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Piera1
Guest
Questa mattina, l’ennesimo miracolo ha fatto si che non si consumasse una tragedia che mi avrebbe annientato, non avrei potuto sopportare un altro dolore come quello di Matilde, non un’altra morte sulla coscienza che pesa come un macigno. La mia giornata è incominciata con la solita routine, la pappa ai randagi, le chiacchiere con la vicina anziana che mi aspetta sempre per parlare di piante e una volta a casa decido di pulire una parte delle verande, il vento forte e la pioggia le hanno completamente sporcate. Sono nervosissima mentre pulisco, rimpiango l’appartamento in condominio, mi piace stare in campagna ma i lavori sono centuplicati e io non riesco più a stare dietro a tutto questo lavoro. Ad un certo punto non so cosa mi abbia spinto dall’altro lato della casa, devo prendere qualcosa ma ora non riesco proprio a ricordare cosa, mi avvicino al tavolo di lavoro del giardinaggio e sento un rumore, non ci faccio caso, somiglia al rumore che fanno i tubi dell’acqua quando sono pieni d’aria, è solo un secondo, dopo il terrore mi assale, capisco che quel rumore viene dalla vasca d’irrigazione e che dentro è caduto lo yorky di 19 anni. Comincio ad urlare, chiedo aiuto, il cane è caduto dentro e lo sportello della cisterna si è rinchiuso, al mio fianco subito è apparso mio figlio e mentre riapro lo sportello mio figlio prontamente lo afferra e lo tira fuori. Io sono letteralmente in preda ad una crisi di nervi, urlo come una indemoniata, scoppio in un pianto liberatorio quando mio figlio mi dice che è vivo, è solo bagnato fradicio e terrorizzato dall’esperienza, ma vivo per l’ennesima volta. Perché Luky questo è il suo nome, ha circa 19 anni, è cieco, sordo ed è sopravvissuto al cassonetto della spazzatura dove era stato gettato nel mese di gennaio di sette anni fa, nudo e ammalato di rogna, è sopravvissuto alla lesmania, agli attacchi epilettici di cui soffre, all’operazione per l’asportazione di un tumore, all’aggressione del nostro doberman che gli aveva perforato un polmone e alla sua sparizione da casa avvenuta tre anni fa e al suo ritrovamento a cinque chilometri di distanza. Adesso, ricordando la mattinata appena passata, non faccio altro che domandarmi in continuazione: e se non c’era nessuno a casa? E se il cappottino che indossava lo avrebbe spinto in fondo? Quanto tempo è rimasto lì dentro chiuso e nuotando come un disperato per cercare di rimanere a galla? Non trovo risposte alle mie domande, ringrazio gli esseri di luce che gli stanno accanto e che lo hanno protetto e ringrazio i miei esseri di luce che mi hanno guidato per salvarlo da una fine orribile.

... spero tanto che anche la mia nuttina possa riamenre con me così a lungo!!!!