A proposito di banane e relativi semi ho letto su "le Scienze" di questo mese un articolo titolato 'L'ultima banana'. C'è infatti una variante di una malattia denominata 'Panama' e altre ancora (Sigatoka gialla e Sigatoka neta) che stanno letteralmente falcidianto le piantagioni di tutto il mondo.
Il problema centrale, e qui mi ricollego ai semi, è che praticamente l'unica varietà che mangiamo è la Cavendish (fino agli anni '30-40 del secolo scorso esisteva la Gros Michel che però è stata distrutta dalla malattia di Panama prima versione), in quanto si tratta di pianta di banano triploide che non produce praticamente semi e proprio per questo il frutto è commestibile.
Di conseguenza viene riprodotta per talea. Delle 500 varietà di banane esistenti quelle commestibili sono sterili: questo significa che non è possibile introdurre geni di resistenza tramite programmi di miglioramento genetico basato su ibridazione e selezione e dunque si sta lavorando (ma è impresa difficilissima) per inserirli con biotecnologie. Sempre per stare ai semi, l'articolo conclude che da 30.000 piante impollinate manualmente con polline di banani selvatici sono stati raccolti frutti per 400 tonnellate, ma questi frutti hanno prodotto solo 15 (diconsi 15 di numero) semi, di cui peraltro ne sono germogliati solo 5.
Mangiamo banane finchè siamo in tempo...