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Trattamento rame Mirtillo gigante americano

Discussione in 'Lotta biologica e rimedi naturali' iniziata da alexin, 19 Novembre 2017.

  1. alexin

    alexin Aspirante Giardinauta

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    ciao a tutti sono nuovo qui e volevo chiedere qualche consiglio sui trattamenti rameici da fare al mirtillo (credo che vale anche per tutte le altre piante da frutto). prima di tutto il periodo: da quello che ho sentito bisogna farne uno alla caduta delle foglie e un altro prima della schiusa delle gemme però alla fine ogni nonnino del paese ha la sua idea di come fare i trattamenti e ho un po di dubbi. cosa mi consigliate? secondo, non so se fare il trattamento appena prima della pioggia o in un qualsiasi momento indipendentemente dalle previsioni meteo. grazie in anticipo :)
     
  2. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Per quale motivo dovresti trattare? Ogni coltivazione ha le sue problematiche e per fortuna il mirtillo non ha malattie ricorrenti da richiedere interventi periodici.
    Caso mai teme i carichi nevosi e i frutti sono appetibile banchetto di uccelli.
    Per quanti riguarda i nonni esiste attualmente al loro posto una disciplina scientifica che si chiama fitoiatria che studia le malattie delle piante anche con metodologie diagnostiche molecolari e stabilisce le strategie di difesa.
     
  3. alexin

    alexin Aspirante Giardinauta

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    Ciao Alessandro vorrei fare il trattamento con rame non perché le piante sono malate ma per un discorso di prevenzione contro le malattie batteriche. Qui in Valcamonica fanno tutti questi trattamenti autunnali altrimenti ce il rischio di compromettere la produzione. Comunque se hai consigli da darmi sono tutto orecchie. È la mia prima esperienza di coltivazione e non vorrei mandare tutto a rotoli
     
  4. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Allora la domanda é: prevenzione verso quale malattia batterica?
    Sul mirtillo gigante è segnalata una batteriosi da Pseudomonas syringae che provoca alterazioni cancerose (anche con emissioni di gomme) che compaiono sui rametti, il cancro quindi si espande fino a interessare le gemme che muoiono e circondando infine il rametto ne provoca l'avvizzimento con ripiegamento caratteristico a 'pastorale': si tratta per caso di questa malattia?
    Se sì, allora sono indicati un paio di trattamenti con rameici a distanza di 4 settimane in autunno (se non sai prova a informarti: io purtroppo non trovo notizie in rete su problematiche fitosanitarie relative ai piccoli frutti in Valcamonica; sul Disciplinare di Difesa Integrata della Regione Lombardia su mirtillo si parla genericamente di batteriosi senza specificare).
     
  5. alexin

    alexin Aspirante Giardinauta

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    Non mi sono spiegato bene allora. Le mie piantine di mirtillo in piena terra non sono affette da nessuna malattia ma dato che so che in seguito a periodi umidi e caldi si possono sviluppare delle infezioni batteriche o fungine chiedevo se per evitare una possibile malattia fosse adeguato fare il trattamento autunnale con il rame (poltiglia bordolese ad esempio). se chiedo in giro o guardo su internet è consigliato farne due uno subito dopo la caduta delle foglie in autunno e uno appena prima del risveglio primaverile. gli agricoltori qui lo fanno tutti gli anni su tutte le piante da frutto ma non perchè sono affette da malattie, semplicemente fanno una specie di "vaccinazione" preventiva per spiegarci meglio.
    Quindi la domanda è: è adeguato eseguire questi trattamenti o sono inutili?
    Poi non capisco perchè si deve fare in autunno quando le basse temperature impediscono la proliferazione di batteri e funghi.
    Seconda domanda: se i trattamenti non sono inutili, quando bisogna farli esattamente e per quante volte prima della primavera? alcuni dicono prima di pioggia ma non ho capito il perchè.
    Infine, se per esempio durante la fase vegetativa (primavera estate) le piante sono attaccate da batteri/funghi il rame può risolvermi la situazione?
     
  6. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Hai messo insieme problematiche fitopatologiche assai diverse. Ti faccio solo un paio di esempio altrimenti ti dovrei scrivere un testo di patologia vegetale.

    Il pesco è assai sensibile ad una malattia chiamata bolla, che è propria di questa pianta e del mandorlo ma non ad es. del melo: in questo caso si fanno i trattamenti che dici in quanto quello pre-invernale è a titolo estintivo (serve a devitalizzare le forme svernanti del fungo che continuano a vivere saprofoticamente sulla pianta e a riprodursi per gemmazione) e il secondo a titolo preventivo (da farsi appena prima della rottura delle gemme in quanto le spore attaccano prestissimo le foglioline emergenti e dopo non si può più bloccare la malattia).
    Sul melo invece abbiamo come malattia principale la ticchiolatura che viene veicolata da ascospore diffuse a primavera (infezione primaria) dagli schizzi di pioggia, e poi, sempre per mezzo della pioggia, possono succedersi infezioni secondarie: in base a questo esistono attualmente strategie molto sofisticate che impiegano captaspore, modelli previsionali con software studiato in base all'epidemiologia del fungo che consentono di stimare con molto buona approssimazione il rischio di infezione e quindi allertano per intervenire in tempo con prodotti anticrittogamici.

    Quanto ai 'vaccini' per le piante non esistono, ma sono disponibili prodotti fitosanitari che promuovono le difese delle piante e che sono utili per certe malattie (ad es. batteriosi dell'actinidia, che per inciso è una patovar di P. syringae specifica di tale pianta). Il rame è un fungicida ad ampio spettro (ma non funziona con tutti i funghi patogeni) e ha proprietà batteriostatiche (ma non è un battericida), però agisce per copertura e quindi deve essere impiegato a titolo preventivo nell'imminenza dell'evento infettivo (dunque non ti risolve se è già iniziato il processo patogenetico: per certe malattie basta praticamente una nottata o poco più di bagnatura fogliare e parte l'infezione); inoltre può essere fitotossico (in particolare su pesco in vegetazione) e sono stati introdotti negli ultimi tempi limiti di impiego.

    Come puoi capire l'epoca dei nonni è abbondantemente superata e ormai non si cerca più di contrastare xyz malattie imbiancando i tronchi degli alberi con la calce o trattare a casaccio facendo di ogni erba...pardon...di ogni pianta un fascio:)
    Se vuoi chiedere altro posta sulla sezione parassiti e malattie specificando la pianta e il problema.
     
    Ultima modifica: 20 Novembre 2017
  7. alexin

    alexin Aspirante Giardinauta

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  8. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Come tutti gli esseri viventi, umani compresi, ma non per questo noi assumiamo antibiotici a titolo "preventivo" salvo non ci sia una concreta situazione di rischio epidemilogico di una grave malattia infettiva, ti pare?
    E i tuoi mirtilli sono in un'area dove è stata segnalato, che so, Phompsis vaccinii agente da quarantena del cancro del mirtillo? Non credo.
     

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