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fare testamento

elena_11293

Master Florello
Avete dimenticato i nipoti, anche loro entrano in successione se la propria madre muore, la sorella di mio marito è morta anni fa e la sua parte spetta ai figli......

giusto, ci sono anche i figli dei figli. anche mia mamma ha avuto una sorella morta molti anni fa e i beni di suo padre sono andati in eredità metà a lei e metà ai nipoti, figli della sorella. tra l'altro, ricordo che c'era anche qualcosa riguardo al fatto che chi tra loro aveva figli veniva ulteriormente tutelato..
 

Marcello

Master Florello
ho notato qualche errore nei post,riassumo.

-Gli zii devono pagare il funerale in toto e il cugino deve farsi rilasciare da loro un impegno scritto come verrà rimborsato del costo del funerale(sono migliaia di euro,non meno di 5000).

--un testamento che lascia uno o piu' eredi universali(diversi da padri,madri e fratelli e coniugi) deve tenere conto della quota spettante di diritto agli eredi diretti(prima i genitori se vivi).
Il coniuge ha diritto di abitare tutta la vita nella casa coniugale,ma non la puo' vendere se ci sono eredi e in ogni caso se avesse una procura a vendere post mortem senza testamento,dovrebbe mettersi d'accordo con gli eredi e dividere la somma ricavata.

Se avesse invece testamento a suo favore,procura e matrimonio prima dell'acquisto con comunione di beni sarebbe piu' tranquillo.
Mi fermo qui' perchè in rete esistono tutte le soluzioni ed esistono anche i notai e il tema della discussione è abbastanza pesante.ciaociao
 

ortensia_12

Giardinauta
A chi spetta la legittima?

- al coniuge anche separato, fino a quando non arriva la sentenza di divorzio. In caso di matrimonio in essere, il coniuge superstite ha il diritto di continuare ad abitare nella stessa casa e nessuno potrà mai cacciarlo via vita natural durante;
- ai figli, che siano legittimi, legittimati, adottivi e naturali;
- ai genitori, ma solo in mancanza di coniuge e figli.

Gli eredi legittimi (cioè quelli indicati qui sopra) non si possono diseredare

I fratelli invece NON sono tra i soggetti legittimari: possono essere esclusi dal testamento, senza che possano dire nulla .

Diverso, invece, il caso di una successione senza testamento:
in questo caso ai fratelli va una quota di eredità, a patto che non ci siano moglie e/o figli. Se ci sono moglie e/o figli, infatti, ai fratelli non tocca nulla.

Non è così. Quando mio marito morì, senza figli, nè testamento, 2/3 della casa spettarono a me, il 25% ai miei suoceri e ai fratelli mi sembra l'8,33%. Loro rinunciarono a mio favore, comunque a loro spettava per le stesse quote anche il mutuo, perchè si ereditano i beni ma anche i debiti.
Per il caso in questione non saprei davvero cosa fare. Certo non è facile far fare testamenti. Anche perchè se la persona ha figli questi ereditano al di là delle volontà. Bisognerebbe anche capire che beni ha la persona. Se ha una casa sola, e quattro soldi, direi che ci son poche speranze. Se i beni sono cospicui, sarebbe forse il caso di parlar chiaro, 'io mi occupo di tal dei tali fino al trapasso, ma mi piacerebbe mi fosse riconosciuto questo bene'. Spesso i parenti pur di non avere il peso di una persona della quale occuparsi, son ben lieti di intercedere su un testamento a favore di cui se ne occupa.
 

elena_11293

Master Florello
giusto, ci sono anche i figli dei figli. anche mia mamma ha avuto una sorella morta molti anni fa e i beni di suo padre sono andati in eredità metà a lei e metà ai nipoti, figli della sorella. tra l'altro, ricordo che c'era anche qualcosa riguardo al fatto che chi tra loro aveva figli veniva ulteriormente tutelato..

ps: quel che ha scritto marcello mi ha fatto ricordare un po' di più, cioè che la questione ulteriore sugli eredi di diritto con figli minori riguarda eventuali problemi aggiuntivi nel caso di decisione di vendita dei beni immobili finiti in successione..
 

ironbee

Apprendista Florello
esatto, c'è effettivamente da aggiungere anche questo, ironbee, cioè che non è propriamente vero che una persona sia completamente libera di decidere a chi andranno i suoi beni, dato che una parte cmq dovrà rispettare le quote di 'legittima'.
Nel caso specifico, sia quello del cugino del mio amico, sia quello che ipoteticamente mi potrebbe riguardare, non ci sono eredi legittimi e quindi sarebbe disponibile l'intero patrimonio.
 

ortensia_12

Giardinauta
Nel caso specifico, sia quello del cugino del mio amico, sia quello che ipoteticamente mi potrebbe riguardare, non ci sono eredi legittimi e quindi sarebbe disponibile l'intero patrimonio.

Allora potrebbe, ipoteticamente lasciare tutto a te. Facendo una battuta ti consiglierei di andare a lezione da qualche badante ucraina.
 

elena_11293

Master Florello
quindi anche nel tuo caso in mancanza di testamento e di eredi diretti, andrebbe cmq tutto ad altri parenti? ..se così (cioè in assenza di quote legittime) allora direi che se desideri una qualche tutela c'è giusto il parlarne con la persona in questione. sul come farlo, ci sarebbe però da capire di più sia del vostro rapporto che di come è fatta questa persona.. in linea generale io continuerei a pensare che esporre la tua posizione e cioè il fatto che se lei/lui non fanno nulla i suoi beni andrebbero ad altri, ma perché tu possa porre il tutto al meglio davvero bisognerebbe capire di più della situazione effettiva e della persona.
 

Hélène

Esperta Sezz. Rose
e ciò mi fa una grande paura!!!!!

Devi far fare testamento, è l'unica maniera.

D'altra parte la legge è questa ed è giusto così. In presenza di grandi patrimoni non è giusto che (alla lunga) il denaro vada tutto solo ai parenti del coniuge che muore dopo.

Se le somme invece sono irrisorie non vale neanche la pena cominciare una causa, viste le spese legali e il tempo che richiede la giustizia civile in Italia.
Ancora di più se i fratelli/sorelle sono più di uno.
 

ortensia_12

Giardinauta
Devi far fare testamento, è l'unica maniera.

D'altra parte la legge è questa ed è giusto così. In presenza di grandi patrimoni non è giusto che (alla lunga) il denaro vada tutto solo ai parenti del coniuge che muore dopo.

Se le somme invece sono irrisorie non vale neanche la pena cominciare una causa, viste le spese legali e il tempo che richiede la giustizia civile in Italia.
Ancora di più se i fratelli/sorelle sono più di uno.

Mi sembra che anche in presenza di testamento il coniuge sopravvissuto, in assenza di figli, non possa ereditare tutto. Comunque è per lui garantito l'uso di tutti i beni in modo esclusivo, quindi nessuno può pretendere di venire ad abitare a casa tua. Nè tantomeno può avanzare richieste di alcun tipo. Resta però che tu non puoi più vendere o locare, perchè in questo caso un terzo del ricavato deve essere riconosciuto agli eredi. Anche io come Helene sono d'accordo con questa norma, anche se come nel mio caso, dove io rimasi vedova giovanissima, se i miei suoceri non avessero rinunciato penso non sarei riuscita a vendere la casa coniugale, perchè fatte le dovute percentuali tra valore e mutuo, comunque mi sarei ritrovata con pochissimi soldi per acquistare un altra casa. E lì davvero non sarei riuscita a continuare a vivere. Ma è ovvio che ogni caso è a sè e la legge non può contemplare tutti i casi della vita.
 

Hélène

Esperta Sezz. Rose
Mi sembra che anche in presenza di testamento il coniuge sopravvissuto, in assenza di figli, non possa ereditare tutto. Comunque è per lui garantito l'uso di tutti i beni in modo esclusivo, quindi nessuno può pretendere di venire ad abitare a casa tua. Nè tantomeno può avanzare richieste di alcun tipo. Resta però che tu non puoi più vendere o locare, perchè in questo caso un terzo del ricavato deve essere riconosciuto agli eredi. Anche io come Helene sono d'accordo con questa norma, anche se come nel mio caso, dove io rimasi vedova giovanissima, se i miei suoceri non avessero rinunciato penso non sarei riuscita a vendere la casa coniugale, perchè fatte le dovute percentuali tra valore e mutuo, comunque mi sarei ritrovata con pochissimi soldi per acquistare un altra casa. E lì davvero non sarei riuscita a continuare a vivere. Ma è ovvio che ogni caso è a sè e la legge non può contemplare tutti i casi della vita.

La prima cosa che hai detto mi pare strana. Mi pare che escluse le quote di legittima, che in questo caso sono solo a favore della moglie, il resto possa essere amministrato autonomamente, quindi la moglie può essere benissimo erede universale.

Ho qualche esperienza diretta in quest'ambito, visto che vivo in una famiglia di persone con molte coppie anziane e senza figli e ci sono stati diversi casi di questo tipo.
Secondo quanto mi è stato detto da vari avvocati il diritto di abitazione equivale circa al 10% del valore dell'immobile e viene sottratto a ciò che spetta agli altri eredi. Questo punto però non è del tutto certo perchè dipende dalla giurisprudenza. Le ultime sentenze della Corte di Cassazione hanno infatti negato il diritto a questo 10%.

Da quanto mi risulta in ogni caso se la moglie vive nell'immobile e se c'è la richesta lei deve liquidare in denaro la parte spettante agli eredi. Eventualmente si può arrivare anche ad una asta giudiziaria (che non conviene mai a nessuno però).

Al di là di questo (e comunque bisogna valutare caso per caso perchè la legge spesso non è univoca e chiara come si crede e molto dipende dalle sentenze) la questione è che, come ho detto prima, fare una causa di questo tipo (in ragione delle spese legali, delle durata dei processi e dello stress che ne deriva) conviene solo in casi particolari in cui i due coniugi fossero veramente molto abbienti. In quel caso che alla moglie venga sottratto 1/3 del patrimonio (che poi diventa 1/6 in caso di comunione dei beni) sinceramente non dovrebbe farle nè caldo nè freddo.
 
Ultima modifica:

Marcello

Master Florello
La prima cosa che hai detto mi pare strana. Mi pare che escluse le quote di legittima, che in questo caso sono solo a favore della moglie, il resto possa essere amministrato autonomamente, quindi la moglie può essere benissimo erede universale.

Ho qualche esperienza diretta in quest'ambito, visto che vivo in una famiglia di persone con molte coppie anziane e senza figli e ci sono stati diversi casi di questo tipo.
Secondo quanto mi è stato detto da vari avvocati il diritto di abitazione equivale circa al 10% del valore dell'immobile e viene sottratto a ciò che spetta agli altri eredi. Questo punto però non è del tutto certo perchè dipende dalla giurisprudenza. Le ultime sentenze della Corte di Cassazione hanno infatti negato il diritto a questo 10%.

Da quanto mi risulta in ogni caso se la moglie vive nell'immobile e se c'è la richesta lei deve liquidare in denaro la parte spettante agli eredi. Eventualmente si può arrivare anche ad una asta giudiziaria (che non conviene mai a nessuno però).

Al di là di questo (e comunque bisogna valutare caso per caso perchè la legge spesso non è univoca e chiara come si crede e molto dipende dalle sentenze) la questione è che, come ho detto prima, fare una causa di questo tipo (in ragione delle spese legali, delle durata dei processi e dello stress che ne deriva) conviene solo in casi particolari in cui i due coniugi fossero veramente molto abbienti. In quel caso che alla moglie venga sottratto 1/3 del patrimonio (che poi diventa 1/6 in caso di comunione dei beni) sinceramente non dovrebbe farle nè caldo nè freddo.

nella maniera piu' assoluta no,se sposati.
Se coniuge puo' restare finche' in vita e nessuno puo' cacciarla o chiedere di vendere.Nel post#22 è precisato
 

Hélène

Esperta Sezz. Rose
Che vuoi che ti dica, anche io ne ero convinta ma ho parlato con tre avvocati che lavorano proprio in quel settore specifico e così mi è stato detto.

La legge è molto difficile da interpretare semplicemente leggendo in internet. La legge dovrebbe essere uguale per tutti (in teoria), ma non è uguale in tutti i casi.
Altrimenti saremmo tutti avvocati, se bastasse leggere in internet.

Spesso in questa maniera si prendono le leggi che fanno comodo a noi, ma non è detto che poi in altre parti del codice civile non ci siano parziali deroghe.
Ti sei mai chiesto perchè la giustizia in Italia va così alle lunghe? Le ragioni sono tante e questa è una delle ragioni.

Io ho solo detto il parere (che ha avuto applicazione!) dato da persone che lavorano nel settore.
 
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miciajulie

Fiorin Florello
in mancanza di testamento, se il de cuius è sposato senza figli ma con molti fratelli, e il coniuge che sopravvive ha necessità di vendere la casa dove abita e che possedeva in comunione dei beni chessò, per prenderla più piccola, o più comoda essendo diventato vecchio ecc, può farlo liberamente? temo di no... causa fratelli, appunto. ecco questo mi sembra profondamente ingiusto
 

Hélène

Esperta Sezz. Rose
in mancanza di testamento, se il de cuius è sposato senza figli ma con molti fratelli, e il coniuge che sopravvive ha necessità di vendere la casa dove abita e che possedeva in comunione dei beni chessò, per prenderla più piccola, o più comoda essendo diventato vecchio ecc, può farlo liberamente? temo di no... causa fratelli, appunto. ecco questo mi sembra profondamente ingiusto

Su questo non so darti una risposta precisa.
Dei miei parenti hanno avuto una problematica simile e ho avuto modo di seguire l'iter.
Nel nostro caso si è arrivati a queste possibilità

- la moglie doveva acquistare la quota degli altri e poi poteva fare cosa voleva
- i fratelli dovevano acquistare la quota della moglie e poi potevano fare cosa volevano
- trovavano autonomamente un acquirente e dividevano le quote
- la casa andava forzosamente all'asta e il ricavato diviso in quote (cosa che non conviene a nessuno, perchè le aste ribassano sempre di moltissimo i valori immobiliari, per non parlare delle spese connesse).

In quel caso vi fu l'obbligo di decidere tra una di queste possibilità e in quel caso la moglie acquistò la quota che le mancava.

Questa è la mia esperienza, ma come ho detto dipende molto anche dalle sentenze, dal giudice che le fa applicare...

Le leggi ci sono, ma gli stessi avvocati (anche per pararsi il ....) spessissimo si mettono sulla difensiva perchè neanche loro sanno poi quale giudice capiti e come queste saranno interpretate.
 
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ironbee

Apprendista Florello
Se si decide di sciogliere una comunione e il bene non è divisibile, le soluzioni sono quelle che hai elencato, il giudice non può inventare cose diverse.
 

Marcello

Master Florello
si sta deviando dal tema.
Non si discute di rompere comunioni(separazioni e divorzi) ma morte e testamento.
Ribadisco che il coniuge sposato non puo' cacciarlo nessuno(post#22) anche in presenza di testamento a suo sfavore.
Gli avvocati?Il testamento non è loro materia principale.Chiedete ai notai,loro sono esclusivi.
 
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