• Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

Siamo circondati dai lupi

sabryina

Giardinauta Senior
scusa @Charles_b perchè e per chi le tue opinioni "puzzano" ?
penso che più che altro, come da sempre anche nella vita reale, in questo forum come in tutti gli altri social ci siano un enorme pluralità di opinioni e pensieri diversi non solo dalla tua o come dalla mia...."puzzano" che parolone ..mica micio micio mau mau

per il resto del tuo post e vivendo tu in un territorio che da sempre ha avuto nella pastorizia uno dei suoi principali interessi popolari....
converrai sicuramente che il lavoro del pastore è di molto cambiato e che molti di quei pastori lavorano/ allevano ben diversamente anche solo dai loro padri ....vogliamo dirlo, fanno meno i pastori?
vigilano, o meglio vivono meno con i loro armenti/ greggi? che sono diventati pochi i pastori che vivono e vigilano accompagnando fisicamente i propri animali nelle transumanze e quando sono liberi al pascolo?
che ogni sera ricoverano gli animali nei recinti vigilandoli o approntando ogni volta le adeguate misure a loro sicurezza come con pazienza facevano i pastori d'inizio secolo, tra l'altro con mooolte meno predazioni nonostante i mooolti più predatori che vi erano allora?
io lo ripeto sempre basta prendere ad esempio o anche solo in considerazione come fanno ancora oggi i pastori/allevatori più famosi del mondo
ovvero i MASAI in Africa e loro, cavolo di predatori ne hanno a iosa ...altro che un migliaio (a tanto risultano essere da censimento qui e in TUTTA Italia) di "piccoli" lupi.... loro oltre ai lupi ... iene leoni leopardi ghepardi licaoni sciacalli pantere coccodrilli, con i vitelli pure i pitoni ...eppure allevano fanno pascolare e hanno/subiscono meno predazioni (in proporzione al numero degli animali allevati) abbattendo molti meno predatori, per salvaguardare le proprie bestie....

in definitiva SI più che trovare un "su per giù" di compromesso sarebbe , al limite, da riscoprire, anche pure rendendole più tecnologiche, le vecchie usanze che avevano DAVVERO i buoni pastori di "una volta" ...magari compreso quelle buone vecchie e ormai rare razze di cagnoni antilupo che oramai in pochi usano oggi
E' più conveniente avere gli indennizzi, anziché spendere un po' di più per proteggere il proprio gregge.
 

monikk64

Fiorin Florello
Se posso rispondere (visto che le mie opinioni su questo nobile Forum, per alcuni, puzzano), i
Non è così.
Possono esserci persone non d'accordo con te e che lo esprimono.
Ho letto vari tuoi interventi, su questo Forum e direi che ne condivido il contenuto al 90%
Forse mi ero scordata di scrivertelo, ma ora lo sai.
Mediamente rispondono più le persone che non sono d'accordo, è fisiologico.
:ciao:
 

Charles_b

Aspirante Giardinauta
Sono d'accordo, ma prima bisogna convincere i montagnardi ad accettare i predatori, i politici a pagare i danni, e gli escursionisti hippy a stare attenti quando vanno nei boschi.
Secoli fa, quando ero in viaggio di nozze, o luna di miele, visitai Yellowstone Park, e, ad un certo punto, c'era una casermetta dei Ranger. Ci chiesero se avessimo armi da fuoco con noi, e, al nostro diniego, ci dissero che non avremmo potuto per nessun motivo scendere dalla macchina, là c'erano lupi e grizzly. Proseguimmo il giro e non scendemmo fino all'Old Faithful.

Charles
 

Waves

Master Florello
Se posso rispondere (visto che le mie opinioni su questo nobile Forum, per alcuni, puzzano), i lupi esistono ormai nella realtà quasi quotidiana, e questo è dovuto in parte ad un evento felice, in parte ad un evento infelice.
L'evento felice è che l'Italia è passata in 25 anni da quasi 4 milioni di cacciatori a poco più (se ben ricordo) di mezzo milione. Questo ha fatto esplodere la concentrazione delle specie-preda, in particolare gli ungulati. Nel mio giardino io vedo quasi quotidianamente pascolare dei Daini, mi aspetto che prima o poi arrivino anche i loro predatori.
L'evento infelice è dato dal distacco delle zone collinari e montane dalla società civile nel suo complesso. Gli agricoltori pedemontani e montani, lasciati a loro stessi da quando non costituiscono un serbatoio di voti troppo interessante, credono di difendere le proprie tradizioni, e quindi invocano la caccia ai lupi, ed anche alle loro prede, e nessuno ha parlato loro per cercare di creare un compromesso acettabile tra popolazione umana e lupi. Siamo ancora a "Uomini e Lupi" che mi facevano vedere da bambino...
I lupi stanno sulla Terra almeno dal tempo che ci stiamo noi. Hanno i loro diritti. Anche l'Uomo ha i suoi diritti, ma tra i due animali, quello che deve trovare i compromessi è l'Uomo. Le istituzioni hanno ormai sancito che il montanaro non è altro che un Dinamite Bla, ottuso e tronfio, che beve solo vino e mangia solo furmagiu cui beighi (da noi, in Sardegna è "casu marzu", ecc. che detto in inciso è buono da bestia!), e scommettono ormai che il montanaro presto si estinguerà! Se i branchi di Lupi avanzano, bisogna cambiare un po' il proprio stile di vita, e i governi locali devono provvedere a risarcire i danni a pronta cassa. Un mio amico sta ancora aspettando i soldi di un cavallo Bardigiano ucciso 7 anni fa da un branco di lupi? cani selvatici? un orso? insomma, qualcuno. Siccome sono ancora aperte le "indagini" circa quale bestia possa aver abbattuto il nobile destriero, discendente dai cavalli da battaglia Longobardi, i soldi non vengono erogati. Se poi sarà stato un chupacabras, vedremo. Intendo dire che i Lupi e gli Uomini sono dei pari-dignità, ma l'Uomo deve poter perseguire la propria sicurezza, oltre alla sicurezza della specie-lupo, ragionando da opposti-contrapposti non si va da nessuna parte. Ed anche un cagnolino, o lo si custodisce bene, o si accetta che il suo vivere una parvenza di stato di Natura comporti il rischio che la sua vita sia legata ad un filo, che le Parche possono tagliare in qualunque momento.

Charles

scusa @Charles_b perchè e per chi le tue opinioni "puzzano" ?
penso che più che altro, come da sempre anche nella vita reale, in questo forum come in tutti gli altri social ci siano un enorme pluralità di opinioni e pensieri diversi non solo dalla tua o come dalla mia...."puzzano" che parolone ..mica micio micio mau mau

per il resto del tuo post e vivendo tu in un territorio che da sempre ha avuto nella pastorizia uno dei suoi principali interessi popolari....
converrai sicuramente che il lavoro del pastore è di molto cambiato e che molti di quei pastori lavorano/ allevano ben diversamente anche solo dai loro padri ....vogliamo dirlo, fanno meno i pastori?
vigilano, o meglio vivono meno con i loro armenti/ greggi? che sono diventati pochi i pastori che vivono e vigilano accompagnando fisicamente i propri animali nelle transumanze e quando sono liberi al pascolo?
che ogni sera ricoverano gli animali nei recinti vigilandoli o approntando ogni volta le adeguate misure a loro sicurezza come con pazienza facevano i pastori d'inizio secolo, tra l'altro con mooolte meno predazioni nonostante i mooolti più predatori che vi erano allora?
io lo ripeto sempre basta prendere ad esempio o anche solo in considerazione come fanno ancora oggi i pastori/allevatori più famosi del mondo
ovvero i MASAI in Africa e loro, cavolo di predatori ne hanno a iosa ...altro che un migliaio (a tanto risultano essere da censimento qui e in TUTTA Italia) di "piccoli" lupi.... loro oltre ai lupi ... iene leoni leopardi ghepardi licaoni sciacalli pantere coccodrilli, con i vitelli pure i pitoni ...eppure allevano fanno pascolare e hanno/subiscono meno predazioni (in proporzione al numero degli animali allevati) abbattendo molti meno predatori, per salvaguardare le proprie bestie....

in definitiva SI più che trovare un "su per giù" di compromesso sarebbe , al limite, da riscoprire, anche pure rendendole più tecnologiche, le vecchie usanze che avevano DAVVERO i buoni pastori di "una volta" ...magari compreso quelle buone vecchie e ormai rare razze di cagnoni antilupo che oramai in pochi usano oggi

d'accordo con entrambi! (y)(y)(y)(y)(y)(y)
 
R

RobertoB

Guest
Lo ricordo come fosse ieri, val Chisone, una camminata tranquilla in montagna in un posto neanche così sperduto. Il sentiero sale attraverso un prato
assolato verso un piccolo passo, scollino e mi ritrovo nella classica valletta a nord coperta di boscaglia di ontano verde, una come tante. Ma quella valletta per me diventa subito unica, perché questa volta due occhi mi fissano tra gli ontani, a una ventina di metri circa, due occhi sorpresi quanto i miei. Un istante, si gira e trotta via, non una fuga, proprio un'agile trotto di una bestia selvatica che non ha nulla da temere ma neanche nulla da spartire. Quel trotto mi ha fatto sentire un intruso nel suo mondo. Lo rivedo riapparire in uno spiazzo della boscaglia ben più lontano e dietro di lui presto passano altri due suoi compari. Quel giorno temo di avergli rovinato una caccia.

Vengo da una famiglia di allevatori, ho frequentato gli alpeggi, ho amici che hanno perso capi a causa dei lupi. Danni economici che possono essere pesanti (perché è vero che c'è stato un periodo in cui si guadagnava di più a farsi mangiare un capo dai lupi che a venderlo, ma quei tempi sono decisamente passati)
Incidentalmente mi sono anche laureato in scienze forestali dove ci hanno fatto una "capa tanta" con il problema del lupo.

Ho visto diverse "riunioni" dove si buttano in una stanza un po' di allevatori incazzati, un po' di gente preposta alla tutela della fauna selvatica che cerca di calmarli, un po' di amministratori locali in cerca di voti e almeno un animalista "vogliamoci tutti bene" uscito per l'occasione dal suo monolocale in qualche metropoli lontana. L'unica cosa sicura è che escono tutti dalla stanza con la medesima idea con la quale sono entrati.

Una soluzione semplice non c'è, io non ce l'ho almeno. cambierà il sistema pastorale (hai ragione al 100% @marco.enne sui nuovi pastori, consideriamo però anche che gli allevatori delle zone marginali non navigano nell'oro e le montagne sono state già abbondantemente abbandonate e un'ulteriore impoverimento dovuto a costi di esercizio maggiori acuirebbe il problema) cambierà la mentalità protezionistica, si avvicineranno e troveranno un compromesso, è inevitabile. Sarà credo un processo lungo tortuoso e non sono in grado di prevedere chi dovrà cedere di più e chi di meno.
Di una cosa sono certo però. Noto esasperazione dei toni da una parte e dall'altra, noto un'informazione superficiale e sensazionistica, noto un continuo fare leva (sempre da una parte e dall'altra) su sentimenti di primitiva immedesimazione nella bestia o nel pastore a seconda del caso, noto un coinvolgimento continuo di una massa che non ha le competenze e conoscenze necessarie a un contributo costruttivo. Tutto ciò non giova a tale processo

In ogni caso mi preme ricordare un fatto che pare essere passato inosservato: lo scontro non è tra nobili sentimenti e vil denaro.
Oltre all'incidenza negativa sull'agricoltura c'è un influsso economico positivo sul turismo. Il lupo porta gente e la gente porta i soldi. Lo scontro e tra due fruizioni economiche di un territorio. Lo scontro è come sempre tra vil denaro e vil denaro. Tranquilli che a nessuno frega niente se si asciugano gli stagni dove si riproduce il pelobate fosco, nessuno si fa problemi a deviare nei campi l'acqua dei fiumi e sbarrare quel poco che resta nell'alveo con dighe che impediscono la risalita delle anguille. Che interessi economici muove un rospo, quali un pesce?? Perché li l'opinione pubblica non si muove? Dov'è l'indignazione?
Sicuramente il lupo ha un'altro appeal, sicuramente è un'archetipo stesso della mente e questo ci fa mobilitare per esso, ma non è che a ciò si aggiunge anche che forse "l'ecologismo di massa" è una benderuola che si muove soprattutto dove c'è interesse a farla muovere?
 

Waves

Master Florello
Lo ricordo come fosse ieri, val Chisone, una camminata tranquilla in montagna in un posto neanche così sperduto. Il sentiero sale attraverso un prato
assolato verso un piccolo passo, scollino e mi ritrovo nella classica valletta a nord coperta di boscaglia di ontano verde, una come tante. Ma quella valletta per me diventa subito unica, perché questa volta due occhi mi fissano tra gli ontani, a una ventina di metri circa, due occhi sorpresi quanto i miei. Un istante, si gira e trotta via, non una fuga, proprio un'agile trotto di una bestia selvatica che non ha nulla da temere ma neanche nulla da spartire. Quel trotto mi ha fatto sentire un intruso nel suo mondo. Lo rivedo riapparire in uno spiazzo della boscaglia ben più lontano e dietro di lui presto passano altri due suoi compari. Quel giorno temo di avergli rovinato una caccia.

Vengo da una famiglia di allevatori, ho frequentato gli alpeggi, ho amici che hanno perso capi a causa dei lupi. Danni economici che possono essere pesanti (perché è vero che c'è stato un periodo in cui si guadagnava di più a farsi mangiare un capo dai lupi che a venderlo, ma quei tempi sono decisamente passati)
Incidentalmente mi sono anche laureato in scienze forestali dove ci hanno fatto una "capa tanta" con il problema del lupo.

Ho visto diverse "riunioni" dove si buttano in una stanza un po' di allevatori incazzati, un po' di gente preposta alla tutela della fauna selvatica che cerca di calmarli, un po' di amministratori locali in cerca di voti e almeno un animalista "vogliamoci tutti bene" uscito per l'occasione dal suo monolocale in qualche metropoli lontana. L'unica cosa sicura è che escono tutti dalla stanza con la medesima idea con la quale sono entrati.

Una soluzione semplice non c'è, io non ce l'ho almeno. cambierà il sistema pastorale (hai ragione al 100% @marco.enne sui nuovi pastori, consideriamo però anche che gli allevatori delle zone marginali non navigano nell'oro e le montagne sono state già abbondantemente abbandonate e un'ulteriore impoverimento dovuto a costi di esercizio maggiori acuirebbe il problema) cambierà la mentalità protezionistica, si avvicineranno e troveranno un compromesso, è inevitabile. Sarà credo un processo lungo tortuoso e non sono in grado di prevedere chi dovrà cedere di più e chi di meno.
Di una cosa sono certo però. Noto esasperazione dei toni da una parte e dall'altra, noto un'informazione superficiale e sensazionistica, noto un continuo fare leva (sempre da una parte e dall'altra) su sentimenti di primitiva immedesimazione nella bestia o nel pastore a seconda del caso, noto un coinvolgimento continuo di una massa che non ha le competenze e conoscenze necessarie a un contributo costruttivo. Tutto ciò non giova a tale processo

In ogni caso mi preme ricordare un fatto che pare essere passato inosservato: lo scontro non è tra nobili sentimenti e vil denaro.
Oltre all'incidenza negativa sull'agricoltura c'è un influsso economico positivo sul turismo. Il lupo porta gente e la gente porta i soldi. Lo scontro e tra due fruizioni economiche di un territorio. Lo scontro è come sempre tra vil denaro e vil denaro. Tranquilli che a nessuno frega niente se si asciugano gli stagni dove si riproduce il pelobate fosco, nessuno si fa problemi a deviare nei campi l'acqua dei fiumi e sbarrare quel poco che resta nell'alveo con dighe che impediscono la risalita delle anguille. Che interessi economici muove un rospo, quali un pesce?? Perché li l'opinione pubblica non si muove? Dov'è l'indignazione?
Sicuramente il lupo ha un'altro appeal, sicuramente è un'archetipo stesso della mente e questo ci fa mobilitare per esso, ma non è che a ciò si aggiunge anche che forse "l'ecologismo di massa" è una benderuola che si muove soprattutto dove c'è interesse a farla muovere?

Standing ovation!!:V sono d'accordissimo (y)


Io sono spesso portata ad immedesimarmi forse troppo nelle "bestie", come dici tu. Però ti assicuro che quando un cane mi stava per mangiare le galline ho seriamente rimpianto di non avere nulla per fargli del male. So che è bruttissimo da dire, chiaramente era un pensiero irrazionale e "a caldo", ma è giusto per esprimere che capisco gli allevatori arrabbiati. Però, ecco, subito dopo smaltita l'adrenalina (poi è finito tutto bene), mi sono subito data la colpa per essere stata imprudente, e mi sono ripromessa di non lasciare le galline fuori con i cani in giro (anche se belli lontani).

È un esempio stupido per far capire che anche se la mia posizione può sembrare un po' rigida in realtà capisco anche quello che anima chi sostiene l'opinione contraria alla mia :) solo penso che vada direzionato nel modo giusto ;)
 
Ultima modifica:

peppeorchid

Apprendista Florello
Lo ricordo come fosse ieri, val Chisone, una camminata tranquilla in montagna in un posto neanche così sperduto. Il sentiero sale attraverso un prato
assolato verso un piccolo passo, scollino e mi ritrovo nella classica valletta a nord coperta di boscaglia di ontano verde, una come tante. Ma quella valletta per me diventa subito unica, perché questa volta due occhi mi fissano tra gli ontani, a una ventina di metri circa, due occhi sorpresi quanto i miei. Un istante, si gira e trotta via, non una fuga, proprio un'agile trotto di una bestia selvatica che non ha nulla da temere ma neanche nulla da spartire. Quel trotto mi ha fatto sentire un intruso nel suo mondo. Lo rivedo riapparire in uno spiazzo della boscaglia ben più lontano e dietro di lui presto passano altri due suoi compari. Quel giorno temo di avergli rovinato una caccia.

Vengo da una famiglia di allevatori, ho frequentato gli alpeggi, ho amici che hanno perso capi a causa dei lupi. Danni economici che possono essere pesanti (perché è vero che c'è stato un periodo in cui si guadagnava di più a farsi mangiare un capo dai lupi che a venderlo, ma quei tempi sono decisamente passati)
Incidentalmente mi sono anche laureato in scienze forestali dove ci hanno fatto una "capa tanta" con il problema del lupo.

Ho visto diverse "riunioni" dove si buttano in una stanza un po' di allevatori incazzati, un po' di gente preposta alla tutela della fauna selvatica che cerca di calmarli, un po' di amministratori locali in cerca di voti e almeno un animalista "vogliamoci tutti bene" uscito per l'occasione dal suo monolocale in qualche metropoli lontana. L'unica cosa sicura è che escono tutti dalla stanza con la medesima idea con la quale sono entrati.

Una soluzione semplice non c'è, io non ce l'ho almeno. cambierà il sistema pastorale (hai ragione al 100% @marco.enne sui nuovi pastori, consideriamo però anche che gli allevatori delle zone marginali non navigano nell'oro e le montagne sono state già abbondantemente abbandonate e un'ulteriore impoverimento dovuto a costi di esercizio maggiori acuirebbe il problema) cambierà la mentalità protezionistica, si avvicineranno e troveranno un compromesso, è inevitabile. Sarà credo un processo lungo tortuoso e non sono in grado di prevedere chi dovrà cedere di più e chi di meno.
Di una cosa sono certo però. Noto esasperazione dei toni da una parte e dall'altra, noto un'informazione superficiale e sensazionistica, noto un continuo fare leva (sempre da una parte e dall'altra) su sentimenti di primitiva immedesimazione nella bestia o nel pastore a seconda del caso, noto un coinvolgimento continuo di una massa che non ha le competenze e conoscenze necessarie a un contributo costruttivo. Tutto ciò non giova a tale processo

In ogni caso mi preme ricordare un fatto che pare essere passato inosservato: lo scontro non è tra nobili sentimenti e vil denaro.
Oltre all'incidenza negativa sull'agricoltura c'è un influsso economico positivo sul turismo. Il lupo porta gente e la gente porta i soldi. Lo scontro e tra due fruizioni economiche di un territorio. Lo scontro è come sempre tra vil denaro e vil denaro. Tranquilli che a nessuno frega niente se si asciugano gli stagni dove si riproduce il pelobate fosco, nessuno si fa problemi a deviare nei campi l'acqua dei fiumi e sbarrare quel poco che resta nell'alveo con dighe che impediscono la risalita delle anguille. Che interessi economici muove un rospo, quali un pesce?? Perché li l'opinione pubblica non si muove? Dov'è l'indignazione?
Sicuramente il lupo ha un'altro appeal, sicuramente è un'archetipo stesso della mente e questo ci fa mobilitare per esso, ma non è che a ciò si aggiunge anche che forse "l'ecologismo di massa" è una benderuola che si muove soprattutto dove c'è interesse a farla muovere?
Standing ovation!!:V sono d'accordissimo (y)


Io sono spesso portata ad immedesimarmi forse troppo nelle "bestie", come dici tu. Però ti assicuro che quando un cane mi stava per mangiare le galline ho seriamente rimpianto di non avere nulla per fargli del male. So che è bruttissimo da dire, chiaramente era un pensiero irrazionale e "a caldo", ma è giusto per esprimere che capisco gli allevatori arrabbiati. Però, ecco, subito dopo smaltita l'adrenalina (poi è finito tutto bene), mi sono subito data la colpa per essere stata imprudente, e mi sono ripromessa di non lasciare le galline fuori con i cani in giro (anche se belli lontani).

È un esempio stupido per far capire che anche se la mia posizione può sembrare un po' rigida in realtà capisco anche quello che anima chi sostiene l'opinione contraria alla mia :) solo penso che vada direzionato nel modo giusto ;)
concordo con voi due così tanto che mi sembrava di leggere i miei pensieri.
Tanto per rendermi antipatico, come al solito, affermo e confermo l' ipocrisia umana; mi sono sempre dichiarato ambientalista ed "animalista" di conseguenza protezionista estremo ma..........come anch' io se vedessi uno dei miei gatti minacciato da un altro animale sia domestico che selvatico interverrei decisamente con qualsiasi mezzo a mia disposizione, non vedrei niente di male se un pastore tirasse una fucilata ad un lupo, animale che adoro, per difendere il suo gregge.
Non è certamente un drastico intervento locale che minerà la sopravvivenza del lupo, in passato sono state le cacce sistematiche ad averne ridotto quasi fino all' esteinzione la specie.
Capisco che eticamente non sia giusto quello che ho sopra scritto, ma credo che bisogni difendere anche la razza umana, che invece generalizzando detesto, oppure evitare tutte le attività produttive che si svolgono in natura proprio dove queste danno prodotti migliori e più sani.
Cosa vogliamo scegliere ?
 

monikk64

Fiorin Florello
Lo ricordo come fosse ieri, val Chisone, una camminata tranquilla in montagna in un posto neanche così sperduto. Il sentiero sale attraverso un prato
assolato verso un piccolo passo, scollino e mi ritrovo nella classica valletta a nord coperta di boscaglia di ontano verde, una come tante. Ma quella valletta per me diventa subito unica, perché questa volta due occhi mi fissano tra gli ontani, a una ventina di metri circa, due occhi sorpresi quanto i miei. Un istante, si gira e trotta via, non una fuga, proprio un'agile trotto di una bestia selvatica che non ha nulla da temere ma neanche nulla da spartire. Quel trotto mi ha fatto sentire un intruso nel suo mondo. Lo rivedo riapparire in uno spiazzo della boscaglia ben più lontano e dietro di lui presto passano altri due suoi compari. Quel giorno temo di avergli rovinato una caccia.

Vengo da una famiglia di allevatori, ho frequentato gli alpeggi, ho amici che hanno perso capi a causa dei lupi. Danni economici che possono essere pesanti (perché è vero che c'è stato un periodo in cui si guadagnava di più a farsi mangiare un capo dai lupi che a venderlo, ma quei tempi sono decisamente passati)
Incidentalmente mi sono anche laureato in scienze forestali dove ci hanno fatto una "capa tanta" con il problema del lupo.

Ho visto diverse "riunioni" dove si buttano in una stanza un po' di allevatori incazzati, un po' di gente preposta alla tutela della fauna selvatica che cerca di calmarli, un po' di amministratori locali in cerca di voti e almeno un animalista "vogliamoci tutti bene" uscito per l'occasione dal suo monolocale in qualche metropoli lontana. L'unica cosa sicura è che escono tutti dalla stanza con la medesima idea con la quale sono entrati.

Una soluzione semplice non c'è, io non ce l'ho almeno. cambierà il sistema pastorale (hai ragione al 100% @marco.enne sui nuovi pastori, consideriamo però anche che gli allevatori delle zone marginali non navigano nell'oro e le montagne sono state già abbondantemente abbandonate e un'ulteriore impoverimento dovuto a costi di esercizio maggiori acuirebbe il problema) cambierà la mentalità protezionistica, si avvicineranno e troveranno un compromesso, è inevitabile. Sarà credo un processo lungo tortuoso e non sono in grado di prevedere chi dovrà cedere di più e chi di meno.
Di una cosa sono certo però. Noto esasperazione dei toni da una parte e dall'altra, noto un'informazione superficiale e sensazionistica, noto un continuo fare leva (sempre da una parte e dall'altra) su sentimenti di primitiva immedesimazione nella bestia o nel pastore a seconda del caso, noto un coinvolgimento continuo di una massa che non ha le competenze e conoscenze necessarie a un contributo costruttivo. Tutto ciò non giova a tale processo

In ogni caso mi preme ricordare un fatto che pare essere passato inosservato: lo scontro non è tra nobili sentimenti e vil denaro.
Oltre all'incidenza negativa sull'agricoltura c'è un influsso economico positivo sul turismo. Il lupo porta gente e la gente porta i soldi. Lo scontro e tra due fruizioni economiche di un territorio. Lo scontro è come sempre tra vil denaro e vil denaro. Tranquilli che a nessuno frega niente se si asciugano gli stagni dove si riproduce il pelobate fosco, nessuno si fa problemi a deviare nei campi l'acqua dei fiumi e sbarrare quel poco che resta nell'alveo con dighe che impediscono la risalita delle anguille. Che interessi economici muove un rospo, quali un pesce?? Perché li l'opinione pubblica non si muove? Dov'è l'indignazione?
Sicuramente il lupo ha un'altro appeal, sicuramente è un'archetipo stesso della mente e questo ci fa mobilitare per esso, ma non è che a ciò si aggiunge anche che forse "l'ecologismo di massa" è una benderuola che si muove soprattutto dove c'è interesse a farla muovere?
Analisi magnificamente lucida, come sempre.
Vivo in un luogo in cui le fazioni pro lupo e anti lupo sono nutritissime e molto agguerrite, non ho ancora deciso chi abbia maggiori ragioni secondo me, perché ambedue le fazioni hanno ragioni da vendere... Quel che so per certo è che sparerei a vista a quei tizi di cui parlava Roberto, quelli del "monolocale di chissà quale grande città....."
Questa è l'unica certezza che ho :V
 
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marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Convengo con tutti gli ultimi post ...ma "nel merito" non in toto.
Io forse potrei essere considerato un animalista convinto dato che gli unici "animali" a cui SALTUARIAMENTE potrei far del male" in realtà sono qualche mosca o qualche formica o gli acari, gli afidi, le cocciniglie e ragnetti delle piante...
Ma in realtà io non mi sento ne mi definisco come animalista "radicale" e/o estremista...
realisticamente mi considero come semplicemente rispettoso della vita altrui... nutrendo tal rispetto nel diritto di vivere sia degli umani sia degli "animali e della natura che mi circondano"... indistintamente ma però sono ben consapevole che l'essere umano a cui appartengo abbia più possibilità di decidere o meno con più o meno intelligenza come interagire con tutto ciò che lo circonda.
Ho scritto ciò per far capire che, ad esempio nel caso descritto da @Waves, io senza far del male o cercando sempre e in ogni caso di non farlo, sarei accorso sbracciandomi e facendo un gran casino verso i cani a salvaguardia delle galline o dell'aggredito di turno ...si lo so non è da tutti mettere da parte timori e remore e/o rischiare pure dei morsi ...ma l'ho già fatto, ne ho pure presi, lo rifarei e lo rifaccio ....ma la grandissima parte delle volte l'effetto che si ottiene è smarrimento e confusione spaesamento negli aggressori che non si aspettano nessun moto aggressivo da parte di quello che loro pensano essere facile preda o in ogni caso un impaurito aggredito....
Ma il detto che un predatore sa fiutare la paura è di molto vero e il non fiutarla in quel tal momento destabilizza moltissimo chi aggredisce e se ne trae sempre vantaggio.
Ecco una differenza invece altrettanto evidente da TENERE SEMPRE IN CONSIDERAZIONE (tornando al titolo di questo 3D) è quella comportamentale tra un vero selvatico vissuto sempre in natura e gli animali REINSELVATICHITI che invece hanno avuto anche contatti e ricordi con l'uomo....
Infatti è SICURO che un lupo è destabilizzato da comportamenti e situazioni al di fuori dalle sue abitudini ...si ritira non considera mai conveniente una "lotta"/attacco" che potrebbe avere un esito incerto o un maggior spreco di forze ...
Mentre gli animali reiselvatichiti avendo avuto contatti umani acquisiscono di conseguenza strategie predatorie o anche solo aggressive molto piu articolate e imprevedibili.
Ecco perché certe eventuali strategie difensive messe in atto da un umano diventano e si rivelano praticamente sempre molto "produttive" nella salvaguardia degli armenti o greggi
Ed è per questi motivi che quasi sempre basta la presenza costante di un uomo a far rimanere distanti dei lupi (tra l'altro animali mooolto schivi e diffidenti) ed il far calare drasticamente le predazioni.
Ma questo non sempre funziona ad esempio con i cinghiali o i cani randagi reiselvatichiti sopratutto se in branco.
Quello che volevo chiarire con sto papirozzo è che si otterrá MOLTO di più col conoscere il comportamento animale piuttosto che più o meno ciecamente imbracciare un fucile o un "forcone"...

E finalmente si potrebbe convivere senza eccessi e/o procurare eccessivi danni (pensare ai "nulli" so che sarebbe utopia) ad entrambi i "contendenti"

Chiudo il post chiosando "per fortuna" che i predatori odierni sono SOLO lupi e che dove ci sono i lupi generalmente a parte i reiselvatichiti non ci sono altri grandi ( non inteso solo come dimensioni ma anche come numero di prede) predatori quali Orsi e linci ..e recenti brutte storie con orsi alpini fanno ben capire perché ho scritto "meno male" e vale sia per gli orsi sia per gli umani.
Ma pure avendo spiegato, spero, una mia qualcerta poco nascosta avversione verso certe malmosterie, mugugnamenti e sistemi di repressione che considero "ingiustificabili"... NON È un "io contro tutti"...
 
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Charles_b

Aspirante Giardinauta
Io sono da sempre un ambietalista, un protezionista, ma non un animalista. Mi spiego meglio, e vedrete che il mio pensiero per alcuni "puzza", dato che è molto ma assolutamente non politically correct. Una volta, in un bar di montagna, discutevo con un montanaro come me sulla preservazione delle risorse ambientali. Il tizio, soprannominato Fanabèla, sosteneva che fosse eticamente corretto per un residente tirare una fucilata ad un Falchettu Reà (Falco pellegrino), perché una persona ha diritto a mangiarsi le proprie galline, e non a farsele portare via dal Falchettu! Refrattario ad ogni logica, si placò solo all'ottavo Bargnuléin che gli offrii. Questa è la testa dei montagnardi tuttora residenti, è molto difficile trovare oggidì un qualsivoglia compromesso. Esattmente come 25-30 anni fa con i cacciatori. Oggi, che sono quasi alle soglie dell'estinzione (dovuta soprattutto all "animalismo", e non al "protezionismo ambientale", a mon avis, purtroppo...), si ragiona molto meglio anche con le associazioni di caccia.
La presenza di predatori incide su qualche capo, non c'è niente da fare!... Quando allevavo colombi da sport e da esposizione, entrarono faine o donnole in colombaia, e persi alcuni capi. Migliorai gli sbarramenti, e le perdite furono drasticamente ridotte, ma mai annullate.
Si combatterà con i locali agricoltori, fino a quando, come ad esempio sta avvenendo a Bardi (PR), scompariranno i piccoli allevatori e rimarranno pochissime stalle da centinaia di bovine in lattazione, grandi impianti dotati di allarmi, sirene, luci abbaglianti, reticolati elettrificati, e i lupi potranno qui fare poco o niente danno. Mi ricordo che anni fa c'era uno che era socio di un caseificio sociale, Fis'ciòla (Fischiola), che aveva due capi di bovine appenniniche e conferiva il latte al caseificio con una damigianetta, o a volte con due o tre fiaschi trasportati sulla sua vecchia Prinz. Andati in pensione o morti i vari Fis'ciòla, e mecellate le loro due bovine, il lupo non sarà più interessato al loro non-allevamento, e gli unici investimenti possibili in Appennino saranno quelli turistici, dato che il turismo venatorio è in remissione o scomparsa. Chi sarà responsabile della gestione dei territori dovrà però dotarsi di competenze e dotazioni evolute, perché ci sarà da tenere conto dello sviluppo potenziale sia dei predatori, sia delle loro prede, quindi il cosiddetto selecontrollo non potrà più essere affidato alle sole associazioni venatorie, come avviene oggi. A sentir loro, infatti, nella zona dove abito c'è un'eccedenza di 15.000 Cinghiali e di 5.000 fra Daini e Caprioli. Io posso garantire che i Daini ed i Caprioli ci sono, ma non è un battaglione avanzante di ungulati assassini. Cinghiali mai visti né sentiti né viste loro tracce sui coltivi. Qua intorno è quasi tutto mais, fieno e girasole, e posso garantire che il passaggio dei Sus scrofa in un campo di mais si vede benissimo!...
E l'ambiente purtroppo non si salva a dire che si è vegani!...

Charles
 

Waves

Master Florello
Ho scritto ciò per far capire che, ad esempio nel caso descritto da @Waves, io senza far del male o cercando sempre e in ogni caso di non farlo, sarei accorso sbracciandomi e facendo un gran casino verso i cani a salvaguardia delle galline o dell'aggredito di turno ...si lo so non è da tutti mettere da parte timori e remore e/o rischiare pure dei morsi ...ma l'ho già fatto, ne ho pure presi, lo rifarei e lo rifaccio ....ma la grandissima parte delle volte l'effetto che si ottiene è smarrimento e confusione spaesamento negli aggressori che non si aspettano nessun moto aggressivo da parte di quello che loro pensano essere preda o in ogni caso un impaurito a

Spiego meglio :)
Il pensiero che mi è venuto subito è stato una gran paura. Poi volevo andare ad allontanarlo ma i miei me l'hanno impedito (giustamente credo, quel cane era veramente furioso), e io stessa mi sono fermata davanti alla porta perché non sapevo esattamente che fare e non volevo aggravare la situazione. Più che un'arma vera e propria, che primo non so usare :LOL: e secondo avrei avuto paura di colpire le mie stesse galline:eek:, avrei voluto qualcosa a salve/sale, insomma qualcosa che gli facesse male da scappare ma non da farlo fuori.
Probabilmente fosse stata una volpe (da cui mi aspetto un comportamento predatorio), non avrei neanche pensato di farle male perché era selvatica e la colpa sarebbe stata tutta mia. Ma la rabbia verso il proprietario (che ho dovuto chiamare varie volte prima che si decidesse a venire) e lo stupore per come si stava comportando un cane che avevo sempre considerato un bonaccione... Mi si sono scaricati così:D
Poi, dopo, ho dato la colpa a me e al proprietario. In fondo il cane non c'entrava niente, è educato e addestrato per cacciare...
 

Waves

Master Florello
Il tizio, soprannominato Fanabèla, sosteneva che fosse eticamente corretto per un residente tirare una fucilata ad un Falchettu Reà (Falco pellegrino), perché una persona ha diritto a mangiarsi le proprie galline, e non a farsele portare via dal Falchettu!

Non poteva mettere la retina sopra il tetto? :oops:
 
R

RobertoB

Guest
Si tutto giusto, però per cortesia non facciamo di allevatori e montanari delle caricature macchiettistiche. Molti sono relativamente poco istruiti, forse un po' rudi. Però salvo rare eccezioni (i deficienti si annoverano in ogni categoria umana) hanno ben chiara la problematica, un contatto con la natura certamente superiore alla media che gli consente di avere una comprensione dei processi ecologici pur senza usare termini altisonanti e uno spiccato amore per le loro terre e la loro natura.

In estrema sintesi, un po' brutalmente, credo che allevatori e lupi possano convivere con danni con compromessi da valutare ma possibili. Ma allevatori, lupi e stupide idee pseudoecologiste di chi la cosa più simile a un lupo che abbia mai visto è il suo carlino col cappotto... no. Non c'è spazio per tutti e tre.
 

marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Io sono da sempre un ambientalista, un protezionista, ma non un animalista. Mi spiego meglio, e vedrete che il mio pensiero per alcuni "puzza", dato che è molto ma assolutamente non politically correct. Una volta, in un bar di montagna, discutevo con un montanaro come me sulla preservazione delle risorse ambientali. Il tizio, soprannominato Fanabèla, sosteneva che fosse eticamente corretto per un residente tirare una fucilata ad un Falchettu Reà (Falco pellegrino), perché una persona ha diritto a mangiarsi le proprie galline, e non a farsele portare via dal Falchettu! Refrattario ad ogni logica, si placò solo all'ottavo Bargnuléin che gli offrii. Questa è la testa dei montagnardi tuttora residenti, è molto difficile trovare oggidì un qualsivoglia compromesso. Esattmente come 25-30 anni fa con i cacciatori. Oggi, che sono quasi alle soglie dell'estinzione (dovuta soprattutto all "animalismo", e non al "protezionismo ambientale", a mon avis, purtroppo...), si ragiona molto meglio anche con le associazioni di caccia.
La presenza di predatori incide su qualche capo, non c'è niente da fare!... Quando allevavo colombi da sport e da esposizione, entrarono faine o donnole in colombaia, e persi alcuni capi. Migliorai gli sbarramenti, e le perdite furono drasticamente ridotte, ma mai annullate.
Si combatterà con i locali agricoltori, fino a quando, come ad esempio sta avvenendo a Bardi (PR), scompariranno i piccoli allevatori e rimarranno pochissime stalle da centinaia di bovine in lattazione, grandi impianti dotati di allarmi, sirene, luci abbaglianti, reticolati elettrificati, e i lupi potranno qui fare poco o niente danno. Mi ricordo che anni fa c'era uno che era socio di un caseificio sociale, Fis'ciòla (Fischiola), che aveva due capi di bovine appenniniche e conferiva il latte al caseificio con una damigianetta, o a volte con due o tre fiaschi trasportati sulla sua vecchia Prinz. Andati in pensione o morti i vari Fis'ciòla, e mecellate le loro due bovine, il lupo non sarà più interessato al loro non-allevamento, e gli unici investimenti possibili in Appennino saranno quelli turistici, dato che il turismo venatorio è in remissione o scomparsa. Chi sarà responsabile della gestione dei territori dovrà però dotarsi di competenze e dotazioni evolute, perché ci sarà da tenere conto dello sviluppo potenziale sia dei predatori, sia delle loro prede, quindi il cosiddetto selecontrollo non potrà più essere affidato alle sole associazioni venatorie, come avviene oggi. A sentir loro, infatti, nella zona dove abito c'è un'eccedenza di 15.000 Cinghiali e di 5.000 fra Daini e Caprioli. Io posso garantire che i Daini ed i Caprioli ci sono, ma non è un battaglione avanzante di ungulati assassini. Cinghiali mai visti né sentiti né viste loro tracce sui coltivi. Qua intorno è quasi tutto mais, fieno e girasole, e posso garantire che il passaggio dei Sus scrofa in un campo di mais si vede benissimo!...
E l'ambiente purtroppo non si salva a dire che si è vegani!...

Charles
Anche perché a dire il vero se ci sta tutto sto proliferare di cinghiali e ungolati ....quando si tacciavano per essere in via d'estinzione... tutte le associazioni venatorie si sono prodigate a vantarsi che erano loro che stavano "ripolando" immettendo tali animali ...poi proprio per tal loro intervento naturalistico a gran voce arrogandosi il diritto di continuare ad aver diritto a cacciare e mitigare eventuali restrizioni che gli si voleva imporre
Poi sempre a gran voce usando le stesse motivazioni per protestare ....ora le usano per "arrogarsi il permesso di Stato per "regolarne" le ormai fuori controllo "infestazioni da sovrapopolamento" accollando la loro colpa ad altri e allo Stato adducendo che tale sovrapopolamento è dovuto al fatto che gli sono state legate le mani con le restrizioni e che non sarebbe successo se loro avessero potuto continuare a cacciare come volevano...
Gira gira sempre prodomo loro?
 
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marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Si tutto giusto, però per cortesia non facciamo di allevatori e montanari delle caricature macchiettistiche. Molti sono relativamente poco istruiti, forse un po' rudi. Però salvo rare eccezioni (i deficienti si annoverano in ogni categoria umana) hanno ben chiara la problematica, un contatto con la natura certamente superiore alla media che gli consente di avere una comprensione dei processi ecologici pur senza usare termini altisonanti e uno spiccato amore per le loro terre e la loro natura.

In estrema sintesi, un po' brutalmente, credo che allevatori e lupi possano convivere con danni con compromessi da valutare ma possibili. Ma allevatori, lupi e stupide idee pseudoecologiste di chi la cosa più simile a un lupo che abbia mai visto è il suo carlino col cappotto... no. Non c'è spazio per tutti e tre.
Metto un like condizionato al sapere chi pensa che un carlino col cappotto sia la cosa più simile ad un lupo....:)
 
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marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Non credo che riesca a predare un colombo o una qualsiasi sua preda inseguendola a rasoterra...e tra l'altro le galline non sono proprio tra le sue prede troppo grandi per i Pellegrini...
Meno che meno, da volatile estremamente dinamico qual'è, se tal colombo da predare è posato o è all'interno di uno spazio ristretto come una piccionaia/colombaia o in un pollaio....chiaramente una scusa "sparata" a casaccio per cercare giustificazioni ....una gran panzana del tizio....
 
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marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Anche io sono curiosa!:V
Non credo di essere io perché il cane del mio racconto era un cane da caccia bello grande e dall'aspetto preoccupante :p certo non un lupo, ci mancherebbe... Era solo un esempio esemplificativo :D
Credo tu possa star tranquilla ...non mi pare fosse affermazione rivolta a te o a una persona, o più, ma genericamente rivolta a quei tali X che mal gesticono e mal derimono certe "rivalità territoriali"
 
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