ciao ravenea,
mi è successo, sì, e anche più volte, per cui cerco di dirti ora qualcosa della mia esperienza così forse può darti una mano a trovare un po' di serenità in questo momento, il che è quello che ti permetterà poi di fare buone scelte, per te e per la tua micia.
ciò che ho imparato a considerare come metro per decidere è la qualità di vita che l'animale sta conducendo. ma non in generale, bensì di momento in momento. e soprattutto rapportata con la sua età e condizioni.
un gatto anziano pur essendo sordo e/o cieco può benissimo condurre una vita ancora del tutto soddisfacente per lui. magari per noi è uno strazio il fatto che non veda bene e sbatta qui e là, o che dorma più di venti ore al giorno, o che non riesca più a saltare sul divano perché ha l'artrite alle zampe, ma se le altre sue funzioni primarie (mangiare, riposare, ecc) sono ancora 'a posto' (relativamente appunto all'età e condizioni), allora possiamo ben lasciar andare il nostro sentire emotivo e pensare: sta vivendo bene. e di conseguenza attenerci a quello.
quando invece non riesce proprio più ad alimentarsi, l'intestino non funziona, non dorme, ha dolori, lì è il momento di pensare bene a come sta vivendo. anche i miei veterinari, tra l'altro, si regolano proprio in questo modo quando devono dare consigli sul da farsi.
un gatto 'malato' cronicamente se non è in condizioni critiche o tali da non permettergli qualità minima di vita (vedi su) loro lo sostengono. e lì allora diventa solo una questione relativa al proprietario, se è disposto ad adattarsi alla situazione o meno, non di reale sofferenza per l'animale.
ad es., loro stessi in ambulatorio hanno tenuto per qualche anno un micione che era stato investito e aveva una paralisi dalla vita in giù, il proprietario l'aveva portato per sopprimerlo e loro invece hanno fatto il possibile per salvarlo. ha vissuto molto, trascinandosi in giro per l'ambulatorio era diventato la mascotte di tutti, una persona gli ha perfino fatto un carrellino con ruote per poter andare più spedito.. ma loro dovevano ogni giorno più volte al giorno aiutarlo a far pipì perché aveva perso capacità di controllo sulla vescica. significa che anche nei giorni di chiusura uno di loro doveva andarci, e questo per anni. ecco quindi un esempio: il gatto viveva 'bene' a modo suo nonostante l'infermità e le difficoltà relative, il problema era solo di chi lo teneva, se era disposto o no a vivere con lui prendendosi l'impegno di sostenerlo al meglio. certo che faceva una gran pena vederlo trascinarsi in giro, sentivi il cuore dolere, ma se poi entravi un po' nella situazione ti rendevi conto che quel gatto era probabilmente felice. non sentiva gran male, aveva un sacco di attenzioni, buon cibo, cure costanti. e disponibilità ad aiutarlo con quello che in lui non funzionava più bene.
per tornare però allo specifico tuo, di gatta anziana con problemi tali da richiedere flebo due volte al giorno, quel che è successo a me è stato proprio lo stesso in un caso, con una gatta che aveva 27 anni.
era nata selvatica in un giardino del vicinato e lì nei giardini ha vissuto gran parte della sua vita, mangiando qui e là quando qualcuno le dava qualcosa. nel frattempo molti gatti di famiglia sono venuti e andati, ma lei, sopravvivendo a inverni all'aperto, un investimento e un sacco di altri problemi, è andata sempre avanti, alla grande. sempre piuttosto selvatichetta, non c'era modo di avvicinarla. poi negli ultimi anni aveva iniziato lei ad avvicinarsi di più, a chiedere cibo, a esser felice che una vicina gliene desse ogni giorno lasciandole pure fare un giro un casa, che noi le avessimo messo una casetta di legno isolata e imbottita per l'inverno sul davanzale dove le piaceva stare... quando quella vicina è andata a viver via, la micia ha adottato definitivamente casa dei miei. passava ancora il giorno fuori ma la notte un po' intimorita chiedeva di entrare. finché proprio si è accasata. a quel punto avrà avuto già 25 anni credo. sorda. in breve poi anche quasi cieca. magrissima per problemi renali. qualche problema di contenzione di pipì e feci. ma buon appetito, forse un totale di 21-22 ore di sonno al giorno, voglia di coccole. alla fine ha cominciato a dimagrire sempre più, per cui proprio si è reso necessario sostenerla con le flebo. andavo io a fargliele, proprio due volte al giorno. non ne ero felice, mi dispiaceva doverle mettere così spesso quegli aghi nella sua povera pellaccia (era davvero solo pelle e ossa, un esserino) e veder poi i ponfi che si gonfiavano col liquido, ma lei si lasciava inspiegabilmente fare e per il resto del giorno continuava quella sua vita ormai minimissima. era una piuma. mia madre mi diceva che ogni notte temeva che non l'avrebbe rivista viva l'indomani.
e invece siamo andati avanti così per mesi, e lei ha superato perfino la parte più rigida dell'inverno, dormendo sempre con bolle dell'acqua calda. un giorno quasi di primavera ha chiesto come sempre faceva di uscire per stare un po' in giardino a godersi il sole distesa sul prato. poi ha fatto la sua giornata al solito, mangiando e dormendo e facendosi coccolare. la notte è andata a dormire, si è messa giù a ciambella nella cuccia e poi è spirata.
posso dirlo: è stata una bellissima esperienza per tutti noi. io ero stanca di fare quel su e giù quotidiano a casa dei miei, mia madre era senz'altro stanca di pulire in giro quando lei non riusciva a far pipì nella lettiera. mio padre sopportava poco gli strilli che erano diventati i suoi miagolii data la sordità. ma, proprio siamo stati felici di averla avuta così, fino all'ultimo, permettendole davvero di fare tutta la sua vita e di morire naturalmente.
mi sono pentita io di averle fatto quelle flebo pensando che ci stavamo accanendo per tenerla in vita? no.
sono felice di averlo fatto? sì.
ha vissuto bene tutta la sua vita, in fondo, sempre libera. e alla fine anche se molte delle sue funzioni stavano andandosene, lei STAVA BENE. a modo suo, ma stava bene.
con il veterinario eravamo d'accordo di farci sentire in caso di peggioramento improvviso, se non fosse più riuscita ad alimentarsi da sola o se fosse stata agonica. non è accaduto, anche se a volte ci siamo preoccupati e l'abbiamo chiamato, ma come detto fino all'ultimo giorno è adata avanti con i suoi ritmi ed è potuta perfino andare fuori a godersi il tepore del sole.
una persona che ho conosicuto proprio in sala d'attesa dal vet l'anno scorso mi ha raccontato che il loro micio è diabetico e da 11 anni gli stanno facendo l'insulina due volte al giorno. non vanno in vacanza per poterlo accudire. quello a parte, il gatto vive la sua vita. e loro sono un po' stanchi certo ma contenti.
così, ravenea, anche nel tuo caso ti direi: considera di giorno in giorno la cosa, non in generale. e se puoi lascia un po' andare le emozioni che provi e resta su come effettivamente sta la tua gatta. può mangiare? dorme bene? ha voglia di coccole?
se qualcosa in questo un giorno cambia e ti preoccupa, chiama il veterinario e consigliati. e se invece facendole le flebo per reidratarla costantemente lei riesce ad andare avanti con la sua vita così com'è adesso che ha 20 anni, cerca di sentire che è okay per lei. e quindi può esserlo anche per te
spero questo ti aiuti,
vi auguro il meglio, di cuore!
ps: dopo la mia ultima esperienza ancora troppo recente, mi sento di aggiungere anche questo, in accordo con quello che ti ha scritto diletta.. se la situazione dovesse peggiorare, vedi se puoi chiamare a casa il veterinario invece di portarla in ambulatorio, per poterla salutare dove ha vissuto