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La scuola che c'è - lettera a Repubblica

nenne46

Giardinauta Senior
Stimolata dalle parole di Andrea - Marchese del Ficus, mi piacerebbe sentire il vostro parere su questa lettera pubblicata da Repubblica di oggi:
Lettera aperta di uno studente napoletano sui temi del disagio e del bullismo
"Ma quello che ho scritto interesserà a qualcuno anche se non fa spettacolo?"
"Non picchio i compagni e amo la scuola
ditemi la verità: non sarò mica un folle?"

di GIUSEPPE ROSARIO ESPOSITO
Mi presento, il mio nome è Giuseppe Rosario Esposito sono un ragazzo napoletano, uno di quelli che ha la fortuna di poter andare a scuola, un ragazzo come tanti, uno di quelli che può sedersi di fronte ad un Pc per scrivere una lettera che probabilmente sarà ignorata poiché non fa abbastanza "Spettacolo". Non siamo forse nella società dello spettacolo ad ogni costo?

Ed allora guardando la televisione leggendo i quotidiani, non sento che parlare della "Non scuola" , non leggo altro che articoli interminabili sull'ennesimo video caricato su YouTube che riprende chissà quale altro atto di vandalismo o di bullismo.

Si parla solo di questa "non scuola" che ormai sembra aver preso il sopravvento su tutto e tutti!

E la scuola? Quella vera, quella dei ragazzi che scrivono per far sentire la loro voce, quelli che in centinaia e centinaia parlano della "scuola che c'é" su di un forum on-line di cui nessuno ha scritto, quelli che si interessano dei reali problemi dei sistemi di istruzione, quelli che hanno deciso di creare un manifesto europeo degli studenti

Che fine ha fatto quella scuola? Indubbiamente è più spettacolare far parlare di sé piuttosto che parlare di sé. Allora forse più che scrivere una lettera, dovrei filmarmi con uno di quei videofonini mentre riempio di botte qualche insegnante. Non lo so! Forse sono un folle se penso che a qualcuno importerà questa lettera, sono un sognatore nel cercare ogni mattina sui titoli dei giornali "la scuola che c'è" restando puntualmente deluso da quei caratteri cubitali

Forse dovrei già sapere che nessuno risponderà a questa lettera. E forse mi dovrei abituare a non sapere cosa sono gli obbiettivi di Lisbona 2010, in fondo cosa importa! So cos'è YouTube. Ma scusate se non posso fare a meno di sognare

(8 marzo 2007)
 

klosy

Guru Giardinauta
Sai cosa mi colpisce di questa lettera?
Il fatto che questo ragazzo sia di Napoli, dove, è vero, c'è un certo disagio scolastico, forse più che in altre zone d'Italia, dove capita che chi va avanti con lo studio viene considerato un perdente.
Non si tratta di un luogo comune, e non mi piace parlar male della "mia città", perchè già se ne sentono tante di storielle gonfiate (credetemi, è cosi!), ma è una sensazione che si percepisce in quasi tutta Napoli.
 
A

ambapa

Guest
Stimolata dalle parole di Andrea - Marchese del Ficus, mi piacerebbe sentire il vostro parere su questa lettera pubblicata da Repubblica di oggi:
Lettera aperta di uno studente napoletano sui temi del disagio e del bullismo
"Ma quello che ho scritto interesserà a qualcuno anche se non fa spettacolo?"
"Non picchio i compagni e amo la scuola
ditemi la verità: non sarò mica un folle?"
Più che da uno studente ho l'impressione che sia stata scritta da un insegnante giustamente amareggiato. Comunque sia, condivido in pieno la sostanza. L'abbiamo detto anche noi nei numerosi post sulla scuola che ogni tanto ci appassionano. Il solito problema della disinformazione che tutti abbiamo sotto gli occhi.
 

Sara D

Aspirante Giardinauta
io questa lettera l'ho letta sulla Stampa di ieri..... uguale identica..... Sul tema scuola in Italia ci sarebbe da scrivere un poema: ho un figlio in età scolare e, non sò se si tratta di un'eccezione, ma la scuola che frequenta, essendo piccola e in pericolo di chiusura, lavora ad un ritmo incredibile.... vedo mio figlio studiare con molto entusiasmo ed impegno, vedo insegnanti impegnati (spessissimo anche in orari extrascolastici) a portare avanti progetti didattici interessantissimi: quasi quasi torno a scuola pure io..........

Poi invece sui TG e sui giornali si parla di 'malascuola' italiana, di bullismo, di fattacci che non vorresti mai capitassero a tuo figlio..... Oppure ti trovi a leggere quella lettera di quel ragazzo romano, indirizzata al Financial Times di Londra, dove denigrava l'insegnamento del latino nei licei italiani e si domandava del perchè venisse ancora insegnato anzichè sostituito con lingue moderne tipo cinese, arabo, russo etc...... Nonostante i miei 'anta', tornerei volentierissimo sui banchi di scuola, a studiarmi il latino, Dante e Manzoni...... Tempus fugit...... e l'unica occasione che ho di farlo è da autodidatta!
 
I

Il Marchese del Ficus

Guest
...ciao a tutti, intervengo anche io perchè "chiamato in causa" da nenne che saluto affettuosamente.

E' importante sapere chi ha scritto la lettera? Studente o Prof. cambia poco.
Io insegno solo da pochi mesi e non posso certo millantare un'esperienza e un mestiere che ancora non ho, ma da giovane professore (e raro, oltretutto: i prof. di Lettere di sesso maschile si contano sulla punta delle dita e, mi sembra, veniamo trattati coi guanti e molto considerati) posso dire che il mondo degli adolescenti è ESATTAMENTE LO STESSO di quello che ricordo io.
Negli anni 80 (sono del '71) c'erano i bulli, i violenti, c'erano i tossichelli in erba, le ragazzette zozzette, i prof disturbati ecc ecc ecc.
Oggi sono cambiati solo alcuni dettagli.
Serve "la notizia", quindi ogni pretesto è buono per lanciare strali infuocati contro i capri espiatori di turno e pubblicarli tempestivamente ovunque: i prof. sono un ottimo bersaglio, facile, vulnerabile, per il loro particolare e delicato mestiere. I pochi idioti che rovinano la categoria sarebbero i pochi idioti di un'altra, se avessero avuto il buon gusto di fare altro...

Gli studenti hanno fatto "zozzerie" nei cessi sin dalla nascita dei primi ginnasi nella Grecia antica... tutti ricorderanno episodi "piccanti" o imbarazzanti, io ne ricordo alcuni.... così come ricordo le violenze, le prepotenze, quell'insieme di ignoranza e disagio familiare che oggi chiamano "bullismo". Ma allora non c'erano i videofonini e nessuno -escluso i presenti- ne sapeva nulla.

Io peraltro ho il vantaggio di sapere che fine hanno fatto i "bulli" che mi tormentavano alle medie (visto che le zozzerie nei cessi le ho fatte MOLTI anni più tardi...), perchè sono rimasti nel quartiere, o nei pressi, e ne ho seguito l'evoluzione (in realtà una INVOLUZIONE) negli anni. Già erano predisposti, la droga ha fatto il resto e chi sottoterra, chi in galera, chi sbattuto al bar a vendere fumo, ognuno ha trovato la sua collocazione. Io, che ne fui vittima, sto trovando la mia. E' consolatorio pensare che le cose bene o male vanno sempre al posto loro, quindi memore della mia adolescenza che sento ancora dentro di me e vicinissima, da Prof mi metto nei loro panni e dò loro ciò che desiderano.
Gli insegno le cose. Quelle dei libri e quelle che ho imparato, e le mie "avventure" a volte incuriosiscono i ragazzini e attraggono la loro attenzione che poi mi tocca reindirizzare verso le "cose importanti" della Storia, della Geografia, della Letteratura. Non è difficilissimo e a volte funziona, ma è per me faticoso. Mi pagano, e io fatico.
Purtroppo, e qui chiudo, i giovani leggono poco.
Il Romanzo dei Romanzi, l'opera che ha reinventato la lettratura moderna, ormai è "Il film di Piter Gecson" (trascrivo testualmente da un tema) anzichè "Il Signore degli Anelli". Pochi leggono. Pochissimi. Molti film, però, spesso anche buoni, ma niente romanzi. Ecco perchè scrivono male pur essendo intelligenti. E poi hanno perduto la curiosità di scoprire, di conoscere.
Che peccato.
Salutoni

Andre
 

lidia1809

Guru Giardinauta
Questa lettera mi ha fatto notare una cosa molto importante, a cui non avevo fatto cao attratta dallo spettacolo................è vero, non si parla più di scuola (e io essendo all'università ne sono ancora dentro).
 
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