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Acquisti!!!!

lobelia

Florello Senior
:D Miltionopsis:

miltionopsis12-02-07.jpg


Mitionopsis.jpg


Cercato in rete, ma sui siti italiani poche notizie....
Voi ne avete? Semplici o complicate? E' stato il regalo di mio marito per S. Valentino, non potevo fare troppe storie!
 

lobelia

Florello Senior
E questo me lo son comprato da me, giacché c'ero: Paphietto!

paphio.jpg


paphio1.jpg


E' vero che s'innaffia in ammollo in acqua tiepida? O è sufficiente l'acqua a temperatura ambiente? (Interna ovviamente, quella del balcone è quasi ghiacciata!)
 

lobelia

Florello Senior
Quella che s'intravede dietro, prima che me lo chiediate....è una Cambria. Appena arrivata già mi agita! Mai avute e spero di tenerla in vita!
Questa è l'unica foto che ho, non le rende merito, purtroppo il giallo è quasi arancio, molto più caldo che in foto.
cambrg.jpg
 
Ultima modifica:

lobelia

Florello Senior
Volevo solo phalaenopsis, infatti avevo acquistato questa due settimane fa e credevo di essermi messa l'anima in pace:

violetta.jpg


Ma come vedete dal reportage di oggi, mi sono fatta prendere la mano.....
Spero di avere il vostro aiuto.
 

franka

Aspirante Giardinauta
ciao lobelia! per la miltoniopsis, ne ho una da poco quindi la mia esperienza personale è limitata. però invece io ho trovato una pagina molto esaustiva da cui ho tratto questa scheda (unendo anche info provenienti da altre fonti).
La pagina contiene anche interessanti informazioni sulle speice, sul loro habitat ecc. e varie foto.
http://www.geocities.com/RainForest/6917/miltoniopsis.htm

MILTONIOPSIS

VEGETAZIONE E FIORITURA
Se ben coltivate e fertilizzate, dopo la tipica fioritura primaverile-estiva, possono ripresentare un’altra fioritura in autunno.
Foglie a fisarmonica: Talora le foglie dello pseudobulbo in via di formazione si presentano plissettate, piegate a fisarmonica, e rimangono tali per tutta la loro vita. Sui libri si legge che questo deriva da mancanza d’acqua alle radici o da scarsa umidità ambientale. Ho qualche dubbio che questa sia la sola causa di questo inconveniente, poiché questo fatto mi è successo con alcuni seedling tolti dalla beuta e poi tenuti in substrato sempre umido con elevata umidità ambientale; io penso piuttosto che sia un problema genetico, scatenato da qualche ignoto fattore ambientale.


TEMPERATURE:
quelle di casa dai 14, meglio 16° di minima ai 25/28° di massima. Devono essere coltivate a temperatura abbastanza costante tutto l’anno. La temperatura minima invernale non dovrebbe mai scendere sotto i 14°. Meglio ancora se rimane sopra i 16°.
Durante l’estate bisognerebbe evitare le temperature troppo alte; se questo non fosse possibile, bisogna aumentare la ventilazione e l’umidità ambientale.

LUMINOSITA'
Non troppo intensa e mai luce diretta... una finestra a est o una a sud schermata da una tenda.
Necessitano di una discreta luce, ma non eccessiva, come i Paphiopedilum a foglie verdi. Se le foglie vengono esposte al sole diretto, queste vengono bruciate. Le foglie devono avere tanta luce da crescere erette, e non essere cascanti e flaccide. Durante l’estate le foglie possono avere una lievissima tonalità rosata, segno di una buona esposizione; se le foglie diventano però troppo rossastre, questo denota un’eccessiva esposizione alla luce.

UMIDITA', ACQUA e FERTILIZZANTE
L’ambiente di coltivazione deve essere costantemente umido, almeno sul 70% d’umidità relativa, elemento caratteristico anche nell’habitat d’origine (ottenibile spesso poggiando il vaso su sottovasi in plastica contenenti argilla espansa mantenuta sempre umida ). Questo è un fattore molto importante, da non sottovalutare in particolare quando si tengono le Miltoniopsis in casa. La mancanza d’umidità relativa ambientale è la causa principale della dipartita di queste piante, quando vengono acquistate come piante d’appartamento….

le radici sono molto fini..per irrigarla quindi preferisci acqua morbida a temperatura ambiente...attenzione alle bagnature:troppo bagnate=marciume delle radici; poco bagnate=disidratazione della pianta. Annaffiare regolarmente con una lieve diminuzione durante l’inverno, poiché in questo periodo le temperature più fredde asciugano più lentamente il substrato .Preferire le vaporizzazioni

Essendo che la pianta non va in riposo invernale si fertilizza praticamente tutto l'anno con un concime bilanciato (tipo 20/20/20) in ragione di 1 gr/lt ogni circa 20 giorni;
Usare dosi maggiori nei periodi di sviluppo vegetativo e dosi minori durante l’inverno.
Consiglio di usare un fertilizzante d’alta qualità, a scarso o nullo contenuto d’urea.

RINVASI
Il substrato deve trattenere l’umidità e nel frattempo drenare molto bene, per evitare il marciume delle fini radichette. Sono stati proposti svariati tipi di substrati ed anch'io ne ho provati diversi, ma la scelta è legata alle personali abitudini d’ogni coltivatore.
Quando prepariamo il substrato, al fine di scegliere i costituenti migliori, dobbiamo ricordare le seguenti caratteristiche delle Miltoniopsis:
1. le radici sono molto fini, per cui occorre una pezzatura piuttosto piccola;
2. gli pseudobulbi a maturità devono risultare turgidi e gonfi, per cui occorre un substrato che fornisca continuativamente l’acqua necessaria;

Con questo in mente, ogni coltivatore può scegliere l’esposizione ed il substrato che gli permette di raggiungere al meglio lo scopo, tenendo conto del proprio ambiente di coltura e del materiale a disposizione.
Questa è una lista di substrati proposti:
70 % bark di pezzatura medio-piccola e 30% perlite; si può aggiungere un pò di carbonella fine o polistirolo
70 % bark di pezzatura medio-piccola, 20 % polistirolo e 10% gommapiuma (o sfagno) << IO HO RINVASATO COSI'
60% bark di pezzatura medio-piccola, 30% carbonella e 10% perlite
70% lana di roccia e 30 % perlite
In questo caso è opportuno cercare una lana di roccia per floricoltura, tipo la Grodan. La si "sgrana" in un contenitore a cui si aggiunge la perlite (molto meno costosa) nella percentuale ritenuta idonea (più perlite aggiungiamo più aumentiamo l’aerazione e la ritenzione d’acqua); si bagna con acqua per evitare il formarsi della fastidiosa polverina tipica della perlite e della lana di roccia e li si mescola. I rapporti di solito variano da 2-3 parti di lana di roccia a 1 parte di perlite.
Esiste in commercio un substrato di lana di roccia-perlite già premiscelato, prodotto dalla Grodan, chiamato Green mix, che a Marco Riccaboni e a me ha fornito ottimi risultati; è difficile da trovare in commercio in Italia.
perlite pura In questo caso bisogna ricordarsi che la perlite si asciuga molto facilmente, per cui se non si innaffia frequentemente il substrato tende ad asciugarsi pericolosamente. Se usiamo la sola perlite sono utili o contenitori a riserva d’acqua o vasi a cui siano stati chiusi i fori di drenaggio sul fondo e praticati in loro vece alcuni fori sui fianchi a circa 1 cm dalla base, in modo da simulare un vaso a riserva d’acqua
-sfagno puro, preferibilmente vivo
-70% sfagno tagliuzzato e 30% polistirolo in frammenti
-torba di sfagno e perlite, con una piccola aggiunta di bark (questo è il composto usato alla Eric Young Foundation)
55% torba fibrosa di sfagno, 15% bark medio-piccolo, 15% perlite e 15% gommapiuma
Nella coltivazione bisogna evitare che il substrato marcisca, in particolare se si usa il bark; in questo caso è indispensabile rinvasare ogni anno. Consiglio di usare vasi molto piccoli: i vasi cioè devono contenere a mala pena il pane radicale; ciò evita pericolosi ristagni d’acqua, permettendo altresì frequenti innaffiature. Lo pseudobulbo a maturità deve essere turgido, contenendo oltre il 90% di acqua, per cui la pianta necessita di molta acqua durante lo sviluppo vegetativo.
Come detto prima conviene rinvasare di norma ogni anno, in particolare se si usano substrati a base di bark. Il periodo migliore è alla fine dell’inverno, in modo che la pianta si ristabilisca in tempo, prima di riprendere la forte spinta vegetativa primaverile. Ricordo che da noi la lunghezza delle ore di luce aumenta in modo sensibile con la primavera, mentre nell’habitat naturale questa differenza è molto meno sensibile. Questo porta ad un ritmo di sviluppo vegetativo un po’ diverso che non in natura. E’ in questo forzato periodo di riposo, determinato da temperature basse, da giornate corte e dalla nebbia per chi si trova nella pianura padana, che conviene rinvasare le Miltoniopsis. In quest’occasione dobbiamo anche provvedere a fare un completa opera di pulizia, eliminando tutte le parti vecchie della pianta e le parti eventualmente marcescenti (si riconoscono per il caratteristico aspetto arancio-marrone). Questa pulizia è fondamentale per la salute della nostra Miltoniopsis. Se la pianta è molto ampia, tende a dividersi da sola, per autodivisione del rizoma; rinvasare quindi in vasi separati.
Ricapitolando: rinvasare appena il substrato inizia a deteriorarsi, usare vasi piccoli e pulire bene la pianta!

NEMICI
Le Miltoniopsis sono colpite dalle solite malattie fungine; in particolare sono frequenti e pericolosi i marciumi delle radici e degli pseudobulbi, favoriti da uno scarso drenaggio del substrato. Se le foglie denotano qualche problema, controllare le radici: spesso il problema è nel marciume delle radici, e, senza radici sane, addio pianta!
Rimedi: aumentare i fori di drenaggio, mettere un po’ di polistirolo sul fondo, usare vasi piccoli.
Anche le foglie sono sensibili a diversi funghi (ruggine, etc), ma questi sono meno pericolosi dei marciumi. In particolare è sensibile la parte apicale della foglia, che spesso diventa nera; potrebbe trattarsi anche di una bruciatura da eccessivo uso di fertilizzanti.
E’ possibile che le Miltoniopsis (come gli Odontoglossum) possano essere colpite da alcuni virus, anche se questo evento non è molto frequente.
Ricorrere ai fungicidi solo se strettamente necessario.
Le Miltoniopsis possono essere attaccate dalla cocciniglia. In questo caso pulire bene le parti malate e spruzzare poi la pianta con Dimetato o olio minerale.

In bocca al lupo, e un bravo :hands13: al fidanzato!!
 

lobelia

Florello Senior
Mamma mia, Franka: sei stata veramente esaustiva, grazie mille! Mi sono stampata tutto per leggermelo con calma sull'autobus tornando a casa (adesso sono al lavoro ).
Spero di farcela, sono un po' perplessa anche per la cambria: ho letto tante manifestazioni d'ansia per malesseri di questa pianta e ho perso un po' di fiducia nelle mie risorse.
Comunque se non ci provo rimarrò per sempre e solo coltivatrice di phal (ormai ho una certa sintonia con la splendida bimba)!
 

Piper

Maestro Giardinauta
Fantastico thread, ho adocchiato le offerte della lidl, ed ora ho esattamente le informazioni che cercavo prima di lanciarmi sulle miltonopsis.
Anch'io come lobelia sono una phalenomane con voglia di allargare la "famiglia"... solo che avendo già avuto qualche anno fa un lutto di un dendrobium ero molto titubante.
Info apprezzatissime, ci tenevo a dirvelo! :love:
 

lobelia

Florello Senior
Avevo letto che le Miltonie-miltionopsis non sono particolarmente amate dagli orchidofili italiani e me ne chiedevo il perché.
In Inghilterra invece sono molto apprezzate e la fanno da star in mostre e fiere. Mi sembra una cosa strampalata: forse non vengono importate dai rivenditori perché un po' "delicate" da tenere in un punto vendita rispetto alle più "toste" Phalaenopsis?
 

Silene

Esperta di Cactacee
Lobelia, per la cambria non preoccuparti, non è difficile da coltivare. Io l'ho presa al Lidl nel 2005, sta bene, è rifiorita 2 volte e ha fatto nuovi pseudobulbi. La tengo sul davanzale a sud-est e la tratto più o meno come le phal. Se ti interessa la scheda di coltivazione te la posto.
 
M

Mirta

Guest
Ciao Lobelia,
ho una cambria da circa 5 o 6 anni uguale alla tua. L'ho recuperata mezza moribonda da mia suocera che ha decisamente il pollice nero per le piante.

Devo dire che è una orchidea decisamente forte visto che è ancora viva, anche perchè è da poco che cerco notizie più precise per la coltivazione delle orchidee per cui fino a poco tempo fa si è dovuta accontentare delle stesse cure che affidavo alle altre piante d'appartamento.

E' precisa come un orologio svizzero per la fioritura ma purtroppo il fiore dura meno di un mese (almeno con la mia).

Devo dire però che la mia questa estate ha preso lo stesso fungo che ha colpito la siepe di piracanta. Per cui immagino che sia delicata sotto questo punto di vista.

Comunque complimenti per gli acquisti!
 

Piper

Maestro Giardinauta
Lobelia, per la cambria non preoccuparti, non è difficile da coltivare. Io l'ho presa al Lidl nel 2005, sta bene, è rifiorita 2 volte e ha fatto nuovi pseudobulbi. La tengo sul davanzale a sud-est e la tratto più o meno come le phal. Se ti interessa la scheda di coltivazione te la posto.

Scusate l'intromissione, a me la scheda sulla cambria interesserebbe moltissimo, dato che l'ho presa ieri!
 
M

Mirta

Guest
Ciao Piper,
ti giro la scheda che ho trovato sulla cambria:

Generalità:
questo genere di orchidee non esiste in natura, ma proviene dall'ibridazione tra alcune specie, quali Oncidium, Odontoglossum e Miltonia. Per questo motivo esistono Cambria con fioriture le più varie, con fiori di piccole, medie e grandi dimensioni, tigrati o di un unico colore, gialli, rossi, rosati e bianchi. Producono pseudobulbi allungati, abbastanza spessi, da cui si dipartono alcune foglie nastriformi, non molto lunghe; in primavera ed in estate tra le foglie si sviluppa un sottile fusto eretto, lungo fino a 30-40 cm, che porta numerosi boccioli, che sbocciano in successione. Dopo la fioritura al di sotto del fusto si sviluppa un nuovo pseudobulbo. Piante di facile coltivazione, sono di facile reperimento nei vivai. Dopo la fioritura si può recidere il fusto che portava i fiori, al di sotto del quale si svilupperà uno pseudobulbo rigonfio, ben rigido; quando gli pseudobulbi sono ben sviluppati, riponiamo le piante in luogo fresco, evitando di annaffiare troppo spesso, per almeno 8-10 settimane, in questo modo favoriremo la produzione di un nuovo fusto e la nuova fioritura l'anno successivo.


Esposizione:
vengono coltivate in luogo luminoso, ma lontano dai raggi solari, che potrebbero causare vistose scottature alle foglie. La temperatura ottimale durante il periodo vegetativo, da marzo a settembre, è di circa 18-20°C; durante i mesi freddi è consigliabile Porre le piante in luogo più fresco, con temperature comprese tra i 10 ed i 15°C.

Annaffiature:
da marzo a settembre annaffiare regolarmente, ogni settimana, se è possibile per immersione, ovvero immergendo i vasi in acqua per alcuni minuti, per poi riporli in luogo asciutto; durante questo periodo concimeremo le piante ogni 25-30 giorni, con fertilizzante specifico per orchidee. Durante i mesi freddi annaffiamo circa una volta al mese, o anche meno se le piante sono tenute in luogo con temperature inferiori ai 10°C.

Terreno:
si tratta di specie epifite, che amano terreni soffici e molto ben aerati; in genere si utilizza un substrato costituito da cortecce, pezzetti di fibra di cocco o di osmunda, torba di sfagno. Le piante molto grandi possono necessitare di rinvaso, interverremo dopo la fioritura.
 

Silene

Esperta di Cactacee
Ciao Piper, Mirta ti ha messo la scheda. Ti metto anche quella che mi ha mandato Riboni, un'info in più non guasta mai :)

Riboni Orchidee
Via Tofane N.8
21100 Varese I
Tel. & Fax +39/0332/263565
www.riboniorchidee.it
e-mail: riboni@riboniorchidee.it

CAMBRIA
Luce: le Cambria amano una buona luminosità, in alcuni casi anche il sole diretto per alcune ore della giornata.

Temperatura:una temperatura di 14/16°, durante la notte ,in inverno, mentre di giorno può arrivare ai 20/22°. Per avere una buona fioritura queste piante hanno bisogno di una buona escursione termica tra la notte e il giorno (almeno 7/8°).

Innaffiatura: raccomandiamo di innaffiare abbondantemente il composto solo quando questo sarà asciutto, non lasciate seccare completamente il composto tra una bagnatura a l'altra, ma un eccesso di acqua può provocare marciumi radicali con conseguente moria della pianta.Fate attenzione che l'acqua non rimanga nel centro delle nuove vegetazioni, perchè questo può provocare marciumi.

Fertilizzante: le Orchidee hanno bisogno di una regolare fertilizzazione, ma a dosi sempre molto basse. Consigliamo di usare il nostro fertilizzante specifico per Orchidee una volta ogni 15 giorni, con una dose di 1 grammo per litro di acqua.

Umidità: l'umidità ottimale per queste piante si avvicina al 60/70%, per ottenere questa percentuale sarà sufficiente collocare le nostre piante su un vassoio contenete del ghiaietto o argilla espansa ben umidi, fate attenzione che il vaso non sia direttamente a contatto con l'acqua e nebulizzare spesso le foglie delle nostre piante.

Rinvasi: le Cambria devono essere rinvasati e cambiati di composto ogni 2 o 3 anni
 

lobelia

Florello Senior
Ottimo; mi sono salvata le schede nella mia piccola enciclopedia personale delle piante (in pratica delle sole piante che io coltivo!)
 
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