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Siete pazienti ?

Olmo60

Guru Master Florello
Sevi dice:
A ben pensarci sono stata molto paziente, parecchi anni fa, con chi ha fatto tanto male a me, e alla mia famiglia (i miei due Amori, intendo )
Quando ho capito che quelle persone non meritavano più un'altra lacrima, ed è arrivata l'indifferenza.
I cattivi urlavano, oppure a bassa voce insultavano, e io con mio marito a loro abbiamo detto basta.
Semplicemente.

E' pazienza in questo caso? O semplice buon senso?
Me lo sto chiedendo, ma secondo me è il secondo.
Forse è il secondo....vedi, Sevi, ognuno ha o non ha pazienza in determinati ambiti: tu dici di essere paziente con i bambini (e meno male..) io ritengo di avere questo "difetto" al quale si aggiunge "l'irruenza caratteriale"...non avendo voluto dei bambini ('che è una mia scelta) ho fatto un'esempio che, forse, per voi mamme non va bene e probabilmente avete ragione voi...io di bambini non ne sò mezza! (come si dice a Bologna)...allora dico che gli unici soggetti che mi rubano la pazienza sono gli animali: perchè "inconsapevoli" e i vecchi, perchè anche loro "impotenti"...per tutti quelli che, secondo me, devono mettere in pratica "la ragione", beh, la mia pazienza scarseggia....ascolto volentieri le ragioni di tutti, ma proprio tutti,anche di un razzista convinto, anche di chi è mille miglia lontano da me: la pazienza mi scappa di fronte a discorsi che "non concludono", a palesi "falsità" spacciate per verità, di fronte all'insistenza..poi ognuno rimane con le proprie idee, ma cercare di convincere qualcuno, mai...non sono portata a fare il missionario o il politico.
 

paolaas

Guru Giardinauta
non ho pazienza, ho costanza. . .

Io l'esatto contrario....
So essere paziente ma sono molto incostante....
E' il mio unico difetto (modesta, eh?), mi stufo in fretta delle cose, delle situazioni, delle abitudini.... Comincio una cosa con tanto entusiasmo poi trovo sempre qualcosa di più interessante che attira la mia attenzione...
In un qualche modo la cosa mi piace, mi diverte fare sempre cose nuove, ma allo stesso tempo mi da fastidio lasciare altre cose incompiute.
Però la pazienza c'è....
 

GeneROSA

Giardinauta
Sono contenta che la discussione vi abbia interessati ed animati. Mi piace leggere come da una semplice domanda, possano nascere tanti confronti legati alle nostre esperienze personali.
Il punto è proprio questo, riconduciamo sempre tutto al nostro vissuto. Proiettiamo tutto partendo dalla nostra esperienza e dalla nostra quotidianità.
una parola come pazienza assume per ciascuno di noi connotati diversi, sempre legati al nostro vissuto : possiamo essere pazienti in determinate situazioni e quando ci troviamo a contatto con talune persone, viceversa possiamo non esserlo, al contrario scaturisce il nostro lato impaziente.
Ma anche nel caso in cui di norma siamo pazienti, ci possono essere delle "variazioni" : Prendiamo l'esempio della mamma, del pupo e della pallina, solitamente una mamma è ben disposta verso il proprio figlio.
Mettiamo che il piccolo ha la febbre, quindi per intrattenerlo sicuramente ci presteremo a raccogliere la pallina anche 20 volte..
Mettiamo che ci troviamo in una giornata di grazia ( ci è successo qualcosa di bello e di gratificante) dunque siamo ultra ben disposti e non ci pesa raccogliere la pallina anche 30 volte..
Mettiamo che al contrario, abbiamo un gran mal di testa, il ciclo, abbiamo bisticciamo con il nostro migliore amico, abbiamo rotto un bicchiere di Bacarà... ebbene sicuramente, non saremo disposti a raccogliere la pallina per più di tre volte.
Dunque, certi atteggiamenti, certi comportamenti sono anche contingenti al nostro stato umorale.
La domanda iniziale, era in senso sicuramente più ampio, la pazienza è una sfaccettatura caratteriale, ben insita in noi.. ( oppure no!).. così tanto per, riporto la definizione di pazienza, perchè credo che a volte, ciascuno di noi "pesi" in maniera troppo personale il significato di una parola.
La parola pazienza ha origine dal latino volgare patire (cfr. il greco pathein e pathos, dolore corporale e spirituale).
La pazienza è una qualità e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta il dolore, le difficoltà, le avversità, le molestie, le controversie, la morte, con animo sereno e con tranquillità, controllando la propria emotività e perseverando nelle azioni. È la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un'opera o una qualsiasi impresa.
(fonte wikipedia)
 

belvedere

Giardinauta Senior
boh, non saprei: in genere mi adopero perchè le cose cui tengo si realizzino velocemente, se questo non è possibile più che altro mi rassegno ad aspettare ma non sto nella pelle.
rispetto ai rapporti personali credo di avere un limite molto ampio, nel senso che in genere sono molto tollerante, ma se capisco che l'altro "ci marcia" esco veramente dai gangheri...

per chiuderla con una battuta, il mio capo (che è frenetico in tutto) direbbe: la pazienza è la virtù di quelli che hanno tempo da perdere...
 

Marcello

Master Florello
Perché il pupo vince sempre?
Non sono affatto d'accordo :rolleyes:

Dipende dai motivi che spingono il pupo a buttare per terra il giocattolo:

per gioco (ci sta)

perché è ancora piccolissimo, e gli piace (com'è normale che sia) sentire il rumore che fa l'oggetto cadendo (ci sta eccome)

Per dispetto o capriccio; e allora no, direi che la mamma, in quel caso, NON deve assolutamente aver pazienza (nel senso di chinarsi 50 volte, intendo) sarebbe assurdo e diseducativo pure, a parer mio.

Non vince il bimbo in quel caso (vincere, perdere...marò mica è una guerra eh!) sempre che la mamma sappia giocare molto bene le sue carte :hehe:
Un pizzico d'astuzia e nulla più, e nulla poi degenera :tupitupi:

il pupo vince sempre eccome!!
prova ne sia che la mamma(per difendere se stessa) trova ed escogita tutto per non far fare al pupo cio' che a lei non garba.

Puo' darsi che non sia sempre cosi' ed è chiaro che una mamma scrive o spiega in base alla propria ed esclusiva esperienza che non è la norma generale o generica.
 

paolaas

Guru Giardinauta
S
La parola pazienza ha origine dal latino volgare patire (cfr. il greco pathein e pathos, dolore corporale e spirituale).
La pazienza è una qualità e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta il dolore, le difficoltà, le avversità, le molestie, le controversie, la morte, con animo sereno e con tranquillità, controllando la propria emotività e perseverando nelle azioni. È la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un'opera o una qualsiasi impresa.
(fonte wikipedia)
Ma sai che non mi trovo del tutto d'accordo? Non è che cerchi, per cortesia, la definizione anche su un Devoto Oli? (sai com'è non è che mi fidi al 100% di wikipedia, spesso trovo delle gran castronerie....)

Perché parlare di pazienza associandola all'accettazione della morte con serenità mi sembra forte....
Così come il concetto successivo trovo sia più legato alla costanza che alla pazienza....

Ok per attesa, ok per sopportazione, ok per accettazione ma trovo che pazienza indichi una situazione di passività (sopporto, accetto, attendo qualcosa) mentre la costanza è un'azione attiva (del fare qualche cosa).

Poi, ovvio, questo è come la vedo io....
 

carne

Florello Senior
La parola "pazienza", se non bene inquadrata può avere due significati.
Pazienza infatti deriva dal latino "pati", sopportare, subire, essere oggetto di una attività altrui, non soggetto di una attività propria. Le moltitudini che sopportano, che fanno tristemente il callo ai mali sociali, sono un po' come l'asino che trotta sotto la soma e non si ribella.
Che la pazienza così intesa non sia una virtù, ma al contrario una deplorevole abdicazione alla umana dignità è cosa assai ovvia.

C'è però un'altro tipo di pazienza, che non ha niente a che fare con la passività.
Giustamente è stato detto che "non vi è méta troppo alta per chi si prepara con pazienza" (Jean de La Bruyère, 1645-1696, moralista francese), definendo la rassegnazione "suicidio quotidiano".
La pazienza intesa come questo secondo modo è uno stato di attesa attivo e ragionato, limitato nel tempo e rivolto all'azione. E' quella capacità che permette di prepararsi con le possibilità a disposizione per ottenere i risultati prefissati.
La pazienza del gatto per catturare la preda. Così per l'uomo la pazienza è indispensabile in tutte le imprese umane, specialmente le più rivoluzionarie. Senza pazienza non ci sarebbe tattica nè strategia della lotta politica, senza pazienza non ci sarebbe il controllo degli scatti intempestivi e prematuri, non accettare provocazioni di sorta.
La pazienza quindi si presenta con due volti: in uno traspare lo sguardo rassegnato del sottomesso, nell'altro brilla lo sguardo calmo e risoluto di un uomo/donna che valuta i propri sforzi per raggiungere la meta.
 

belpa

Master Florello
io non la trovo una qualità. la trovo una disposizione d'animo, congenita al proprio carattere o effetto di volontà e autocontrollo ad accettare le contrarietà della vita in generecon tranquillità e moderazione (e la capacità di frenarsi e contenere l'irritazione)
 

Sevi

Fiorin Florello
il pupo vince sempre eccome!!
prova ne sia che la mamma(per difendere se stessa) trova ed escogita tutto per non far fare al pupo cio' che a lei non garba.

Puo' darsi che non sia sempre cosi' ed è chiaro che una mamma scrive o spiega in base alla propria ed esclusiva esperienza che non è la norma generale o generica.

Vabbè...io la penso diversamente, questo è palese, tranne in quei casi per cui ho già scritto fin troppo, credo :martello:

Per il resto invece...hai presente il poker?

Quando "bleffi"...è una sorta di trucco, no?
E magari gli altri giocatori ci cascano, e tu vinci, ovviamente :hehe:

Ecco, il trucco (se così si può chiamare) sta nel comprenderli: sia i bimbi...sia quei no che devi dire loro.
Capire quei no dal loro punto di vista, intendo. Tutto qui.
E' semplice buon senso, e un po' di pratica, e calma, taaaanta calma soprattutto.

Ciao Marcello :)
 
Ultima modifica:

Sevi

Fiorin Florello
Forse è il secondo....vedi, Sevi, ognuno ha o non ha pazienza in determinati ambiti: tu dici di essere paziente con i bambini (e meno male..) io ritengo di avere questo "difetto" al quale si aggiunge "l'irruenza caratteriale"...non avendo voluto dei bambini ('che è una mia scelta) ho fatto un'esempio che, forse, per voi mamme non va bene e probabilmente avete ragione voi...io di bambini non ne sò mezza! (come si dice a Bologna)...allora dico che gli unici soggetti che mi rubano la pazienza sono gli animali: perchè "inconsapevoli" e i vecchi, perchè anche loro "impotenti"...per tutti quelli che, secondo me, devono mettere in pratica "la ragione", beh, la mia pazienza scarseggia....ascolto volentieri le ragioni di tutti, ma proprio tutti,anche di un razzista convinto, anche di chi è mille miglia lontano da me: la pazienza mi scappa di fronte a discorsi che "non concludono", a palesi "falsità" spacciate per verità, di fronte all'insistenza..poi ognuno rimane con le proprie idee, ma cercare di convincere qualcuno, mai...non sono portata a fare il missionario o il politico.


Grazie Olmo, con me sei stata paziente, ne ho approfittato perché ho visto che pure tu, seppur molto + razionale e pratica di me :flower: spesso scrivi tanto, e mi avresti compresa.

Ri-grazie :)
 

paolaas

Guru Giardinauta
Io intendevo passiva come situazione di non azione, l'attesa per me è una non azione. Non intendevo certo dire che chi è paziente è passivo.
La costanza è azione, in questo senso la definisco attiva.
Ed io credo sia un'arte che si possa affinare col tempo. Sicuramente ci sarà una predisposizione personale ma spesso necessità fa virtù e questo è proprio il caso della pazienza...
 

Sevi

Fiorin Florello
carne ha scritto:
Forse sarà stata l'ora tarda, forse sarà il cercare troppo i perchè e i percome ma, di una cosa sono certa, OGNI parola ha un suo significato preciso, non si può parlare con chi usa parole a proprio gusto e uso...non ci si capirebbe.

E vabbè, probabilmente è vero, ma il bello sta soprattutto nel cercare...oltre che nel trovare.
Nel senso...nel cercare di capire oltre che nella comprensione stessa.
Per me, almeno, spesso è così :)


che significa quotare secondo voi? Anche dare una risposta per me è quotare.
Quotare per me vuol dire...-sono d'accordo-, significa -hai parlato bene-, hai espresso bene il concetto. Forse perchè essendo un discorso diretto non serviva cliccare "quoto" ma allora non mi scuserei


Ecco, tu hai fatto casino, ad esempio, coi Quote, e ora mi tocca sistemare tutto x risponderti :lol:

Vedi però...Pietro forse ha ragione, quando mi dice che bisognerebbe dire "citare".

Ok, se ci aggiungo un "Ti quoto" (quotando, ovviamente, ma anche non) solitamente significa che sono d'accordo (ho usato il verbo alla prima persona in senso simbolico, perché ho fatto l'esempio di una pratica comune).
Però "Quotare" può voler dire anche "riporto ciò che hai scritto", semplicemente, proprio in virtù del fatto che la citazione viene racchiusa tra i TAG "
" appunto.

Non so se era una vera domanda, cmq mi pareva corretto rispondere (ma c'è da dire anche sulle mie scuse adesso? :lingua: ahahah!!!)


Non vorrei essere antipatica ma se Pietro si esprime ermeticamente dovrete spiegare poi il suo discorso e non è più finita

No, non sei antipatica :lingua:
L'ho già scritto, che Pietro sa spiegarsi benissimo da solo ^_^
Basta aver pazienza :lol: (sorry Peter...ironic, of course :love_4:)


Ripeto anche qui, forse sarà stata l'ora tarda ma pietro sarà ermetico ma tu sevi ...azzolina quanto scrivi

E ancora vabbè...mai contenta, vedo :D
L'ermetismo no, e lo spiegare per bene neppure, allora dillo (e infatti l'hai detto, in un certo senso, e ti "quoto" x questo ahahah!!!)

carne ha scritto:
no? Lo è per gli altri...il problema. Cara sevi, sei simpatica e vedo i tuoi sforzi per farti capire ma nessuno può dare una spiegazione a tutto, si prende un argomento e lo si sviluppa senza uscire dal concetto.

Non sono d'accordo affatto, nemmeno sugli sforzi per farmi capire, stavo solo riflettendo eheh...
Però concordo sulle mortadelline che hai messo! ;-)


carne ha scritto:
Questa tua frase la potrei calzare anche a delle idee soggettive, di una persona qualsiasi, intendo soggettive perchè solo sue ma non condivise da tutti gli altri. Quando io penso una cosa e tre persone mi contraddicono, non sono più sicura di avere completamente ragione...quindi se uno vede il sole verde e gli altri lo vedono arancione (è meglio chiarire che colore ha il sole) io non ho l'ombra di dubbio che la persona sola ha qualche problema...altrimenti che motivo ci sarebbe di fare l'esame della vista per la patente?
Buona giornata ...nottambule...scusate ma stavolta con voi non sono stata paziente......o sì?

Che significa...arancione?
Da sempre il sole lo si colora di giallo, e io così lo vedo, tranne al tramonto o giù di lì :lol:

P.S.The last but not the least...quella sul razzismo non era fuori tema, era una metafora...semplicemente, per "dare corpo", materializzare un concetto ;-)

Sì, sei stata paziente ma potevi far di meglio, direi! :lingua:
Anch'io pure, però...e vedi che risposte brevine ti ho dato?
Son stata brava! :lol:
 
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Nicki.ta

Giardinauta
Se per pazienza intendiamo la rassegnata sopportazione degli eventi quotidiani e la passiva sottomissione ad essi.... allora no, non sono per nulla paziente anzi, tutto il mio essere si ribella anche al solo pensiero... Anche la pazienza intesa come felina attesa (e lenta costruzione) di un qualcosa con l'unico scopo di portarci benefici personali non mi appartiene... io quando lotto lo faccio apertamente...senza mezzi termini, anche con me stessa, sicuramente se c'e' una cosa che non ho e' la diplomazia.... torno a parlare di me e non in generale perche', sinceramente, non sono d'accordo con questi due modi di intendere la pazienza. E' vero che etimologicamente deriva da pati, sopportare ecc. ma l'ho sempre intesa come una cosa positiva: sopportare e supportare il dolore altrui, sopportare le inevitabili scivolate di coloro che ci sono vicini (in tutti i sensi, non solo in quello affettivo), aspettare e rispettare i tempi degli altri, ascoltare e cercare di comprendere chi la pensa diversamente da noi e cosi' via... non riesco a trovare assolutamente nulla di positivo nella rassegnata accettazione degli eventi o, peggio ancora, nello sfruttare quella che dovrebbe essere una virtu' ad uso esclusivo dei propri scopi personali... perdonatemi, ma la prima per me scivola nella depressione e la seconda.... beh, anche gli squali hanno la stessa pazienza dei gatti ....

OT scusate la lentezza nel rispondere, ma continua a scollegarmi dal forum e non so perche' !!!!! (fine OT)
 
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Nicki.ta

Giardinauta
Ma no, è solo perché posso immaginare i motivi che lo spingono :eek:k07:

Se ha bisogno di giocare è un conto, se sono capricci è un altro.
Se la mamma si china 50 volte per raccogliere un giocattolo che il pupo getta a terra per dispetto...bè...io direi che quella della mamma non è pazienza, è solo succube dei capricci di suo figlio :storto:

Idem dicasi per altri casi assurdi, in cui si vedono genitori inventarsi storie varie inverosimili...pur di farlo smettere di piangere, o di insistere per qualcosa che vorrebbe avere, e che la madre (o il padre) non può (o non vuole per vari motivi) dargli.

No, non è pazienza quella.
Diventa davvero, allora, una specie di guerra assurda, diseducativa al massimo, dalla quale il bimbo non trarrà alcun buon insegnamento, un circolo vizioso da cui i genitori, a un certo punto, faranno sempre + fatica a uscire, sempre che ci riescano eh!
E' come se avessero paura dei propri figli, e vivono nell'ansia che comincino a sbraitare, piangere o "comportarsi male", in casa come in pubblico :baf:

Vabbè...io ho avuto vita facile, in un certo senso, perché Gabri era bravino di suo, il che diciamo...aiuta :lol:
Però di certo non sarei stata succube cmq, conoscendomi...perché lo ripeto (e tutto il papiro era per dire questo ahahh) non sono un tipo molto paziente, te l'assicuro, soprattutto quando la prima cosa a cui tengo è far di tutto affinché mio figlio diventi un uomo, nel senso migliore del termine.
Che poi ci stia riuscendo o meno (Gabri è grande ma il compito di un genitore mica finisce per questo) non sta certo a me giudicarlo, sicuramente giudico sano quel primo pensiero a cui ho sempre tenuto, che di certo NON porta ad assecondare i capricci di un bimbo (dico in generale adesso, ovviamente) casomai la pazienza è nel non stancarsi mai di avercelo quel pensiero primario...e far di tutto perché si realizzi, anche grazie a una bella sfilza di no sul piatto; ci sono tanti modi perché i bimbi capiscano, di solito basta non avere paura di dirli, quei no, e comprenderli :)

Andate in pace, amen :lol:

Ho letto solo adesso questa tua risposta, da ieri ho il PC che fa le bizze, e non mi sembrava giusto limitarmi a scrivere "mi piace" , avrei voluto darti un merito (o come si chiama) ma non sono capace, percio' preferisco dirtelo per esteso : questa e' la filosofia che ho sempre cercato di adottare con mio figlio, anzi, secondo me e' LA filosofia, che tutti dovrebbero adottare con i propri figli .... conosci la poesia di Gibran "I nostri figli" ? Leggila, sono sicura che concorderai appieno.....
Complimenti, sono piu' che certa che sei una mamma fantastica.... (quanti aqnni ha il tuo "grande" figlio?)
 

Sevi

Fiorin Florello
Ho letto solo adesso questa tua risposta, da ieri ho il PC che fa le bizze, e non mi sembrava giusto limitarmi a scrivere "mi piace" , avrei voluto darti un merito (o come si chiama) ma non sono capace, percio' preferisco dirtelo per esteso : questa e' la filosofia che ho sempre cercato di adottare con mio figlio, anzi, secondo me e' LA filosofia, che tutti dovrebbero adottare con i propri figli .... conosci la poesia di Gibran "I nostri figli" ? Leggila, sono sicura che concorderai appieno.....
Complimenti, sono piu' che certa che sei una mamma fantastica.... (quanti aqnni ha il tuo "grande" figlio?)

Ciao Nicki (scusa se abbrevio, spero non ti dispiaccia) :)

Grazie :flower:
E sì, certo la conosco, ho anche il libro...bellissimo!

Devo deluderti, non sono una mamma fantastica, ho fatto errori come tutti...e neanche pochi a dire il vero :baf:
Posso dire così: che se sono stata fantastica da un lato...sono stata terribile da un altro;
tra questi errori, e buone cose fatte, abbiamo costruito un gran bel dialogo, fiducia e confidenza....e tenerezza.
Pensando a questo, il ricordo della mia parte terribile riesce a star nascosto, anche se...come dicevo nell'altro topic...è troppo difficile perdonare se stessi, io non ci riesco, non nel profondo almeno.

Gabri ha 22 anni :love:
 
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