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Le malattie del prato: identificazione, cause e rimedi (con foto) (2)

CasperA

Aspirante Giardinauta
Vedo che ripeti la domanda ma dichiarando che si tratta di Microdochium nivale, dunque dovresti chiarire in che modo è stato diagnosticato tale patogeno, peraltro maggiormente compatibile a inizio inverno (c'è chi fa diagnosi per confronto fotografico ma, come ti avevo richiesto di riferire, si procede tenendo conto di tutti gli elementi disponibili, come zona, clima, momento della manifestazione, inoltre può essere utile sapere la composizione del prato).

Dal punto di vista del periodo di comparsa - se attuale - certamente è più logico rispetto a Pythium, e in effetti anche M. nivale inizialmente può manifestare muffette benché il carattere più tipico sia dato dal successivo alone rosato, e anche all'interno dell'area colpita si possono trovare ife e spore di colore bianco/rosato: il colore rosato indica che si stanno formando le fruttificazioni, dunque sarebbe la conferma diagnostica (non c'è altro sistema semplice: in laboratorio si fa con metodiche molecolari o isolamento per due settimane al buio a 25 °C su terreno di coltura peptone-glucosio-agar = PSA; come ti avevo già detto una semplice osservazione microscopia cmq sarebbe sufficiente per escludere Pythium dato che M. nivale è un ascomicete con ife settate).

La difesa non si allontana di molto dalle indicazioni che ti avevo fornito nel mio precedente messaggio, salvo il fatto che ove si impiegassero fungicidi si va sui triazoli, ma si consiglia piuttosto un programma basato su interventi con fosfiti e se le temperature fossero favorevoli (sopra i 10 °C) trattando con microrganismi antagonisti. Come misure collaterali si suggerisce di evitare il calpestio e operazioni che potrebbero diffondere il patogeno, di irrigare il prato per pochissimi minuti se alla mattina è presente rugiada (in pratica per lavarla via) o al contrario se l'umidità è costante cercare di asciugare con soffiatori.
 
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Gaspe

Aspirante Giardinauta
Vedo che ripeti la domanda ma dichiarando che si tratta di Microdochium nivale, dunque dovresti chiarire in che modo è stato diagnosticato tale patogeno, peraltro maggiormente compatibile a inizio inverno (c'è chi fa diagnosi per confronto fotografico ma, come ti avevo richiesto di riferire, si procede tenendo conto di tutti gli elementi disponibili, come zona, clima, momento della manifestazione, inoltre può essere utile sapere la composizione del prato).

Dal punto di vista del periodo di comparsa - se attuale - certamente è più logico rispetto a Pythium, e in effetti anche M. nivale inizialmente può manifestare muffette benché il carattere più tipico sia dato dal successivo alone rosato, e anche all'interno dell'area colpita si possono trovare ife e spore di colore bianco/rosato: il colore rosato indica che si stanno formando le fruttificazioni, dunque sarebbe la conferma diagnostica (non c'è altro sistema semplice: in laboratorio si fa con metodiche molecolari o isolamento per due settimane al buio a 25 °C su terreno di coltura peptone-glucosio-agar = PSA; come ti avevo già detto una semplice osservazione microscopia cmq sarebbe sufficiente per escludere Pythium dato che M. nivale è un ascomicete con ife settate).

La difesa non si allontana di molto dalle indicazioni che ti avevo fornito nel mio precedente messaggio, salvo il fatto che ove si impiegassero fungicidi si va sui triazoli, ma si consiglia piuttosto un programma basato su interventi con fosfiti e se le temperature fossero favorevoli (sopra i 10 °C) trattando con microrganismi antagonisti. Come misure collaterali si suggerisce di evitare il calpestio e operazioni che potrebbero diffondere il patogeno, di irrigare il prato per pochissimi minuti se alla mattina è presente rugiada (in pratica per lavarla via) o al contrario se l'umidità è costante cercare di asciugare con soffiatori.
Mi sa che hai fatto confusione con qualche altro utente.
In ogni caso, Il 2 di Gennaio in Italia( in ogni angolo)reputo altamente improbabile che possa trattarsi di Pythium.
La composizione in ogni caso la si capisce dalla foto, direi un lolium/festuca in quasi la sua totalità meno che forse per qualche lamina di poa annua.
Ps: il propamocarb è stato revocato per l’utilizzo su tappeti erbosi
 

CasperA

Aspirante Giardinauta
Mi sa che hai fatto confusione con qualche altro utente.

Ciao.
Sì, ho scambiato la citazione di Supergaspo per una ripresa del messaggio da parte dello stesso Autore. Grazie per la correzione e l'aggiornamento.

Ad ogni modo la diagnosi iniziale di Pythium non era mia.

Circa il propamocarb non sono riuscito a trovare la nota specifica di revoca ma nelle etichette dei prodotti fitosanitari più noti effettivamente non si citano tappeti erbosi (forse si tratta di limitazione di campo di impiego a seguito di ri-registrazione o nuova etichetta). Dal documento più recente che ho trovato in rete (2021) contro Pythium su prato in realtà sono ammessi solo preparati microbiologici; i pochi fungicidi di sintesi ancora autorizzati su tappeti erbosi sono registrati per altri patogeni: mi confermi?

P.S. [... Il 2 di Gennaio in Italia ...] Sui forum mi è anche capitato di leggere messaggi dal Sud-America, ad esempio per identificare insetti dannosi, senza che venisse dichiarata la provenienza, oppure richieste su foto datate, dunque non do mai nulla per scontato: per questo motivo ho insistito sull'attualità della foto e relativa provenienza.
 
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supergaspo

Aspirante Giardinauta
Salve ragazzi, come la tolgo questa maledetta :

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