marco48 ha scritto:
Ciao RosaeViola, mi aspettavi al varco, ho capito proprio oggi qual'è stata la causa del tuo malumore, la battuta che ho fatto a mia moglie che aveva evitato un incidente con un idiota, ma pensi veramente che sia stato a causa del mio modo di pensare? Se mi sono permesso è stato perchè ero sicurisimo che non l'avrei ferita, un modo per trasformare una situazione emozionalmente sfavorevole in una favorevole, per allentare la tensione, molto spesso autoironizziamo e ridiamo insieme dei nostri difetti o vizietti.
Marco, non ti stavo aspettando al varco e so per certo e l'ho già ribadito varie volte, che per la sensibilità che ti riconosco so bene che non faresti mai del male a tua moglie, così come so per certo che sei una persona che non ha certo un modo prettamente misogino di pensare.
Comunque non c'è stato solo il thread sul fatto di tua moglie ad aver inforcato la piega del noi e voi.
Non ho ragioni per aspettare te al varco, solo che certe situazioni quando si ripetono, mi fanno pensare e, delle volte, inquietare.
Penso spesso alle battute sul mondo femminile, almeno ogni volta che le sento e nel momento in cui succede, cerco di rifocalizzare la persona che ho di fronte.
Delle volte chi le fa, è assolutamente innocente, cioè le fa bonariamente e visualizzo il suo modo di essere compagno di qualcuno o, magari, conosco la donna che gli vive accanto e so per certo che è in buona fede.
Altre volte, mettendo a fuoco certe cose, alla luce della battuta, mi accorgo che non era poi così innocente.
Però, vedi, per mia e altrui esperienza, se c'è una cosa che ho imparato è che non tutti siamo forti alla stessa maniera e non tutti viviamo certe battute allo stesso modo.
Altra cosa che penso e che ho già detto, è che sono convinta che le parole non siano quasi mai casuali e soprattutto, io credo ma forse sbaglio io, che così come ci vogliono i fatti nell'educare le nuove generazioni, altrettanto ci vogliano le parole e le parole giuste proprio per far entrare nella pelle dei ragazzi che certe dinamiche sono talmente "normali" che non sono nemmeno degne di nota a livello di battuta.
Per chiamare la mia fidanzata, adesso mia sposa, dovevo aspettare davanti ad una cabina telefonica e chiedere la cortesia ad una ragazza di passaggio
Per la verità Marco, anche mio marito subiva queste cose da parte di sua madre, ed eravamo negli anni '80.
ma è passato mooolto tempo, oggi è diverso, probabilmente le donne sono ancora in qualche campo svantaggiate, ma penso ancora per poco, tra qualche anno saremo noi uomini ad essere al loro posto.
Tu dici Marco? Io invece, credo che le donne saranno sempre un passo indietro al'evoluzione della società e quelle che riusciranno a farsi largo, tra una folla saranno più uomini degli uomini...purtroppo. Dico purtroppo riferendomi a quelle donne che per emergere, assumono come propri, i comportamenti peggiori di uomini col pelo sullo stomaco.
Tu parli di mobbing, ma non pensare che venga fatto solo alle donne, oggi è di moda, il sesso conta poco, l'individuo è considerato una macchina per far soldi, non interessa a nessuno se hai un'anima, un cuore, una famiglia, devi lavorare e basta, non devi creare problemi e devi dire sempre si.
Marco, ma sono pienamente d'accordo con te, figurati! Ciò non toglie però, che le prime ad essere oggetto di mobbing, sono le donne ma non fosse altro perchè hanno più motivi a cui il padrone possa attaccarsi.
Io sono uscito adesso da uno stress tremendo che mi ha causato due interventi chirurgici inutili al naso ed altri problemi. Ci pensi che vuol dire la possibilità di essere licenziati o anche solo trasferito, in una terra che non offre nulla se non le bellezze naturali, per una persona con già 27 anni di anzianità che portava a casa l'unico stipendio?
Marco, ti capisco benissimo ma pensa come si possa sentire una donna a cui, per essere assunta, viene fatto il test di gravidanza a sua insaputa...
Oppure pensa a come si possa sentire una donna che ha un figlio piccolo e non può stare a casa se questi sta male o malissimo, magari con la febbre alta e la dissenteria, perchè teme ritorsioni.
Prova ad immaginare come si sente una donna che sa che sarà fra le prime teste che taglieranno perchè è quasi sempre così che va.
Oppure prova a calarti nella pelle di una donna a cui, quando sta per essere assunta, viene chiesto di non far figli per almeno 5 anni.
A proposito, sono donatore Avis e due o tre volte l'anno mi assento per la donazione, vengo considerato assenteista e perciò niente meritocrazia, non me lo dicono apertamente, ma me lo fanno capire. Cosa vuoi che mi interessi la carriera con questi presupposti? E cosa vuoi che mi interessi se capi e capette vengano scelti in base a criteri che non hanno nulla a che fare con il lavoro, la professionalità e l'anzianità?
Sì, è vero, ma credimi, quando è la maternità ad essere messa in discussione, ad essere demonizzata, ad essere vissuta come un limite, la cosa (almeno per come la vedo io) è anche peggio.
La maternità è un diritto e, come tale, va tutelata.
Vedi RosaeViola, ti capisco e ti stimo veramente ma per favore, pensa positivo e cerca di ribaltare situazioni negative in positive, è difficile ma si può riuscire, un modo c'è sempre. Un mio intelligente collega mulatto, figlio di madre somala e papà italiano, non si sognava neanche di prendersela per le frecciatine che gli venivano rivolte a causa della pelle nera, era lui che ironizzava dicendo che lo facevano lavorare come un negro...
Marco, senti, io ho bisogno di capire una cosa che ogni tanto sento dire qui e là...Ma che significa volgi al positivo le cose negative?
Vuol dire non pensarci? Vuol dire lascia perdere? Vuol dire fregatene? Vuol dire perdere la capacità di indignarsi quando alcune cose che senti ti fanno soffrire? Vuol dire rassegnarsi di fronte ad un mondo che ha ancora bisogno di crescere? Vuol dire...che cosa? Io giuro, lo sto dicendo senza polemica, ma proprio non capisco.
Il fatto che io dica o scriva certe cose, non significa certo che passo la mia vita rimanendo sempre arrabbiata o che passi i miei giorni rimuginando continuamente su queste cose.
La mia vita è stata, una battaglia durissima, una lotta per difendere me stessa e per riuscire ad essere accettata così com'ero, in tutta la mia diversità, sempre e dovunque.
In certi momenti è stata addirittura una guerra che ancora non è finita e ci vorrebbero giorni per raccontarla e se sono riuscita a sopravvivere senza impazzire di fronte a certi eventi della mia vita (che ovviamente non sono solo questi di cui stiamo parlando ora, ma ben altri) è solo perchè quella forza positiva di cui tu parli, forse l'avevo dentro di me. Posso garantirti che se non avessi avuto questi pilastri di cemento armato che ho come fondamenta e se non fossi stata innamorata della vita e del genere umano come sono sempre stata e come sono, non sarei certo riuscita a guardare in faccia al futuro piena di speranza e di certo non sarei più qui.
In quanto all'ironia, beh, lo si sa che è un'arma che si usa per proteggersi, ma che ne sappiamo noi, di come si senta una persona nel momento in cui viene discriminata?
Guarda che non sempre e non tutti, benchè siano autoironici, rimangono indifferenti...Certo, poi agli altri non lo fai capire e non lo dai a vedere, ma dentro, se una persona ha un minimo di sensibilità, la cosa non scivola via MAI e non è vero che ci si fa l'abitudine...Magari si evita di pensarci e questo non significa esserne indifferenti, ma solo non guardare in faccia la cosa per non sentirsi diversi.
Inoltre, quando passi una vita a sentirti buttare in faccia la tua diversità, ne hai talmente le tasche piene che non puoi smettere di indignarti della stupidità umana...Non puoi perchè ne sei esasperato.