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Coppia di mandarini

patrizia

Maestro Giardinauta
Ovviamente nati da seme, le mie piante al 90% provengono da seme...

bonsai_mandarini.jpg


Ecco la coppia di mandarini gemelli, hanno circa 6 anni, non sono innestati e hanno subito un grave attacco di cocciniglia alla fine dell'anno scorso, spero di essere riuscita a debellarla.
Tempo fa uno studente di "bonsaistica" mi consigliò di tenere le due piante insieme fino al raggiungimento di un certo diametro di tronco, necessario per la manipolazione, quindi tagliare in verticale dalla parte interna dei due nella zona mediana, quindi legarli assieme, mettendo in contatto le parti sotto la corteccia per fonderli insieme.
Si può fare?
 

Greenray

Esperto di Bonsai
Certo che si può fare e si chiama "innesto per prossimità".

In pratica è un innesto con probabilità di riuscita più alte e minori rischi, perché anche in caso di fallimento ti rimangono probabilmente entrambe le piante.
Nell'innesto tradizionale l'esperienza di chi lo esegue è invece fondamentale, come lo sono i dettagli con cui l'innesto viene eseguito e rifinito, protetto, curato anche nella precisa tempistica e scelta del momento e nonostante tutto in caso di fallimento credo che i rischi siano molto maggiori che nell'innesto per prossimità.
Io non ho alcuna esperienza botanica, ma per quel poco che so, con l'innesto si da una base molto solida e resistente (selvatica) alla pianta (domestica che ci si innesta sopra, mentre nel tuo caso non credo che lo scopo sia questo, forse però le "forze" specifiche delle due piante anzichè semplicemente sommarsi si uniscono in "sinergia": chissà.
Sarebbe interessante sapere perché ti ha dato quel consiglio.
Forse per "sommare" i due tronchi ed ottenerne uno di maggiori dimensioni in un tempo inferiore a quello necessario lasciandolo crescere?
Faccelo sapere perché penso che abbia avuto dei buoni motivi e li vorrei conoscere anch'io.

Ciao
 

GORLA

Florello Senior
mandarini,di che specie,peche che io sappia non sono molto indicati perche le foglie rimangono grandi ,ciao anna
ftjra.jpg
[/IMG]un piccolo esempio di bonsai
 
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michired

Aspirante Giardinauta
Ciao, visto che le piantine presentano ramificazioni solo su di un lato ( mi fanno pensare ad uno stile "spazzato dal vento") forse ti è stato suggerito di unirli non solo per aumentare la diminsione del tronco ma anche per creare una chioma a 360°.Ma unendoli poi non c'è il rischio che i due tronchi tendano ad attorcigliarsi l'uno sull'altro?Io li lascerei separati e cercherei di farli crescere cercando di creare un effetto tipo specchio.Potrebbe essere un'idea.Ciao
 

patrizia

Maestro Giardinauta
Ho descritto i due alberelli vicini, natti assieme nello stesso vaso, al mio collega circa 4 anni fa e lui mi aveva consigliato quel tipo di intervento per rendere interessante l'insieme, altrimenti formato da due arbustelli quasi banali nella loro regolarità.
Da allora sono cresciuti pochissimo e con qualche sofferenza (cocciniglia, ingiallimento da clorosi...) quindi non ho nemmeno provato, da una parte perché totalmente inesperta, dall'altra perché costantemente in attesa della loro completa ripresa in termini di salute.
Intanto ho preparato i due fusti tagliando sempre i rami rivolti verso l'interno della composizione, quindi il loro aspetto è già "artificiale".
L'idea di lasciarli così e continuare ad allevarli simmetricamente mi attira, così eviterei anche operazioni troppo tecniche...
Adesso il mio collega è andato in pensione e non abita vicino a me, per cui non mi capita nemmeno di incontrarlo se non casualmente, mi dispiacerebbe doverlo chiamare solo per consulenze gratuite sui bonsai, anche se in fondo non ci sarebbe niente di male...
 

Greenray

Esperto di Bonsai
Ho descritto i due alberelli vicini, natti assieme nello stesso vaso, al mio collega circa 4 anni fa e lui mi aveva consigliato quel tipo di intervento per rendere interessante l'insieme, altrimenti formato da due arbustelli quasi banali nella loro regolarità.
Da allora sono cresciuti pochissimo e con qualche sofferenza (cocciniglia, ingiallimento da clorosi...) quindi non ho nemmeno provato, da una parte perché totalmente inesperta, dall'altra perché costantemente in attesa della loro completa ripresa in termini di salute.

Questa è la cosa più importante!


Intanto ho preparato i due fusti tagliando sempre i rami rivolti verso l'interno della composizione, quindi il loro aspetto è già "artificiale".
L'idea di lasciarli così e continuare ad allevarli simmetricamente mi attira, così eviterei anche operazioni troppo tecniche...

Personalmente non ci vedo un futuro ricco di grandi soddisfazioni, ma sono contento che a te basti.

Adesso il mio collega è andato in pensione e non abita vicino a me, per cui non mi capita nemmeno di incontrarlo se non casualmente, mi dispiacerebbe doverlo chiamare solo per consulenze gratuite sui bonsai, anche se in fondo non ci sarebbe niente di male...

Sono in pensione anche io e sarei molto contento se una mia ex collega più giovane mi chiamasse per chiedermi un aiuto qualsiasi, sia per sentirmi ancora utile e misurare la ricchezza della mia esperienza ed anche perché sarei molto contento di ri-incontrare una collega (o un collega) con cui ho stabilito un buon rapporto, anche al di fuori della professione.
Io penso che gli faresti un regalo chiedendogli ciò che probabilmente vorrebbe offrirti.
Sorvola il timore che la tua richiesta possa essere fraintesa, non gettare via questa opportunità che ad entrambi può essere utile e piacevole molto più del previsto.
Mi limito a dire ancora che avere un vecchio maestro è una cosa invidiabile, te lo dico io che ne ho avuti, e adesso che son quasi vecchio io capisco un po' perché i "vecchi maestri" che ho conusciuto sono stati così generosi, del loro insospettabile sapere.
Mi piacerebbe aggiungere di più, ma scivolerei lontano dalla discussione, cosa che in parte ho già fatto.

Ciao
 

patrizia

Maestro Giardinauta
Personalmente non ci vedo un futuro ricco di grandi soddisfazioni, ma sono contento che a te basti.
Be', tanto per cominciare... in fondo sono ben lontana dall'essere anche solo un principiante allievo bonsaista, probabilmente se comprassi un bonsai già bell'e fatto avrei la mia bella difficoltà a tenerlo vivo e a somministrargli le cure minime indispensabili, quindi la sola soddisfazione di riuscire ad allevare una pianta in un vaso è già tanto per me.
Intanto il tempo passa e magari arriva il giorno in cui mi sentirò di incidere la corteccia e unire i due per il fianco...

Sono in pensione anche io e sarei molto contento se una mia ex collega più giovane mi chiamasse per chiedermi un aiuto qualsiasi, sia per sentirmi ancora utile e misurare la ricchezza della mia esperienza ed anche perché sarei molto contento di ri-incontrare una collega (o un collega) con cui ho stabilito un buon rapporto, anche al di fuori della professione.
Grazie, forse hai ragione, ci penserò, potrebbe essere l'occasione per sapere qualcosa di più sul corso frequentato da lui in questi anni...
 

Greenray

Esperto di Bonsai
Be', tanto per cominciare... in fondo sono ben lontana dall'essere anche solo un principiante allievo bonsaista, probabilmente se comprassi un bonsai già bell'e fatto avrei la mia bella difficoltà a tenerlo vivo e a somministrargli le cure minime indispensabili, quindi la sola soddisfazione di riuscire ad allevare una pianta in un vaso è già tanto per me.
Intanto il tempo passa e magari arriva il giorno in cui mi sentirò di incidere la corteccia e unire i due per il fianco...

Sono d'accordo e vivo anche io la "fase" di apprendimento che stai attraversando tu, quindi mi riesce con facilità comprendere le tue perplessità ed i tuoi timori per operazioni che altri riescono a compiere con successo, ma che io vedo ad alto rischio.
Sono d'accordo anche sul fatto che pur non azzardando sulle proprie piante tecniche che oggi considero "impegnative" e che necessitano conoscenza, di sicurezza ed esperienza, riesco a godere le mie povere pianticelle già come sono e non è che siano messe bene per la maggior parte.

Le mie piante sono per lo più come il mostro di Frankenstein, cioè sottratte al loro mortale naturale destino.
Molte sono il risultato di talee ottenute da potature di altre piante, definibili come "sfalci" credo. Le più ....."belle" sono state tolte dalla benna di una ruspa (due aceri) ed altre ancora le ho avute da mia cognata che le aveva tolte dal suo terreno per gettarle. Insomma un campionario di povertà e di pietà, ma che giorno per giorno inaspettatamente mi restituiscono il favore.
Gli aceri dopo lo yamadori, li ho tenuti in grossi vasi per un anno sperando che riprendessero, ma a causa del terriccio proprio sbagliato, si sono limitati a non morire.
Comunque Acero01 aveva una forma graziosa, mentre Acero02 era proprio un palo del telegrafo. Solo a fine marzo 2010 li ho rinvasati e capitozzati (la prossima volta invertirò l'ordine capitozzando a pianta non nel vaso).
Ieri ho iniziato una margotta su Acero01 mentre Acero02 continua una salubre impressionante crescita, in attesa che il minuscolo rametto di un mese fa (che sta già lignificando) cresca di diametro fino a potersi rapportare al tronco come il suo naturale proseguimento, recuperando la conicità di questa pianta che non ne ha mai avuta una.

Di entrambi gli aceri e di tutte le piante che ho, quando taglio qualche parte, questa finisce al 90% come talea in luoghi a rischio falciatrice, ma dove se dovessero sfuggire a quella sorte, potrebbero radicare, come molte hanno già fatto, guadagnandosi anche il rispetto del giardiniere.
Il rimanente 10% lo spezzetto finemente e lo deposito come pacciame/compostaggio sul grosso vaso ciambellone dove avvio le talee più piccole.

Forse scelgo piante così disperate per far si che la mia coscienza soffra un po' meno di quelle che inizialmente mi sembravano "torture", ma che dai risultati positivi devo riconsiderare come un vero e proprio recupero. Ammazzare una pianta costosa o una presa dalla discarica per me non fa troppa differenza, ma salvandole sicuramente posso migliorare di più quella gettata via che quella pagata caro prezzo.

PS Le piante di cui ti parlo ed altre, puoi vederle sul mio album in Giardinaggio.it (su Flikr e Panoramio invece le mie fotografie generiche)

Ciao
 
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patrizia

Maestro Giardinauta
Comincio a capire il tuo punto di vista, la filosofia che ti ha condotto nel bonsai.
Diversa dalla mia, ognuno si incammina lungo la strada per motivi differenti, però troviamo risposte in quel percorso.
In un certo senso anche le mie piante sono salvataggi, nascono dai semi perché non butto via niente, tutto finisce nella composta e a volte anche lì dentro il seme germina.
Vorrei avere migliaia di ettari per piantarle tutte lasciandole crescere secondo natura, ma non li ho, quindi dopo molti anni sostano ancora nei vasi.
Ora mi sono rassegnata, anche io per loro, so di non poterle lascire andare, allora cerco di farle vivere al meglio, nello spazio angusto assegnato, se non riuscirò a fare delle composizioni dal nome orientale pazienza, mi basta saperle vive, sane, belle.
E non è facile!
 

Greenray

Esperto di Bonsai
Credo di comprenderti molto bene ed apprezzo che chiami "filosofia" ciò che mi ha attratto in questo meccanismo verde.
In realtà si è trattato solo di un ...amore a prima vista con il mio ficus retusa, circa un anno fa. Dopo quel acquisto ho iniziato ad interessarmi a lui, agli altri bonsai, agli alberi che non conoscevo per niente finché sono entrato nel bosco con occhi diversi e dove mi sono sentito un bambino davanti alle infinite meraviglie del mondo.

Una cosa di cui mi sto convincendo è che continuo a commettere da troppo tempo l'errore di disperdere la mia attenzione su troppe cose e su troppi tentativi sulle piante.
Avendo a disposizione gli "ettari" di cui tu parli, potrei avere delle zone destinate a talee, delle zone destinate ai semi, altre alla crescita e per finire il bosco dove mettere a dimora i miei alberi.
Fortunatamente posso svolgere tutto questo nel "Boscoincittà" di cui sicuramente ti ho parlato.
Ma credo che sarebbe molto più produttivo ed utile gettare nel compostaggio i rametti tagliati, e non farne delle talee, se quello che si ha a disposizione è solo un balconcino, dove le talee difficilmemte sopravvivono, ma assorbendo comunque molto spazio, tempo, impegno, che potrei dedicare molto più utilmente alle piante che io dovrei selezionare fra le mie, per stabilire quali avranno un futuro e quali sono quelle in cui non ce lo vedo.
Sicuramente è difficile non solo perché sto attraversando una fase bambinesca, ma per il mio carattere, tuttavia uno sforzo dovrò farlo, altrimenti dovrò presto esserci costretto.
Infilare un rametto nella terra costa davvero poco, ma secondo me ha senso laddove le probabilità di successo sono alte, oppure se la cosa ha una notevole importanza.
In caso contrario, ha sicuramente più importanza non sottrarre la nostra atttenzione da quel limitato numero di piante che possiamo amministrare.
Naturalmente questo numero dipende anche dalle condizioni in cui riusciamo a svolgere la nostra attività ed è diverso per tutti.
Io stesso sul mio balcone ho una ventina di piante, comprese talee che radicano e talee ch non radicano, mentre quando vado nel Boscoincittà, le talee sono migliaia ed il loro successo sembra sfacciatamente garantito, così pure per la semina, nonostante la voracità con cui le lepri banchettano con le piantine appena nate.
Si, temo proprio di disperdere parte del mio tempo, per l'inesperienza, l'indecisione e la poca chiarezza sui miei obbiettivi.

Ho scritto quanto sopra per esortare chiunque legga ad evitare di dividersi in mille parti per curare mille talee se poi solo dieci camperanno. Lo so che dieci è meglio di zero, ma intanto abbiamo prestato meno attenzione alle dieci piante a cui avevamo promesso la massima attenzione e questo sa un pochino di tradimento.

Ciao
 

patrizia

Maestro Giardinauta
Quest'anno mi sono decisa e li ho separati i due mandarini...
Adesso sto a vedere cosa succede, magari nel frattempo mi verrà qualche idea :confuso:
 

GORLA

Florello Senior
foto ......dai pigrona,come stannnnno ,sono un po piu verdi, non farli diventare troppo alti ,hanno fiorito'?ciao anna
 
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