1. Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

un anno con le api

Discussione in 'Altri animali' iniziata da ironbee, 4 Aprile 2011.

  1. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    Per proteggerle dalle basse temperature si cerca di isolare il soffitto dell'arnia, mettendo del materiale isolante sotto il tetto di lamiera.
    Dato che le api patiscono più l'umidità che il freddo, è meglio evitare i materiali non traspiranti, come polistirolo, nylon e simili e preferire cartone, giornali e lana.
    Quando avevo ampliato la casa, avevo conservato i ritagli delle lastre di sughero che avevo messo nell'intercapedine e ora utilizzo questi.
    Alcuni apicoltori mettono del polistirolo anche nello spazio libero che si crea quando i favi non occupano tutta l'arnia, personalmente non lo faccio, sempre per evitare accumuli di umidità.
     
  2. Marco420Chicca

    Marco420Chicca Giardinauta

    Registrato:
    17 Aprile 2011
    Messaggi:
    698
    Località:
    Tivoli (RM) & Roma
    Che bello leggerti Renzo, è interessantissimo! Povere apine infreddolite, coprile bene e avvicina loro la pappa :)
     
  3. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    novembre

    In inverno l'unica attività è quella del trattamento invernale contro la varroa.
    Dato che tutti i sistemi di lotta colpiscono solo le varroe presenti sulle api e non quelle nelle cellette della covata opercolata (cioè chiusa dal tappo di cera), in inverno si approfitta della quasi assenza della covata per cercare di ridurre drasticamente il numero di questi parassiti.
    Il mezzo più usato utilizza l'acido ossalico.
    (Apro una piccola parentesi per raccontare una vicenda tutta italiana: qualche multinazionale della chimica si è accorta che sull'acido ossalico non guadagnava abbastanza e allora ha fatto multare gli apicoltori che lo usavano, perchè non è un prodotto registrato per uso veterinario, ha brevettato un prodotto con questo principio attivo che è diventato l'unico legalmente utilizzabile)
    Quindi adesso spiego come funzionava fino all'anno scorso, il prodotto ufficiale non l'ho ancora utilizzato.
    Bisogna aspettare un giorno di sole, quando intorno a mezzogiorno la temperatura supera i 15° e le api svolazzano intorno all'alveare.
    Si prepara una pozione con acqua distillata, zucchero e acido ossalico nella proporzione rispettivamente di 1 litro, un kilo e un etto, dosati in modo da ottenere una quantità sufficiente pari a 50cc per alveare.
    Poi prendo 2 siringhe da 20cc (sono le più grandi), riempendole fino all'orlo ci stanno 25cc e quindi bastano per trattare un alveare.
    Si scoperchia l'arnia e cercando di fare più in fretta possibile per non raffreddarle troppo, si distribuisce 5cc per favo (quindi se non sono tutti utilizzati si distribuiscono meno di 50cc).
    Alcuni dicono di fare attenzione a non bagnare le api, altri esattamente il contrario: io appartengo al secondo gruppo e cerco di bagnare più api possibili, che apprezzano questa inaspettata doccia zuccherina.
     
  4. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    Un po' di anni fa non abitavo dove avevo le api e nei w.e. di questa stagione arrivavo con un pacchettino con 20-25 gr di acido ossalico nell'eventualità che fosse il giorno del trattamento.
    L'acido ossalico è una polverina bianca e se mi avessero fermato non so se avrebbero creduto che era un prodotto per le api.... :fifone2:
     
  5. Nieves

    Nieves Giardinauta Senior

    Registrato:
    23 Agosto 2009
    Messaggi:
    1.633
    Località:
    veneto
    Non ti avrebbero creduto di certo!!! Del resto non hanno creduto neanche al gatto con gli stivali di Shreck quando perquisendolo gli hanno trovato le bustine di erba gatta!!!! :D
     
  6. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    Ieri ho fatto il trattamento contro la varroa e in un alveare ho avuto la triste sorpresa di trovare la regina e un piccolo numero di ancelle strette nel loro ultimo abbraccio :cry:
    regina morta.jpg
    La regina è quella in alto a sinistra.
    Qualche dubbio mi era già venuto, perchè sulla porticina c'era movimento, ma delle api saccheggiatrici che approfittavano delle scorte di miele incustodite.
    La regina dopo un'annata ottima si è evidentemente esaurita, nell'ultima visita non me ne sono accorto e comunque a quel punto, come ho già spiegato, sarebbe stato troppo tardi.
    Pazienza, anche questo succede a chi alleva le api...
     
  7. Green thumb

    Green thumb Moderatore Sezz. Prato / Libri Membro dello Staff

    Registrato:
    9 Ottobre 2007
    Messaggi:
    15.528
    Località:
    Centro Italia
    Sicuramente lo hai già scritto, ma cosa avresti potuto o dovuto fare per evitarlo?
     
  8. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    La spiegazione più plausibile è che la regina sia diventata improvvisamente sterile, avendo esaurito le sue capacità dopo un'annata di intensa produzione. Infatti la famiglia si è esaurita come una candela che si spegne alla fine dello stoppino. Sul fondo non c'erano molte api morte, segno che le attività, compresa quella di smaltimento dei cadaveri, sono continuate regolarmente fino alla fine.
    Una visita più attenta in settembre-ottobre avrebbe segnalato l'anomalia con una covata assente o scarsa. Però sarebbe stato comunque troppo tardi per correre ai ripari.
    Un apicoltore lungimirante avrebbe sostituito la regina a fine luglio, in modo da avere sempre regine giovani.
     
  9. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    dicembre

    A dicembre le temperature consentono alle api solo poche e brevi uscite.
    Ma questo non impedisce una piccola interazione: bussando sulle pareti dell'arnia, loro rispondono con un ronzio, che se è intenso e di breve durata indica che tutto va bene, una sorta di saluto a chi si è ricordato di loro anche in queste giornate fredde.
     
  10. mammagiò

    mammagiò Apprendista Florello

    Registrato:
    5 Aprile 2010
    Messaggi:
    4.270
    Località:
    Lecco - provincia
    Fantastico!
     
  11. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

    Registrato:
    15 Luglio 2008
    Messaggi:
    2.955
    Località:
    provincia Asti
    E' passato un anno, la natura riprende il suo ciclo, a parte le variazioni climatiche che si possono susseguire, più o meno l'attività dell'apicoltore è quella che ho descritto.
    Sperando che a qualcuno interessi l'argomento, pensavo di aprire un nuovo topic su perchè e come iniziare a godere della compagnia delle api.
     
  12. mammagiò

    mammagiò Apprendista Florello

    Registrato:
    5 Aprile 2010
    Messaggi:
    4.270
    Località:
    Lecco - provincia
    Bello, bello mi sono riletta tutto dall'inizio.....avevo già letto qua e là saltuariamente, mentre ora mi sono seduta con calma ed ho fatto passare tutto il 3D....quindi aspetto il prossimo topic
    Ciao
     

Condividi questa Pagina