1. Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

Il meraviglioso mondo delle api

Discussione in 'Altri animali' iniziata da ironbee, 11 Gennaio 2011.

  1. Green thumb

    Green thumb Moderatore Sezz. Prato / Libri Membro dello Staff

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    Ho visto che la caraffa che sputa fumo è usata per il recupero dello sciame, ma il suo effetto è quello d'intontirle? con cosa è fatto il fumo? :D)
    Altra domanda cui non ho trovato mai una risposta convincente, mi hanno detto che la cera d'api è commestibile, è vero?
     
  2. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Si chiama affumicatore. E' formato da un contenitore dove si mette il materiale combustibile (che può essere cartone, stoffa, iuta, ecc. , personalmente utilizzo i tappi di sughero usati) e un piccolo mantice che spinge l'aria sotto la combustione.
    Il fumo serve a spaventarle e disorientarle, normalmente per il recupero degli sciami non serve, anzi è controproducente, mentre è indispensabile durante le visite di routine.
    La cera passa intatta per il nostro apparato digerente, credo che l'unico animale che riesca a digerirla sia la tarma della cera.
    Dicono che mangiare un pezzo di favo, cera e miele insieme, dia delle sensazioni gustative uniche, sinceramente non ho mai provato, la cosa non mi attira, è un mio limite.
     
  3. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Domenica ne ho fatta una sotto la neve, appena ho un attimo di tempo la scarico dal cellulare.

    La melassa credo sia il residuo della lavorazione della barbabietola, penso ti riferissi alla melata, che è costituita dai liquidi dolci prodotti da afidi, metcalfa,ecc, che raccolti dalle api concorrono a formare appunto il miele di melata.
     
  4. sugaricegirl

    sugaricegirl Guru Giardinauta

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    ehm sì, volevo dire melata :ros::ros::ros: che vergognisssssssssima
     
  5. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Ho un termometro a massima e minima vicino agli alveari e negli ultimi 15 giorni ha segnato più volte -5°.
    La covata, cioè le larvette, ha bisogno di una temperatura simile a quella umana (37°) con una tolleranza di alcuni gradi.
    Eppure in questi giorni stanno nascendo le prime api del 2011 (ricordo che le api nascono dopo 21 giorni dalla deposizione dell'uovo): quindi riescono a mantenere intorno alla covata, che per ora non è molto estesa, una temperatura sufficiente! :eek:
     
  6. Federica

    Federica Master Florello

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    Come fai a capiare che sono le nuove nate???
     
  7. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Mi accorgo che ci sono delle nascite dai residui che si trovano nel cassettino che è sul fondo dell'arnia: l'ape quando nasce rompe il tappo di cera (opercolo) che chiude la sua celletta e i pezzetti di cera cadono appunto sul fondo e sono riconoscibili, perchè, contenendo anche i residui del bozzolo, sono di colore più scuro rispetto ai residui degli opercoli delle cellette che contenevano miele.
     
  8. Federica

    Federica Master Florello

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    Altra domanda....poi quelle cellette le riutilizzano, le puliscono e poi altro uovo?
     
  9. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Sì, però a forza di utilizzarle, dato che rimangono i resti del bozzolo, tendono a rimpicciolirsi e quindi dopo 3-4 anni è meglio sostituire il favo.
    Eventualmente la celletta può essere riutilizzata per contenere miele o polline.
     
  10. Federica

    Federica Master Florello

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    Quindi è l'apicoltore che provvede alla sostituzione?
    Le cellette del miele hanno una posizione particolare rispetto a quelle con le uova?
    Nel filmato abbiamo visto che tolto il coperchio ci sono più cellette che vengono inserite come cassetti infilati verticalmente, alcune di queste utilizzate per il miele e altre per le uova?
    grazie Ironbee, sempre gentile....buona serata...:Saluto::Saluto:
     
  11. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    L'arnia è composta dal nido, che contiene i favi dove la regina depone le uova e le api depositano le scorte di miele e polline.
    Sul nido l'apicoltore sovrappone 1 o più melari, che contengono i favi dove depositeranno il miele.
    Il favo del melario è alto la metà di quello del nido (nel filmato della disopercolazione il favo ha stranamente le dimensione di quelli da nido).
    I favi sono posti verticalmente in senso perpendicolare alla facciata dell'arnia, agganciati tramite due sporgenze poste nei due angoli superiori.
     
  12. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Ieri era una bellissima giornata, le api giravano e tornavano cariche di polline.
    Mi sono messo a verniciare le arnie con l'olio di lino, ma l'odore le ha disturbate e una mi ha dato la prima puntura dell'anno.
    E' il rovescio della medaglia: le api pungono e statisticamente chi subisce più di 50 punture all'anno (gli apicoltori professionisti) tendono a sviluppare un'immunità al veleno, mentre i famigliari dei professionisti e gli hobbisti che ne subiscono meno, tendono a sviluppare l'allergia.
    Infatti molto gradualmente sono diventato allergico: quando mi pungevano, indipendentemente dove mi avevano colpito, mi venivano due labbra alla Lilli Gruber, in bocca al posto della lingua mi sembrava di avere un castoro, su polsi e caviglie avevo un prurito irrefrenabile, oltre agli occhi che uscivano dalle orbite.
    Questi sintomi inizialmente duravano pochi minuti, poi 10 minuti, poi 20, poi 30, poi sono andato dall'allergologo che mi ha confermato l'allergia.
    Con il vaccino ho risolto il problema, ma è stata una cosa lunga.
     
  13. sugaricegirl

    sugaricegirl Guru Giardinauta

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    Porcaccia la miseriaccia, è proprio un colmo per un apicultuore, uff mi dispiace sai, peròvedo con piacere che anzichè toglier di mezzo le api hai preferito vaccinarti! Bravo Iron, mi sei sempre + simpatico!!!!!!
     
  14. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Il vaccino consiste in una serie di punture che nell'arco di 2 anni passa gradualmente dalla quantità minima ogni settimana alla quantità massima ogni 3 mesi. Successivamente bisogna fare una puntura ogni 3 mesi, a vita. La puntura la deve fare il medico allergologo all'ospedale.
     
  15. sugaricegirl

    sugaricegirl Guru Giardinauta

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    a vita????? madoooooooo.. a questo punto permettimi di dire:
    se il miele delle tue api vuoi mangiare, un pò alal volta ti devi bucare! :D parola di Sugar San
     
  16. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Queste foto sono state scattate a distanza di una settimana l'una dall'altra:
    alveari 30 1 11.jpg predellino alveare.jpg
    C'è stato un cambio di temperature veramente notevole!
    Da notare nella seconda foto le api con le palline di polline alle zampe. Erano tutte giallo chiaro, segno che c'era una sola essenza fiorita, sicuramente il nocciolo.
    Nei prossimi mesi ci saranno più varietà di colori nei pollini, dal giallino al verde all'arancione: è uno spettacolo vedere l'andarivieni multicolore!
     
  17. Federica

    Federica Master Florello

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    Incredibile!!!!
     
  18. antylopenera

    antylopenera Apprendista Florello

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    Caspita, iron, disposto a sopportare un vaccino a vita per AMORE delle api....
    E' bellissimo vedere che ci sono ancora persone disposte a TANTO, per una passione! :)
     
  19. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Bè, è solo una punturina 4 volte all'anno. Movimentare un melario pieno che peserà 15/20 kg sotto il sole di luglio con la maschera (che non è quella da sub) è molto più impegnativo! :cool3:
     
  20. ironbee

    ironbee Maestro Giardinauta

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    Per completare il lato meno meraviglioso delle api, ricordo che il veleno ha effetti terapeutici, come cardiotonico e antireumatico.
    Ho letto il libro scritto da un medico milanese che pratica l'apiterapia: sul davanzale di una finestra del suo studio ha un'alveare da cui preleva le api con cui punge i pazienti (anche 20-30 punture a seduta!).
    Secondo la sua esperienza ha ottenuto dei risultati, a volte anche migliori della medicina tradizionale, su pazienti affetti da malattie della pelle e problemi articolari.
     

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