Dunque, da quello che ho potuto capire si tratta di stabilire la "serietà" di un vivaio in base alla corrispondenza delle varietà in catalogo con quelle che frementi aspettiamo ci vengano recapitate a casa, ed alla riuscita che queste avranno nel nostro giardino. E poi, sarà poi vero che "chi più spende meno spende?" Se arriviamo alla questione dei portainnesti, poi... c'è da mangiarsi le mangiarsi le mani. Ma procediamo con ordine!
Dunque, io ho ordinato da vari cataloghi nel corso degli anni, cercando di risparmiare qualcosa...in modo da poter comprare una pianta in più, magari! La David Austin mi ha fornito le prime piante nell'ormai lontano 1996. Poi è stato impossibile divorziare da tanto fascino (le Rose), da tale gentilezza (degli addetti), da tanta disponibilità (in generale e per qualsiasi evenienza: sia che si tratti di garanzie di autenticità o di qualità degli esemplari spediti, sia per qualsiasi informazione riguardante una particolare varietà. In parole povere, un MUST. L'unico inconveniente riguarda i PREZZI, specie delle ultimissime novità, ma soprattutto delle spese di spedizione (oltre 30000 lire). Poi ho provato da Barni, ma le varietà interessanti erano pochine...le piante però di qualità eccellente, robuste e ben radicate, i prezzi non eccessivi (specie di spedizione). Ma sai com'è, non si vive di solo pane, ed i modi tutt'altro che gradevoli
Per i portainnesti la faccenda è complicata (apparentemente): non vi è nessun modo di sapere, avendo a disposizione sott'occhio nient'altro che le radici!, di capire con che portainnesto si abbia a che fare. Spesso sono cloni di R. laxa, o simili, essendo state ormai definitivamente soppiantate la R. canina e la R. multiflora. Per le Rugosa, ed alcune altre specie molto particolari (R. mirifica...) si utilizzano specie affini. Io solitamente "taglio la testa al toro", e faccio in modo che le varietà innestate producano radici proprie, affrancandosi dalla loro "nutrice", come tra l'altro consiglia anche P. Beales. Gli Americani sono molto saggi da questo punto di vista, e preferiscono le piante in "our own roots", cioè da talea, non innestate, anche se inizialmente si presentano più piccole. Per quanto riguarda le Inglesi, i portainnesti della casa madre mi sembrano ottimi, ma non sono gli stessi degli altri vivai dove si trovano le Austin's. Tali vivai hanno infatti la licenza per la riproduzione di piante coperte da brevetto, come giustamente diceva Alberto, ed ovviamente utilizzano ognuno i propri portainnesti di fiducia.
SU! non ti abbattere perché le tue piante non stanno fiorendo! Se crescono sane è rigogliose, l'unica cosa che devi fare è armarti di sana pazienza
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AH! dimenticavo...Non credo ti abbiano venduto la brutta copia di The Fairy, il fatto che sbiadisca è del tutto normale, viste le condizioni climatiche della tua (e della mia) zona. Succede anche con Tesorino di Barni, e con L. D. Braithwaite di Austin...vedessi che orribile color magenta prende dopo poche ore... e W Agassi!!