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TENTREDINI DELLA ROSA

Discussione in 'Parassiti e Malattie' iniziata da elebar, 13 Settembre 2018.

  1. elebar

    elebar Wonder Moderatrice Suprema Membro dello Staff

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    TENTREDINI DELLA ROSA di Alessandro Dellachà (Alessandro2005)

    Le tentredini appartengono alla famiglia Tenthedrinidae, ordine Hymenoptera, dunque gli adulti hanno l’aspetto di vespine di taglia media (nella sottofamiglia Tenthredinininae, che comprende quelle che vivono su rosa, fino a un massimo di 15 mm di lunghezza), di colore prevalentemente scuro; le larve sono glabre e di tipo eruciforme (corpo allungato, molle, suddiviso in segmenti, provvisto di tre paia di zampe toraciche e pseudozampe addominali; il vocabolo deriva dal latino eruca, col significato di bruco). Gli adulti si nutrono di nettare e liquidi zuccherini (certe tentredini anche di altri piccoli insetti), mentre le larve sono fitofaghe e possono vivere a spese di tutte le parti epigee delle piante: le tentredini delle rose erodono soprattutto le foglie, ma qualche specie attacca i fiori oppure scava all’interno dei getti.

    Su rosa sono descritte una dozzina di specie dannose di tentredini. Di seguito vengono riportate le più comuni in ordine alfabetico.

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    Col termine latino ‘stemma’ (pl. ‘stemmata’) si indicano in inglese gli ocelli delle larve; ‘leg’ sono le zampe e ‘proleg’ le pseudozampe; i bruchi dei lepidotteri vengono chiamati col termine ’caterpillar’: essi, pur presentando un corpo di tipo eruciforme, differiscono in alcuni aspetti (in particolare dal numero di pseudozampe mai superiori a cinque) dalle larve delle tentredini che invece sono chiamate ‘sawfly’ (possiedono sei o più pseudozampe) (immagine da Wikipedia)



    Ardis brunniventris (Tentredine dei getti delle rose)

    Gli adulti sono lunghi circa 6 mm e sono di colore nero; la larva è bianchiccia con capo scuro, di dimensioni pari o leggermente superiori all’adulto. Compaiono in aprile e depongono le uova isolate nei pressi delle nervature della pagina inferiore delle foglioline dei germogli, e la larva neonata penetra nel getto terminale e scava una galleria discendente fino a 6-7 cm, quindi, ormai matura, risale e fuoriesce dal getto attraverso un foro per lasciarsi cadere al suolo dove si impupa fino a una decina di cm di profondità. La seconda generazione appare in luglio, destinata poi a imbozzolarsi e svernare sempre nel terreno.

    Esiste anche una seconda specie di tentredine dei getti, Ardis sulcata, diffusa soprattutto nelle regioni più meridionali dell’Europa. Gli adulti di questa specie si differenziano dalla prima per avere zampe scure anziché chiare, mentre la larva si distingue per la presenza di due anelli di color rugginoso attorno agli ocelli (= occhi semplici). Questa specie svolge una sola generazione all’anno.
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    (utente Carne)



    Arge ochropus e Arge pagana (Argide della rosa)

    Alla famiglia degli Argidae appartengono due specie di tentredini che vivono a spese delle foglie delle rose selvatiche e coltivate (ne è stata segnalata anche una terza ma con comparsa solo sporadica su rosa). Entrambe hanno abitudini similari e in caso di grave infestazione arrivano a scheletrizzare l’intera vegetazione della pianta attaccata. A. ochropus svolge 1-2 generazioni all’anno e sfarfalla non prima della fine di maggio, mentre A. pagana ha 2-3 generazioni di cui la prima sfarfalla a partire da aprile-maggio.

    Le femmine dopo l’accoppiamento inseriscono le uova entro un taglio nei rametti che eseguono mediante l’ovodepositore: le uova sono deposte secondo uno schema a semplice o doppia spina di pesce. Le larve nascono dopo una incubazione di una decina di giorni e raggiungono la maturità dopo cinque mute per entrambe le specie; la larve hanno capo nero nelle prime età e poi a maturità color nocciola chiaro.



    Contro questi tentredini si rendono necessari interventi insetticidi di contatto in caso di forte infestazione. Una utile precauzione consiste nell’asportare i rametti presentanti i segni dell’ovodeposizione.


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    Arge pagana: femmina in ovodeposizione

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    Ovatura e tipica incisione a doppia lisca di pesce (dopo lo sgusciamento dalle uova delle larve neonate)



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    A. pagana: larve di diversa età; l’inarcamento è un atteggiamento difensivo



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    Bozzoli di Arge pagana





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    Arge ochropus
     
  2. elebar

    elebar Wonder Moderatrice Suprema Membro dello Staff

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    Blennocampa pusilla (Tentredine arrotolatrice delle foglie delle rose)



    Gli adulti di questa tentredine sono di color nero lucente; le larve da giovani sono bianche quasi semitrasparenti mentre a maturità acquistano una nuance verdolina mentre il capo inscurisce.

    Lo sfarfallamento avviene fin dall’inizio di aprile. La femmina incide con l’ovodepositore il lembo delle foglie provocandone l’arrotolamento solitamente attorno alla nervatura mediana (talvolta anche a sigaro); le uova sono deposte isolate o non più di 2-3 per foglia leggermente inflitte sul bordo della lamina. L’incubazione dura meno di una settimana; le larve compiono erosioni sulla parte interna delle foglie e a maturità si lasciano cadere al suolo dove svernano: questa tentredine pertanto svolge una sola generazione all’anno.

    Non sono di norma necessari interventi insetticidi e la difesa può essere limitata all’eliminazione e distruzione delle foglie infestate.



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    Tipico danno da B. pusilla




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    Uovo subovoidale-reniforme ............................................................... Giovane larva


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    Larve di B. pusilla. Sono ben visibili gli ocelli, le zampe toraciche e le pseudozampe. I glomeruli scuri della foto in alto sono le deiezioni delle larve

    Monophadnus elongatulus



    Gli adulti sono neri, le larve sono chiare con capo bruniccio e lunghe 10-12 mm. Il danno è causato dalle larve che, partendo dall’ascella di una foglia, minano i getti delle rose in cui scavano una galleria midollare di 12-15 cm; le larve mantengono pulita la galleria espellendo le escrezioni attraverso un foro alla base di essa. A differenza di Ardis brunniventris le larve di questa tentredine scavano in direzione ascendente. E’ specie univoltina (= compie una sola generazione all’anno).


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    (utente Datura Rosa) ......................................................................................................... (da web)





    Cladius pectiniformis (Tentredine nera delle rose)



    Oltre alle specie in epigrafe ne esiste un’altra simile per aspetto, comportamento e danni che si chiama Cladius difformis.

    L’adulto della tentredine nera delle rose è di color nero lucente, lungo intorno ai 5 mm. La larva è di color giallastro-verdolino, dotata di una corta e fitta peluria e di una banda scura lungo il dorso, il capo è verde-bruniccio; a maturità può raggiungere 10-12 mm. Dalle uova deposte sulla pagina inferiore delle foglie le larve neonate compiono piccole erosioni rispettando l’epidermide superiore, per cui in questa stadio le foglie appaiono come cosparse di macchie traslucide; successivamente l’erosione si approfondisce e le foglie appaiono sforacchiate.

    Lo sfarfallamento avviene generalmente a fine aprile; l’imbozzolamento si realizza sulle foglie stesse, sulla pianta o in quelle cadute. Nel corso della stagione si susseguono tre generazioni; lo svernamento è sostenuto da larve mature in un bozzolo compatto e la metamorfosi si compie a marzo.



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    L’attacco da tentredine nera si riconosce facilmente dall’aspetto a macchie trasparente/bucherellato del fogliame (utente Faradia)



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    Giovani larve in attività trofica sulla pagina inferiore delle foglie

    Emphytus cinctus (Tentredine fasciata delle rose)



    Gli adulti hanno colore di fondo scuro ma con tocchi di bianco sulle zampe e un vistoso anello sempre bianco nella regione addominale (di qui il nome di specie); le femmine hanno antenne filiformi, mentre i maschi di aspetto pettinato che richiama un poco le corna del cervo. Le larve neonate sono di un color bianco-melleo ma non appena iniziano ad alimentarsi acquistano via via un colore verde di diverse tonalità (sulfureo, citrino, rame, porro), mentre il capo acquista colore (dal giallo canarino al giallo ocra). Esse temono la luce e perciò sono attive di notte. Il danno consiste in erosioni fogliari, inizialmente rotondeggianti a carico della pagina inferiore, quindi bucherellano il lembo fino a divoralo rispettando solo le nervature principali; dopo l’ultima muta (5^ o 6^ età a seconda del sesso) attaccano anche i rametti penetrando nel midollo attraverso i tagli da potatura.

    Questa specie compare fin da marzo e può compiere due o più generazioni all’anno. Sverna come larva matura e si impupa a inizio primavera.

    Se l’infestazione è massiccia può rendersi necessario un trattamento con insetticidi di contatto indirizzati preferibilmente contro le larve giovani.



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    La larva matura ha capo color giallo ocra, dorso verde porro e addome grigiastro. Di giorno le larve riposano acciambellate



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