1. Vi invitiamo a ridimensionare le foto alla larghezza massima di 800 x 600 pixel da Regolamento PRIMA di caricarle sul forum, visto che adesso c'è anche la possibilità di caricare le miniature nel caso qualcuno non fosse capace di ridimensionarle; siete ufficialmente avvisati che NEL CASO VENGANO CARICATE IMMAGINI DI DIMENSIONI SUPERIORI AGLI 800 PIXEL LE DISCUSSIONI VERRANNO CHIUSE. Grazie per l'attenzione.

prodotti a base di alghe marine

Discussione in 'Lotta biologica e rimedi naturali' iniziata da aurex, 10 Maggio 2019.

  1. aurex

    aurex Esperto di Bonsai

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    Qualcuno sa dirmi se questi tipi di prodotti danno effettivamente dei benefici ?....ho acquistato da pochi giorni un prodotto denominato "Ascogreen alga"....il venditore me lo ha consigliato in sostituzione degli acidi umici (di cui non era fornito)....ho letto qualcosa in rete...ma vorrei un parere da chi sa!!!
    grazie......
     
  2. Zenais

    Zenais Giardinauta Senior

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    Io uso il biostimolante della Flortis con alghe marine e pare abbia fatto i miracoli, cose che con i concimi non riuscivo ad ottenere. Però non so dirti altro
     
  3. ArTu

    ArTu Giardinauta

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    Su che piante usi il biostimolante?


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  4. Zenais

    Zenais Giardinauta Senior

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    Lo uso su tutte le piante ma ho da poco scoperto che le alghe potenziano L azoto contenuto all interno, quindi anche se è un 3% ne potenzia L assimilazione.
     
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  5. Maritè

    Maritè Aspirante Giardinauta

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    Cia0! Gli integratori alle alghe con eventuale aggiunta di propoli sembra siano il must per aiutare biologicamente le verdi creature a difendersi e crescere al meglio. Io ho appena acquistato l'integratore della Kelpack su consiglio del mio vivaista senese, questo perchè i miei spazi verdi sono rubati al bosco e alla pietra e un'infinita schiera di nemici defogliatori a volte ha la meglio specie sulle rosacee. Il prodotto va nebulizzato dopo diluizione per tre volte di seguito a cadenza settimanale. ti terrò informata del successo
     
  6. aurex

    aurex Esperto di Bonsai

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    Grazie....
     
  7. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    Questi estratti sono spacciati per essere induttori nelle piante di resistenza acquisita.

    Vari studi scentifici sono stati condotti ma i risultati sono molto controversi.
    La mia opinione, per quel che può valere è che l'effetto positivo sia legato non a misteriose azioni biochimiche innescate dai fucani (mai provate) ma a un semplice apporto di microelementi e sostanza organica solubile.

    Per quanto riguarda l'induzione di resistenza esistono anche altri prodotti sia sintetici che naturali di efficacia provata da più lavori
     
  8. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    Ho ritrovato questo paper che mi era finito sotto gli occhi per altro poco tempo fa.
    https://www.researchgate.net/profil...-delle-colture-Atti-Accademia-dei-Georgof.pdf

    È una buona sintesi dell'argomento. Tieni presente comunque che i risultati non sono così univocamente interpretabili come si può pensare leggendo una sintesi.

    Vi si fa menzione anche del acibenzolar-s-metile l'unico prodotto che mette tutti d'accordo e la cui efficacia è più che comprovata. Unico piccolo difetto: un costo decisamente folle
     
    Ultima modifica: 13 Giugno 2019
  9. Delonix

    Delonix Florello

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    Beh, cosa vuoi che siano 400 euro al kg per un prodotto da mettere sulla frutta!? :eek:
     
  10. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    :ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO: l'ho detto che c'era un piccolo difetto.
    Comunque le dosi di impiego sono bassissime, ho visto una prova su actinidie e mi pare di ricordare 100g per ettaro (non vorrei sbagliarmi) l'effetto comunque si vedeva ad occhio.
    Se facessero bustine da pochi grammi sarebbe interessante

    Tu che sei chimico potresti farne un businnes
     
  11. Delonix

    Delonix Florello

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    Anche se avessi modo di sintetizzarlo (ho visto la formula di struttura e quell'eterociclo condensato sul benzene non è uno scherzo)
    [​IMG]
    credo proprio che sia protetto dal marchio registrato...
     
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  12. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    Si, ovviamente era una battuta, anche se mi immagino il laboratorio segreto
     
  13. Maritè

    Maritè Aspirante Giardinauta

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    Grazie! Ho appena scaricato l'articolo e vado subito ad 'assimilarlo'. Io sto sperimentando l'integratore alle alghe su un giardino in progress che contiene differenti specie colturali . Al momento il mio problema, una volta risolto l'apporto idrico, su un terreno rubato al bosco e al marmo, è la presenza di più defogliatori (coleotteri suppongo oltre ad alcune specie di vespe sevatiche affamatissime...). In collaborazione col mio vivaista di fiducia ho appena iniziato sulle rosacee trattamento a base di alghe appunto per avere un'arma in più oltre all'olio di lino (cocciniglie) , olio di neem, piretroidi e ramature. Tra un mese tiro le somme e aggiorno !
     
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  14. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    Bene, allora aspettiamo il resoconto della tua esperienza anche perché immagino ci sará una scenografia notevole con una cava di marmo dismessa

    Comunque se ho ben capito tu stai cercando proprio di indurre la cosiddetta resistenza acquisita. In questo caso io sono piuttosto scettico sugli estratti di alghe. Se si parla della loro azione nutritiva e miglioratrice del terreno posso concordare in una loro effettiva efficacia, ma sullo specifico effetto di induzione non ho trovato testi scientifici che lo provino. E intendo test seri con un confronto con testimoni non trattati.
    Sarò condizionato dalla mia formazione ma finché non vedo le prove concrete per me ha lo stesso valore che attaccare un cornetto portafortuna a un ramo e sperare che salvi da fitofagi e grandinate
     
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  15. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    In tema di strategie di difesa delle piante, l'attuale indirizzo di ricerca è decisamente orientato a sperimentare mezzi alternativi agli antiparassitari.
    Ad esempio presso l'Università di Torino - Agrinnova si fanno prove che comprendono compost repressivi, induttori di resistenza (fosfiti, fosfonati), microrganismi antagonisti, persino elicitori di SAR (chitosano). Ovviamente il tutto è orientato - e ha senso - nel settore agricolo e in particolare per produzione ad alto profitto (es. lattughe, ortive, fragola etc. in ambiente protetto, in suolo o fuori suolo), ma ci possono essere ricadute anche a livello di coltivazione non professionali.

    Metto alcune foto che ho scattato in occasione di visite organizzate quest'anno e lo scorso presso detta Università (le dita che tengono una striminzitissima piantina di peperone sono le mie in quanto cortesemente mi hanno permesso di fotografare il danno radicale).
     

    Files Allegati:

    Ultima modifica: 15 Giugno 2019
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  16. RobertoB

    RobertoB Giardinauta

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    Grazie delle foto, ho studiato lì e ci passavo davanti ogni giorno, bei ricordi.
    Si, io non sono affatto scettico sugli elicitori di sar sia ben chiaro. La mia perplessità è sul fatto che gli estratti di alghe siano annoverabili tra di essi cone sostengono le case produttrici.
    In effetti sui cartellini delle foto che hai postato leggo diversi prodotti (tra cui anche l'acibenzolar-s-metile di cui parlavamo prima), ma niente riguardo ad alghe o fucani, un motivo ci sarà.
    Questo è il resoconto di un loro test sulla sar indotta da compost
    https://www.google.com/url?sa=t&sou...FjABegQIBhAB&usg=AOvVaw2Om_x0ziVjhfCKU2mxxKow
    Come si può vedere ci sono gruppi testimoni , condizioni di coltura controllate e alla fine dati che permettono un vero confronto. Io non ho mai visto nulla di simile per le alghe
     
    Ultima modifica: 15 Giugno 2019
  17. Alessandro2005

    Alessandro2005 Esperto in Fitopatologie

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    Provincia Torino. Per giardinaggio anche Bordigher
    Come si può notare dalla data di quella pubblicazione (2006), sono ormai molti anni che lavorano in quella direzione.
    Attualmente "L'Informatore Fitopatologico" non c'è più; per iniziativa del prof.Garibaldi da alcuni anni viene pubblicata una rivista in italiano dedicata alla difesa delle piante anche se raccoglie prevalentemente ricerche fatte a Torino (o nel Ponente Ligure che storicamente è legato all'Università di Torino).
    Da allora uno dei ricercatori che figurano tra gli Autori della pubblicazione ha sviluppato una propria azienda specializzata in ammendanti e prodotti alternativi.
    In verità i compost repressivi non inducono SAR ma sono particolarmente ricchi di microrganismi antagonisti. Per inciso in quel ciclo di prove, di cui al link, è stato anche testato con buoni risultati un compost prodotto da una azienda di Pinerolo: sapendolo quando ho impiantato ex-novo il mio giardino sono andato a comprarne diversi sacchi da miscelare con la terra portata dal costruttore.
     
    Ultima modifica: 15 Giugno 2019

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