Sono senza parole, non ce n'è infatti per esprimere la solidarietà a Rosa e Viola ed a Emanuela. Purtroppo queste cose terribili sono accadute e continuano ad accadere e gli adulti hanno il dovere di essere vigli ed al caso di intervenire.
Resta il fatto che prima di condannare le persone bisogna prima dimostrarne la colpevolezza, pertanto mi astengo da ogni giudizio sulle maestre. Anch'io faccio l'insegnante, alla scuola media ma è lo stesso. Quello che non capisco, proprio "tecnicamente" è come sarebbero potute andare in quella villa e compiere quello di cui sono accusate. Quando noi dobbiamo portar fuori di scuola i ragazzi dobbiamo avere delle motivazioni didattiche che risultano dal piano di studio, le attività sono presentate per iscritto ed approvate, uscite comprese, dal collegio dei docenti edal consiglio d'istituto, ad ogni uscita viene chiesto il consenso scritto delle famiglie. Ciò prevede la legge, come avrebbero fatto queste tre ad eluderle senza che nessuno se ne accorga? Ciò non toglie che a volte accadano cose terribili. Questa è la mia indiretta esperienza: parrecchi anni fa un mio collega di matematica molestò dei ragazzini a scuola. Aveva organizzato molto bene la cosa. Nel programma aveva messo un corso di fotografia, ovviamente aveva scelto con cura chi lo frequentava, si chiudeva in camera oscura con tre quattro ragazzi alla volta. Non si poteva entrare perchè altrimenti si bruciava la pellicola. Fortunatamente i ragazzi avevano un buon rapporto con altri docenti e spifferarono tutto. Ricordo ancora lo smarrimento di quei momenti. La preside invitò il docente a prendersi qualche giorno di ferie e riunì tutti in collegio docenti. Fu fatta denuncia ai carabinieri, stilammo un lungo verbale del collegio, lo scrissi io. Otto pagine per dire tutto ciò che ci riferivano i ragazzi e di cui non ci eravamo assolutamente accorti ma come avremmo potuto?mentre lui faceva le sue "lezioni" noi stavamo in classe a fare le nostre. Il collega ci mando a dire di esprimerci con cautela perchè era pronto a denunciarci per calunnia ed a chiedere i danni. Noi riferimmo quel che sapevamo purtroppo per sentito dire, ci mancavano esperienze dirette. Copia del verbale fu trasmessa al Provveditorato.L'insegnante fu sospeso, poi ci fu il processo. Avenne guarda caso in piena estate, i genitori si rifiutarono di far testimoniare i figli, dal provveditorato ci venne l'ordine di secretare il documento, la copia trasmessa in Provveditorato guarda caso, sparì. L'anno dopo rischiammo di ritrovarcelo nella stessa scuola,: Nel frattempo si era presentato diverse volte in paese per incontrare i suoi piccoli "amici" ma alcuni adulti del paese gli diedero una tale scarica di legnate che non si fece più vedere. Sapemmo per vie traverse che la Curia della sua provincia d'origine stava aiutando il nostro collega. Come sia andato a finire il processo non siamo mai riusciti a sapere, due anni dopo una collega trasferitasi in un istituto professionale femminile lo trovò lì ad insegnare. Insomma ne ebbe dei benefici perchè altri colleghi per passare dalle medie alle superiori avevano quell'anno sostenuto un esame particolarmente duro. Attualmente ci sono giunte voci che insegni in un seminario: traete voi le conclusioni.
Nella stessa scuola accadde anche un altro fatto: una ragazza accusò il padre di molestie, ci demmo da fare, in primis la psicologa del distretto. Il confidente preferito era l'insegnante di artistica, considerato come un padre da tutti gli alunni della scuola. Un bel giorno la ragazza accusò anche lui citando una telefonata "sconcia"che il collega le avrebbe fatto, per fortuna disse anche il giorno e l'ora. La telefonata era vera e motivata da esigenze di servizio, il contenuto attribuito al collega ovviamente no, per fortuna telefonò dalla presidenza della scuola e casualmente eravamo in quattro a sentire. Si scoprì poi che la ragazza aveva inventato tutto, anche le molestie del padre, per attirare l'attenzione dei compagni di classe.
Ultimo episodio, ancora in atto, riguarda un mio alunno di prima.
Il bambino ha problemi di relazione e di apprendimento molto seri. Ha continuamente in classe comportamenti inacettabili: si denuda, si tocca (eufemismo) fa disegni precisissimi su devianze sessuali e li regala ai compagni ecc. Problemi che aveva alle elementari e che si porta dietro anche adesso alle medie. La famiglia dice che non sa che fare, che il bambino adottato a circa due anni ha subito dei traumi in befetrofio ( viene dalla Bielorussia). I genitori da noi invitati a rivolgersi alla locale USL per le indagini del caso ancora non lo hanno fatto anzi in particolare la madre accusa noi di non saper fare il nostro lavoro, sprattutto me e la collega di musica che non ci diamo pace e siamo in questo senso molto insistenti. Sono anzi passati al contrattacco e ci accusano
di non saper affrontare il problema e di fomentare il malumore dei compagni.
Purtroppo non riusciamo a farle capire che un insegnante non è e non deve fare lo picologo o peggio ancora lo psicoterapeuta.