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la NORMALITA'

garofano

Maestro Giardinauta
Ciao a tutti,mi hanno raccontato questa barzelletta molto,molto carina,che vi giro:
<Un signore sta passeggiando sul marciapiede che costeggia il manicomio,quando all'improvviso si sente chiamare "Ehi,ehi,tu..."Il signore si guarda intorno,ma non vede nessuno.Sente di nuovo la voce che fa "ehi,signore,ehi..."Il signore si volta di nuovo,si guarda intorno,e alla fine guarda nella direzione da dove viene la voce,e si accorge che un matto affacciato alla finestra, lo sta chiamando,facendo anche dei gesti per attirare l'attenzione"Ehi,vie'(= "vieni")qui,vie' qui...te devo chiede (="chiedere") 'na cosa..."
Il signore è preoccupato -"Moh questo che vole (="vuole")..." e sta per allontanarsi,ma il matto gli fa di nuovo "Viè qui,nun ave' paura,...avvicinate..."Il signore perplesso cautamente si avvicina e chiede al matto "Che c'è,che voi (="vuoi").." e il matto "Sta carmo (="calmo,tranquillo"),nun te faccio gnente (="niente"),solo 'na domanda.."e l'altro "Dimme(="dimmi")..."e il matto gli fa "Solo 'na cosa,...famme capì("fammi capire")...ma quanti sete (="siete") là dentro?"> :D
Penso che l'autore di questa barzelletta sia un genio,specialmente alla luce di quello che si vede in giro oggi,in termini di comportamenti umani a tutti i livelli.E allora vi chiedo,cos'è per voi la normalità? Mi interessa molto sapere il vostro pensiero.
 
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lilith

Master Florello
Semplicemente la parola normale andrebbe abolita! La normalità non esiste, quello che è normale per uno, non lo è per l altro. Via via togliamo di mezzo questa parolaccia:)
 

ironbee

Apprendista Florello
Statisticamente la normalità comprende quella fascia di casi che non si discostano più di tanto dal caso numericamente più frequente (la "moda").
 

marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
Statisticamente la normalità comprende quella fascia di casi che non si discostano più di tanto dal caso numericamente più frequente (la "moda").
così tanto per disquisire......
forse di "normalità" la moda se ne potrebbe fregiare solo nel senso letterale della parola ma di certo la moda in se, come tale, tanto "normale" non è dato che cambia ogni momento ora questa ora quella.....
in quanto alle statistiche........bhe di normale hanno solo che sono sempre diverse e ci prendono sempre poco..........come i sondaggi ..:fischio:...."normalmente" cambiano in base a chi le fa e con il tempo .....e, appunto, "normalmente" non sono mai uguali.

condivido che la "normalità" sia soggettiva e "personale" ....così intesa come abitudine e routine quotidiana, di pensiero e modo di vivere.......
appunto "la barzelletta" che poi non è altro che un altra maniera di esporre concetti detti già da vecchi saggi ......"se una persona sana è in mezzo a tanti matti , chi è davvero il pazzo?" ....oppure " se una comunità è piena di pazzi ed uno solo è sano chi pensate sia visto come pazzo?" .........

comunque sia per me la normalità è lavorare .......lo faccio da una vita tra alti e bassi.......
 
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garofano

Maestro Giardinauta
Personalmente,visto quello che c'è in giro, penso che mi sa che finisce che mi mettono in un Parco Nazionale,come esemplare in via d'estinzione
 

Angil

Guru Master Florello
Dipende dalla situazione.. per me cmq la normalità è qualcosa che viene gestita dal nostro cervello automaticamente, senza nemmeno pensarci. Sappiamo bene tutti ( nel caso di comportamento) se ci stiamo comportando in modo normale o meno. Siamo consapevoli. Ovviamente con una certa tolleranza.
Chi supera certi limiti e non se ne rende conto... allora può essere definito non normale.
Credo che normale equivalga a giusto.
La cultura o le abitudini non credo c'entrino niente.
 

Marcello

Master Florello
normale per un soldato fare la guerra.

anormale per un non soldato fare la guerra. sempre guerra si tratta.
 

ironbee

Apprendista Florello
E' proprio la cultura (intesa in senso sociologico) che ti dice ciò che è giusto e normale: è normale per un cristiano andare a messa, è normale per una musulmana indossare il velo, è anormale per un abitante dell'Europa settentrionale parlare stando molto vicino all'interlocutore.
 

Cheguevilla

Giardinauta Senior
Norma significa "regola".
Nel gergo giuridico, rappresenta un principio che si applica in determinate condizioni.
Estendendo questo concetto in maniera induttiva (ed è qua che cominciano i problemi) si ritiene "normale" tutto ciò che è "atteso". E qua generalmente si commette l'errore di attribuire un carattere individuale alla "norma".

Statisticamente, per distribuzione normale si intende un fenomeno i cui eventi vengono distribuiti con la distribuzione gaussiana. Ci sarebbe da parlare per ore, ma facendola breve, possiamo dire che secondo questa distribuzione, la maggior parte degli eventi sono vicini alla media, e allontanandosi dalla media, gli eventi diventano sempre più rari. Per fare un esempio, se prendiamo dei sacchi di farina da 5 kg, avranno una probabilità molto alta di avere un contenuto di farina compreso tra i 4950 e i 5050 grammi, mentre la probabilità che sia minore di 4950 o maggiore di 5050 sarà sempre più bassa con l'allontanarsi dai 5 kg.
Questo è quanto accade se il fenomeno è distribuito in maniera normale, ovvero se i sacchi sono riempiti correttamente (secondo la norma, regola). Al contrario, se vi sono scostamenti rilevanti, si può dedurre che qualcosa non è come previsto. Può essere che i sacchi siano irregolari, che la bilancia sia sballata, che la macchina non funzioni bene, e via dicendo. Tenendo presente che un caso estremo, raro, è comunque possibile.

Come ho detto sopra, la definizione di normalità nella vita quotidiana viene attribuita in maniera puramente soggettiva, estendendo per induzione un principio valido. Per cui spesso si cade nella fallacia di ritenere una cosa "non normale" semplicemente perchè non prevista dalla propria definizione.
Fino ad estendere al principio un valore universale. Come dice Angil "Credo che normale equivalga a giusto".
In questo senso, l'utilizzo della parola "normale" è lo stesso che molti fanno della parola "naturale", commettendo un errore gravissimo che è quello di definire "normale" o "naturale" la propria visione delle cose.

Ad esempio, per un certo (purtroppo numeroso) gruppo di persone, è normale che la donna sia serva dell'uomo e che possa essere picchiata se non fa ciò che le si ordina. E mentre per nessuno di noi probabilmente (mi auguro) lo è, questo rientra perfettamente nella definizione di "normale" data sopra. Ovvero, un principio che si applica in determinate condizioni in una certa società.
 

Angil

Guru Master Florello
Io mi riferivo al comportamento delle persone in quel caso, non alle usanze, già che la barzelletta si riferiva ai pazzi e che la domanda di Garofano era riferita ai comportamenti umani:D
Altrimenti sì, la cultura c'entra per forza e le usanze cambiano...

Nell'esempio di Cheguevilla, riguardo la donna, non credo che possa essere definito normale da quel gruppo di persone che picchiano e sottomettono la donna. Anche se fosse la loro cultura, religione... sono convinto che nonostante si comportino in quel modo, sanno bene che non è un comportamento normale e per non farsi definire dei deboli continuano con questi atteggiamenti.
 

Olmo60

Guru Master Florello
chi definisce normale o non normale qualcosa, non lo fa attribuendo un valore puramente soggettivo all'oggetto in causa poichè chi parla non è una monade staccata dal resto del mondo = se un miliardo di persone ritiene normale/ non normale qualcosa, non è più questione di soggettività.

La normalità è un concetto che cambia nel cambiamento della società, ma cambiando ha sempre la sua giustificazione negli individui che ne fanno parte.
 
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Cheguevilla

Giardinauta Senior
La normalità non cambia, ciò che cambia sono i presupposti, e la considerazione di questi presupposti è generalmente soggettiva.
E quando si parla di società, si infila dentro un'altra definizione ambigua. Ogni società è formata da individui eterogenei, e se volessimo definire una "normalità", sarebbe necessario stratificare la popolazione ad un livello tale per cui si giungerebbe al singolo individuo.
Facciamo un esempio pratico: un buon miliardo di persone ritiene normale picchiare o sottomettere le donne. Questo miliardo di persone non uniformemente distribuito; possiamo pensare al mondo integralista islamico, che comunque è presente ormai in ogni parte del mondo, ma non solo.
Per me, invece, non è affatto normale.
Entrambe le cose sono, ovviamente, normali. Non c'è nulla di sbagliato nel dire ciò.
L'errore viene commesso nel momento in cui dal concetto di "normale" compiamo un passo induttivo che ci porta a definire la cosa "giusta" in quanto "normale".
 

lilith

Master Florello
Non è la quantità numerica a fare la normalità, altrimenti dovremmo definire normali le folle oceaniche che seguivano Hitler O definire anormali tutte le minoranze. Il concetto è quello espresso da Cheguevilla.
 
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marco.enne

Esperto di impianti di irrigazione da balcone
sulla quantità numerica ci sarebbe molto da ridire ..............infatti un gran numero (ovvero una cultura una società una città una regione ecc ecc ) in forza del numero diventano una identità ovverosia nella tal città nella tal regione nel tal stato nella tal cultura "è norma che...." ovvero ed a esempio .....il velo, tal leggi e quant'altro ecc ecc...... quindi normalità, qual che sia, soggettivamente parlando.....
.... vale per una persona, vale differentemente per due .... ma se vale ugualmente per tante sempre di soggettività si parla anche se condivisa è sempre soggettiva singolarmente ma può diventare una/la norma .....poi se di democrazia si parla tale norma a maggioranza vale? a voi l'ardua risposta.....
 
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Olmo60

Guru Master Florello
Non è la quantità numerica a fare la normalità, altrimenti dovremmo definire normali le folle oceaniche che seguivano Hitler O definire anormali tutte le minoranze. Il concetto è quello espresso da Che guelfa.

non è più normale ORA, perchè viviamo in un altro sistema di valori, o per dirla più semplicemente, la nostra società (e noi che ne facciamo parte) schifiamo il razzismo (visti gli esiti): nel 39 in tutta Europa si pensava che gli ebrei fossero ontologicamente inferiori, (grazie anche a quello che pubblicavano emeriti scienziati). adesso sono normali altre cose, mi viene in mente, fare l'amore prima del matrimonio, perchè tutti lo fanno = la maggioranza numerica..ma potrei fare mille esempi...forse un giorno torneremo alla castità..quando la stragrande maggioranza ne riconoscerà o ne riscoprirà un qualche valore...così è la vita...
 

Olmo60

Guru Master Florello
La normalità non cambia, ciò che cambia sono i presupposti, e la considerazione di questi presupposti è generalmente soggettiva.
no, cambia proprio il concetto di normalità nel tempo: cinquant'anni fa esisteva qualcosa che si chiamava -fidanzamento- alla quale pratica con tanto di -fare la corte- si approcciavano gli uomini (in italia, non so nel resto del mondo) = la normalità era fare la corte. Ora fare la corte no è più normale, chi la fa viene apprezzato proprio per questa "rarità" ergo, il concetto di fare la corte come una cosa normale non solo è cambiato, ma è morto sepolto, proprio.

E quando si parla di società, si infila dentro un'altra definizione ambigua. Ogni società è formata da individui eterogenei, e se volessimo definire una "normalità", sarebbe necessario stratificare la popolazione ad un livello tale per cui si giungerebbe al singolo individuo.
Facciamo un esempio pratico: un buon miliardo di persone ritiene normale picchiare o sottomettere le donne. Questo miliardo di persone non uniformemente distribuito; possiamo pensare al mondo integralista islamico, che comunque è presente ormai in ogni parte del mondo, ma non solo.
Per me, invece, non è affatto normale.
mi sembra molto più semplice: una società è quell'insieme di individui che si riconoscono in certe leggi, un certo credo, certe norme non scritte, certe usanze e una storia (un certo simbolismo). Poi ci sono società la cui cultura riconosce un certo grado di libertà...diciamo.. di discostarsi dalla norma, altre non lo permettono. e per queste ultime è normale che sia così perchè è sempre stato così, perchè le fonti delle norme sono granitiche, perchè la stragrande maggioranza le ritiene giuste. che una norma non sia giusta o lo sia, non lo dice la normalità ma la morale che è un altro piano di discussione.

Entrambe le cose sono, ovviamente, normali. Non c'è nulla di sbagliato nel dire ciò.
L'errore viene commesso nel momento in cui dal concetto di "normale" compiamo un passo induttivo che ci porta a definire la cosa "giusta" in quanto "normale".
infatti, sono due piani di analisi diversi.
 
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Platycodon

Florello
Normalità.
La mia idea è che ogni persona ha una sua idea di normalità, ognuno di noi è fatto a modo suo, e ognuno ha le proprie preferenze, i propri disgusti. Ognuno si crea un idea tutta sua di qualsiasi cosa, ogni persona condivide qualcosa di ciò che pensa con qualche altra persona, che a sua volta avrà altre idee di altre cose che questa persona invece non corrisponde, ognuno ha un idea ben precisa dentro di se, anche istintivamente, di ciò che pensa essere normale per lui o no. A volte ci sono dubbi e si riflette un attimo ma ciò che pensi poi lo sai tu, la persone al di fuori del tuo io non potranno farsi un immagine una sensazione di ciò che pensi, o anzi si possono ma a modo loro anche loro.
Solo la persona stessa si conosce, a volte nemmeno lei, cioè che si vede di noi fuori è solo un espressione di qualcosa ma tutto ciò che ci porta avanti è dentro di noi, per quanto puoi parlare. solo la persona stessa sa l'idea della cosa che pensa, noi siamo solo un immagine. Quello che succede al di fuori di noi è un immagine che alla fine riflette solo in parte i veri noi stessi.
Per me la normalità è quello che una persona sente di se stessa.

La citazione quanti siete la dentro è perchè al di fuori come ho già detto si può dire ciò che si pensa ma alcuni usano la falsità, altri non sanno cosa credono veramente, alcuni sono sinceri e lo ammettono, alcuni il giorno prima pensano una cosa e il giorno dopo un altra cosa, per me la normalità comune a tutti non esiste, ma esiste la normalità propria, se a te(in generale) va bene come sei, va bene così, perchè hai trovato la tua normalità, non ha senso trovare la normalità in comune, il tempo passa, ogni secondo se ci si pensa bene ci sono miriade di cose che passano per la mente e ogni attimo qualcuno cambia idea, la moda è solo un espressione comune a tutte quelle persone che vogliono trovare normale un qualcosa in comune solo a loro, magari perchè non hanno altro in comune??
Cito un esempio: a me per esempio piace la musica underground italiana (kina,litfiba,cccp,csi,pgr,diaframma, perturbazione,marlene kuntz,artica,karma,timoria e tanti altri), mi piace, nonostante per tanti altri possa non essere bella musica, e si lanciano sul vasco rossi o il ligabue. C'è il gruppo che pensa che vasco rossi o ligabue sia normale per loro, mentre per me no, per me è la musica che ascolto io. L'esempio della musica ovviamente è generico, come qualsiasi altra cosa.

In poche parole la normalità ognuno se la crea per se stesso e per convivere fino alla morte, ovvio che poi convivendo anche con altre persone sulle cose si trova anche un punto d'incontro.
 

Olmo60

Guru Master Florello
per me si è già cominciato a confondere i gusti personali che sono una cosa con l'idea di normalità che in un certo senso è proprio l'opposto (o può esserlo) ...sono curiosa di vedere dove andrete a finire.:confuso:
 

Cheguevilla

Giardinauta Senior
no, cambia proprio il concetto di normalità nel tempo: cinquant'anni fa esisteva qualcosa che si chiamava -fidanzamento- alla quale pratica con tanto di -fare la corte- si approcciavano gli uomini (in italia, non so nel resto del mondo) = la normalità era fare la corte. Ora fare la corte no è più normale, chi la fa viene apprezzato proprio per questa "rarità" ergo, il concetto di fare la corte come una cosa normale non solo è cambiato, ma è morto sepolto, proprio.
No Olmo, il concetto di normalità è uno, cioè "regola". Che poi questa regola vari, è un altro discorso.
Sul discorso della società, la definizione che dai tu è semplificata e purtroppo valida solo approssimativamente. All'interno di una "società" esistono scissioni su temi diversi. Per fare un esempio, tra i cristiani esistono diverse correnti, prendendo il cattolicesimo, anche questo può essere diviso in molte sottocorrenti per cui il concetto di normalità su molte cose non è affatto lo stesso. Per raggiungere un livello "soddisfacente" di normalità (ovvero che rientri in una distribuzione statisticamente normale) è necessario stratificare la popolazione in diversi livelli.

per me si è già cominciato a confondere i gusti personali che sono una cosa con l'idea di normalità che in un certo senso è proprio l'opposto
Questo è esattamente ciò che accade quando si porta la stratificazione ad un livello capillare (pratica statisticamente-logicamente corretta) e poi si compie il passo induttivo "per la popolazione presa questa è la norma, quindi è giusto così" (pratica ontologicamente criminale).

Come vedi, ha senso costituire sotto-gruppi, comunità, società, insiemi per cui vale un certo sistema di regole. L'errore grave è l'induzione, che può essere compiuta in due versi: estendere la "normalità" anche ai sotto-gruppi circostanti o espandere a "giustizia" il concetto di normalità.
 
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