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calathea rufibarba

Dimitri Doni

Aspirante Giardinauta
buongiorno a tutti!
ho iniziato a coltivare la passione per le piante da circa un annetto, e ho iniziato con le piante piu "difficili " a detta di molti : le calathee.
dopo aver sterminato una calathea lancifolia( che ora sta rinascendo), ho acquistato una calathea rufibarba , che tengo nella mia camera da letto : ho goduto di ottima salute per i primi due mesi, la stanza sempre a temperatura al di sopra dei 20 gradi, ho un umidificatore per sopperire il problema aria secca da risaldamento ( qua a Londra ci aggiriamo attorno ai 5 gradi), annaffiata un paio di volte in due mesi con acqua filtrata in caraffa e regolarmente nebulizzata sempre con acqua filtrata.
circa due tre volte alla settimana la porto in bagno con me quando faccio la doccia in modo che tragga beneficio dall ambiente umido, ma circa due settimane fa i bordi hanno iniziato a diventare marroni e secchi, e ho seguito il consiglio che avevo letto in un altro forum: lho annaffiata perche mi sembrava asciutta e ho tagliato con forbici disinfettate la parte marrone di UNA foglia per vedere con reagiva : la sera stessa, dopo qualche ora , TUTTE le foglie erano ripiegate su se stesse e la pianta ha iniziato ad afflosciarsi, nel giro ti ORE era un disastro!!!
pensando al fatto che forse era troppo bagnata, lho tolta dal suo vaso di plastica e rinvasata con terriccio nuovo di qualitá mixato con terriccio per cactus e perlite , ma dopo due settimane la pianta sta sempre peggio :( foglie sempre più secche, ne ho tagliate tantissime ( dalla base , con forbici pulite). non so cosa fare e mi sento disperato per aver causato tanta sofferenza in un essere vivente. qualcuno che ha avuto esperienze simili che mi possa dare consigli? :(
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Stefano-34666

Master Florello
Ciao,

la calathea è una pianta facilissima da coltivare.
Buona luce ma non sole diretto.
Terreno sempre umido ma non zuppo.
Concime due volte l'anno.

Non ha bisogno di altro.

Nel tuo caso hai creato degli scompensi idrici. Tendenzialmente meglio non bagnare mai le foglie delle piante a "foglia pelosa".
Inoltre non si bagna mai "a tempo" ma quando serve. Sono tanti i fattori che influenzano la frequenza di annaffiatura. La temperatura, l'umidità, la vicinanza alle finestre, alle fonti di calore etc., il tipo di terra e di vaso.
Bagna quando vedi che la terra inizia ad asciugarsi.
Togli il controvaso e metti un sottovaso classico. Assicurati che il vaso abbia i fori di scolo e l'acqua in eccesso esca da sotto.
Bagna bene tutta la terra, aspetta che l'acqua in eccesso esca e poi buttala.
Non concimare (non si fa' mai con piante in sofferenza e, con il terriccio nuovo, non serve)

A primavera metti la pianta all'aperto, in luogo luminoso ma dove il sole non arriva.

Vedrai una ripresa notevole.

Ste
 

Dimitri Doni

Aspirante Giardinauta
Ciao Stefano , grazie per la risposta !
Spero tanto che la mia calathea si riprenda , ripensandoci si , ho nebulizzato la pianta tipo giornalmente , non avevo la minima idea che le foglie soffrissero l’essere bagnate ! Che mi consigli di fare con le foglie rovinate ? DOvrei tagliarle o aspettare ?per quanto riguarda L annaffiatura , faccio davvero fatica a capire la quantità di acqua da dare ! Alcuni dicono di inzuppare il terreno Fino a vedere acqua scorrere dai fori di scolo, ma così facendo ho paura di farle marcire Le radici ! Quando l’ho rinvasata mi sembrava decisamente secca , il terreno si è sgretolato subito appena tolto dal vaso! Zero compattezza ! Speriamo che con l’arrivo della primavera ( se ci arriva) si riprenda e mi dia foglie nuove !
 

Stefano-34666

Master Florello
Ciao,

il terreno si bagna bene, in modo uniforme, fino a quando l'acqua non esce dai fori di scolo del vaso. Poi si butta l'acqua in eccesso.
Questa tecnica permette a tutte le radici di essere irrorate ma non lasciate nell'acqua.
La terra (ideale sarebbe terra di campo, prelevata da un prato, in quanto quella dei sacchi è sempre troppo torbosa) trattiene l'acqua che le serve e scarica quella in eccesso. Potresti continuare a bagnare per ore ma l'acqua continuerebbe ad uscire da sotto e la terra sarebbe sempre umida allo steso modo.
Il terreno torboso invece diventa compatto e non lascia che l'acqua lo inzuppi. Bagna quanto vuoi ma l'acqua non entra e, quando lo controlli, è sempre secco. Le radici muoiono per asfissia. Se usi la terra dei sacchi la devi "tagliare" con sabbia, foglie tritate o materiale drenante che impedisca alla torba di compattarsi troppo.

Discorso diverso invece se lasci l'acqua nel sottovaso. In questo caso la pianta ha sempre i piedi a mollo e la terra non ha modo di asciugare. Da qui il marciume.

Per verificare quando bagnare, infila un dito nella terra. Se lo senti umido non serve dare acqua. Se lo estrai asciutto è ora di bagnare.

In generale meglio una bagnata di meno che una di troppo. Se la pianta ha sete te lo dimostra con le foglie flosce e, bagnando, tornano dritte. Se la pianta è zuppa te lo dimostra con le foglie scure ma non ci puoi fare più nulla.

Le foglie tanto rovinate le puoi tagliare. Quelle che sono poco rovinate la puoi lasciare.

Le foglie pelose non si puliscono. Magari una doccetta con acqua tiepida una volta al mese, ma leggera leggera. Meglio le foglie un po' impolverate che marce.

Non mettete mai le piante alla pioggia se non sono abituate e se non piove da un po' di tempo. La pioggia, dopo periodi lunghi di siccità, è carica di "porcherie" e le piante non abituate patiscono subito. Le piante che vivono in casa sono in cattività e sono più delicate. Quelle che vivono fuori sono più rustiche ed abituate.

Ste
 
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