mi viene un dubbio: vi ho detto che concimo poco le camellie, e solo durante la formazione dei boccioli.
Però vedendo tutta questa vostra meraviglia ho fatto mente locale e allora ecco cosa faccio, ma non regolarmente, sulle camelie (e ne ho di alte due metri e mezzo, dall'altro lato del terrazzo), che non ho detto: poto dopo la fioritura, quando le gemme che si svilupperanno si esprimono chiaramente in potenza e direzione e angolatura. Asporto addirittura (alla base) rami che crescono verso l'interno (mi pare Pizzetti diceva che bisogna tenerle, le camellie, in modo che un merlo ci possa fare un nido, cioè procurare che siano relativamente libere all'interno della chioma).
Sono anche intervenuta potando in modo che fossero favorite gemme inclinate in modo accentuato verso l'esterno, per allargarne la forma, soprattutto per far formare rami che mi uscissero dal parapetto, in aggetto, per l'amica dirimpettaia, che adora questa pianta in particolare.
Quella camellia (la foto è dello scorso anno) l'anno precedente era stata diradata all'interno, e formata verso l'esterno ed eccezionalmente, per ottenere le cacciate dei rami dove volevo e per sostenerle, l'ho concimata con questo magico prodotto "bactosol", cui ho intitolato un post in giardinaggio, che non è specifico per acidofile, e indotta a muoversi velocemente con il 66f (vedi post omonimo).
Su tutte le acidofile intervengo poi - se è il caso - con quel sequestrene granulare della Ciba Geigy (se qualcuno se ne ricorda il nome e lo comunicasse mi farebbe un piacere)
Per giunta la pianta ha al suo pedale un bel po' di fiori appassiti e foglie, che raccolgo spazzando il terrazzo e ricolloco nel vaso. Naturalmente ho una popolazione immane di limacce, ma i merli me la mantengono sotto controllo, oltre al fatto che limacce e porcellini di terra trovano molte foglie in giro, molto materiale in decomposizione di cui cibarsi (del resto amo anche le farfalle, non amo i terrazzi tutti perfettini e un po' di selvaggio lo si deve tenere, se si vuole la natura e non un insieme di vasi e cassette.
I merli, poi, con tutto il casino che fanno, mi tengono sempre come zappettato lo strato superficiale dei terricci in tutti i vasi (addio pacciamature, ma insomma...)
Se l'inverno arriva la bora e le temperature vanno sotto lo zero e la siccità dura troppi giorni nebulizzo dell'acqua nelle ore meno fredde e senza colpire le piante. Per i rhododendri è assolutamente indispensabile.
A volte ho trovato utile un generatore di vapore (sapete quegli aspiraliquidi, che generano anche un forte flusso di vapore...)
Chiaramente dirigo il getto in alto.
Dimenticavo: queste fruttificano, in cuoiosi portasemi e i semi, nello strato di foglie ecc... germogliano come l'erba matta. Se ne voleste, di plantule e piantine, sono qui.
[ 12-06-2001: Messaggio scritto da: claudia_c ]