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Frutta al supermercato... Spagna e Israele

DarioDario

Giardinauta
Ma come mai al mio supermercato ieri ho trovato come agrumi... solo frutta proveniente da Spagna e Israele?!?!?!

Abbiamo gli agrumi più buoni del mondo...

send from my super galaxy nexus cyanmode 10.1 ~
 

Datura rosa

Guru Master Florello
Sarò irrazionale, fuori dal mondo ma le ho tolte dalla busta e lasciate là dopo essermi accorta che venivano da fuori Italia.
 

cercis australis

Maestro Giardinauta
non sono molto esperto, però mi pare di ricordare che ci sono delle quote di produzione dei paesi UE (sono sicuro per lo zucchero delle barbabietole, ma credo anche per gli agrumi), se in sicilia si producono troppi agrumi questi vengono buttati via per non alzare troppo il prezzo, perchè sono di qualità migliore rispetto alla produzione spagnola
 

artemide

Florello Senior
già...buttiamo via il nostro, di qualità superiore (oltretutto con tanta gente che muore di fame), per comprare la merce degli altri paesi ...posso dire che per me è una ca..ta?
vabbeh...tanto l'ho già detto/scritto !
 

Datura rosa

Guru Master Florello
Se non ricordo male le arance delle quali parlavo prima venivano dal Kenia. Ma è possibile che io debba mangiare arance che hanno fatto il giro del mondo quando ho delle arance eccezionali "in casa".
Mi piacerebbe entrare nel meccanismo che regolamenta queste cose e come si incastrino le spese di trasporto, la difesa dei prodotti nazionali, lo spreco della distruzione del surplus di produzione per non parlare dei diritti dei consumatori in materia di gusto degli alimenti.
 

cercis australis

Maestro Giardinauta
scusate ma vi sembra sensato mangiare un'arancia buona che viene da pochi km di distanza, che è sottoposta a controlli e che ha delle spese di trasporto contentute, quando ci si può guadagnare dieci-venti volte tanto con spese di carburante (trasporto su rotaia è bandito) e con roba peggiore! suvvia, che domande!

ps spero si capisca che è ironico :D
 

simone81

Guru Giardinauta
Per non parlare del carburante per portarle dal Kenya all' Italia o dalla Spagna o peggio da Cina, Argentina etc etc.
Posso capire i frutti tropicali ma importare aglio o arance è assurdo.

Purtroppo succede anche con i prodotti alimentari pensate alle mozzarelle blu tedesche.
 

patrizia

Maestro Giardinauta
Ieri al supermercato ho visto l'ennesima beffa: nocciole, provenienza Oregon :eek: scandalosamente vendute in Piemonte!
Certo non sono d'accordo quando vedo i peperoni spagnoli, ma penso ad una piccola attenuante e cioé il clima... forse qui c'è freddo e non riescono a maturare, lì invece c'è caldo e riescono bene.
Ovviamente non ci credo, perché so che anche in Italia ci sono posti con temperature paragonabili a quelle della Spagna, ma i loro peperoni non arrivano al supermercato dove mi servo (... e non fatemi dire dei negozietti cat:) e poi il loro aspetto patinato, hanno tutti lo stesso colore, quelli rossi, lo stesso rosso, quelli gialli, lo stesso giallo, quelli verdi, lo stesso verde, e incredibilmente uniforme, come se fossero stati dipinti con i colori a tempera, e luccicanti, lisci, lucidi come di plastica.
No no, non mi piace, preferisco i miei cavoli mezzi mangiucchiati dai bruchi :rolleyes:
 

cleome

Giardinauta Senior
Attenti, molte volte le aziende ci imbrogliano in modo ancora più subdolo. Nei supermercati sono in vendita legumi confezionati con la marca "Colfiorito", località nota appunto per la produzione di legumi. Ebbene, (la prima volta ci sono cascata anch'io, nonostante stia attenta a leggere tutte le etichette) in piccolo piccolo, in fondo alla confezione, c'è scritto che il prodotto è di provenienza USA. Altre volte, non viene riportata l'origine del prodotto, ma solo dove è stato confezionato.
 

Stefano De C.

Florello Senior
Cmq, è sempre stato così, come noi esportiamo la nostra frutta nella Mitteleuropa, anche loro la esportano d anoi.
Finchè è spagnola passi pure, dato che la spagna è UE, ma quando si tratta di Argentina o Israele, non hanno proprio le nostre regole sugli antiparassitari ecc., megglio pensarci un po' di più.
Comunque la frutta sudafricana o argentina, si trova in fase di controstagione, dato che le stagioni sono rovesciate
 

cleome

Giardinauta Senior
Non sarei tanto sicura con la Spagna, perchè dalla Spagna passano la frutta e altri prodotti che arrivano da paesi mediterranei extraeuropei, senza gli opportuni controlli.
 

assodifiori

Maestro Giardinauta
la libera circolazione delle merci prevede di avere ogni genere di prodotti a disposizione .nel settore ortofrutta ci permette di avere i peperoni a febbraio ,le fragole a natale .le arance spagnole o israeliane ci sono da un sacco di anni
quando si entra a far parte del mercato comune europeo si scende a patti, e si deve stare a regole di mercato comuni
esistono si delle proprie e vere quote di produzione, quando queste si sforano il surplus non può entrare nel mercato perchè siamo costretti ad importare una certa quota dagli altri paesi europei.E così capita che un prodotto parte dall'italia si fa il giro di mezza europa e poi torna in italia a costi maggiori.bella storia la cee per me la rovina dell'italia.
non troverai mai peperoni (per fare un esempio,visto che sono stati mensionati)che arrivano dall'estero di pezzature diverse o di qualità differenti. quello che si invia al di fuori dei confini deve avere dei canoni ben precisi i prodotti devono essere di prima scelta quindi risulteranno tutti uguali.anche i nostri prodotti ,al di fuori dei confini nazionali risultano qualitativamente di pari livello .
Con la globalizzazione poi è ovvio che troviamo i limoni argentini, il vino australiano,i i pomodori cinesi. quello che mi fa paura è l'importazione indiscriminata di prodotti alimentari da paesi a rischio sanitario,da quei paesi cioè dove non ci sono controlli veterinari sui prodotti in uscita,e che qualche furbo qui da noi importa a basso costo e poi ce li offre a prezzi diciamo standard solo per far soldi attentando alla salute pubblica.per fortuna ,nel bene o nel male,l'italia in fatto di controlli è all'avanguardia, lavoro nel settore alimentare e vi garantisco che quando ci dicono che qui da noi i controlli ci sono e sono severi è vero.Il guaio è che siamo in un paese dove ci sono ancora troppi furbi in circolazione, e dove i continui tagli alla spesa mettono in condizione anche alle strutture che funzionano di lavorare male.
sarebbe anche interessante conoscere la vostra posizione sugli OGM ,siamo sufficientemente informati sull'argomento?io dico di no,siamo così sicuri che non circolano prodotti geneticamente modificati?assolutamente no soia e mais sono geneticamente modificati dagli anni 60,fanno veramente male alla salute?Io dico di no ,se non ci fossero questi tabù si sfamerebbe tutta la popolazione della terra e si avrebbe un abbattimento dei costi ,ma forse a qualcuno non fa comodo.E i prodotti BIO ,esistono davvero?????
scusate la lungaggine ciao
 

Datura rosa

Guru Master Florello
Io evito da tempo anche di acquistare frutta e verdura provenienti dalla Spagna perché lessi tempo fa che vengono utilizzati dei pesticidi da noi proibiti e che a Macerata sono state analizzate delle arance con una concentrazione di pesticida rilevata pari a 8 milligrammi per chilo, di molto superiore ai 5 milligrammi per chilo ammessi dall'Unione europea.
 

assodifiori

Maestro Giardinauta
la regolamentazione sull'uso di pesticidi,o altri prodotti chimici,è una vera e propria giungla,basti pensare che le aziende produttrici molto spesso quando viene bandito un prodotto ,questo viene cambiato di nome pur avendo nella formula gli stessi principi attivi ,e così viene commercializzato,a volte invece si preferisce alzare il livello di tollerabilità
per salvaguardare il portafoglio di qualcuno.alla fine chi ha potere decisionale sono delle vere e proprie lobbi
essendo il mercato dei pesticidi e non solo in mano a 2/3 multinazionali che regolano il mercato e riescono non solo a dettare legge in fatto di prezzi ma anche a modellare alle proprie convenienze i piani di sicurezza sulla salute di un paese.Abbiamo un esempio lampante e attuale ,l'ilva di Taranto,hanno continuato ad alzare i livelli di tollerabilità per anni e anni per permettere alla azienda di continuare a produrre,a scapito della salute pubblica.
 
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