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Prevenzione Alberi da frutto.

Joseph@

Aspirante Giardinauta
Buongiorno, chiedo consiglii sulla prevenzione degli alberi da frutto.

Ho delle vite, un caco mela, prugne, un pesco, un nocciolo, un tre fichi e un melograno.

Da neo garden, oltre alla pulizia, rimuove superficialmente il terreno, la potatura in base vegetiva, l"intervento di concime alla base nel periodo fine ottobre / novembre e il passare in questo periodo dei prodotti del tipo olio di neem, sapone alga i macerati di ortica/aglio), no ho ancora compreso bene se serve altro.

Per esempio quando andrebbero passati i trattamenti rameici.
 

CasperA

Aspirante Giardinauta
Non ti si può dare una risposta unica perché citi piante diverse ognuna delle quali ha le proprie avversità che richiedono interventi specifici con tempistiche diversificate.

Conviene riformulare la domanda indicando caso per caso segnalando se hai avuto specifici problemi (es.: peronospora e mal bianco su vite, ticchiolatura e carpocapsa su melo, ruggine e larve carpofaghe su pruno, bolla e cidia su pesco).
 

Joseph@

Aspirante Giardinauta
Ciao Casper A, ok capisco, credevo che come prevenzione si poteva discutere in generale

Le vite.
Ha no due anni vita, l'anno scorso sono state soggetto di peronospora e popilia, che ho risolto grazie ai consigli dati qui.

Adesso sono ancora nude di foglie e sono li a germogliare.
 

CasperA

Aspirante Giardinauta
Per la popillia la difesa è problematica ma avrai trovato senz'altro indicazioni da parte dei Serviti Fitosanitari della tua Regione.

Per quanto riguarda la peronospora esistono diverse strategie di controllo in ambito di produzione aziendale, ma dal momento che - almeno immagino - tu non sia in possesso del patentino per l'acquisto di prodotti fitosanitari professionali, non ti rimane altro che impiegare un rameico ad uso hobbistico (bordolese, ossicloruro), che era poi l'unica soluzione a disposizione dei viticoltori dalla comparsa di questa malattia verso la fine dell'Ottocento fino al secondo dopoguerra quando furono immessi sul mercato i primi fungicidi di sintesi.
Il rame protegge, ma è importante la tempistica in funzione dell'andamento epidemiologico della malattia che è influenzato da fattori meteo-climatici.
La cosa più semplice è seguire le indicazione dei bollettini periodicamente emessi da Consorzi e Regioni. Diversamente devi tenere in copertura la vite con turni di 7-10 giorni (il rame agisce per contatto in superficie contro le spore impedendo la loro germinazione e successiva colonizzazione dei tessuti vegetali, ma poiché in stagione la vite continua a crescere, evidentemente bisogna continuare ad intervenire anche perché il rame viene dilavato da piogge e rugiada). L'inizio della campagna anti-peronosporica avviene a partire dalla condizione che si assume come rischio di infezione primaria (regola dei 3 dieci > cerca su google), e prosegue - salvo una eventuale breve sospensione nel momento della fioritura - fino a invaiatura del grappolo, fase che rende non più suscettibili i grappoli al patogeno.
 

Joseph@

Aspirante Giardinauta
Ciao.
Si uso bordolese e ossicloruro a livello hobbistico.
Per la frequenza del rame ( se ho capito ) bisogna stare attendi alle condizioni climatiche.

Per la regola dei 3 dieci - 1) temperatura > 10°C - 2) almeno 10 mm di pioggia in 24-48 ore - 3) almeno 10 cm di lunghezza dei germogli - o letto qualcosa e se non erro ( che quello che cerco di capire) in questo momento non serve fare interventi, ancora i germogli si intravedono.
Dopo di che si interviene con la copertura come mia descritto sopra, o in tempi più lunghi se le piogge non sono invasive.

Si poi andrò a vedere le indicazione dei bollettini periodicamente emessi da Consorzi e Regioni.

Grazie Casper A.
 

CasperA

Aspirante Giardinauta
... Dopo di che si interviene con la copertura come mia descritto sopra, o in tempi più lunghi se le piogge non sono invasive....
E' così e c'è una ragione ben precisa.
La peronospora sopravvive nei residui della vegetazione del/i anno/i precedente/i, e quando ci sono le condizioni (regola empirica dei 3x10) si diffonde tramite propaguli che finiscono sulle foglie.
Qui tali elementi liberano delle spore dette zoospore perché provviste di ciglia che consentono loro di nuotare nel velo d'acqua di bagnatura, che si forma a seguito di pioggia e/o rugiada, fino a raggiungere gli stomi. A questo punto si incistano e germinano forzando le rime stomatiche (gli stomi sono presenti anche sugli acini in formazione) e pervadendo gli spazi intercellulari dei tessuti vegetali: poi, per mezzo di un organo detto 'austorio', il parassita penetra dentro le cellule 'succhiandone' elementi nutritivi con relativo danno; alimentandosi il parassita può svilupparsi e riprodursi.
Dopo la descritta infezione primaria seguono, a seconda delle condizioni climatiche, più cicli di infezioni secondarie: il parassita emette formazioni che fuoriescono dagli stomi e liberano altri propaguli (compare a questo punto una sorta di muffetta biancastra).
La diffusione degli elementi infettivi e la loro germinazione dipende dunque in maniera rilevante dagli schizzi di pioggia e dalla bagnatura fogliare: il rame, se preventivamente presente sulla superficie fogliare, interferisce con la capacità delle spore di germinare e quindi previene l'infezione.
 

Joseph@

Aspirante Giardinauta
Grazie CasperA, per le vite ci sono.

Il rame si utilizza nello stesso metodo delle vite per gli altri Alberi?

Pesco, percocche, albicocche, prugne, nocciolo, o su ogni albero bisogna procedere con le proprie prevenzioni?

Grazie.
 

CasperA

Aspirante Giardinauta
Il rame funziona allo stesso modo sui patogeni ma si impiega in tempi e modalità diverse a seconda della coltivazione e delle avversità.
Su drupacee si interviene contro la bolla e le principali malattie crittogamiche a 80% caduta foglie e poco prima della ripresa/bottoni rosa per il pesco (io lo ho appena dato); altra malattia importante è la moniliosi, ma per quella il rame funziona ben poco e occorre andare su prodotti specifici (a cavallo della fioritura su albicocco, e poi verso la maturazione frutti in generale). Il susino e il nocciolo abitualmente non necessitano di trattamenti, mentre per il melo e il pero come malattie principali abbiamo la ticchiolatura e il mal bianco, e qui si ragiona ancora diversamente in ordine alla epidemiologia dei patogeni.
Come avrai capito non esiste un sistema unico e un rimedio universale.
 
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