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Alzheimer:interessante scoperta

Picantina

Fiorin Florello
Ah beh, l'hanno trovata perché è il cervello di un topo.....pensa il mio pieno di tante cose.......Mi ci perdo io che è mio, figuriamoci la memoria.....
:ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO:




Ps battuta scema delle 19.31. Arriverà il 19 febbraio.......
 

garofano

Maestro Giardinauta
Molto molto interessante,speriamo che questi studi portino al più presto ad una terapia.Ho avuto a che fare con l'Alzheimer: una mia nonna è stata colpita a ottant'anni.Guarda caso si è manifestato dopo la morte di mio nonno.Questa cosa l'ho osservata in molte donne anziane,ammalate:la vedovanza aveva una qualche misteriosa correlazione,specialmente se i matrimoni sono stati felici,ma anche gli uomini possono esserne colpiti,e negli uomini insorge più precocemente e spesso in maniera più aggressiva.
Si manifesta in modi diversi,a volte ritornano bambini ,diventano bambini vecchi,a volte sono violenti e tirano fuori una forza che è difficile da contenere,e chi li assiste a volte si fa pure male.
L'Alzheimer non è solo perdita di memoria tout court,è la perdita dei ricordi,delle esperienze,degli affetti,della propria esistenza,della propria identità,è la perdita di se'.
L'Alzheimer è una grande sofferenza,non solo per i parenti che devono accudire la persona malata,ma per il malato stesso,in quanto si accorge nelle fasi iniziali di quello che gli sta accadendo,ha la percezione del suo male,ed è una percezione dolorosa,molto dolorosa,è molto brutto vedersi spegnere e morire,e per i familiari,vedere una persona cara cadere in una notte perenne a poco a poco.E' doloroso vedere una persona che una volta aveva mente,pensieri,ricordi,vita,sprofondare nelle tenebre,dimentica di tutto e tutti,diventare un essere vegetativo. In chi ne è colpito si alternano lucidità e incoscienza,ma nei momenti di lucidità c'è sofferenza,poi quest'alternanza finisce e si piomba nel pieno del male.Una volta mia nonna,in una fase lucida, mi disse "non ne posso più,mi viene voglia di buttarmi giù dalla finestra".Ovviamente la sgridai,con tanto affetto,lei sorrise e si riprese.In quella frase era espresso tutta la sua sofferenza:io la sentii dentro e mi sentii come una pugnalata nel cuore,anche perchè non sapevo come aiutarla,mi sentivo impotente,inutile.Potevo solo starle vicino e fare in modo che lei mi sentisse vicino,finchè poteva farlo.
Una bellissima,delicata descrizione della malattia la da' il regista Pupi Avati nel suo film "Una sconfinata giovinezza".Se nn l'avete visto,vi consiglio di guardarlo,è molto bello,anche se tristissimo,rende molto bene l'idea.
Finora le terapie sono di supporto,sono un tentativo disperato di rallentare un processo allo stato irreversibile,che fino adesso non si riesce a fermare,sembra una sorta di lotta contro il demonio.Spero proprio tanto che queste nuove scoperte possano portare alla soluzione di questo dramma umano e sociale.
 
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