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Pensiamoci

RosaeViola

Master Florello
Mary74 ha scritto:
Su questo non sono daccordo.Le caz_zate ad una certa età le hanno, le abbiamo fatte tutti . Ceto sociale , agiatezze o meno.


Mary, io mi riferisco al fatto che in certe generazioni e in certi periodi storici, i ragazzi non avevano la necessità di sfidare la morte.
Qui non si tratta di bravate, qui è ben altro.
 

kiwoncello

Master Florello
Quello delle stragi del sabato sera è soltanto uno dei tanti aspetti del lassismo e permissivismo criminale che vige in questo paese dei campanelli. Si fanno centinaia di convegni e proclami impegnati su argomenti futili (buco dell'ozono, metalli negli alimenti, protocollo di Kyoto ed altre amenità) ma ci si nasconde accuratamente il vero e proprio genocidio di giovani che è cronaca quotidiana e soltanto italiana. Perché si ha paura (politically non-correct) di sequestrare il mezzo a chi guida con alcolemia sopra i limiti facendolo tornare a casa a piedi e comunque convocandolo immediatamente in tribunale come in U.K. o USA? Perché non si chiudono le disco dove si beve sia pur di nascosto o ci si impasticca? Perché non si usa tolleranza zero con le miriadi di giovani deficienti in motorino e prossimi automobilisti che vengono lasciati impunemente alla prevaricazione forse inconsapevole ma continua sulle strade? Ma è anche vero come giustamente dice Spadino che ormai l'educazione dei figli viene demandata non si sa bene a chi. R&V, purtroppo educare una figlia ad usare il cervello non basta, dipende da chi le capita di incrociare. Mi imbufalisco quando si toccano questi argomenti.
kiwo
 

RosaeViola

Master Florello
Kiwo, hai ragione ad imbufalirti e di fronte ad un inutile massacro sono infuriata e addolorata anch'io...la stupidità mi fa sempre rabbia, ma sono comunque dell'idea che il permessivismo e il lassismo sia soprattutto nelle famiglie.
Inutile sequestrare o proibire, vanno rieducati i genitori prima dei figli.

Certo che educare serve relativamente e l'ho anche scritto che dipende poi da con chi incontreranno sulla loro strada (!) resta il fatto che metti al mondo dei figli, ti fai il fegato marcio per riuscire a renderli adulti responsabili e poi molte famiglie "innocenti" si ritrovano a fare i conti con l'amara realtà.
Troppi sì, troppo denaro in mano a ragazzi che non sanno nemmeno cosa significhi. Tutto troppo facile e tutto troppo banalizzato. Anche la morte...propria e degli altri.
D'altro canto in Italia non si va in galera per omicidio colposo e dopo il ritiro della patente, passato qualche tempo si ricomincia daccapo.

Non mi sembra comunque che negli USA abbiano mai risolto vietando, tant'è che nel priodo del proibizionismo bevevano e commerciavano ugualmente...L'alcolismo è diffuso anche lì, le droghe non ne parliamo...Il discorso fa affrontato a monte e non a valle.
Questo è un paese (il nostro intendo) dove il senso dello stato e degli altri, il rispetto di tutto ciò, non è mai entrato dalla porta di un'aula scolastica.
Anzi...come dicevamo giorni fa, siamo uno dei pochi paesi in cui si gioca a chi spara meglio sul proprio paese.
 

kiwoncello

Master Florello
Negli USA si beve eccome, ma farlo guidando è altamente rischioso: se ti beccano (e ti beccano perché c'è controllo capillare) non è davvero indolore. A parte il fatto che come ti fermano per qualche stranezza evidente di guida di routine ti fanno appoggiare le mani sul tetto della macchina mentre un poliziotto ti punta addosso un fucilone.....
kiwo
 

elleboro

Florello
"Questo è un paese (il nostro intendo) dove il senso dello stato e degli altri, il rispetto di tutto ciò, non è mai entrato dalla porta di un'aula scolastica" citazione da R&V.

quando andavo a scuola io era così. E si faceva specificatamente anche Educazione Civica. Tant'è vero che il Ministero non era dell'Istruzione, ma bensì dell'Educazione.
Ma... era quasi un secolo fa !
 

DRAGON

Maestro Giardinauta
Il rispetto dello stato......accidenti quando andavo a scuola io(oggi ho 40 anni)all'entrata del maestro ci si alzava in piedi,oggi il maestro di mio figlio di 11 anni gli manda i sms scherzosi sul cellulare....mah!!??:squint: Comunque ragazze/i fare il genitore è sempre più difficile,i ragazzi di oggi sono molto svegli ma corrono dietro a cose che sempre di più mi convincono del fatto che le nostre generazioni erano più ingenue quanto intelligenti.Una volta i ragazzini fumavano di nascosto nei bagni delle scuole,oggi facciamo un giro nelle scuole e cosa vediamo....pseudo adulti/bambini che vogliono comportarsi come i grandi,straffottenti col mondo intero e padroni del loro tempo,fumano, bevono,parlano come gli adulti,ma i bambini,quelli che giocavano a figurine,a palline..esistono ancora?E le Barbie,le vendono?Eppure ci dobbiamo rassegnare,il telefonino a mio figlio se no' si sente emarginato,i vestiti alla moda per non sentirsi dire"papà...come sei messo??"No signori,a tutto c'è un limite,se a 18 anni muoiono alla guida di auto sportive chi gliele ha messe sotto il sedere sono i genitori,se alle tre/quattro di notte scorazzano per le discoteche chi lo permette sono sempre i genitori.Scusate ma a volte i genitori uccidono i loro figli!!!!E io ai miei figli parlerò,parlerò fino alla nausea di come si sta al mondo....non li voglio sulla coscienza,li amo troppo!
 
Ultima modifica:

Eltuena

Guru Giardinauta
Oggi c'è poco tempo per la famiglia. Si è talmente indaffarati che pur di non sentire storie si accontentano i figli con tutto e pure di più. I genitori dovrebbero svolgere il loro ruolo da quando i figli sono piccolissimi. Quando son cresciuti non ci sono parole, esempi o altro che possa fargli cambiare il loro modo di essere. Tanto per rendere l'idea: un bambino di sette anni picchia con pugni, sberle e calci i compagni di scuola. Le mamme, prima d'intervenire ufficalmente, si sono lamentate con la mamma del piccolo che la prima volta ha risposto: vabbè che volete che sia una sberla? la seconda, rivolgendosi direttamente al piccolo che le aveva prese: vuoi che t'accompagni al pronto soccorso?, la terza: ora mi avete proprio seccata. Si commenta da solo.
 

*ALE*

Apprendista Florello
RosaeViola ha scritto:
Questa mail mi è arrivata giorni fa e sarà perchè ho due figlie che presto cominceranno ad uscire, ma sta di fatto che ci penso spesso a quanto ho letto e indipendentemente che sia un fatto vero o meno, trovo che il testo meriti una lettura.


Mamma, sono uscita con amici.
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite.
Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo.
Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava...
Qualcosa di inaspettato!

Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che
dice:
"Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".


Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.

Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà".


Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocita. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite?

Il
dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente.

Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...

La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura...

Questi sono i miei ultimi momenti,
e mi sento così disperata...

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.

Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...

Ti voglio bene e.... addio.




Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli, potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la loro stessa vita è in pericolo.

Fate girare questo testo fra tutte le persone che conoscete...forse a qualcosa potrà servire...


mi viene da piangere....
 

*ALE*

Apprendista Florello
RosaeViola ha scritto:
La gioventù che muore sulle strade il sabato sera non è una bufala, ma un'amara e triste realtà.

Tutte le domeniche e i lunedi mattina in prima pagina sul giornale locale c'e' la foto di qualche ragazzo morto in incidenti per l'alta velocita', perche' ubriachi o altro ancora ....
Ogni settimana e' la stessa storia che si ripete.
Ale
 

spadino

Giardinauta
RosaeViola ha scritto:
Mary, io mi riferisco al fatto che in certe generazioni e in certi periodi storici, i ragazzi non avevano la necessità di sfidare la morte.
Qui non si tratta di bravate, qui è ben altro.

Ros, spiegami qual era la generazione che non aveva bisogno di sfidare la morte?
Forse negli anni '10? perche dal'15 in poi, con l'arrivo della prima guerra mondiale, volenti o nolenti si è incominciato a sfidare la morte e non ci siamo più fermati.
 

spadino

Giardinauta
DRAGON ha scritto:
Il rispetto dello stato......accidenti quando andavo a scuola io(oggi ho 40 anni)all'entrata del maestro ci si alzava in piedi,oggi il maestro di mio figlio di 11 anni gli manda i sms scherzosi sul cellulare....mah!!??:squint: Comunque ragazze/i fare il genitore è sempre più difficile,i ragazzi di oggi sono molto svegli ma corrono dietro a cose che sempre di più mi convincono del fatto che le nostre generazioni erano più ingenue quanto intelligenti.Una volta i ragazzini fumavano di nascosto nei bagni delle scuole,oggi facciamo un giro nelle scuole e cosa vediamo....pseudo adulti/bambini che vogliono comportarsi come i grandi,straffottenti col mondo intero e padroni del loro tempo,fumano, bevono,parlano come gli adulti,ma i bambini,quelli che giocavano a figurine,a palline..esistono ancora?E le Barbie,le vendono?Eppure ci dobbiamo rassegnare,il telefonino a mio figlio se no' si sente emarginato,i vestiti alla moda per non sentirsi dire"papà...come sei messo??"No signori,a tutto c'è un limite,se a 18 anni muoiono alla guida di auto sportive chi gliele ha messe sotto il sedere sono i genitori,se alle tre/quattro di notte scorazzano per le discoteche chi lo permette sono sempre i genitori.Scusate ma a volte i genitori uccidono i loro figli!!!!E io ai miei figli parlerò,parlerò fino alla nausea di come si sta al mondo....non li voglio sulla coscienza,li amo troppo!

Dani, non posso votarti perchè non me lo permette, bravo bravo bravo
 

luckybamboo

Florello Senior
DRAGON ha scritto:
Il rispetto dello stato......accidenti quando andavo a scuola io(oggi ho 40 anni)all'entrata del maestro ci si alzava in piedi,oggi il maestro di mio figlio di 11 anni gli manda i sms scherzosi sul cellulare....mah!!??:squint:

sms?.:eek: .....anche ai "miei tempi" (15 anni fa) ci si alzava e si salutava...e guai a non farlo.....
davvero non si fa più?....

No signori,a tutto c'è un limite,se a 18 anni muoiono alla guida di auto sportive chi gliele ha messe sotto il sedere sono i genitori,se alle tre/quattro di notte scorazzano per le discoteche chi lo permette sono sempre i genitori.Scusate ma a volte i genitori uccidono i loro figli!!!!E io ai miei figli parlerò,parlerò fino alla nausea di come si sta al mondo....non li voglio sulla coscienza,li amo troppo!

quoto in tutto....
il mondo è diverso, sì
le mode son diverse, sì
...ma un'educazione di base è ancora essenziale, non esiste nè ma nè però....

e son d'accordissimo sul fatto che in Italia se fai qualcosa "tantao non ti fanno nulla"

vorrei vedere cosa cambierebbe se beccato alla guida in stato di ebbrezza ti fanno passare la notte in carcere.....10 punti? 300 euro di multa? vorrei ben vedere la differenza...
ma è anche vero che i limiti odierni sono assurdi, (basta mezzo bicchiere di vino per farti risultare "ubriaco".......)
bisognerebbe essere coerenti, mettere soglie diverse e punizioni adeguate....
come in tutto il resto, d'altra parte....
 
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spadino

Giardinauta
Ragazze e Ragazzi,
non è il bere il vero problema (finchè ovviamente si beve un paio di bicchieri solo per fare il ganassa con la "tipa"), o fumarsi uno spinello. Oggi è dimostrato che fa più male bere mezzo litro di vino che non fumare un spinello, infatti per curare alcune malattie, fra cui la depressione ed alcuni tipi di tumori, si prescrivono cannabinoidi e non bicchieri di vino. Comunque, il problema non è reprimere, il problema è permettere che ragazzi di 18-20anni, che al giorno d'oggi non sarebbero neanche in grado di tirarsi su i pantaloni da soli (anche se si atteggiano a uomini o donne vissute), guidano per km e km in condizioni spaventose.
Ragazzi, quei ragazzi deficenti con macchine ultraveloci, sono i nostri figli. Anch'io come Kiwo, mi imbufalisco, perchè mi rendo conto che con il modo di fare che abbiamo, stiamo compromettendo il nostro futuro. Bisogna incominicare a dire NO, quando un figlio ti chiede cose fuori da ogni pensamento come 50euro per uscire la sera, o la macchina veloce, o il cellulare fi.go, o che so io tutto ciò che lo renderebbe simile alle masse, incominicamo a dire di NO. Vedrete che smetterà di frequentare un certo tipo di persone per trovare ragazzi più simili al proprio stile di vita. E se poi cresce sfi,gato meglio. Quando sarà grande sarà uno sfig,ato vivo, colto, con de granum salis in zucca e magari con un futuro davanti.
 

RosaeViola

Master Florello
Spad, l'analisi che fai secondo me non è reale.
La sfida della morte come SCELTA non è mai appartenuta ai figli di certe generazioni, appunto quando c'era molta fame, quando ce n'era un po' meno, quando si usciva da una guerra, quando c'era qualcosa per cui investire e lottare per costruire qualcosa di importante come la propria esistenza.
Il malessere di cui parlo io è qualcosa che si è esternato, con le nuove generazioni di fine anni '80, inizio '90 fino ai nostri giorni.
I ragazzi hanno cominciato lì a dimostrare un certo disagio, un malessere interiore che li portava a buttare la vita in futilità.
Non sono cose che mi invento io, ma sono conclusioni a cui sono arrivati gli studiosi dei fenomeni sociali e, permettimi di dirlo, io li condivido.
Sai perchè? Intanto perchè con il cambiamento della società, in quegli anni, si è proprio visto, palpato, annusato il fatto che non avessero interessi, non avessero passioni, che tutto fosse appiattito e svilito a valori materiali, al pragmatismo più feroce e totale, al materialismo più accanito.
Poi, in quegli anni, una certa generazione di genitori, ha fatto letteralmente scomparire il valore dei no nell'educazione dei figli e vi ha aggiunto la felicità effimera ad ogni costo e lo spegnimento dei desideri dei figli con l'esautorazione del desiderio stesso a colpi di cose elargite senza nemmeno aspettarsi una richiesta, sotto la bandiera del "non l'ho avuto io, lo devono avere loro". Se a questo aggiungi il fatto che in quegli anni la maggioranza dei genitori si è trasformata in amici (nel senso che i genitori di quel periodo volevano essere amici dei figli e non solo genitori) e se aggiungi l'iperprotezione a cui un'intera generazione è stata esposta, puoi ben capire a che tipo di giovani ti trovi di fronte.
In pratica, i genitori stessi, hanno impedito ai figli di crescere, di maturare, di evolversi, di rischiare, di mettersi in gioco, di desiderare, di provare a lottare, di soffrire quel tanto che sarebbe servito a far capire loro che la vita va sudata e guadagnata, va rubata e anche un bel po' desiderata, così come va desiderato il cambiamento, il miglioramento, il raggiungimento di certi obiettivi.
Questi genitori di cui parlo, hanno spento un'intera generazione di ragazzi in termini di entusiasmo e passione, di voglia di vivere...Hai presente il film "L'attimo fuggente"? C'è un passaggio in cui i ragazzi si riuniscono in una associazione segreta che si riunisce nei boschi al grido di "...sono andato nei boschi...per succhiare il midollo della vita..."
Ecco, questo non esiste più da noi o quantomeno, è un fenomeno sporadico e chi lo vive, agli occhi degli altri coetanei, è uno sfi.gato.
Fra i ragazzi oggi, essere passionali non conta molto, anzi per niente.
Avere un'ideale da raggiungere, un fine da perseguire, ti porta ad essere isolato.
I valori che contano oggi, sono ben altri e chi glieli ha insegnati?
Queste chimere sfumano in una notte, si dissolvono nello spazio di pochi istanti, perchè affondano le proprie radici nel nulla.
L'uomo non ha bisogno solo di sicurezza materiale, ma soprattutto di solidità interiore e questo ti viene dalle esperienze che fai quando sei adolescente, fino ad arrivare ad essere un giovane che si affaccia sul mondo.
Se non sperimenti prima questo tipo di cose, difficilmente avrai la forza di guardare il mondo e tutta la sua vita con gli occhi di chi ha qualcosa da scoprire.
Noto sempre più spesso l'assenza di entusiasmo, di vitalità nel "succhiare il midollo della vita".
Trovo un appiattimento, un disincanto che a 18-20 anni per me sono incomprensibili. Sembrano essere disillusi e di non sapere perchè sono al mondo, sembrano non avere voglia di vedere cosa sarà il loro domani, sembrano essere spenti.
Sembrano, vogliono sembrare dei duri, perchè il modello da raggiungere è questo. Piangere è da sfi.gati, soffrire è da sfi.gati, lottare per migliorare il mondo è da sfi.gati. Bisogna essere dei veri machi, dei duri che durano, dei superuomini e delle superdonne.
Ma dentro di loro, io credo, questa sofferenza ci sia, questa lotta fra il voler capire e il cinismo che è stato loro insegnato, io credo sia feroce.
La battaglia nel sentirsi degli incapaci perchè nessuno gli ha mai permesso di mettersi in gioco fino in fondo, assumendosi anche responsabilità talvolta gravose, la difficoltà nel compiere una scelta perchè mai i genitori hanno consentito loro di farlo, l'incapacità di mettersi in gioco affettivamente perchè gli hanno insegnato a non soffrire mai, portano inevitabilmente ad un conflitto interiore profondo.
Trovo normale, alla fine, che si debba sapere per cosa vivere.
Bere, impasticcarsi e guidare come pazzi, è un po' come giocare alla roulette russa.
Sai che il colpo è in canna ma non sai quando ti toccherà...è un modo per provare quelle emozioni forti che ti sono state negate, è un modo per provare a te stesso che puoi farcela a tornare a casa sano e salvo, quindi di dimostrare un valore. E' un modo per cominciare a farsi delle domande, è un modo per tentare di provare un dolore. Uno vero.

Una mia cara amica che fa la psicoterapeuta da molti anni e che ha visto diverse generazioni davanti a sè, con gli occhi e la mente di una studiosa seria, oggi mi dice che i ragazzi che vede davanti a sè, che cercano aiuto, soprattutto in questi ultimi anni, sono ragazzi che spessimo sono stati privati della capacità di provare e accettare le proprie emozioni e, in molti casi, di soffrire o, addirittura, di vivere crescendo e maturando, attraverso sofferenze e privazioni, gioie e dolori...per l'eccesso di protezione, per la cosidetta "vita migliore" sono stati privati della passione...questo dice molte cose, a mio avviso.
 

RosaeViola

Master Florello
elleboro quando andavo a scuola io era così. E si faceva specificatamente [b ha scritto:
anche [/b]Educazione Civica. Tant'è vero che il Ministero non era dell'Istruzione, ma bensì dell'Educazione.
Ma... era quasi un secolo fa !

Bruna, anch'io dovevo alzarmi quando entrava l'insegnante, ma credo che nemmeno questa sia la strada.
Mi spiego meglio. Il senso dello stato, che per me significa credere nello stato e capire che lo stato siamo noi, deve nascere da un percorso diverso da quello che è il rispetto dell'autorità.
Ecco, appunto. L'autorità. Quanti di noi sbeffeggiavano fra sè e sè l'insegnante? Quanti di noi possono dire oggi di aver avuto un/una insegnante capace e che meritasse un vero rispetto, quello interiore, fatto di stima?
E la stima da dove origina?
Io non sono contro un atteggiamento più conviviale dell'insegnante verso i ragazzi a cui insegna (certo quello citato da Dragon mi sembra un po' eccessivo magari) ma trovo che anche in questo senso si sia splafonato un po'.
Credo che l'atteggiamento più sano e costruttivo, sia quello di dare contenimento e ascolto ai ragazzi e, al tempo stesso, di mantenere, come insegnanti, autorevolezza.
Ma il rispetto di una nazione, nasce anche più lontano e qualche radice si affonda anche a livello della sfera sociale, oltre che famigliare.
Il nostro è uno stato in cui si è fondato tutto sull'individualismo.
Il modello che si è perseguiti non è mai stato quello della cosa comune, ma della cosa propria, partendo dall'esempio del grande industriale che si è fatto da sè fino all'operaio che a forza di sacrifici si è comprato la casa e un vita decente, alla fine l'individualismo è diventato il messaggio stesso, il messaggio vero che si è diffuso a tutti.
Inoltre io credo che in questa nazione sia mancato da sempre l'insegnamento, come valore acquisito, come frutto di un'elaborazione interiore, dell'amore, del rispetto del proprio paese e del valore di ogni singolo che è parte di un paese, che è il paese stesso.
 
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spadino

Giardinauta
RosaeViola ha scritto:
Spad, l'analisi che fai secondo me non è reale.
La sfida della morte come SCELTA non è mai appartenuta ai figli di certe generazioni, appunto quando c'era molta fame, quando ce n'era un po' meno, quando si usciva da una guerra, quando c'era qualcosa per cui investire e lottare per costruire qualcosa di importante come la propria esistenza.
Il malessere di cui parlo io è qualcosa che si è esternato, con le nuove generazioni di fine anni '80, inizio '90 fino ai nostri giorni.
I ragazzi hanno cominciato lì a dimostrare un certo disagio, un malessere interiore che li portava a buttare la vita in futilità.
Non sono cose che mi invento io, ma sono conclusioni a cui sono arrivati gli studiosi dei fenomeni sociali e, permettimi di dirlo, io li condivido.

....ma allora "gioventù bruciata", i movimenti degli anni '60, il caro Giusba Fioravanti, il "buco" (leggi eroina) degli anni 70? Non erano dimostrazioni di disagio sociale??

RosaeViola ha scritto:
Sai perchè? Intanto perchè con il cambiamento della società, in quegli anni, si è proprio visto, palpato, annusato il fatto che non avessero interessi, non avessero passioni, che tutto fosse appiattito e svilito a valori materiali, al pragmatismo più feroce e totale, al materialismo più accanito.
Poi, in quegli anni, una certa generazione di genitori, ha fatto letteralmente scomparire il valore dei no nell'educazione dei figli e vi ha aggiunto la felicità effimera ad ogni costo e lo spegnimento dei desideri dei figli con l'esautorazione del desiderio stesso a colpi di cose elargite senza nemmeno aspettarsi una richiesta, sotto la bandiera del "non l'ho avuto io, lo devono avere loro". Se a questo aggiungi il fatto che in quegli anni la maggioranza dei genitori si è trasformata in amici (nel senso che i genitori di quel periodo volevano essere amici dei figli e non solo genitori) e se aggiungi l'iperprotezione a cui un'intera generazione è stata esposta, puoi ben capire a che tipo di giovani ti trovi di fronte.

Qui mi trovi super concorde, i movimenti del '68 sono stati deleteri. Sono d'accordo, il troppo permissivismo, il lassismo mentale di certe nuove classi sociali, la totale mancanza di cultura insieme con la totale negazione del passato, tutto ciò ha reso i giovani degli anni '80 e '90 dei veri e propri automi (io sono un giovane di quegl'anni). Mi ricordo, che noi che facevamo politica nei movimenti giovanili (sia dx che sx), eravamo visti dagli altri come nostalgici squadristi legati a condotte di vita ormai di altri pianeti.

RosaeViola ha scritto:
In pratica, i genitori stessi, hanno impedito ai figli di crescere, di maturare, di evolversi, di rischiare, di mettersi in gioco, di desiderare, di provare a lottare, di soffrire quel tanto che sarebbe servito a far capire loro che la vita va sudata e guadagnata, va rubata e anche un bel po' desiderata, così come va desiderato il cambiamento, il miglioramento, il raggiungimento di certi obiettivi.
Questi genitori di cui parlo, hanno spento un'intera generazione di ragazzi in termini di entusiasmo e passione, di voglia di vivere...Hai presente il film "L'attimo fuggente"? C'è un passaggio in cui i ragazzi si riuniscono in una associazione segreta che si riunisce nei boschi al grido di "...sono andato nei boschi...per succhiare il midollo della vita..."
Ecco, questo non esiste più da noi o quantomeno, è un fenomeno sporadico e chi lo vive, agli occhi degli altri coetanei, è uno sfi.gato.
Fra i ragazzi oggi, essere passionali non conta molto, anzi per niente.
Avere un'ideale da raggiungere, un fine da perseguire, ti porta ad essere isolato.
I valori che contano oggi, sono ben altri e chi glieli ha insegnati?
Queste chimere sfumano in una notte, si dissolvono nello spazio di pochi istanti, perchè affondano le proprie radici nel nulla.
L'uomo non ha bisogno solo di sicurezza materiale, ma soprattutto di solidità interiore e questo ti viene dalle esperienze che fai quando sei adolescente, fino ad arrivare ad essere un giovane che si affaccia sul mondo.
Se non sperimenti prima questo tipo di cose, difficilmente avrai la forza di guardare il mondo e tutta la sua vita con gli occhi di chi ha qualcosa da scoprire.
Noto sempre più spesso l'assenza di entusiasmo, di vitalità nel "succhiare il midollo della vita".
Trovo un appiattimento, un disincanto che a 18-20 anni per me sono incomprensibili. Sembrano essere disillusi e di non sapere perchè sono al mondo, sembrano non avere voglia di vedere cosa sarà il loro domani, sembrano essere spenti.
Sembrano, vogliono sembrare dei duri, perchè il modello da raggiungere è questo. Piangere è da sfi.gati, soffrire è da sfi.gati, lottare per migliorare il mondo è da sfi.gati. Bisogna essere dei veri machi, dei duri che durano, dei superuomini e delle superdonne.
Ma dentro di loro, io credo, questa sofferenza ci sia, questa lotta fra il voler capire e il cinismo che è stato loro insegnato, io credo sia feroce.
La battaglia nel sentirsi degli incapaci perchè nessuno gli ha mai permesso di mettersi in gioco fino in fondo, assumendosi anche responsabilità talvolta gravose, la difficoltà nel compiere una scelta perchè mai i genitori hanno consentito loro di farlo, l'incapacità di mettersi in gioco affettivamente perchè gli hanno insegnato a non soffrire mai, portano inevitabilmente ad un conflitto interiore profondo.
Trovo normale, alla fine, che si debba sapere per cosa vivere.
Bere, impasticcarsi e guidare come pazzi, è un po' come giocare alla roulette russa.
Sai che il colpo è in canna ma non sai quando ti toccherà...è un modo per provare quelle emozioni forti che ti sono state negate, è un modo per provare a te stesso che puoi farcela a tornare a casa sano e salvo, quindi di dimostrare un valore. E' un modo per cominciare a farsi delle domande, è un modo per tentare di provare un dolore. Uno vero.

Una mia cara amica che fa la psicoterapeuta da molti anni e che ha visto diverse generazioni davanti a sè, con gli occhi e la mente di una studiosa seria, oggi mi dice che i ragazzi che vede davanti a sè, che cercano aiuto, soprattutto in questi ultimi anni, sono ragazzi che spessimo sono stati privati della capacità di provare e accettare le proprie emozioni e, in molti casi, di soffrire o, addirittura, di vivere crescendo e maturando, attraverso sofferenze e privazioni, gioie e dolori...per l'eccesso di protezione, per la cosidetta "vita migliore" sono stati privati della passione...questo dice molte cose, a mio avviso.

Ros, concordo anche in questo passaggio su quanto dici, aggiungerei che forse tutto ciò è il frutto di una tradizione che non ci appartiene, ovvero quella del "fast food". Ti chiederai cosa c'entra? Ebbene, la tradizione italica è una tradizione fatta di famiglie raccolte intorno al tavolo a parlare di poltica, di uso e costumi del nostro paese, con un Padre simbolo del lavoro e del sacrificio ed una Madre simbolo del focolaio, del calore, della pasienza. Oggi tutto ciò non esiste più. Oggi in casa è un gran casino, on si mangia più insieme, non si parla più, si vedono genitori stressati, stanchi e insoddisfatti. Allora mi dici come possono crescere sti ragazzi senza modelli, avendo i genitori entrambi fuori di casa (al lavoro, ovviamente), con liti magari continue fra i genitori, con la televisione che li tempesta di c.azzate. Altro che deficienti, caragrazia che qualcuno si salva, altro che non avere stimoli.
Sono completamente rimbecilliti e come tali affrontano la morte senza neanche battere ciglio, ma la colpa non è loro è nostra.
 
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spadino

Giardinauta
RosaeViola ha scritto:
Nostalgici squadristi? :fifone2:

.........si, sia chi faceva parte del figc (federazione italiana giovai comunisti) o del FdG (Fronte della Goiventù) era visto come uno strano individuo lagato a lotte ideologiche non più attuali
 
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