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Cara mi è la notte che mi sussurra versi....

B

bianca62

Guest
Ode all'Usignolo (J.Keats)

1
Il cuore si strugge ed un sonnolento torpore
Affligge i sensi, come se ebro di cicuta,
O d’un sonnifero pesante trangugiato
Pochi istanti fa, fossi affondato nel Lete:
E’ non certo per invidia della tua felice sorte,
Ma troppo felice nella tua felicità
Tu, arborea driade dalle lievi piume,
Che in una macchia melodiosa
Di faggi verdi e sparsa d’ombre innumerevoli
Canti l’estate la felicità a gola spiegata.

2
O per un sorso di vino! Che sia stato
Rinfrescato da secoli nelle profondità sotterranee,
Sapido di Flora e di prati verdi,
Di danza, di canti provenzali, d’allegria solare!
Oh, sì, bere una coppa colma di calore,
Pregna di rosso, Ippocrene pura e sincera,
Con rosari di bolle occhieggianti sull’orlo,
E la bocca macchiata di porpora;
Sì, poter bere, e inosservato lasciare il mondo
Per svanire, infine, con te, nelle foreste oscure.

3
Sparire, lontano, dissolvermi, e dimenticare poi
Ciò che tu, tra le foglie, non hai mai conosciuto:
Il languore, la malattia, l’ansia
Qui dove gli uomini seggono e odon l’un l’altro gemere,
Qui, dove il tremito scuote gli ultimi, scarsi capelli grigi,
Dove la giovinezza impallidisce, si consuma
E spettrale muore,
Dove il pensare stesso è riempirsi di dolore,
E la disperazione regna, dagli occhi di piombo,
Dove la bellezza vede spenta la luce dallo sguardo
E il nuovo amore non riesce a struggersi oltre il domani.

4
Lontano! Lontano! e arrivare da te,
Non portato da Bacco e dai suoi pargoli,
Ma sulle invisibili ali della poesia,
Anche se la mente, ottusa, si confonde e indugia:
Già lì, con te, tenera è la notte,
Con la sua luna regina sul trono
E le fate stellate tutt’intorno:
Qui, invece, non c’è luce alcuna.
Se non quella che dal cielo con la brezza spira
Per verdeggianti tenebre e sinuosi sentieri di muschio.


continua....
 
B

bianca62

Guest
segue

5
Non vedo quali fiori siano ai miei piedi.
Né che dolce incenso impenda sui rami,
Ma nella profumata oscurità intuisco ogni soavità
Di cui il mese propizio dota
L’erba, il boschetto e il selvaggio albero da frutta,
Il biancospino e la pastorale Eglantina,
Viole, presto appassite e sepolte tra le foglie;
E la figliuola maggiore di metà maggio:
La veniente rosa muschiata, dall’umore di vino di rugiada,
Mormoreggiante dimora d’insetti nelle sere estive.

6
Nel buio ascolto, e ben molte volte
Ho quasi desiderato la confortevole morte,
L’ho chiamata con soavi nomi in molte meditate rime,
L’ho pregata perché via si portasse nell’aria il mio respiro
Or più che mai mi pare bene morire:
Spegnersi a mezzanotte, senza alcun dolore,
Mentre tu versi fuori l’anima
In tale estasi!
Tu canteresti ancora: ed io avrei orecchie invano,
Al tuo alto requie divenuto una zolla.

7
Tu non nascesti per morire, tu, piuma immortale!
Le affannate generazioni non ti calpestano,
E la voce, che odo in questa fuggevole notte, fu udita
In antichi giorni da re e da villani:
Forse è lo stesso canto che il sentiero trovò
Nel cuore di Ruth, quando afflitta da nostalgia
ella stette in lagrime tra il grano straniero;
Lo stesso, forse, che spesse volte ha
incantato magiche finestre, aperte sulla schiuma
di perigliosi mari, in fatate terre deserte.

8
Deserte! Come una campana risuona questa parola
Che rintocca per ritrarmi da te alla mia solitudine!
Addio! La fantasia non può frodare così bene
Com’ella ha fame di fare, ingannevole silfo.
Addio, addio. La tua antifona dolorosa svanisce
Oltre i prati vicini, oltre la silenziosa corrente,
Su per il colle per svanire appieno
Tra i boschi della vicina valle.
E stato un sogno? O una visione?
Svanita è quella musica: dormo o son desto?


:flower::flower::flower:
 

Masolino

Bannato
:flower:


O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte
o falce d’argento, qual messe di sogni
ondeggia a ‘l tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie
di fiori di flutti da ‘l bosco
esalano a ‘l mare: non canto, non grido
non suono per ‘l vasto silenzio va.

Oppresso d’amor, di piacere
il popol de’ vivi s’addorme..
O falce calante, qual messe di sogni
ondeggia a ‘l tuo mite chiarore qua giù!


[B Canto dell'Ospite - Canto Novo - D'Annunzio G [/B]
 

Masolino

Bannato
:flower:

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
Queste notti frenetiche sarebbero
La nostra estasi!

Futili i venti
A un cuore in porto:
Ha riposto la bussola,
Ha riposto la carta.

Vogare nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
Stanotte in te!



Emily Dickinson
 

nanà-

Aspirante Giardinauta
Donare un sorriso
Rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
Senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
Ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
Da poterne fare a meno
Né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia,
Da sostegno nel lavoro
Ed segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
Rinnova il coraggio nelle prove,
E nella tristezza è medicina.
E poi se incontri chi non te lo offre,
Sii generoso e porgigli il tuo:
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
Come colui che non sa darlo."
- P. Faber -
P. Faber ( Pierre Favre 1506-1546 ) (Peter Faber)
 

Masolino

Bannato
Notte d'Autunno


In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.


Nazim Hikmet
 

Piera58

Moderatrice Sez. Piccoli Amici
Membro dello Staff
REGALA AGLI ALTRI *

Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.

Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.

Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non ho te lo dono".
Questo è il tuo paradosso.

Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.

* Alessandro Manzoni *
 
B

bianca62

Guest
Mi disse una sera
della primavera:
Se cerchi le strade
in fiore in terra
resta muto, ascolta
la tua anima antica.
Quel tuo bianco lino
che ti copre, sia
vestito di pena
vestito di festa.
Ama la tua gioia
e la tua tristezza,
se cerchi le strade
in fiore in terra.
Risposi alla sera
della primavera:
E' questo il segreto
dell'anima mia:
odiare la gioia
per odio di pena.
Prima di calcare
il sentiero in fiore,
vorrei darti morta
l'anima antica.
(A. Machado)
 

Piera58

Moderatrice Sez. Piccoli Amici
Membro dello Staff
Vivi la Vita.

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila
(Madre Teresa di Calcutta)
 

Masolino

Bannato
Caminante, son tus huellas
el camino, y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de pisar.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.


Antonio Machado

Viaggiatore,
sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viaggiatore,
non esiste un sentiero,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai si fa la strada
e voltandoti
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viaggiatore,
non esiste una strada,
ma solo scie nel mare.
 

Masolino

Bannato
Tu verdad? No, la Verdad,
y ven conmigo a buscarla.
La tuya, guàrdatela.


La tua verità? No, la Verità,
e vieni con me a cercarla.
La tua, tienitela.



Antonio Machado Y Ruiz
 

Masolino

Bannato
Lungo la nuda terra della strada
sboccia l'ora fiorita,
biancospino solingo,
d'umile valle nella svolta ombrosa.

Il salmo vero torna
oggi con voce tenue
al cuore e sulle labbra
la parola interrotta e trepidante.

Dormono i vecchi mari miei; si smorza
il suono delle spume
sopra la spiaggia sterile.

Lontano va la bufera nella nube torva.
Torna la pace in cielo;
la brezza tutelare ancora aromi
sparge sui campi e nella benedetta
solitudine appare la tua ombra.


Antonio Machado y Ruiz
 

Masolino

Bannato
C'era un bimbo che sognava
un cavallo di cartone.
Aprì gli occhi quel bimbo
ma non vide il cavallino.
Un bianco cavallino
il bimbo tornò a sognare:
l'afferrava per il crine...
Ora non mi scapperai!
Ma come l'ebbe afferrato,
il bimbo si risvegliò.
Teneva il pugno chiuso.
Restò il bimbo tutto serio
al pensar che non è vero
un cavallino sognato.
E mai più tornò a sognare.
Diventò giovane il bimbo
e diceva alla sua amata:
Tu sei sogno o realtà?
Quando il giovane fu vecchio
pensava: ma tutto è sogno,
il cavallino sognato
e il cavallino vero.
E quando venne la morte,
il vecchio domandava
al cuore: Anche tu sei sogno?
E chi sa se si svegliò?


Antonio Machado y Ruiz
 

Masolino

Bannato
Morire... Cadere, goccia
di mare, nel mare immenso?
O essere chi non fui mai:
privo dell’ombra e del sogno,
un solitario che avanza
senza una via, senza specchio?



Antonio Machado y Ruiz
 
B

bianca62

Guest
Ho percorso molte strade,
e aperto molti sentieri;
cento mari ho traversato
e attraccato in cento rive.
In tutti i posti ho visto
carovane di tristezza,
superbi e malinconici
ubriachi di nera ombra,
pedanti dietro le quinte
guardare, zitti, e pensare
che essi sanno, non bevendo
il vino delle taverne.
Brutta gente che in giro
va appestando la terra...
E in tutti i posti ho visto
gente che balla o gioca,
ma quando può, e lavora
i quattro palmi di terra.
Se arriva ad un posto
non chiede mai dove arriva.
Se va in giro, cavalca
sul dorso di una vecchia mula,
e non conosce la fretta
neanche i giorni di festa.
Se c'è vino,beve vino;
se non c'è vino, acqua fresca.
E' brava gente che vive,
lavora, passa e sogna,
e un giorno come tanti,
riposerà sotto terra.
(A. Machado)
 

Masolino

Bannato
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.



Alda Merini
 

Masolino

Bannato
Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore .
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso


Alda Merini
 

Masolino

Bannato
Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni
che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti .
ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia
le emozioni e dà colori nuovi


Alda Merini
 

Masolino

Bannato
Amore un tempo in cosí lento foco
arse mia vita, e sí colmo di doglia
struggeasi il cor, che qual altro si voglia
martír fora ver lei dolcezza e gioco.

Poscia sdegno e pietade a poco a poco
spenser la fiamma; ond'io piú ch'altra soglia
libera da sí lunga e fiera voglia
giva lieta cantando in ciascun loco.

Ma il ciel né sazio ancor, lassa, né stanco
de' danni miei, perché sempre sospiri,
mi riconduce a la mia antica sorte:

e con sí acuto spron mi punge il fianco,
ch'io temo sotto i primi empi martiri
cadere, e per men mal bramar la morte.



TULLIA D'ARAGONA

(1510 - 1556)
 

Masolino

Bannato
Baciami ancora, baciami e ribacia,
dàmmene uno dei tuoi meglio gustosi,
dàmmene uno dei tuoi meglio amorosi
io te ne renderò quattro piú caldi
che bragia. Ahimè, tu gemi? Qua, che il tuo
male io plachi, dàndotene dieci
altri piú dolci. Cosí i nostri baci
tanto felici mescolando, a nostro
piacimento godiamo uno dell’altro.
Allora doppia vita ne verrà
a ciascuno. In se stesso e nel suo amico
vivrà ciascuno. Lasciami, Amor mio,
qualche follia pensare; saggiamente
vivendo, sempre ho male, e non mi posso
prendere contentezza se ogni tanto
non faccio fuor di me qualche sortita.


LOUISE LABE’

(1526 - 1565)
 
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