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[Monografia] Oziorrinco delle ornamentali

Discussione in 'Parassiti e Malattie' iniziata da Alessandro2005, 6 Ottobre 2013.

  1. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Oziorrinco delle ornamentali (nome comune inglese: black vine weevil)

    Classificazione:
    [table="class: grid, align: left"]

    Nome scientifico
    Otiorhynchus sulcatus (altri: Otiorhynchus rugosostriatus, Otiorhynchus spp.)

    Ordine
    Coleoptera [​IMG]


    Famiglia
    Curculionidae [​IMG]

    [/table]



    Descrizione:
    L’oziorrinco che più facilmente si incontra sulle ornamentali è Otiorhynchus sulcatus (fig. 1a), il quale è comunemente chiamato oziorrinco della vite (da cui il nome in inglese). L’adulto di O. sulcatus è di colore nero-brunastro, leggermente brillante, le antenne sono scure mentre le zampe possono talvolta essere rossastre; sia il protorace che le elitre sono munite di peli dorati; l’insetto misura 8-10 mm di lunghezza. Piuttosto frequente è anche Othiorhynchus rugosostriatus (fig. 1b), chiamato oziorrinco della fragola (pianta che è l’ospite principale, ma questa specie di oziorrinco è alquanto polifaga e va su spontanee e ornamentali), il quale è un poco più piccolo del primo, di colore nerastro ma anche rossastro, le antenne e le zampe sono bruno-rossastre, le setole portate sulle elitre sono brune. La pupa dell’oziorrinco (fig. 1c) è di tipo exarato, è biancastra e si rinviene alloggiata in una camera pupale nel terreno; le larve (fig. 1d), lunghe 10-12 mm, sono apode, arcuate, bianche e con capo nocciola più o meno chiaro; le uova (fig. 1e) sono di forma sferica e con corion liscio, misurano 1 mm di diametro e il colore varia dal bianco-latteo all’aranciato-marroncino con la maturazione. Gli oziorrinchi non volano, ma sono buoni camminatori.

    [table="class: grid, align: left"]

    ® [​IMG] a
    ® [​IMG] b
    [/table]
    [table="class: grid, align: left"]

    ® [​IMG] c
    ® [​IMG] d
    ® [​IMG] e
    [/table]
    [table="class: grid, align: left"]

    1 In alto: a adulto di O. sulcatus, b adulto di O. rugosostriatus. In basso: c pupa, d larve (di varia grandezza e.
    dal caratteristico aspetto a C), e uova (appena deposte) di O. sulcatus
    [/table]


    Descrizione:
    L’oziorrinco danneggia sia l’apparato fogliare sia quello radicale (fig. 2). Gli adulti infatti attaccano le foglie su cui compiono erosioni piuttosto caratteristiche, incidendo tipicamente il bordo della lamina fogliare con asportazioni di forma semicircolare e margine di taglio più o meno regolare, mentre le larve sono radicicole e si nutrono rosicchiando l’apparato radicale con conseguente deperimento della pianta.

    [table="class: grid, align: left"]

    * [​IMG]
    ® [​IMG]
    [/table]
    [table="class: grid, align: left"]

    2 Tipiche erosioni a mezzaluna, leggermente sfrangiate, su olivo (O. cribricollis) e larve (O. sulcatus) su --
    radici di Sedum
    [/table]
     
    Ultima modifica di un moderatore: 6 Giugno 2014
  2. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Distribuzione:
    Il genere Otiorhynchus comprende numerose specie oltre ai sopra citati O. sulcatus e O. rugosostriatus (nei nostri ambienti sono piuttosto comuni ad es. O. armadillo e O. salicicola, fig. 3). Otiorhynchus sulcatus è diffuso a livello planetario soprattutto nelle fasce temperate europee e nordamericane (fig. 4) ed è presente in tutte le Regioni italiane.


    [table="class: grid, align: left"]

    * [​IMG]
    * [​IMG]



    3 A sx Otiorhynchus armadillo,
    a dx Otiorhynchus salicicola

    [/table]



    [table="class: grid"]

    [​IMG]

    [​IMG] = Presente, senza altri dettagli [​IMG] = Ampiamente diffusa [​IMG] = Localizzata [​IMG] = Vedi la mappa regionale


    [Fonte dell’originale: CABI]​


    4 Mappa di distribuzione di O. sulcatus. I pallini mostrano la situazione nei singoli stati Stati nazionali:
    quelli blu indicano una presenza estesa a tutta la nazione, mentre quelli rossi significano invece presenza
    localizzata in aree ristrette. In USA questa specie è stata introdotta circa 150 anni fa, in Nuova Zelanda e
    in Australia (Vittoria, Tasmania) è giunta a cavallo degli anni ’70-’80 del secolo scorso; è diffusa in Egitto
    e nell’isola di Sant’Elena, segnalata inoltre nelle Azzorre (appartenenti al Portogallo) e in Malaysia
    [/table]


    Piante ospiti:
    Gli oziorrinchi in generale sono in grado di attaccare diverse specie vegetali: ad esempio tra gli ospiti di O. sulcatus e O. rugosostriatus figurano piante di interesse agrario e coltivate per fronda, piante ornamentali, foraggere e spontanee (per il primo: vite, fragola, lampone, ruscus, rododendro, lauroceraso, evonimo, ligustro, etc.; per il secondo: fragola, lampone , ciclamino, primula, begonia, etc.), ma alcuni oziorrinchi attaccano un numero limitato di piante (es. O. niger che vive su Picea excelsa e anche su Pinus pinea) mentre altri hanno ospiti preferenziali (es. O. cribricollis su olivo e secondariamente su altre piante da frutto, mentre allo stadio larvale vive a spese delle radici di Artemisa gallica e di piante ortive).


    Biologia:
    Gli oziorrinchi nei nostri ambienti compiono una sola generazione all’anno (fig. 5). Prendendo a riferimento O. sulcatus, gli adulti compaiono a maggio e vivono fino all’inizio dell’autunno, nutrendosi di foglie durante le ore notturne mentre di notte se stanno nascosti nel terreno attorno alle piante. Nelle regioni centro-settentrionali dell’Italia le popolazioni di questa specie sono costituite da sole femmine partenogenetiche (esiste una razza che presenta maschi e si riproduce sessualmente in alcune zone appenniniche); l’ovideposizione inizia dopo che esse si sono alimentate per un mese e si protrae per tutta l’estate, e ciascuna è in grado di deporre complessivamente alcune centinaia di uova. Il periodo di incubazione dell’uovo dura una decina di giorni. Le larve neonate si alimentano erodendo inizialmente le radici più sottili per poi attaccare, crescendo esse stesse di dimensioni, quelle più grandi e finanche la porzione interrata del fusto. Gli adulti vivono per tutta l’estate (in serra riscaldata sono presenti fino all’inverno e a causa del più prolungato periodo di ovideposizione l’insetto può essere presente in tutti gli stadi). Lo svernamento è sostenuto dalle larve di diverse età, quindi in primavera esse riprendono a nutrirsi completando lo sviluppo e infine impupandosi in una cella terrosa da dove emergono come adulti dopo circa venti giorni (fig. 6). Negli oziorrichi è molto evidente il fenomeno della tanatosi (peraltro presente molti altri coleotteri), ossia l’atteggiamento dell’insetto di fingersi morto o lasciarsi cadere quando si sente minacciato (fig. 7).


    [table="class: grid"]

    [​IMG]



    5 Schema del ciclo biologico di O. sulcatus: i danni primaverili e autunnali
    sono riferiti all’attività dalle larve (da Moorhouse et al. 1992, modificato)
    [/table]

    [table="class: grid"]

    ® [​IMG]
    * [​IMG]



    6 Adulto di oziorrinco nella sua cella terrosa pronto
    a emergere
    7 Questo oziorrinco (O. armadillo), sorpreso
    mentre erodeva una foglia di lauroceraso, si è
    finto morto

    [/table]
     
    Ultima modifica di un moderatore: 6 Giugno 2014
  3. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    A cause delle abitudini notturne, la lotta diretta contro l’adulto è possibile solo impiegando insetticidi attivi per contatto e ingestione e sufficientemente persistenti sul fogliame (es. clorpirifos-metile, spinosad) e si interviene non appena si osservano i primi attacchi in modo da eliminare più adulti possibile prima che essi inizino a deporre le uova.

    Attualmente per il controllo di questo fitofago si va estendendo l’impiego di bioinsetticidi microbiologici efficaci contro le larve (e pupe) nel terreno. Esistono due categorie di tali prodotti, i nematodi entomopatogeni (EPN = entonomopathogenic nematodes) e i funghi entomopatogeni (EPF = entomopathogenic fungi). I primi appartengono ai generi Heterorhabditis e Steinernema e la loro azione biocida è dovuta a un batterio che portano come simbionte e che rilasciano nel corpo dell’insetto entro cui penetrano attivamente e si riproducono: larve e pupe muoiono nel giro di pochissimi giorni (fig. 8 e fig. 9). Gli EPN impiegati contro gli oziorrinchi sono Heterorhabditis megitis e H. bacteriophora, Steinernema kraussei.

    Essi hanno comportamenti ambientali differenziati: quelli del gen. Heterorhabditis sono attivi con temperatura del terreno compresa nell’intervallo termico 10-25 °C, inoltre hanno bisogno di un velo di acqua per muoversi attivamente verso le prede; Steinernema invece è attivo già a una temperatura di 6 °C ma si limita ad attendere la preda. Ciò rende possibile la scelta del tipo di nematode in rapporto al contesto in cui si opera. Gli EPN hanno il vantaggio di non creare ceppi resistenti di insetti, hanno una azione prolungata e non sono pericolosi né per l’operatore né per il consumatore né per l’ambiente.
    Si impiegano applicandoli in soluzione acquosa nel terreno attorno alle piante attaccate dagli oziorrichi, o anche nel terriccio dei contenitori se si tratta di piante allevate in vaso o bancali. Il trattamento con i nematodi va posizionato nei periodo in cui le larve riprendono l’attività prima di impuparsi e/o stanno nascendo (fig. 10).

    I funghi entomopatogeni sono conosciuti fin dal 1800 ma il loro impiego come agrofarmaci è relativamente recente. Contro l’oziorrinco esiste già un prodotto commerciale (però non ancora registrato in Italia al 2013) ottenuto da un ceppo di Metarizhium anisopliae risultato molto efficace contro le larve di tale insetto. Si tratta di un formulato granulare a base di riso che può essere miscelato col terriccio nella preparazione dei vasi o incorporato nel terreno: quando le spore fungine vengono a contatto con l’insetto germinano sul suo corpo invadendolo e portandolo a morte (fig. 11), inoltre dalle ife sviluppatesi si formano nuove spore in grado di diffondere l’infezione su altri individui; in assenza di contatto invece le spore sopravvivono quiescenti nel terreno anche per anni. L’attività del fungo è ottimale con un intervallo termico nel terreno di 15-35 °C. Non ci sono particolari controindicazioni o pericoli nell’impiego degli EPF.


    [table="class: grid"]

    a [​IMG]
    b [​IMG]



    c [​IMG]
    d [​IMG]



    e [​IMG] .
    f [​IMG]

    [/table]
    [table="class: grid"]
    8 Schema di come agiscono gli EPN su generiche larve di coleotteri (fonte: M. Ricci e A. Ragni
    BioTeconologie B.T. s.r.l.
    )
    [/table]


    [table="class: grid"]

    ® [​IMG]

    9 Pupe (sopra) e larve (sotto) di O. sulcatus: quelle marroni sono
    infettate da EPN
    [/table]


    [​IMG]


    [table="class: grid"]

    ® [​IMG]

    11 Larva di oziorrinco invasa dal micelio di
    M. anisopliae
    [/table]



    Legenda fonte immagini

    [table="align: left"]

    ®
    web

    *
    Alessandro2005
    [/table]
     
    Ultima modifica di un moderatore: 6 Giugno 2014
  4. steff

    steff Florello

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    Grazie Alessandro ,io da perfetta ignorante quando li trovo li schiaccio ...sono duri come sassetti .
     
  5. malin

    malin Aspirante Giardinauta

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    Molto molto completo vorrei però qualche nome di prodotto per l eliminazione delle larve grazie!!

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  6. DarioDario

    DarioDario Giardinauta

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    ma una lotta meccanica è possibile? con lana di vetro ecc.... ?
     
  7. Kakugo

    Kakugo Guest

    La mia esperienza: finora l'unico metodo di controllo efficace che ho trovato contro questo coleottero sono insetticidi sistemici di vario tipo, che però sono ovviamente efficaci solo contro gli adulti.
    So che anche prodotti contenenti Bacillus thuringiensis o la proteina Bt da esso derivata si sono dimostrati molto efficaci, e sono molto più selettivi. E' un'ottima alternativa per chi non vuole usare prodotti "di sintesi".
    Il controllo manuale lo ho provato. L'unica cosa che "pare" funzionare è mettere striscie di carta moschicida alla base dei fusti delle piante da proteggere. Funzionare, funzionano, ma quando le piante iniziano ad essere tante e ad avere una miriade di fusti... c'è da perderci dietro una vita!
    Un metodo che mi è stato suggerito (ma che non ho provato) è di mettere uno strato di paglia sotto la pianta. Terminate le sue scorrerie l'oziorrinco si rifugerà lì al mattino per riprendere l'attività al calare del sole. A quel punto si raccoglie la paglia e la si brucia. Come detto, metodo di cui sono a conoscenza ma che non ho mai testato.

    Per quanto riguarda il controllo delle larve, in commercio c'è un prodotto a base di nematodi antagonisti commerciato da Koppert e venduto col nome commerciale di Larvanem. In alternativa è disponibile anche il Nemopak HB commercializzato da Bioplanet.
     
  8. Yehua

    Yehua Aspirante Giardinauta

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    Ciao a tutti, mi sono buttata nell'"esperienza lombricompostaggio casalingo" da un anno a questa parte. Utilizzando un po' dell'umido che altrimenti getterei e un po' di lombrichi ottengo un bel terriccio. Purtroppo la mia avventura è stata rovinata dalla presenza di queste terribili larve. Ora la mia perplessità è: se usassi nel terriccio invaso da queste larve un prodotto come il Larvanem avrebbe lo stesso effetto anche sui miei poveri lombrichi?
    Specifico che il tutto avviene in vaso con solo terriccio senza piante.
    Grazie mille in anticipo a chi potrà rispondermi!
     
  9. Veronic2

    Veronic2 Aspirante Giardinauta

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    Contro l'oziorinco e sue larve in un centro di giardinaggio mi hanno consigliato Natria di Bayer Gardern. Che ne dite? Potrei farcela?
    Grazie,
    Veronica
     
  10. galadh86

    galadh86 Aspirante Giardinauta

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    Ciao, qualche considerazione: riguardo al prodotto che citi, non ho esperienza e non lo conosco, quindi non ti posso aiutare, mi spiace! :(

    Riguardo alle larve però, non tutto il male vien per nuocere!

    questo tipo di larva è molto utile invece perché nel caso del compost non aggredisce le radici di piante vive, ma si nutre della sostanza organica che trova al suo interno! Ti assicuro che chi produce compost, e trova queste larve, le tiene al suo interno perché sa il prezioso lavoro che svolgono!

    Poi chiaro che, se da una parte sono utili, dall'altra quando andrai ad utilizzare quel compost maturo per le piante "l'infestazione" di queste larve è dannosa e controproducente!

    A maturazione completa, controlla togliendo manualmente le larve dal compost sparpagliando bene, le vedi a colpo d'occhio visto che sono belle grosse!

    A quanto mi pare di capire, non hai grosse quantità di compost prodotto, non ti dovrebbe essere difficile eseguire questa operazione! :)



    Inviato dal mio D5803 utilizzando Tapatalk
     
  11. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Natria è una linea di prodotti impiegabili in agricoltura biologica, e che comprende una estesa gamma di prodotti (concimi, fungicidi, insetticidi), per cui non è possibile rispondere non sapendo esattamente cosa ti è stato consigliato. Scorrendo comunque la lista di quei prodotti io non ho visto rimedi adatti per uova e adulti dell'oziorrinco.
    Ciao
     
  12. jento

    jento Aspirante Giardinauta

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    Ciao a tutti,

    Potreste chiarirmi su quale tipologie di insetti fa effetto il Reldan? Mi darebbe molto fastidio fare strage di tutti i tipi di insetti che vivono nelle piante infestate solo per cercare di eliminare l'oziorrinco.
    D'altra parte I nematodi costano un bel po'...troppo per poter pensare di eliminare il problema solo con questo sistema. Senza contare che se poi il vicino non applica nessun rimedio siamo punto e a capo...

    Vedo che ci sono anche delle forbicula sulle piante dove ci sono gli oziorrinco...Non so dove l'avevo letto, ma in un articolo dicevano che sono i nemici naturali dell'oziorrinco...Ahimè però non mi risulta,...mi sono appostato vaire volte per vedere incontri tra forbicula e oziorrinco...incontri naturali e "forzati" ma in nessun caso ho visto ostilità tra i 2 insetti....
    Mi spiacerebbe annientare anche le furbicola, non dannose per le piante da quanto mi risulta...
     
  13. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    RELDAN è uno dei pochi insetticidi della vecchia categoria dei fosforganici ancora in repertorio. Sono molecole neurotossiche che non fanno distinzioni (qui c'è la scheda di sicurezza: http://msdssearch.dow.com/Published...h=it/pdfs/noreg/011-03026.pdf&fromPage=GetDoc ): il fatto che sia ancora ammesso è dovuto sostanzialmente alla sua relativa modesta tossicità per gli animali a sangue caldo e ad alcune caratteristiche tecniche che lo rendono interessante per certi impieghi.
    Le forbicine non sono antagonisti dell'oziorrinco.
    In ogni caso la lotta contro gli adulti è piuttosto aleatoria. Certamente oggi è preferibile ricorrere a prodotto biologici (nematodi, funghi) attivi anche contro lo stadio larvale che pure esso è dannoso.
     
  14. jento

    jento Aspirante Giardinauta

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    Infatti ...come immaginavo....
    Oltre al fatto che va irrorato di sera...(da me escono alle 12) altrimenti è inutile...ed alla sua puzza insopportabile....

    Domanda: Se rovescio la soluzione acqua e reldan direttamente nel terreno, verso sera, ma prima che escano , ha qualche effetto?

    In ogni caso a parte uccelli notturni, (che non so quali possano essere, da me di uccelli attivi la notte non ne osservo salve qualche pippistrello sulle piante più alte...ma di certo non sulle mie fotinie e i miei rododendri) quali sarebbero gli antagonisti dell'oziorrinco?

    Per quanto riguarda altri metodi di lotta invece un biologo dalle mie parti mi aveva parlato di un nuovo metodo in fase di sperimentazione, si tratta dei funghi che mi hai citato?

    Non esiste invece qualcosa di granulare da mettere sul\nel terreno?

    Per quanto riguarda i nematodi una scatola io la pago 30€...da alcune parti anche 40€...andrebbe messa almeno 2 volte l'anno, e una sola scatola non è sufficiente....120€ come minimo quindi ogni anno non sono pochi...
     
  15. jento

    jento Aspirante Giardinauta

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    Monza
    Non c'è più nessuno che possa rispondere?
     
  16. Bernadette Lafont

    Bernadette Lafont Aspirante Giardinauta

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    Lo scorso anno comprai una rosa di vivaio , senza cartellino. Nel reinvasarla ho trovato decine e decine di larve. Ho poi scoperto che si trattava di oziorrinco. la vivaista mi ha consigliato di bruciare la pianta, per evitare che l'O. potesse arrivare anche alle altre rose del terrazzo.
    Non essendo una rosa pregiata o particolamente bella ho fatto come mi ha detto, ma le altre tre mie rose hanno poi mostrato i segni delle rosicchiature a mezzaluna. Ho provato con un prodotto Bayer. Due rose hanno passato l'inverno, una terza no. Non so se perché l'O. ne abbia gravemente intaccato l'apparato radicale durante l'inverno o per errori miei di potatura o cosa altro. Comunque, nel mio manuale ho letto che l'unico modo efficacie è la prevenzione con i nematodi, e va fatta a fine autunno. Ciao :)
     
  17. Veronic2

    Veronic2 Aspirante Giardinauta

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    Ma io i nematodi non li ho mai trovati! A milano li ho cercati in vari posti ma non li hanno.
     
  18. strega muschiata

    strega muschiata Giardinauta Senior

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    Non so se è ancora attiva questa discussione . Io quest anno sono invasa dalle larve . Come mai ? Anni scorso qualche attacco ma quest anno molto molto peggio . Ho dovuto buttare qualche pianta . Io uso rimuoverle manualmente e pur non piacendomi , ucciso le larve . Menomale che mi accorgo che qualcosa non va perché la pianta non beve più . Resta bagnata . Allora la tiro fuori dal vaso e zac . Stasera in una (che spero si riprenda perché grandicella) ne ho tolto una trentina . A sezionare la terra per toglierle tutte . Sono demoralizzata
     

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