• Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

parità o disparità tra sessi

marco837

Florello Senior
Si certo, lavorare nella Pubblica amministrazione è diverso, lì si che le donne sono tutelate e possono andare avanti.....pensa Marco, io adesso lavoro nella pubblica amministrazione, nel senso che lavoro per un ente pubblico, circondata da dipendenti pubblici ma ho la s**** di non essere dipendente pubblico....complicato lo so :) Insomma vedo loro e le loro tutele e vedo me e le mie rinunce...vedo loro e vedo me, vedo loro e vedo me :squint: Non so se è chiaro! Vebbè almeno qualcuno è tutelato, troppo? Troppo loro e niente gli altri? :rolleyes: Vabbè vado in OT, si potrebbe aprire un'altra discussione in merito :D

Credo che la mia situazione sia molto simile alla tua.
La differenza é che la mia ditta privata mi tutela e anche molto.
E qui non si parla di differenza tra uomini e donne, ma della situazione dei lavoratori in genere.
Non riuscirei a trovare un motivo per lamentarmi della mia ditta nemmeno impegnandomi...
ci sono invece persone (colleghi di lavoro) che ci riescono comunque...
il problema é che i migliori a lamentarsi sono le donne :)
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
parli come chissà quanto tempo è passato,ricordati che tutto cambia ,ma rimane sempre lo stesso:lol::lol:

Beh nel settore informatico quasi 7 anni sono tantissimi!!!! :D Ne cambiano di cose, ne passano di sistemi operativi sotto i ponti :lol: Sicuramente adesso ci sono moooolte più donne appassionate di informatica, la società si dovrà pure adeguare no? Si spera :storto:
 
R

Riverviolet

Guest
Ecco, appunto.....i figli sono un "fardello", i figli sono una scelta che preclude altre cose, come la carriera per esempio, per essere ottimisti.....non fare carriera significa che almeno un lavoro ce l'hai.....per essere pessimisti e forse un pò più realisti invece, spesso la maternità significa non avere un lavoro e poche prospettive....è umiliante, lo avete già detto voi ma lo ripeto, una donna a "rischio maternità" (rischio? :eek: Un figlio è un rischio? :eek: ) non viene neanche presa in considerazione per un eventuale colloquio di lavoro! :burningma
Che poi questi figli, ma sbaglio o sono di tutti, anche degli uomini intendo? Mica li mettiamo al mondo e poi ce li teniamo solo noi donne!

E invece sì, da sempre, soprattutto in Italia, i figli sono delle donne, basta avere un minimo di memoria storica o una bisnonna che possa raccontare.
In Italia, così come in tutti paesi a forte dominanza patriarcale.
Abito in una frazione di Genova molto popolosa, equamente distribuita secondo disponibilità economica. A scuola, una grande scuola primaria, i genitori all'uscita della scuola, si contano sulla punta di una mano a cui mancano due dita. Ci sono i nonni e spesso, parlando, si evince che questi figlioli, sono quasi sempre con i nonni. La distrazione di una madre, generalizzo è vero, ma si nota poi, nei comportamenti dei ragazzi.
Distrazione di una madre, perchè quella del padre è storicamente accertata.

Quel che dimenticano i maschi rampolli in carriera, quelli stessi datori di lavoro che non vogliono fra le fila, donne capaci di procreare è che la loro madre, è stata umiliata allo stesso modo.

Un fardello, questi figli ci si sentono e si nota dal comportamento.
Io persi il posto, che amavo, a causa del formatore aziendale, che sentitoti minacciare dal mio modo di lavorare e di vendere soprattutto, ha cacciato fuori il più vile delle tecniche persuasive, la molestia sessuale. Ho dovuto, per rispetto di me stessa, dei professionisti con cui lavoravo e dei miei datori di lavoro, lasciare. (Poi, siccome il tizio aveva il vizio della viltà, è esplosa la bomba ed è stato cacciato, ma è anche cambiata la stessa agenzia e i vertici ed io non sono più potuta rientare).

In questo tipo di società o si sacrifica la madre o si sacrificano i figli.
Non esiste sostegno alla maternità, perchè in questo Paese non esiste la paternità, ma solo la patriarcalità. Le nuove leve non sono viste come dono, ma come bocche da sfamare, altri negativi di bilancio.

Certamente è un discorso ampiamente generalizzato, obbligato da una cultura ed un condizionamento coatto, di un intera Nazione.
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
E invece sì, da sempre, soprattutto in Italia, i figli sono delle donne, basta avere un minimo di memoria storica o una bisnonna che possa raccontare.
In Italia, così come in tutti paesi a forte dominanza patriarcale.
Abito in una frazione di Genova molto popolosa, equamente distribuita secondo disponibilità economica. A scuola, una grande scuola primaria, i genitori all'uscita della scuola, si contano sulla punta di una mano a cui mancano due dita. Ci sono i nonni e spesso, parlando, si evince che questi figlioli, sono quasi sempre con i nonni. La distrazione di una madre, generalizzo è vero, ma si nota poi, nei comportamenti dei ragazzi.
Distrazione di una madre, perchè quella del padre è storicamente accertata.

Quel che dimenticano i maschi rampolli in carriera, quelli stessi datori di lavoro che non vogliono fra le fila, donne capaci di procreare è che la loro madre, è stata umiliata allo stesso modo.

Un fardello, questi figli ci si sentono e si nota dal comportamento.
Io persi il posto, che amavo, a causa del formatore aziendale, che sentitoti minacciare dal mio modo di lavorare e di vendere soprattutto, ha cacciato fuori il più vile delle tecniche persuasive, la molestia sessuale. Ho dovuto, per rispetto di me stessa, dei professionisti con cui lavoravo e dei miei datori di lavoro, lasciare. (Poi, siccome il tizio aveva il vizio della viltà, è esplosa la bomba ed è stato cacciato, ma è anche cambiata la stessa agenzia e i vertici ed io non sono più potuta rientare).

In questo tipo di società o si sacrifica la madre o si sacrificano i figli.
Non esiste sostegno alla maternità, perchè in questo Paese non esiste la paternità, ma solo la patriarcalità. Le nuove leve non sono viste come dono, ma come bocche da sfamare, altri negativi di bilancio.

Certamente è un discorso ampiamente generalizzato, obbligato da una cultura ed un condizionamento coatto, di un intera Nazione.

Amara, triste realtà, quoto, un tantino scoglionata :burningma non per te ovviamente ma per quello che hai scritto che condivido in pieno.....
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
Credo che la mia situazione sia molto simile alla tua.
La differenza é che la mia ditta privata mi tutela e anche molto.
E qui non si parla di differenza tra uomini e donne, ma della situazione dei lavoratori in genere.
Non riuscirei a trovare un motivo per lamentarmi della mia ditta nemmeno impegnandomi...
ci sono invece persone (colleghi di lavoro) che ci riescono comunque...
il problema é che i migliori a lamentarsi sono le donne :)

Sei fortunato Marco e sicuramente molto in gamba se hai questa fortuna....ma la maggior parte di noi italiani la tutela se la sognano....per essere tutelati bisogna essere assunti a tempo indeterminato, ma chi assume più a dempo indeterminato? Sono così convenienti i contratti da cocopro.....Non sopporto le persone che si lamentano.....sono circondata! Loro poi si lamentano, no cioè, tutti dipendenti pubblici! Sono arrivata a minacciarli, al prossimo che entra nel mio ufficio per lamentarsi di non so cosa tiro un cartone.....
 
Ultima modifica:

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
io mi metto nei panni di un datore di lavoro...

Adesso vado per ipotesi...

mettete caso che assumete una persona. Questa persona dopo aver passato il periodo di prova di un mese vi chiama per dare la bella notizia di essere incinta al terzo mese. Intanto le fate comunque istruzione in modo che quando tornerà dalla maternità abbia un idea del lavoro... dopo qualche mese va in maternità, al suo rientro si ricomincia nuovamente con la formazione e poco dopo il periodo dell'allattamento dove tra part-time, e ore di permesso per l'allattamento slata fuori con la bella notizia di essere ancora incinta... (nel frattempo la ditta pagava più della metà della parcella del nido). Poi sul più bello, quando la ditta ha bisogno di personale e la maternità del secondo figlio sta per finire arrivano le dimissioni.

A questo punto la ditta è di nuovo in cerca di personale...
quando si presenta qualcuno avete un briciolo di curiosità di sapere se questa persona ha in programma di avere un figlio a breve? (uomo o donna che sia?)

Specialmente se state cercando qualcuno per un ruolo di responsabilità?

verissimo marco, anche se questo è un caso estremo, è indiscutibile che l'azienda subisce comunque una maternità in fatto di costi e organizzazione,
e automaticamente queste assenze (giustificatissime e da tutelare) penalizzano la donna nella sua carriera.

Viceneo,le donne non hanno mai lasciato il focolare...l'unica differenza è che si fanno il mazzo anche fuori casa lavorando

perfettamente d'accordo, ma questo ruolo prima che dalla società deve essere riconosciuto dalla sua famiglia.


Ho quotato la prima ,ma è diretta a tutte le donne,forse non avete capito in pieno cosa intendevo.....non ho detto che voi non state anche al focolare oggi,fate in casa ciò che facevate prima ed in più lavorate anche, quindi doppio lavoro,ma io intendo che fra un pò farete solo il lavoro di casa in quanto i datori di lavoro (per certi tipi di lavoro intendo)non investiranno più sulle donne ed inoltre si cercherà di dare lavoro all'uomo in quanto andando avanti di questo passo (con la tecnologia ecc.)non ci sarà posto per tutti .
non vi scaldate donne ,forse per voi è la soluzione migliore o no?

scusa... ma se mi piacesse fare un lavoro diverso dalla casalinga??

ma come e' possibile che la donna,per essere partecipe di questa societa'
ammalata debba rinunciare ad essere mamma,siamo ai minimi storici,i figli sono visti come handicap

visti o no come un handicap.. portano via tempo e risorse fisiche, è inevitabile che chi non segue i figli abbia + tempo e risorse da dedicare al lavoro è una questione matematica, ci sono solo 24 ore in un giorno.

Scusami Marco ma dissento! Soprattutto quando dici che in campo informatico non ci sono poi tante discriminazioni......ho lavorato 5 anni nel campo informatico, per la precisione ero un tecnico informatico, gestivo con Finzi e un altro amico, tra le altre cose, un negozio molto avviato.....assemblavo e facevo assistenza hardware e software.....ti assicuro Marco, il settore informatico è ESTREMAMENTE maschilista! Fortunato te, hai avuto solo esperienze positive, oppure sfortunata io, ho avuto solo esperienze negative. Ti dico solo che il rispetto e la credibilità me li sono sudati parecchio! Davano tutti per scontato che io, in quanto unica donna della società, fossi la commessa o mi occupassi di amministrazione......mi facevano il triplo delle domande, sondavano la mia preparazione, erano diffidenti.....finchè un giorno non è entrato un nostro cliente, il più pignolo dei nostri clienti e ha chiesto del tecnico. Io non c'ero, si è presentato il mio socio e lui ha detto:" No, non lui, vorrei Francesca". Ecco, queste son soddisfazioni
Comunque, tornando in OT, non generalizzo, credo sia così veramente. Evidentemente sei stato fortunato a conoscere tante donne realizzate perchè quelle che ho conosciuto io sono veramente poche, o meglio, quelle che si sono realizzate e che hanno fatto strada senza fare rinunce, perchè c'è una gran bella differenza! Non metto in dubbio l'esistenza di donne in gamba, sono la prima a dire che ce ne sono eccome! Metto in dubbio l'esistenza di donne in gamba che si sono realizzate sul lavoro senza aver dovuto fare rinunce, esattamente come fanno gli uomini! Poche, molto poche...solo se hanno le spalle coperte da una famiglia benestante.....

idem stesso settore, ci lavoro ancora, l'infomatica è meno discriminata tra colleghi, molto più discriminata nel contatto col pubblico.

devo dire che è cambiato molto negli ultimi 10 anni (forse anche perchè non mi prendono + per una ragazzina)

Beh nel settore informatico quasi 7 anni sono tantissimi!!!! :D Ne cambiano di cose, ne passano di sistemi operativi sotto i ponti :lol: Sicuramente adesso ci sono moooolte più donne appassionate di informatica, la società si dovrà pure adeguare no? Si spera :storto:

questa stessa discussione è nata in casa mia pochi giorni fa, la mia collega tra matenità bimbo malato ecc ecc fa diverse assenze... nulla da eccepire
però una cosa è certa, quello che non fa lei lo devo fare io, mica lo posso lasciare per quando rientra, la sotituta del periodo di maternità non sapeva nulla, serviva solo come assistente
ma il lavoro alla fine era per almeno il 70% sulle mie spalle.

tutelare le mamme e i loro figli.. giustissimo, ma che lo facciano le strutture sociali, perchè deve pesare sul privato?

io sono molto tollerante, ma quando ne senti una che si lamenta delle discriminazioni in una situazione come la mia... mi fa proprio arrabbiare
se lei farà meno carriera di me saraà solo dovuto al fatto che io avrò lavorato SUL POSTO DI LAVORO IL doppio, anche se lei avrà lavorato forse + di me tra casa e lavoro, ma ovviamente questo non le potrà mai essere riconosciuto.. quindi anche questo sarà la causa della "MENO CARRIERA DI ALTRI" e non solo dovuto alle discriminazioni

ok ho esagerato un po' ma ho cercato di essere esaustiva.
 
R

Riverviolet

Guest
in ogni caso i bambini crescono.
dopo pochi anni le possibilitá di carriera per una donna ci sono di nuovo.
ahahhaha, è una battuta vero? :hehe:
Ad una donna bastano cinque anni fuori pista per essere 'out'.
Rimangono quei posti che, sono molto simili a quello che fai in casa.
Per inciso, l'istituzioni prendono in giro. Accortesi che, gli incidenti domestici sono una delle cause maggior di infortunio (ovviamente perchè una casalinga è in vacanza e non fa' una cippa) ha prontamente prodotto una polizza infortuni, a pagamento, obbligatorio. Risibile la spesa, come ridicoli i massimali nel caso in cui si verifica l'incidente e si viva da vegetale, ciò che ne risulta se lo godono marito e figli, tanto per cambiare.

Date un'occhiata ai posti di lavoro dove, c'è o è direttamente collegato, l'accudimento di qualcosa o qualcuno, come appunto scuole (fino alla media, poi, arrivano i baroni) ed asili o assistenza sociale. Sono tutte donne, è un caso?
A furia di prendersi la responsabilità del bene degli altri, il proprio sistema nervoso, va' a farsi un giro in alta montagna, sfido che sono o diventan tutte delle iene.

Manca egoisimo nella donna, è tutto e drammaticamente quì.
Spinta dalla natura a diventar madre, si dimentica di sè e ne paga le conseguenze.
Io ho due figli, un maschio ed una femmina, e su di lei, insisterò molto affinchè costruisca solo ed unicamente per sè.
Se il numero delle donne crescesse con questa spinta autorealizzativa, le nascite vanno a zero, poi vediamo con chi ci sostituiscono.
:D
 

Bianconiglio

Aspirante Giardinauta
Dissento su molto di quanto è stato detto. Le donne non sono nate per stare davanti al focolare e sfornare figli. Le donne sono state e sono ancora oggi vittime di una società patriarcale che le ha PROGRAMMATE a pensarsi valide e giuste solo se brave madri, mogli ecc, bisognose sempre di un PROTETTORATO maschile. Siamo diverse dagli uomini, su questo non ci piove, ma NON siamo tutte uguali. Le nostre peggiori nemiche sono state spesso le nostre madri, che, seppure oppresse da un sistema che le ha intrappolate per millenni, non solo non se ne sono liberate ma ci hanno insegnato che il mondo era fatto così, fiocco rosa e bamboline da accudire per le femmine, fiocco blu e automobiline per i maschi. E vi stupite che le donne si facciano la guerra tra di loro? Siamo in perenne competizione perchè partiamo svantaggiate, perchè anche quelle più brave, ad esempio nella carriera, raramente riescono a sfondare quel muro di vetro che le porta sempre ad un soffio dal gradino più alto senza mai poterlo raggiungere, perchè le alte gerarchie sono sempre state e sono tuttora con poche rare eccezioni, maschili. Alcune fanno l'errore di assumere atteggiamenti maschili per farcela, e vengono comunque denigrate per aver rinunciato alla loro presupposta femminilità. Diciamocelo chiaramente, non va mai bene. Quella troppo intelligente, quella troppo bella, qualsiasi qualità una donna sfrutti per cercare di raggiungere i suoi sogni viene, da una parte o dall'altra vituperata. Più di trent'anni fa, in italia, in questo paese così retrogrado e patriarcale, sottoposto al volere delle gerarchie ecclesiastiche come nessun altro, bene trent'anni fa le donne hanno lottato per far in modo che qualunque donna potesse realizzare la sua vita nella maniera che più riteneva consona, senza per questo venire ostracizzata dalla società. Molte conquiste ci sono state donate da queste donne, ma purtroppo era solo l'inizio di un lungo cammino, e invece molte hanno pensato di aver ottenuto già tanto, mentre il cambio di mentalità è lento, in questo paese lentissimo. La lotta continua anche oggi, perchè la nostra libertà è di nuovo in pericolo, perchè la parità non esiste, perchè ciò che caratterizza l'essere umano, uomo o donna che sia è il suo AUTODETERMINARSI. Le donne che in questo forum fossero interessate all'argomento, mi scrivano in privato, risponderò con piacere. Ovviamente anche gli uomini MA astenersi vogliosi di sterili polemiche. Le donne di fronte al focolare fanno tanto comodo a qualcuno, e non mi ci metto nemmeno a sprecare fiato su queste cose, mi piacerebbe invece con chi ne avesse voglia andare oltre.
Saluti
 

new dawn

Guru Giardinauta
ahahhaha, è una battuta vero? :hehe:
Ad una donna bastano cinque anni fuori pista per essere 'out'.
Rimangono quei posti che, sono molto simili a quello che fai in casa.
Per inciso, l'istituzioni prendono in giro. Accortesi che, gli incidenti domestici sono una delle cause maggior di infortunio (ovviamente perchè una casalinga è in vacanza e non fa' una cippa) ha prontamente prodotto una polizza infortuni, a pagamento, obbligatorio. Risibile la spesa, come ridicoli i massimali nel caso in cui si verifica l'incidente e si viva da vegetale, ciò che ne risulta se lo godono marito e figli, tanto per cambiare.

Date un'occhiata ai posti di lavoro dove, c'è o è direttamente collegato, l'accudimento di qualcosa o qualcuno, come appunto scuole (fino alla media, poi, arrivano i baroni) ed asili o assistenza sociale. Sono tutte donne, è un caso?
A furia di prendersi la responsabilità del bene degli altri, il proprio sistema nervoso, va' a farsi un giro in alta montagna, sfido che sono o diventan tutte delle iene.

Manca egoisimo nella donna, è tutto e drammaticamente quì.
Spinta dalla natura a diventar madre, si dimentica di sè e ne paga le conseguenze.
Io ho due figli, un maschio ed una femmina, e su di lei, insisterò molto affinchè costruisca solo ed unicamente per sè.
Se il numero delle donne crescesse con questa spinta autorealizzativa, le nascite vanno a zero, poi vediamo con chi ci sostituiscono.
:D

Non ho seguito il post, e non avrei diritto di parlare.
Ma ho sessant'anni, sento di poter raccontarmi: a ventisei (dopo otto anni di lavoro da impiegata) ho lasciato la RAI (la RAI!!!) perché volevo fare la madre a tempo pieno. E l'ho fatta.
A quarant'anni ho trovato un lavoro decente e oltre a quello seguivo un negozio ereditato da mio marito che nel frattempo era morto, le figlie ecc.
Ho sempre lavorato. In quel periodo ero molto stanca, ma lottare mi piaceva. Poi ho continuato solo con il lavoro sicuro, che ancora sto facendo.
Le mie figlie lavorano e hanno bambini, con fatica.
Vorrei dire solo questo: il lavoro in casa e fuori in certi casi si può fare, in certi altri casi è impossibile. Ma se si vuole si può, i figli crescono in fretta e gli anni critici sono quattro o cinque.
Né io né le mie figlie abbiamo avvertito questo senso di privazione di sé. Sia lavorare che fare figli sono cose che si fanno "per sé stesse". Anche il sacrificio è un atto di "egoismo"
Se poi ci sono donne con forti ambizioni verso lavori impegnativi,"maschili" e con carriere dure, allora quelle donne potranno dover rinunciare alla maternità, almeno per un certo periodo. Mentre ce ne saranno tante altre che vorranno avere figli. Non vedo un destino catastrofico e compatto o ottocentesco, per le donne.
Credo che in una società multiforme e diversificata come la attuale, dove indubbiamente le donne hanno maggiore accesso al lavoro, sia possibile che ognuna di noi faccia le proprie scelte; pagandone sì i prezzi, ma anche con dignità.
Mi riferisco naturalmente a quella fascia media di persone fuori dalla soglia di vera povertà. In quei casi deve intervenire lo stato.

Scusatemi se ho ripetuto cose già dette, non ho avuto il tempo di leggere tutti i post:Saluto:
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
in ogni caso i bambini crescono.
dopo pochi anni le possibilitá di carriera per una donna ci sono di nuovo.


Marco, mi dispiace ma non è così, sei fuori dal giro e arrivederci e grazie....sempre che si riesca a mantenere il lavoro. Se invece la donna è costretta a prendersi una pausa e a rimettersi in "piazza" dopo la maternità peggio di peggio....diventa troppo grande e ormai si prendono solo ragazzi giovani.....guarda, non dico cazzate credimi, esperienza personale purtroppo, diretta e indiretta. E' un brutto momento per tutti, per le donne in particolare.
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
Dissento su molto di quanto è stato detto. Le donne non sono nate per stare davanti al focolare e sfornare figli. Le donne sono state e sono ancora oggi vittime di una società patriarcale che le ha PROGRAMMATE a pensarsi valide e giuste solo se brave madri, mogli ecc, bisognose sempre di un PROTETTORATO maschile. Siamo diverse dagli uomini, su questo non ci piove, ma NON siamo tutte uguali. Le nostre peggiori nemiche sono state spesso le nostre madri, che, seppure oppresse da un sistema che le ha intrappolate per millenni, non solo non se ne sono liberate ma ci hanno insegnato che il mondo era fatto così, fiocco rosa e bamboline da accudire per le femmine, fiocco blu e automobiline per i maschi. E vi stupite che le donne si facciano la guerra tra di loro? Siamo in perenne competizione perchè partiamo svantaggiate, perchè anche quelle più brave, ad esempio nella carriera, raramente riescono a sfondare quel muro di vetro che le porta sempre ad un soffio dal gradino più alto senza mai poterlo raggiungere, perchè le alte gerarchie sono sempre state e sono tuttora con poche rare eccezioni, maschili. Alcune fanno l'errore di assumere atteggiamenti maschili per farcela, e vengono comunque denigrate per aver rinunciato alla loro presupposta femminilità. Diciamocelo chiaramente, non va mai bene. Quella troppo intelligente, quella troppo bella, qualsiasi qualità una donna sfrutti per cercare di raggiungere i suoi sogni viene, da una parte o dall'altra vituperata. Più di trent'anni fa, in italia, in questo paese così retrogrado e patriarcale, sottoposto al volere delle gerarchie ecclesiastiche come nessun altro, bene trent'anni fa le donne hanno lottato per far in modo che qualunque donna potesse realizzare la sua vita nella maniera che più riteneva consona, senza per questo venire ostracizzata dalla società. Molte conquiste ci sono state donate da queste donne, ma purtroppo era solo l'inizio di un lungo cammino, e invece molte hanno pensato di aver ottenuto già tanto, mentre il cambio di mentalità è lento, in questo paese lentissimo. La lotta continua anche oggi, perchè la nostra libertà è di nuovo in pericolo, perchè la parità non esiste, perchè ciò che caratterizza l'essere umano, uomo o donna che sia è il suo AUTODETERMINARSI. Le donne che in questo forum fossero interessate all'argomento, mi scrivano in privato, risponderò con piacere. Ovviamente anche gli uomini MA astenersi vogliosi di sterili polemiche. Le donne di fronte al focolare fanno tanto comodo a qualcuno, e non mi ci metto nemmeno a sprecare fiato su queste cose, mi piacerebbe invece con chi ne avesse voglia andare oltre.
Saluti

Strasuperquoto.....
 

rootfellas

Florello
Dissento su molto di quanto è stato detto. Le donne non sono nate per stare davanti al focolare e sfornare figli. Le donne sono state e sono ancora oggi vittime di una società patriarcale che le ha PROGRAMMATE a pensarsi valide e giuste solo se brave madri, mogli ecc, bisognose sempre di un PROTETTORATO maschile. Siamo diverse dagli uomini, su questo non ci piove, ma NON siamo tutte uguali. Le nostre peggiori nemiche sono state spesso le nostre madri, che, seppure oppresse da un sistema che le ha intrappolate per millenni, non solo non se ne sono liberate ma ci hanno insegnato che il mondo era fatto così, fiocco rosa e bamboline da accudire per le femmine, fiocco blu e automobiline per i maschi. E vi stupite che le donne si facciano la guerra tra di loro? Siamo in perenne competizione perchè partiamo svantaggiate, perchè anche quelle più brave, ad esempio nella carriera, raramente riescono a sfondare quel muro di vetro che le porta sempre ad un soffio dal gradino più alto senza mai poterlo raggiungere, perchè le alte gerarchie sono sempre state e sono tuttora con poche rare eccezioni, maschili. Alcune fanno l'errore di assumere atteggiamenti maschili per farcela, e vengono comunque denigrate per aver rinunciato alla loro presupposta femminilità. Diciamocelo chiaramente, non va mai bene. Quella troppo intelligente, quella troppo bella, qualsiasi qualità una donna sfrutti per cercare di raggiungere i suoi sogni viene, da una parte o dall'altra vituperata. Più di trent'anni fa, in italia, in questo paese così retrogrado e patriarcale, sottoposto al volere delle gerarchie ecclesiastiche come nessun altro, bene trent'anni fa le donne hanno lottato per far in modo che qualunque donna potesse realizzare la sua vita nella maniera che più riteneva consona, senza per questo venire ostracizzata dalla società. Molte conquiste ci sono state donate da queste donne, ma purtroppo era solo l'inizio di un lungo cammino, e invece molte hanno pensato di aver ottenuto già tanto, mentre il cambio di mentalità è lento, in questo paese lentissimo. La lotta continua anche oggi, perchè la nostra libertà è di nuovo in pericolo, perchè la parità non esiste, perchè ciò che caratterizza l'essere umano, uomo o donna che sia è il suo AUTODETERMINARSI. Le donne che in questo forum fossero interessate all'argomento, mi scrivano in privato, risponderò con piacere. Ovviamente anche gli uomini MA astenersi vogliosi di sterili polemiche. Le donne di fronte al focolare fanno tanto comodo a qualcuno, e non mi ci metto nemmeno a sprecare fiato su queste cose, mi piacerebbe invece con chi ne avesse voglia andare oltre.
Saluti


bellissimo e condivisibile, toccherebbe approfondire il discorso autodeterminazione, e ti invito a scrivere qua e non in privato, se qualcuno vuole sterili polemiche (ma non penso proprio) lo lasciamo li a stagnare.
 

marco837

Florello Senior
Io invece condivido maggiormente il punto di vista di new dawn.

Secondo me il fatto che molte donne dopo la maternitá non riescano a fare carriera dipende molto dal fatto che non hanno ambizioni in tal senso o non hanno davvero la voglia di impegnarsi a fondo per ottenere determinati risultati.

Almeno per quanto riguarda la mia ditta vedo che le donne e gli uomini vengono trattati in egual maniera, e le mamme con un occhio di riguardo (sia dall'ufficio personale che dai colleghi/e)
Il capo del personale é una donna (tornata da poco dalla maternitá)
Il mio capoufficio ha dei figli, e spesso prende delle ore libere da lavoro per andarli a prendere da scuola o per accompagnarli ad impegni extrascolastici.
Il lavoro e la famiglia si possono conciliare se il management aziendale pensa anche alla soddisfazione dei propri dipendenti.
Come ho gia detto qualche pagina fa, peró, c'é chi ne approfitta, e questo puó portare a rovinare una bella situazione.

In ogni caso una donna che sta fuori dal mondo del lavoro anche per 5 anni io non la ritengo out, specialmente se é una persona intelligente e con voglia di imparare e lavorare
 
R

Riverviolet

Guest
Perfettissimamente in totale accordo con Bianconiglio anch'io.
New, chi non ha nessuno, nemmeno un nonno a cui demandare con i figli, non sono cinque o sei gli anni che servono.
Chi li accompagna a scuola, chi li riprende? E con questa bella nuova idea dei tagli alla scuola, sarà anche peggio. Molti pomeriggi saranno a casa, questi figlioli.
Perdonami, ma dissento, quando e dove dici, carriere come quelle degli uomini, non sono o meglio, non dovrebbero essere solo appannaggio maschile e noi, a far da contorno o tappabuchi di posti che loro non occupano.
Voglio, o meglio, avrei voluto essere una persona libera di decidere cosa fare nella vita e non c'è stato verso.

Ed ha ragione Bianconiglio, la responsabilità è della donna che mi ha cresciuto, errore che non commetterò con mia figlia.
 

flowerchild

Maestro Giardinauta
Io invece condivido maggiormente il punto di vista di new dawn.

Secondo me il fatto che molte donne dopo la maternitá non riescano a fare carriera dipende molto dal fatto che non hanno ambizioni in tal senso o non hanno davvero la voglia di impegnarsi a fondo per ottenere determinati risultati.

Almeno per quanto riguarda la mia ditta vedo che le donne e gli uomini vengono trattati in egual maniera, e le mamme con un occhio di riguardo (sia dall'ufficio personale che dai colleghi/e)
Il capo del personale é una donna (tornata da poco dalla maternitá)
Il mio capoufficio ha dei figli, e spesso prende delle ore libere da lavoro per andarli a prendere da scuola o per accompagnarli ad impegni extrascolastici.
Il lavoro e la famiglia si possono conciliare se il management aziendale pensa anche alla soddisfazione dei propri dipendenti.
Come ho gia detto qualche pagina fa, peró, c'é chi ne approfitta, e questo puó portare a rovinare una bella situazione.

In ogni caso una donna che sta fuori dal mondo del lavoro anche per 5 anni io non la ritengo out, specialmente se é una persona intelligente e con voglia di imparare e lavorare

Marco, non tutte le ditte sono come la tua, non tutte le persone sono intelligenti come te....

New dawn.... oggi la realtà è molto diversa, oggi la realtà è diversa anche rispetto a 10 anni fa......parlo di opportunità di lavoro ovviamente. In un mercato in crisi non c'è posto per tutti, si sceglie solo chi conviene....
Ripeto, si possono conciliare tante cose ma si deve essere messi in condizione di farlo. Cosa concilio se non ho un lavoro? Cosa concilio se ho un lavoro ma non sono tutelata perchè precaria?
 
R

Riverviolet

Guest
Il precariato eccessivo é uno dei grandi problemi, ma non solo per le donne

Infatti Marco, parità di difficoltà o quasi, fra uomo e donna, se liberi entrambi, se giovani, ma scommetto che la bella presenza non è particolarmente richiesta per gli uomini.

Molto diverso, il caso di precariato, laddove una donna, non è più da sola ed ha la responsabilità di altre vite. Dai sù....un po' di oggettività non guasterebbe.
 
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