ..
Sai questo perchè accade? Perchè all'interno della famiglia non cè collaborazione . Se marito e moglie collaborassero , se i padri imparassero a cambiare i pannolini , a intercambiarsi con la mamma ...per le donne sarebbe più facile e anche per i figli lo sarebbe.
Il ruolo di madre coincide con quello di donna ma è chi vive attorno a noi che non permette questo.

Poi ci sono donne che amano fare le casalinghe e se questo le fa felici , ben venga.

Sai quali sono le famiglie veramente fortunate ? Quelle in cui esiste ancora la figura dei nonni .

Pur non abitando insieme , ho la fortuna di stare con una persona "collaborativa" e lo vedo dalle piccole cose, fosse stato il contrario altro che dubbi ! Avrei detto no al matrimonio. Anche perchè se una persona ti ama "dovrebbe" volere la tua felicità , se vedo una persona a cui voglio bene stanca ..l'aiuto , le vengo incontro. Perchè questo non accade in tante coppie?
 

RosaeViola

Master Florello
Per questo mi domando come mai una donna debba voler avere un figlio e fare carriera sul lavoro allo stesso tempo... senza pensare che dovrebbe portare avanti due "discorsi" in maniera forse mediocre (perchè cmq non può arrivare dappertutto in tutti e due i settori), invece di viverne appieno uno e completamente bene?


Perchè è la maternità è un diritto e proteggerla, un dovere delle istituzioni.
Ma perchè una donna non può lavorare e fare un figlio?
Ok, lasciamo perdere la carriera, ma tu non hai idea delle pressioni e di come vieni sminuita nell'ambito del lavoro, quando hai figli piccoli.
Sai come ti senti? Ti senti male, spaccata a metà fra il dovere, la paura del mobbing che in questi casi è frequentissimo e il bisogno di dare a tuo figlio ciò che ha bisogno.

E poi, perchè ad una donna che ha raggiunto un certo livello nell'ambito lavorativo, non è consentito mantenere la sua posizione solo perchè si prende un periodo per mettere al mondo un figlio e per crescerlo nelle prime e importanti fasi della sua vita?

Lo sanno bene, gli uomini che dettano le regole del nostro vivere, che un bambino ha bisogno di sua madre, lo sanno ma non gliene importa e sai perchè? Per poter mantenere i privilegi e le posizioni di forza.
Tu sei una donna e sei pericoloso quando ti contrapponi alla carriera di un uomo quindi, quale miglior mezzo per castrare una donna se non imporle di non fare carriera perchè è feconda?
Poi, sai, c'è da dire che le donne hanno sempre svolto più lavori insieme e questo ha fatto e fa comodo.
Una donna è un potenziale di energie e risorse che serve moltissimo a mandare avanti una società, di qualunque tipo essa sia.

Mia madre andava a lavorare nei campi e duramente, malgrado avesse una bimba piccina (mia sorella), dovesse aiutare in casa perchè la vita in famiglia non le scontava nulla.
Questo è un altro aspetto drammatico: la rivalsa delle donne sulle altre donne.
Le nonne, le zie facevano scontare alle giovani spose e madri, quello che avevano scontato loro....E pensi che sia cambiato molto? No, non tantissimo in fondo, solo è cambiato il modo di esternare tutto ciò.

Se io penso a me stessa, mi rendo conto che ho vissuto le stesse cose.
Lavoravo e non facevo un lavoro rilassante, in quel periodo, poi, non avevo orari, però cominciavo a correre la mattina alle 5.45 e finivo la sera anche verso mezzanotte: casa, lavoro, figli piccoli, corse e dovevo preoccuparmi di mio padre che era malato e dei miei suoceri.
Tu pensi che mia suocera, che in quel tempo avevo in casa, si sia mai mossa a compassione?
No no, anzi, mi aumentava il lavoro e le cose da gestire, dicendo che io, come donna, potevo farlo, mentre suo figlio, poverino (testuali parole) non poteva perchè non ne era in grado.

Comodo eh? Ed io non sono la sola ad aver vissuto cose come questa.
Quelle come me, sono tante, troppe ancora.

Poi, tornando al sociale, il nostro paese non fa nulla per aiutare le madri lavoratrici.
Non ci sono nidi e materne, in grado di facilitarti le cose.
Non esiste, specie nelle grandi città, la possibilità di iscrivere i bimbi in una struttura vicina al tuo lavoro...non parliamo poi, dei nidi e le materne, all'interno dei luoghi di lavoro...Fantascienza.

i nidi pubblici costano moltissimo e tu vedi il tuo stipendio volatilizzarsi per questo, specie se hai due bambini in età da nido, ma lo devi fare, se non vuoi perdere il lavoro...

Tu dici, perchè non te ne stai a casa a crescere i tuoi figli? Perchè come giustamente detto, di un altro stipendio c'è bisogno.

Vedi, dal dopoguerra ad oggi, la società è profondamente cambiata, ma le donne portano ancor ail carico più grosso.
Sono entrate nel mondo del lavoro, ma non coadiuvate dai servizi sociali o dalle strutture lavorative, solo contando sempre più sulle loro forze, spendendo tutte le energie che hanno.

Entrare nel mondo del lavoro è stato per tutte una necessità che ha fatto molto comodo anche alla parte maschile della società, ma nessuno ci ha facilitato il compito...anzi.
 

xst84

Giardinauta Senior
Mi sento spaesato dinanzi a tutte queste differenze, ingiustizie, slanci e perorazioni. Per questo non so decidermi tra convivenza, matrimonio ed eterno fidanzamento :D (ma in famiglia è :cry:)
a proposito perchè nessuno parla di famiglia ?:squint: :) :Saluto:
 

daria

Master Florello
xst84 ha scritto:
Mi sento spaesato dinanzi a tutte queste differenze, ingiustizie, slanci e perorazioni. Per questo non so decidermi tra convivenza, matrimonio ed eterno fidanzamento :D (ma in famiglia è :cry:)
a proposito perchè nessuno parla di famiglia ?:squint: :) :Saluto:


Perchè la mia generazione (tu in questo caso sei innocente, frutto della confusione dei tempi) l'ha massacrata...mal interpretando la libertà sessuale.
Conclusione: la famiglia è demodè :storto: :rolleyes:
 
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decky

Florello Senior
Mi intrufolo nel Vs discorso dopo avervi letto per giorni....
Non mi sposerei mai (e mai dire mai diceva qualcuno :rolleyes: )per 3 motivi fondamentalmente:il primo è perchè non credo nei contratti benchè in questo caso possano esser utili per essere più tutelati,il secondo è perchè sono atea e quindi al legame benedetto dall'istituzione chiesa non darei nessuna importanza.Terzo poi il fatto che non intendo avere figli per cui nessuna vita da proteggere anche con un pezzo di carta che un domani gli garantisca determinati diritti.
A tutto questo aggiungo una sana e fondata paura della separazione, emotivamente pari a quella che spesso avviene anche tra chi convive,ma sicuramente più problematica dal punto di vista burocratico.Ebbene direte voi,qui si parla di matrimoni,di legami felici,fatti per durare "finchè morte..." ma siamo proprio sicuri che davvero esistano questo tipo di legami?Non dico che quando si ama una persona e ci si sposa non si abbiano tutti i migliori propositi,ma nell'arco di una vita si cambia,ci si orienta sempre su interessi differenti,le priorità si modificano,i caratteri mutano,ci si riscopre spesse volte a condividere la propria esistenza con una persona che non corrisponde più a quella che era anni prima...E' una visione pessimista,me ne rendo ben conto,ma tant'è e determina il mio "no" al matrimonio.
Non ho la visione di donna solo madre che si deve fare in quattro per lavoro e famiglia,anche se ammetto che purtroppo ancora questo tipo di preconcetto è presente vivo e radicato nella mentalità della gente,basti pensare a tutti quei mariti che impediscono alle mogli di uscire,addirittura alcuni impediscono loro di lavorare....il che è assurdo,ricordo bene che a mia nonna fu impedito di proseguire gli studi per la gelosia di mio nonno,ebbene sono passati più di 50 anni e fa rabbrividire il fatto che ancora si ragioni su quella lunghezza d'onda e che si abbia la mente così "ristretta".
La parità...siamo ben lontani dal suo raggiungimento sia in ambito lavorativo sia in quello familiare,perchè la donna è donna solo quando deve pulire,badare alla casa e ai figli,ma quando le si deve dar merito e atto del suo valore,di quanto è grande allora si glissa.
Non so quanti siano gli uomini mariti o conviventi che aiutano la propria compagna anche in casa,ma credo ancora troppo pochi,colpa dell'educazione che hanno ricevuto sicuramente,abituati da "uomini" a rientrare da lavoro e sedersi in attesa della cena luculliana servita calda.A quei spero non pochi uomini che invece di pretendere si adoperano in giusta misura per alleviare il peso delle giornate delle loro compagne faccio tanto di cappello,sicuramente trattasi di persone sensibili a tal punto di comprendere che la stessa stanchezza che avvertono loro alla sera la hanno anche le donne,persone che hanno capito che la donna è persona esattamente come loro,sia in positivo che in negativo,sia nella forza di saper fare,sia nella debolezza di non poter far tutto,persone che non giudicano la figura femminile come quella del sesso debole ma come persona esattamente fragile,così come forte al suo pari.
 
V

veleno65

Guest
se leggi bene anche io ho scritto che strada facendo si cambia e a volte è difficile ritrovare le motivazioni che hanno spinto al matrimonio:è normale, ma ovviamente dipende se è + forte la voglia di rimanere insieme o quella di dirsi ciao.così come è una cosa ovviamente personalissima pensare in maniera positiva al matrimonio o averne ribrezzo,o paura.anche il fatto di pensare alla maternità è legato al tipo di legame che si ha con l'altro,se non è + che stretto e in piena sintonia la maternità appare come una cosa astratta e senza senso.per il discorso sulla libertà delle donne e la loro emancipazione penso,e la storia è piena di esempi, che dipende dalla volontà del singolo, e dalla forza interiore che si ha.che si riflette sulla forza esteriore e sulla libertà di scelta.
 

decky

Florello Senior
veleno65 ha scritto:
anche il fatto di pensare alla maternità è legato al tipo di legame che si ha con l'altro,se non è + che stretto e in piena sintonia la maternità appare come una cosa astratta e senza senso.
su questa tua affermazione non mi trovo d'accordo,la voglia di maternità non sempre viaggia di pari passo con il rapporto con il proprio compagno,a volte esula totalmente,è un desiderio insito nella maggior parte delle donne a prescindere dalla persona che sta loro accanto.
 
V

veleno65

Guest
certo,è un desiderio insito in noi,ma rimane un desiderio egoistico se non si ha un partner "giusto" vicino,come le single che vogliono un bambino così come si vuole un giocattolo nuovo.
 
M

marco48

Guest
RosaeViola ha scritto:
Tempo fa, discuteste allegramente in un 3D sull'argomento.
Beh, credimi, ho fatto fatica a non intervenire, ma ci sono riuscita solo pensando che avrei scritto cose per le quali, probabilmente, non sarei stata capita.
Ciao RosaeViola, mi aspettavi al varco, ho capito proprio oggi qual'è stata la causa del tuo malumore, la battuta che ho fatto a mia moglie che aveva evitato un incidente con un idiota, ma pensi veramente che sia stato a causa del mio modo di pensare? Se mi sono permesso è stato perchè ero sicurisimo che non l'avrei ferita, un modo per trasformare una situazione emozionalmente sfavorevole in una favorevole, per allentare la tensione, molto spesso autoironizziamo e ridiamo insieme dei nostri difetti o vizietti. Quello che hai raccontato della tua vita mi ha veramente sorpreso ed angustiato, mi hai ricordato i racconti di mia madre e della sua gioventù nei lontani anni trenta, lei e le sue sorelle però non hanno poi fatto provare ai figli quello che hanno provato loro, quindi ho vissuto solo marginalmente questi fatti ritenendoli oggi morti e sepolti. Mi riferisco alla gioventù moderna, i miei figli, 23 e 18 anni hanno sempre avuto delle fidanzatine che portavano a casa, ai miei tempi potevamo vederci fuori, ma in casa mai. Il telefono è diventato un centralino "buona sera, mi passa suo figlio Sergio per favore, sono Maria" oppure "....sono Carla .....sono vattelapesca" . E quando mai mi ha telefonato una ragazza a casa? Per chiamare la mia fidanzata, adesso mia sposa, dovevo aspettare davanti ad una cabina telefonica e chiedere la cortesia ad una ragazza di passaggio.:embarrass :embarrass :embarrass , ma è passato mooolto tempo, oggi è diverso, probabilmente le donne sono ancora in qualche campo svantaggiate, ma penso ancora per poco, tra qualche anno saremo noi uomini ad essere al loro posto. Tu parli di mobbing, ma non pensare che venga fatto solo alle donne, oggi è di moda, il sesso conta poco, l'individuo è considerato una macchina per far soldi, non interessa a nessuno se hai un'anima, un cuore, una famiglia, devi lavorare e basta, non devi creare problemi e devi dire sempre si. Qualche tempo fà un nuovo padrone ha dichiarato che non gli interessava più la professionalità, che poteva benissimo farne a meno, doveva pagare i debiti che aveva contratto per acquistare l'azienda e quindi doveva licenziare quanto più personale poteva, il mobbing è stato veramente mooolto democratico, venivano scelti tutti i lavoratori con molti anni di servizio, perchè erano quelli che costavano di più, e venivano CONVINTI a prepensionarsi, in caso di resistenza venivano trasferiti in altre città e privati di una mansione nella speranza che si decidessero a licenziarsi. Io sono uscito adesso da uno stress tremendo che mi ha causato due interventi chirurgici inutili al naso ed altri problemi. Ci pensi che vuol dire la possibilità di essere licenziati o anche solo trasferito, in una terra che non offre nulla se non le bellezze naturali, per una persona con già 27 anni di anzianità che portava a casa l'unico stipendio?
A proposito, sono donatore Avis e due o tre volte l'anno mi assento per la donazione, vengo considerato assenteista e perciò niente meritocrazia, non me lo dicono apertamente, ma me lo fanno capire. Cosa vuoi che mi interessi la carriera con questi presupposti? E cosa vuoi che mi interessi se capi e capette vengano scelti in base a criteri che non hanno nulla a che fare con il lavoro, la professionalità e l'anzianità? Vedi RosaeViola, ti capisco e ti stimo veramente ma per favore, pensa positivo e cerca di ribaltare situazioni negative in positive, è difficile ma si può riuscire, un modo c'è sempre. Un mio intelligente collega mulatto, figlio di madre somala e papà italiano, non si sognava neanche di prendersela per le frecciatine che gli venivano rivolte a causa della pelle nera, era lui che ironizzava dicendo che lo facevano lavorare come un negro...:lol: a poco a poco nessuno più ha avuto battute, li aveva smontati tutti. E' veramente tardi, e vi ho già tediato troppo, scusatemi di nuovo, buonanotte:sleep2: :sleep2: :Saluto:
 
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giumaca

Giardinauta
Anche io son giorni che leggo e rileggo questa discussione, e, spesso mi son trattenuta nell'intervenire per non mettere a nudo ciò che provo, per la paura di essere fraintesa....
ebbene, tutto ciò premesso, vi posso raccontare la mia esperienza:
il mio sogno a 23 anni? Mettere da parte i soldini per comprare la Honda 750 Africa Tween
il mio sogno a 24? Mettere su famiglia con l'uomo che mi aveva fatto perdere la testa e che l'aveva persa per me.
La moto non l'ho più comprata, e non mi può fregar di meno di comprarla, ho due angioletti a cui pensare....
Credo che nella vita bisogna fare sempre e comunque delle scelte e capire cosa sia, anzi cosa è, davvero importante per noi.
Il matrimonio per me è smettere di essere soli, per diventare una unità fatta da due individui, non è un contratto, non è solo la benedizione in Chiesa, (per me molto importante visto che sono credente), è tutto quel che viene dopo il rito civile o religioso, il matrimonio non è la data stampata sulle fedi (sulle mie manco l'ho fatta stampare) ma è quello che si costruisce di giorno in giorno insieme....



Chiudi le gambe che ti si vede la mutandina? Mi è stato detto, ed anche io lo dico alle mie figlie, credo allo stesso modo in cui lo avrei detto ad un eventuale figlio maschio (se ne avessi avuto uno) che andava in giro in modo che le mutande gli si vedessero, perciò preferisco far indossare alle mie bambine i pantaloni, corti o lunghi, per farle giocare in libertà, e far loro indossare le gonnelline, facendo loro capire la differenza tra un indumento e l'altro (il mio armadio è quasi ed esclusivamente pieno di pantaloni, son più comodi, tutto qui)
Io ho quasi 35 anni, mio padre 74 e mia madre 65, hanno messo al mondo 4 figli, 2 femmine e due maschi, abbiamo sempre fatto le cose insieme, femmine e maschi indistintamente, mai e poi mai, mi sono sentita in alcun modo discriminata in famiglia, e, non è che io abitavo o abiti a New York, abitavo in un paesino di 1.200 anime, ad una quindicina di km dal paesotto (che amano definire città :storto: ) di 18.000 abitanti dove abito ora.
Forse sono stata fortunata, forse ho avuto la fortuna di avere dei genitori "moderni"? Non sò, ma quello di cui sono sicura è che nella vita bisogna fare delle scelte, è che sicurissimamente non avrei potuto fare carriera, dal momento in cui ho deciso di mettere al mondo dei figli, quando ho avuto la seconda figlia, ho deciso (visto che entrambe le nonne, erano già "impegnate da altri nipoti") di non lavorare più, ed è stata "tosta", rinunciare ad uno per avere mezzo, è sempre dura, ma è passato, ed ho ripreso a lavorare non appena anche la seconda figlia è cresciuta un pochetto, e quindi mia madre ora poteva occuparsi anche delle mie figlie (4 nipoti ogni giorno).
Sono stata doppiamente fortunata ad aver trovato un marito con il quale si parla di tutto, si discute di tutto, si decide di tutto, e facendolo sempre insieme.
 
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RosaeViola

Master Florello
marco48 ha scritto:
Ciao RosaeViola, mi aspettavi al varco, ho capito proprio oggi qual'è stata la causa del tuo malumore, la battuta che ho fatto a mia moglie che aveva evitato un incidente con un idiota, ma pensi veramente che sia stato a causa del mio modo di pensare? Se mi sono permesso è stato perchè ero sicurisimo che non l'avrei ferita, un modo per trasformare una situazione emozionalmente sfavorevole in una favorevole, per allentare la tensione, molto spesso autoironizziamo e ridiamo insieme dei nostri difetti o vizietti.

Marco, non ti stavo aspettando al varco e so per certo e l'ho già ribadito varie volte, che per la sensibilità che ti riconosco so bene che non faresti mai del male a tua moglie, così come so per certo che sei una persona che non ha certo un modo prettamente misogino di pensare.
Comunque non c'è stato solo il thread sul fatto di tua moglie ad aver inforcato la piega del noi e voi.
Non ho ragioni per aspettare te al varco, solo che certe situazioni quando si ripetono, mi fanno pensare e, delle volte, inquietare.

Penso spesso alle battute sul mondo femminile, almeno ogni volta che le sento e nel momento in cui succede, cerco di rifocalizzare la persona che ho di fronte.
Delle volte chi le fa, è assolutamente innocente, cioè le fa bonariamente e visualizzo il suo modo di essere compagno di qualcuno o, magari, conosco la donna che gli vive accanto e so per certo che è in buona fede.
Altre volte, mettendo a fuoco certe cose, alla luce della battuta, mi accorgo che non era poi così innocente.

Però, vedi, per mia e altrui esperienza, se c'è una cosa che ho imparato è che non tutti siamo forti alla stessa maniera e non tutti viviamo certe battute allo stesso modo.
Altra cosa che penso e che ho già detto, è che sono convinta che le parole non siano quasi mai casuali e soprattutto, io credo ma forse sbaglio io, che così come ci vogliono i fatti nell'educare le nuove generazioni, altrettanto ci vogliano le parole e le parole giuste proprio per far entrare nella pelle dei ragazzi che certe dinamiche sono talmente "normali" che non sono nemmeno degne di nota a livello di battuta.


Per chiamare la mia fidanzata, adesso mia sposa, dovevo aspettare davanti ad una cabina telefonica e chiedere la cortesia ad una ragazza di passaggio

Per la verità Marco, anche mio marito subiva queste cose da parte di sua madre, ed eravamo negli anni '80.


ma è passato mooolto tempo, oggi è diverso, probabilmente le donne sono ancora in qualche campo svantaggiate, ma penso ancora per poco, tra qualche anno saremo noi uomini ad essere al loro posto.

Tu dici Marco? Io invece, credo che le donne saranno sempre un passo indietro al'evoluzione della società e quelle che riusciranno a farsi largo, tra una folla saranno più uomini degli uomini...purtroppo. Dico purtroppo riferendomi a quelle donne che per emergere, assumono come propri, i comportamenti peggiori di uomini col pelo sullo stomaco.

Tu parli di mobbing, ma non pensare che venga fatto solo alle donne, oggi è di moda, il sesso conta poco, l'individuo è considerato una macchina per far soldi, non interessa a nessuno se hai un'anima, un cuore, una famiglia, devi lavorare e basta, non devi creare problemi e devi dire sempre si.

Marco, ma sono pienamente d'accordo con te, figurati! Ciò non toglie però, che le prime ad essere oggetto di mobbing, sono le donne ma non fosse altro perchè hanno più motivi a cui il padrone possa attaccarsi.

Io sono uscito adesso da uno stress tremendo che mi ha causato due interventi chirurgici inutili al naso ed altri problemi. Ci pensi che vuol dire la possibilità di essere licenziati o anche solo trasferito, in una terra che non offre nulla se non le bellezze naturali, per una persona con già 27 anni di anzianità che portava a casa l'unico stipendio?

Marco, ti capisco benissimo ma pensa come si possa sentire una donna a cui, per essere assunta, viene fatto il test di gravidanza a sua insaputa...
Oppure pensa a come si possa sentire una donna che ha un figlio piccolo e non può stare a casa se questi sta male o malissimo, magari con la febbre alta e la dissenteria, perchè teme ritorsioni.
Prova ad immaginare come si sente una donna che sa che sarà fra le prime teste che taglieranno perchè è quasi sempre così che va.
Oppure prova a calarti nella pelle di una donna a cui, quando sta per essere assunta, viene chiesto di non far figli per almeno 5 anni.

A proposito, sono donatore Avis e due o tre volte l'anno mi assento per la donazione, vengo considerato assenteista e perciò niente meritocrazia, non me lo dicono apertamente, ma me lo fanno capire. Cosa vuoi che mi interessi la carriera con questi presupposti? E cosa vuoi che mi interessi se capi e capette vengano scelti in base a criteri che non hanno nulla a che fare con il lavoro, la professionalità e l'anzianità?

Sì, è vero, ma credimi, quando è la maternità ad essere messa in discussione, ad essere demonizzata, ad essere vissuta come un limite, la cosa (almeno per come la vedo io) è anche peggio.
La maternità è un diritto e, come tale, va tutelata.

Vedi RosaeViola, ti capisco e ti stimo veramente ma per favore, pensa positivo e cerca di ribaltare situazioni negative in positive, è difficile ma si può riuscire, un modo c'è sempre. Un mio intelligente collega mulatto, figlio di madre somala e papà italiano, non si sognava neanche di prendersela per le frecciatine che gli venivano rivolte a causa della pelle nera, era lui che ironizzava dicendo che lo facevano lavorare come un negro...

Marco, senti, io ho bisogno di capire una cosa che ogni tanto sento dire qui e là...Ma che significa volgi al positivo le cose negative?
Vuol dire non pensarci? Vuol dire lascia perdere? Vuol dire fregatene? Vuol dire perdere la capacità di indignarsi quando alcune cose che senti ti fanno soffrire? Vuol dire rassegnarsi di fronte ad un mondo che ha ancora bisogno di crescere? Vuol dire...che cosa? Io giuro, lo sto dicendo senza polemica, ma proprio non capisco.

Il fatto che io dica o scriva certe cose, non significa certo che passo la mia vita rimanendo sempre arrabbiata o che passi i miei giorni rimuginando continuamente su queste cose.
La mia vita è stata, una battaglia durissima, una lotta per difendere me stessa e per riuscire ad essere accettata così com'ero, in tutta la mia diversità, sempre e dovunque.

In certi momenti è stata addirittura una guerra che ancora non è finita e ci vorrebbero giorni per raccontarla e se sono riuscita a sopravvivere senza impazzire di fronte a certi eventi della mia vita (che ovviamente non sono solo questi di cui stiamo parlando ora, ma ben altri) è solo perchè quella forza positiva di cui tu parli, forse l'avevo dentro di me. Posso garantirti che se non avessi avuto questi pilastri di cemento armato che ho come fondamenta e se non fossi stata innamorata della vita e del genere umano come sono sempre stata e come sono, non sarei certo riuscita a guardare in faccia al futuro piena di speranza e di certo non sarei più qui.

In quanto all'ironia, beh, lo si sa che è un'arma che si usa per proteggersi, ma che ne sappiamo noi, di come si senta una persona nel momento in cui viene discriminata?
Guarda che non sempre e non tutti, benchè siano autoironici, rimangono indifferenti...Certo, poi agli altri non lo fai capire e non lo dai a vedere, ma dentro, se una persona ha un minimo di sensibilità, la cosa non scivola via MAI e non è vero che ci si fa l'abitudine...Magari si evita di pensarci e questo non significa esserne indifferenti, ma solo non guardare in faccia la cosa per non sentirsi diversi.
Inoltre, quando passi una vita a sentirti buttare in faccia la tua diversità, ne hai talmente le tasche piene che non puoi smettere di indignarti della stupidità umana...Non puoi perchè ne sei esasperato.
 
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RosaeViola

Master Florello
giumaca ha scritto:
Chiudi le gambe che ti si vede la mutandina? Mi è stato detto, ed anche io lo dico alle mie figlie, credo allo stesso modo in cui lo avrei detto ad un eventuale figlio maschio (se ne avessi avuto uno) che andava in giro in modo che le mutande gli si vedessero, perciò preferisco far indossare alle mie bambine i pantaloni, corti o lunghi, per farle giocare in libertà, e far loro indossare le gonnelline, facendo loro capire la differenza tra un indumento e l'altro (il mio armadio è quasi ed esclusivamente pieno di pantaloni, son più comodi, tutto qui)
Io ho quasi 35 anni, mio padre 74 e mia madre 65, hanno messo al mondo 4 figli, 2 femmine e due maschi, abbiamo sempre fatto le cose insieme, femmine e maschi indistintamente, mai e poi mai, mi sono sentita in alcun modo discriminata in famiglia, e, non è che io abitavo o abiti a New York, abitavo in un paesino di 1.200 anime, ad una quindicina di km dal paesotto (che amano definire città :storto: ) di 18.000 abitanti dove abito ora.
Forse sono stata fortunata, forse ho avuto la fortuna di avere dei genitori "moderni"? Non sò, ma quello di cui sono sicura è che nella vita bisogna fare delle scelte, è che sicurissimamente non avrei potuto fare carriera, dal momento in cui ho deciso di mettere al mondo dei figli, quando ho avuto la seconda figlia, ho deciso (visto che entrambe le nonne, erano già "impegnate da altri nipoti") di non lavorare più, ed è stata "tosta", rinunciare ad uno per avere mezzo, è sempre dura, ma è passato, ed ho ripreso a lavorare non appena anche la seconda figlia è cresciuta un pochetto, e quindi mia madre ora poteva occuparsi anche delle mie figlie (4 nipoti ogni giorno).
Sono stata doppiamente fortunata ad aver trovato un marito con il quale si parla di tutto, si discute di tutto, si decide di tutto, e facendolo sempre insieme.

Giumi, io avevo 5 anni quando mia madre lanciava il suo strale.
Cosa vuoi che ne sappia una bambina di 5 anni che gioca serena del fatto che se non chiude bene le gambe le si vedono gli slip?
Mia madre aveva questo modo sordido per farmi intuire che c'era del male in quello che facevo...Peccato che a 5 anni, un bimbo non senta che quello che FA è sbagliato (ammesso che lo sia) ma si sente sbagliato LUI.
C'è una grossa differenza a mio avviso...

In quanto al discorso maternità e carriera, io capisco cosa tu intenda ma sono anche dell'idea che ogni individuo, ogni essere umano, dovrebbe avere il libero arbitrio sugli eventi della sua vita privata, quindi se desidero avere un figlio e continuare a lavorare, perchè non devo essere messa in condizione di farlo?
Perchè la maternità deve essere usata come arma di ricatto? Tutto ciò, è abietto, è di una violenza senza pari, è un sopruso del mio essere persona ma soprattutto, è un NON riconoscere il fatto che sono diversa e usarlo contro di me.

Ma ci pensi??? E' pazzesco...
Ci indignamo di fronte ai diritti umani violati o a certi soprusi e ne viviamo uno enorme e non ce ne rendiamo conto.
 

RosaeViola

Master Florello
daria ha scritto:
Perchè la mia generazione (tu in questo caso sei innocente, frutto della confusione dei tempi) l'ha massacrata...mal interpretando la libertà sessuale.
Conclusione: la famiglia è demodè :storto: :rolleyes:

Daria, io credo che il concetto di famiglia sia stato abbattuto più che per la libertà sessuale per scardinare un sistema arcaico e retrivo come quello che io ho descritto nei miei post precedenti.
E' purtroppo vero che, come in ogni grande cambiamento della struttura della società, non si fa un esame ragionato e composto salvando ciò che era buono e buttando il marcio...Si agisce dietro la spinta forte della voglia di rinnovamento e cambiamento. Inoltre, si ha bisogno che siano immediati e radicali questi mutamenti e così facendo, si butta via tutto...
Solitamente devono arrivare altre generazioni per rimettere un po' in sesto le cose e, solitamente, qualcuna di queste viene ulteriormente sacrificata perchè vive la fase di transizione.
Prova ne sono i figli della generazione che ha vissuto il '68 e gli anni a seguire...Da un'educazione fortemente restrittiva e coercitiva, si è passati al lassismo più totale e alla totale assenza di punti fermi.
Se ti guardi attorno o se ripensi ad uno dei temi forti di una certa generazione, non a caso ti accorgi che è quella dei ragazzi che oggi hanno poco più di trentanni, i famosi Peter Pan o i figli che non se ne vanno mai.
Ultimamente si sono attuate maggiori revisioni alla totale libertà e all'assenza dei no, anche in considerazione delle problematiche che questo tipo di educazione ha portato: fragilità anche maggiori e incapacità di affrontare la vita, assumendosene ampiamente tutte le responsabilità che comporta.
Che casino...:rolleyes:
 

RosaeViola

Master Florello
eltu ha scritto:
Questa è una frase che ho sentito pochissime volte: Ho iniziato ad usare i pantaloni...dalla notte dei tempi. Non ti dico le critiche della gente: "sei una ragazza, non puoi indossare sempre e solo pantaloni come i ragazzi". Io ho continuato come se nulla fosse.

Questo non mi ha mai condizionata. Ero libera di giocare come volevo ed ero rude, irruenta e vivace (sapessi quante ne ho combinate).

Elena, i pantaloni non li avevo, o meglio, ne avevo sì e no, uno...Mia madre non me li metteva e nemmeno li comprava...Quelli che avevo invernali, servivano per le emergenze (la neve, un giorno di pioggia battente etc.)
Giusto in estate c'era la possibilità di qualche pantaloncino, ma era casuale che li possedessi e c'erano quelli della colonia...Ecco, lì ero sempre in pantaloncini, con la divisa da carcerato pari alla vita che si faceva, però coi pantaloncini.

In quanto al gioco, nemmeno io mi sono mai trattenuta, ma era un tritamento continuo, un continuo buttarmi addosso che io non andassi bene così.
 

daria

Master Florello
RosaeViola ha scritto:
Daria, io credo che il concetto di famiglia sia stato abbattuto più che per la libertà sessuale per scardinare un sistema arcaico e retrivo come quello che io ho descritto nei miei post precedenti.
E' purtroppo vero che, come in ogni grande cambiamento della struttura della società, non si fa un esame ragionato e composto salvando ciò che era buono e buttando il marcio...Si agisce dietro la spinta forte della voglia di rinnovamento e cambiamento. Inoltre, si ha bisogno che siano immediati e radicali questi mutamenti e così facendo, si butta via tutto...
Solitamente devono arrivare altre generazioni per rimettere un po' in sesto le cose e, solitamente, qualcuna di queste viene ulteriormente sacrificata perchè vive la fase di transizione.
Prova ne sono i figli della generazione che ha vissuto il '68 e gli anni a seguire...Da un'educazione fortemente restrittiva e coercitiva, si è passati al lassismo più totale e alla totale assenza di punti fermi.
Se ti guardi attorno o se ripensi ad uno dei temi forti di una certa generazione, non a caso ti accorgi che è quella dei ragazzi che oggi hanno poco più di trentanni, i famosi Peter Pan o i figli che non se ne vanno mai.
Ultimamente si sono attuate maggiori revisioni alla totale libertà e all'assenza dei no, anche in considerazione delle problematiche che questo tipo di educazione ha portato: fragilità anche maggiori e incapacità di affrontare la vita, assumendosene ampiamente tutte le responsabilità che comporta.
Che casino...:rolleyes:

Ragionamento ineccepibile, condivido hai centrato e ben spiegato, quel che avevo sottointeso in una semplice, battuta...thanks:)
Teniamoci buone e coltiviamoci le generazioni future :eek:k07: :D
 
M

marco48

Guest
RosaeViola ha scritto:
Marco, non ti stavo aspettando al varco
Ciao RosaeViola, vedi quando tu hai iniziato con un bel "bene, adesso vediamo..." ho pensato subito che era qualcosa che avevi in mente da un pò di tempo ed avevi solo colto l'occasione. Adesso spiego, con la mia frase incriminata non volevo intendere quello che avete inteso, ma semplicemente che il lungo discorso era avvenuto solamente tra donne e mi sentivo un pò un intruso, come mi sento sempre ogni volta che devo entrare da un parrucchiere per signora. Molto spesso rinuncio a scrivere qualcosa se il discorso avviene tra sole donne, non è perchè mi sento superiore o per discriminare, ma sò che a volte a noi uomini ed a voi donne piace fare comunella e discutere tra persone dello stesso sesso, e quindi il tuo discorso mi sembrava francamente eccesivo.
Tu dici Marco? Io invece, credo che le donne saranno sempre un passo indietro al'evoluzione della società e quelle che riusciranno a farsi largo, tra una folla saranno più uomini degli uomini...purtroppo. Dico purtroppo riferendomi a quelle donne che per emergere, assumono come propri, i comportamenti peggiori di uomini col pelo sullo stomaco.
Vai a controllare le statistiche dei laureati e ti renderai conto che le donne laureate sono in numero maggiore, tra quelli che abbandonano il corso le donne sono in minoranza e, cosa molto importante, si laureano con profitto migliore degli uomini...La vedo dura per la supremazia dei maschietti.

Marco, ti capisco benissimo ma pensa come si possa sentire una donna a cui, per essere assunta, viene fatto il test di gravidanza a sua insaputa...
Oppure pensa a come si possa sentire una donna che ha un figlio piccolo e non può stare a casa se questi sta male o malissimo, magari con la febbre alta e la dissenteria, perchè teme ritorsioni.
Prova ad immaginare come si sente una donna che sa che sarà fra le prime teste che taglieranno perchè è quasi sempre così che va.
Oppure prova a calarti nella pelle di una donna a cui, quando sta per essere assunta, viene chiesto di non far figli per almeno 5 anni.
Non ho mai sentito nulla riguardante al test per la maternità e nemmeno per la richiesta di non fare figli per cinque anni, ma penso che sia illegale e se tale da perseguire nelle aule giudiziarie.
Marco, senti, io ho bisogno di capire una cosa che ogni tanto sento dire qui e là...Ma che significa volgi al positivo le cose negative?
Vuol dire non pensarci? Vuol dire lascia perdere? Vuol dire fregatene? Vuol dire perdere la capacità di indignarsi quando alcune cose che senti ti fanno soffrire? Vuol dire rassegnarsi di fronte ad un mondo che ha ancora bisogno di crescere? Vuol dire...che cosa? Io giuro, lo sto dicendo senza polemica, ma proprio non capisco.
Non è un rassegnarsi, è un modo alternativo di combattere contro qualcosa o qualcuno senza andare a cozzare frontalmente evitando guai peggiori. Se il mio collega mulatto si fosse lasciato prendere dalla giusta ira, avrebbe bisticciato chissà quante volte, non avrebbe modificato in nessun modo il preconcetto del quale era vittima e sarebbe sempre stato punzecchiato, invece ha dimostrato la sua superiorità intellettiva ed ha guadagato consensi e simpatia.

In certi momenti è stata addirittura una guerra che ancora non è finita e ci vorrebbero giorni per raccontarla e se sono riuscita a sopravvivere senza impazzire di fronte a certi eventi della mia vita (che ovviamente non sono solo questi di cui stiamo parlando ora, ma ben altri) è solo perchè quella forza positiva di cui tu parli, forse l'avevo dentro di me. Posso garantirti che se non avessi avuto questi pilastri di cemento armato che ho come fondamenta e se non fossi stata innamorata della vita e del genere umano come sono sempre stata e come sono, non sarei certo riuscita a guardare in faccia al futuro piena di speranza e di certo non sarei più qui.
Cara RosaeViola, la vita è una guerra ed a volte si ha la sensazione che non convenga in nessun caso combatterla, io non sò se i miei pilastri siano robusti come i tuoi, ed il futuro beh non lo vedo certo molto favorevole, ma io ho vissuto, ho combattuto contro le cose che ritenevo ingiuste ed ho cercato di aiutare i miei simili, e quindi mi sento pronto per il grande viaggio.
Adesso penso proprio di prendermi un periodo di riflessione, saluto tutti, arrivedrci a presto.:Saluto:
 
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