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Ricordo e memoria.

Elyass86

Guru Giardinauta
Come il sole dietro la montagna.


Il freddo della sera avvolge tutto e tutti.
Ma Voi lì, nel vento a ricordarci i soprusi, le offese e le ingiurie subite.
Siete come un sole ormai tramontato,
Invisibile agli occhi.
Ma i Vostri raggi sono ancora visibili,
a ricordare ciò che è stato e che mai deve essere dimenticato.

Un domani, tornerete a splendere,
e come il sole illuminerà il nuovo giorno,
Voi correrete in prati di gioia immensa.
 

Elyass86

Guru Giardinauta
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Sevi

Fiorin Florello
Ely...la poesia è stupenda e dice tutto...:love_4: :love_4:
Dimmi se posso mettere una poesia di Gabri che ha scritto l'anno scorso per un libro dedicato proprio a una donna ebrea che era stata in campo di concentramento. Se ti va...sennò dimmelo sinceramente...:)
 

Sevi

Fiorin Florello
Allora vado...è di Gabri...


Il freddo entrava nelle ossa,
ma era ben altro purtroppo
il dolore che si poteva respirare.
"Perché?"
Chiedeva lei inorridita.
"Dio dov'è?"
Domandava una bambina impaurita.
Se poi uno pregava...gli si dava del fesso.
Qualcuno moriva...e si diceva:
"Prega il tuo Dio, adesso!"
Trattati senza ritegno
peggio di animali.
Tatuati sulle braccia,
tatuati dentro.
Morti viventi,
sguardi persi nella faccia.

E quando tutto cessò...
il grido fu: "Per non dimenticare!"
Esattamente ciò che
ancora oggi,
abbiamo bisogno di fare.
 

liligen

Florello
Elyass e Gabri, mi date brividi!

Mi fa pensare a questa canzone di Francesco Guccini:

La Canzone Del Bambino Nel Vento (Auschwitz)


Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....

Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà...



Papineau-Labelle24-31juillet2006454.jpg


.
 

klosy

Guru Giardinauta
Cavolini.....mi avete fatto venire i brividi, sia con le poesie sia con Auschwitz (che stavo ascoltando oggi in macchina!)

Grazie a tutti e 4: Ely, Lilì, Sev e Gabry! :love_4:
 

fio_rella

Maestro Giardinauta
E’ più di un anno che vivo al ghetto,

nella nera città di Terezìn,

e quando penso alla mia casa

so bene di che si tratta

O mia piccola casa, mia casetta,

perchè m’hanno strappato da te,

perchè m’hanno portato nella desolazione,

nell’abisso di un nulla senza ritorno?

Oh, come vorrei tornare

a casa mia, fiore di primavera!

Quando vivevo tra le sue mura

io non sapevo quanto l’amavo!

Ora ricordo, quei tempi d’oro:
presto ritornerò, ecco già corro.

Per le strade girano i reclusi
e in ogni volto che incontri
tu vedi che cos’è questo ghetto,

la paura e la miseria.

Squallore e fame, questa è la vita

che noi viviamo quaggiù,

ma nessuno si deve arrendere:

la terra gira e i tempi cambieranno.

Che arrivi dunque quel giorno

in cui ci rivedremo, mia piccola casa!

Ma intanto preziosa mi sei

perché mi posso sognare di te.

(poesie dei bambini di terezin)
 

Elyass86

Guru Giardinauta
CAMPO DI BOLZANO




Nel Luglio del 1944 dopo la smobilitazione del campo di Fossoli gli internati furono condotti nel nuovo campo istituito a Bolzano, in località Gries, sulla strada di Merano. Le province di Bolzano, Trento e Belluno erano state annesse al Reich dopo l'8 Settembre 1943 ed erano quindi direttamente sotto l'autorità tedesca. Il campo era costituito da due grandi capannoni e da alcune costruzioni minori. Le SS avevano il controllo agli ordini del tenente Titho e del maresciallo Haage già comandanti del campo di Fossoli. La destinazione principale del campo era di essere un luogo di passaggio, ma anche qui furono torturate ed uccise delle persone. Quando il campo fu smantellato le SS distrussero la relativa documentazione ed ora di questo campo non rimane altro che una piccola lapide sul luogo in cui sorgeva.

CAMPO DI FOSSOLI
Costituito nel 1943 in Provincia di Modena, vicino a Carpi, nei pressi della linea ferroviaria che conduce a Verona ed al Brennero è stato utilizzato come punto di raccolta delle persone che dovevano poi essere inviate ai campi di concentramento tedeschi ed austriaci. Di forma rettangolare, approssimativamente di un chilometro per due, era formato da numerose baracche, recintate da un duplice filo spinato, da fili elettrici ad alta tensione e con torrette munite di riflettori. Il comando del campo era effettuato dal tenente Harl Titho e dal sergente maggiore Hans Haage. Da qui partirono numerosi convogli di ebrei italiani, anche Primo Levi, poi deportato ad Auschwitz, rimase per un certo tempo nel campo che descrive in "Se questo è un uomo". Il campo fu smobilitato nell' Agosto 1944 e gli internati trasferiti a Bolzano.


CAMPO DI SAN SABBA

La Repubblica fascista di Salò, nel settembre 1943 cedette ai nazisti alcuni territori di frontiera fra cui Trieste, Fiume ed Udine. Proprio a Trieste i tedeschi decisero di istituire un campo di concentramento. Fu scelto un vecchio edificio un tempo adibito alla pilatura del riso. Il vecchio essiccatoio era stato adattato dai tedeschi a locale per le eliminazioni dei prigionieri mediante gas di scarico di autofurgoni ed autocarri. All'interno l' SS Lambert aveva fatto costruire il forno crematorio con il condotto da fumo collegato alla precedente ciminiera. Il campo era adibito al transito di prigionieri per Buchenwald, Dachau, Auschwitz, ma sul posto furono trucidati più di 5000 internati dall' Einsatzkommando Reihnard, che già aveva operato nei campi polacchi. La Risiera fu liberata dai partigiani jugoslavi il 29 Aprile del 1945 quando già i nazisti avevano fatto saltare l'edificio del forno crematorio per distruggere le prove di quanto era stato fatto. I due responsabili del campo sono stati processati e condannati dal tribunale della Repubblica Italiana.



C'è molta ignoranza riguardo i campi di concentramento in Italia.

Ci sono ancora persone che cercano modi per giustificare l'operato di quel pazzo visionario.Ci sono persone che si riuniscono ogni anno...

Mi chiedo come ancora oggi possa esserci qualcuno che chiude gli occhi di fronte alla realtà del fascismo, e di cosa sia stato per l' Italia.

La risposta secondo me è l'ignoranza.
 

Elyass86

Guru Giardinauta
Il 4 settembre del 1940 Mussolini firmò un decreto con cui vennero istituiti i primi 43 campi di internamento per cittadini di paesi nemici. In realtà in questi campi furono concentrate varie categorie di persone: gli ebrei italiani antifascisti, gli stranieri sudditi di "paesi nemici", gli ebrei stranieri, gli zingari, gli antifascisti italiani. I campi fascisti non erano dei lager ma unicamente dei campi di concentramento. Il 6 aprile 1941 l'esercito italiano e quello nazista invasero la Jugoslavia, con annessione all'Italia di parte dei territori della Slovenia e la capitale Lubiana. Con il diffondersi del movimento di liberazione sloveno, il Comando politico-militare fascista creò diversi campi di concentramento in Jugoslavia e in Italia, dove furono deportati uomini, donne, bambini ed ebrei. Dal settembre/ottobre 1943 all’aprile 1945 i nazisti, in collaborazione con la polizia della Repubblica Sociale Italiana di Salò, istituirono e gestirono, nell’Italia occupata, quattro campi di smistamento rispettivamente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), Fossoli (Modena), Grosseto e Bolzano. Da questi campi gli italiani rastrellati ed arrestati a vario titolo venivano poi avviati ai Lager tedeschi, disseminati in Europa. A Trieste, nella Risiera di San Sabba, fu creato invece un campo di sterminio dotato di forno crematorio dove furono assassinate più di 5.000 persone.




Gli ebrei

Sul non razzismo del Duce, De Felice sbagliò

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di Massimo Lomonaco

Michele Sarfatti e Liliana Picciotto, del Centro di documentazione di Milano, illuminano di nuova luce la Shoah in Italia. In due rispettivi libri, in uscita per la Giornata della memoria, demoliscono due miti: il preteso non razzismo di Mussolini, sostenuto da Renzo De Felice, e la mancata collaborazione tra italiani e tedeschi.
«De Felice - dice Sarfatti commentando la sua prossima opera per Einaudi - ha sostenuto nel suo libro dedicato alla storia degli ebrei italiani sotto il fascismo che Mussolini non era intrinsecamente razzista. Lo stesso Mosse, lo storico tedesco scomparso di recente, dette per scontato il giudizio di De Felice sulla base delle decisioni del Gran Consiglio dell'ottobre del '38 che parlavano di discriminazione e non persecuzione degli ebrei. Nell'ultimo periodo della sua vita tuttavia Mosse si ricredette. E aveva ragione perché De Felice ha sbagliato: le leggi di novembre, che tramutarono quelle decisioni in atti legislativi, non solo discriminarono ma perseguitarono. Basti ricordare ad esempio l'espulsione dagli impieghi pubblici o dalle forze armate. Le leggi tradussero così in pratica lo spirito del Gran Consiglio: colpire gli ebrei italiani perseguendoli ben oltre la discriminazione. Esentare qualcuno significa essere razzisti a metà, se così si può dire, perché non tutti sono eguali; prevedere per tutti la persecuzione significa invece essere pienamente razzisti».
Ovviamente, per Sarfatti, il processo di presa di coscienza razzista del fascismo prerepubblichino fu diverso da quello del nazismo: «diciamo - precisa Sarfatti - che i tempi sono differenti, tuttavia lo sbocco è parallelo».
Questo, a giudizio dello storico, muta l'analisi d'assieme della persecuzione fascista introducendo elementi nuovi sia sul rapporto tra l'Italia e il fascismo sia su quello tra il fascismo e il nazismo.
Lo stesso vale per Liliana Picciotto che nell'aggiornamento del 'Libro delle Memoria' (Mursia) oltre a riscrivere le cifre della deportazione aggiunge nuove conoscenze al meccanismo della persecuzione.
Innanzitutto le cifre: secondo la ricercatrice gli arrestati e deportati in Italia furono 6807; gli arrestati e morti in Italia, 322; gli arrestati e scampati in Italia, 451. Esclusi quelli morti in Italia, gli uccisi nella Shoah sono 5791.
A questi vanno aggiunte 950 persone che non si è riusciti a identificare e che quindi non sono classificabili.
Ma ci sono novità anche sul meccanismo della persecuzione.
Liliana Picciotto è convinta sulla base delle circolari che i nazisti inviavano sempre più spesso alle autorità italiane che tra i due ministeri degli Interni ci fosse un accordo preciso: gli italiani avrebbero pensato alle ricerche domiciliari, agli arresti e alla traduzione nei campi di transito; i tedeschi, alla deportazione nei campi di sterminio.
«Manca il documento- precisa - ma i sospetti sono oramai quasi realtà».
Il secondo elemento è costituito dal fatto che finora si era pensato che la razzia nel Ghetto di Roma il 16 ottobre del 1943 fosse stato il via, drammatico e eclatante, scelto dai nazisti per far capire al governo italiano e al Papa quali fossero le intenzioni tedesche.
«Dai documenti risulta invece che i tedeschi avevano scelto di cominciare dal sud Italia: solo l'insurrezione popolare del primo ottobre, liberando Napoli, salvò gli ebrei del capoluogo campano»
 
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teresatita

Guest
il mio contributo:



Non accada ciò che il detenuto 174 517, Primo Levi, scrive in Se questo è un uomo:

"A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente che ogni straniero è nemico. (...) Quando questo avviene, allora, al termine della catena, sta il lager»."


"......perché dobbiamo ricordare?
E che cosa bisogna ricordare?
Bisogna ricordare il male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue.
Come quando, appunto, si pensa che uno straniero, un diverso, possa essere un nemico."

G.M.F.


immigrati.jpg
 
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teresatita

Guest
il mio contributo.....

Non accada ciò che il detenuto 174 517, Primo Levi, scrive in Se questo è un uomo:

"A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente che ogni straniero è nemico. (...) Quando questo avviene, allora, al termine della catena, sta il lager."

"......perché dobbiamo ricordare?
E che cosa bisogna ricordare?
Bisogna ricordare il male nelle sue estreme efferatezze e conoscerlo bene anche quando si presenta in forme apparentemente innocue»
. Come quando, appunto, si pensi che uno straniero, un diverso, possa essere un nemico."

G.M.F.


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yeye27

Master Florello
Per la Memoria.......

Con i vostri figli partiste un giorno
per un lungo viaggio senza ritorno
inconsapevoli incontro alla sorte
camminavate verso i Campi di Morte

I treni in partenza da quelle stazioni
avevano molte destinazioni
Auschwitz,Treblinka non c'è differenza,
ovunque lacrime e sofferenza

Figli del Vento,la Vostra storia
non deve sparire dalla Memoria:flower:...

Per non dimenticare..
yeye
 

Emanuela Pit

Apprendista Florello
Non c'è poesia nel mio cuore, solo il dolore, tanto dolore vi trova un posto.

io non so trovare le parole, so solo i racconti che mi sono stati fatti da una mia zia, lei durante la guerra ha aiutato degle persone

questi suoi racconti mi hanno molto incuriosito, ho letto molti libri sull'argomento, ma non ho avuto mai il coraggio di leggere "Se questo è un uomo", non posso leggere e piangere allo stesso tempo

ma con i nostri figlia siamo andati a vedere i campi di concentramento di Dacau e di Terezin

in quei luoghi non servono parole, la verità si percepisce
 
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