Datura rosa
Guru Master Florello
Tempo fa ho letto un articolo che informava che l’EFSA (l’'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha lanciatoun'allarme esortando ad unire gli sforzi per la ricerca delle cause della sindrome da spopolamento degli alveari (CCD) e capire come mai questi insetti muoiono mettendo a rischio la sicurezza alimentare e l'agricoltura di mezzo Pianeta.
Le api sono indicatori biologici della qualità dell'ambiente ed è da tempo noto che attualmente rappresentano una delle emergenze ecologiche in corso.
Certo non servirà a risolvere il problema mondiale ma ciascuno di noi, nel suo piccolo, può far qualcosa. Una cosa molto semplice ed alla portata di tutti è lutilizzo nei terrazzi e nei giardini di piante che attirino le api e gli altri insetti pronubi che, oltre ad affascinarci con l’intensa laboriosità e frenesia che alcuni di essi hanno nel passare in volo da un fiore ad un altro, assumono un ruolo fondamentale per mantenere la biodiversità vegetale, cioè un adeguato numero di specie di piante spontanee e coltivate.
Inserire piante che attirino insetti nei nostri giardini è di importanza fondamentale per ripristinare il loro habitat naturale che l’uso massiccio di pesticidi e insetticidi unito ai mutamenti climatici sta nemmeno tanto lentamente distruggendo falcidiando inesorabilmente il novero di questi impollinatori selvatici (bombi, api, ditteri di vario genere, farfalle, coleotteri, ecc.).
L'attuale ritmo di scomparsa di questi insetti dalle nostre campagne rischia anche di ridurre considerevolmente le produzioni ortofrutticole, in quanto alcuni di questi insetti entrano in azione in periodi dell'anno differenti rispetto alle api trasformandosi così in aiutanti preziosi e insostituibili per l'agricoltura.
Io ho da tempo cercato di farlo realizzando una “nutrita” aiuola delle aromatiche (Aneto, Anice, Nasturzio, Cerfoglio, Coriandolo, Crescione, (annuali); Santoreggia, Dragoncello, Finocchio, Maggiorana, Malva, Melissa, Origano, Rosmarino, vari tipi di Salvia, Erba cipollina, vari tipi di Timo, diversi tipi di menta, Cedrina, Mentuccia romana (Calamintha nepetoides), Mentuccia vera (Nepeta), Liquirizia vera (Glycyrrhiza glabra L.), Issopo, Rabarbaro, Ruta, Santolina, Erba di san Pietro (Tanacetum balsamita L.),, Mirto, Alloro, Foeniculum vulgaris, Lavandula angustifolia e stoechas, vari Allium……) , interrando diverse Buddleje (o piante delle farfalle che ne attirano tantissime come pure api e bombi), inserendo in varie zone del giardino Caprifoglio, Lunaria annua, Hebe, Elleboro, Cosmee, Echinops, Nepeta fassenii, Gypsophila, Girasoli, Edera, Tagetes, Aster, Dalie, Digitale, Zinnia, Gerani,A lisso, Bocca di leone (Antirrhinum majus), Agerato, Nigella damascena, Impatiens, Eschscholtzia californica, Alcea rosea, Aquilegia in varietà , Echinacèa purpùrea, Eryngium, Iberus, Ceanothus , Hypericum calycinum, Weigela florida, ecc. che sono particolarmente apprezzate.
Senza contare che il mio giardino ha ampie zone con vegetazione selvatica (Trifoglio, Tarassaco, Capsella bursa pastoris, Silene dioica e alba, qualche pianta di Borragine lungo i confini, ecc. ) mentre nel terreno vicino ci sono, oltre a una miriade di erbe spontanee, due Castagn, e vari piante da frutto (Meli, Prugne, Peri, Lamponi, ecc.)
Da ultimo, quest’anno, ho incrementato il numero di piante di Lavanda stoechas che oltre ad essere molto ornamentali ospitano ogni giorno, specialmente a pieno sole, un intenso brulichio di questi piccoli insetti in livrea nero-gialla.
Inserisco delle foto delle cassette che ho sul muretto di recinzione che mostrano almeno 1 insetto su ogni pianta (solitamente ce ne sono molte ma non so se il rumore o, chissà, il mio aspetto, ne hanno allontanate parecchie (spero solo temporaneamente
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Le api sono indicatori biologici della qualità dell'ambiente ed è da tempo noto che attualmente rappresentano una delle emergenze ecologiche in corso.
Certo non servirà a risolvere il problema mondiale ma ciascuno di noi, nel suo piccolo, può far qualcosa. Una cosa molto semplice ed alla portata di tutti è lutilizzo nei terrazzi e nei giardini di piante che attirino le api e gli altri insetti pronubi che, oltre ad affascinarci con l’intensa laboriosità e frenesia che alcuni di essi hanno nel passare in volo da un fiore ad un altro, assumono un ruolo fondamentale per mantenere la biodiversità vegetale, cioè un adeguato numero di specie di piante spontanee e coltivate.
Inserire piante che attirino insetti nei nostri giardini è di importanza fondamentale per ripristinare il loro habitat naturale che l’uso massiccio di pesticidi e insetticidi unito ai mutamenti climatici sta nemmeno tanto lentamente distruggendo falcidiando inesorabilmente il novero di questi impollinatori selvatici (bombi, api, ditteri di vario genere, farfalle, coleotteri, ecc.).
L'attuale ritmo di scomparsa di questi insetti dalle nostre campagne rischia anche di ridurre considerevolmente le produzioni ortofrutticole, in quanto alcuni di questi insetti entrano in azione in periodi dell'anno differenti rispetto alle api trasformandosi così in aiutanti preziosi e insostituibili per l'agricoltura.
Io ho da tempo cercato di farlo realizzando una “nutrita” aiuola delle aromatiche (Aneto, Anice, Nasturzio, Cerfoglio, Coriandolo, Crescione, (annuali); Santoreggia, Dragoncello, Finocchio, Maggiorana, Malva, Melissa, Origano, Rosmarino, vari tipi di Salvia, Erba cipollina, vari tipi di Timo, diversi tipi di menta, Cedrina, Mentuccia romana (Calamintha nepetoides), Mentuccia vera (Nepeta), Liquirizia vera (Glycyrrhiza glabra L.), Issopo, Rabarbaro, Ruta, Santolina, Erba di san Pietro (Tanacetum balsamita L.),, Mirto, Alloro, Foeniculum vulgaris, Lavandula angustifolia e stoechas, vari Allium……) , interrando diverse Buddleje (o piante delle farfalle che ne attirano tantissime come pure api e bombi), inserendo in varie zone del giardino Caprifoglio, Lunaria annua, Hebe, Elleboro, Cosmee, Echinops, Nepeta fassenii, Gypsophila, Girasoli, Edera, Tagetes, Aster, Dalie, Digitale, Zinnia, Gerani,A lisso, Bocca di leone (Antirrhinum majus), Agerato, Nigella damascena, Impatiens, Eschscholtzia californica, Alcea rosea, Aquilegia in varietà , Echinacèa purpùrea, Eryngium, Iberus, Ceanothus , Hypericum calycinum, Weigela florida, ecc. che sono particolarmente apprezzate.
Senza contare che il mio giardino ha ampie zone con vegetazione selvatica (Trifoglio, Tarassaco, Capsella bursa pastoris, Silene dioica e alba, qualche pianta di Borragine lungo i confini, ecc. ) mentre nel terreno vicino ci sono, oltre a una miriade di erbe spontanee, due Castagn, e vari piante da frutto (Meli, Prugne, Peri, Lamponi, ecc.)
Da ultimo, quest’anno, ho incrementato il numero di piante di Lavanda stoechas che oltre ad essere molto ornamentali ospitano ogni giorno, specialmente a pieno sole, un intenso brulichio di questi piccoli insetti in livrea nero-gialla.
Inserisco delle foto delle cassette che ho sul muretto di recinzione che mostrano almeno 1 insetto su ogni pianta (solitamente ce ne sono molte ma non so se il rumore o, chissà, il mio aspetto, ne hanno allontanate parecchie (spero solo temporaneamente






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