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Piantina di ciliegio da pollone

Discussione in 'Bonsai' iniziata da Andrea84z, 30 Luglio 2018.

  1. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Ciao a tutti,
    ad un paio di metri da una pianta di ciliegio, una radice piuttosto vicina alla superficie sviluppa un paio di polloni.

    Lo scorso anno a febbraio e prima che le gemme di queste polloni si aprissero ne ho prelevata una prendendo anche una piccola porzione di radice madre. Dopo poco tempo le gemme si erano aperte e dopo aver sviluppato una buona vegetazione, la piccola piantina è seccata senza più riprendersi. Potrei aver sbagliato a non capitozzarla appena prelevata, lasciando al più uno o due gemme?

    Quest'anno dalla stessa radice sono nati altri quattro polloni e vorrei agire in modo più consapevole e quindi chiedo aiuto a chi avesse avuto esperienza con la propagazione da pollone.

    Grazie mille.
     
    Ultima modifica: 30 Luglio 2018
  2. aurex

    aurex Esperto di Bonsai

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    non saprei esssere molto di aiuto perchè non ci ho mai provato...probabilmente però si riesce a prelevare poca radice e per questo la pianta non ce la fa....prova dopo il prlievo a tenere la pianta all'ombra ed imbustata...avendo cura di lasciare il tutto sempre umido per i primi tempi....poi pian piano riporti la pianta alla normale coltivazione.
    Tieni presente però che queste operazioni di prelievo non vanno effettuate in questo periodo....massimo fine febbraio...poi le possibilità di attecchimento incominciano ad abbassarsi.
     
  3. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Buondì Aurex, ti ringrazio per la risposta.
    Lo scorso anno avevo estratto la piantina a inizio/metà marzo quanto le gemme erano molto gonfie e prossime ad aprirsi.
    Visto che il rapporto quantità di radici / vegetazione deve essere proporzionato, mi consigli di decapitozzare la piantina lasciando solo un paio di gemme?
     
  4. aurex

    aurex Esperto di Bonsai

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    Avrei bisogno di vedere un'immagine....
     
  5. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Ecco la piantina circa un mese dopo averla prelevata. Al momento della raccolta c'erano solo le gemme gonfie.
    Passate circa due settimana da questa foto, l'ho ritrovata con la vegetazione "abbattuta" e da quel momento di è avviata inesorabilmente verso la morte nonostante avessi cercato di alleggerire il carico vegetativo.

    IMG-20180414-WA0000.jpg
     
  6. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Queste invece sono le due nuove piantine che quest'inverno vorrei provare a prelevare nuovamente.
     

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  7. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Altre foto delle piantine

    IMG_20180812_141119.jpg IMG_20180812_141125.jpg IMG_20180812_141142.jpg
     
  8. danielep

    danielep Giardinauta Senior

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    Se i polloni non portano radichette prelevarli con un pezzo di radice madre non cambia nulla, è praticamente come fare una talea.
    Le gemme si schiudono con le riserve del legno prelevato, ma, una volta che le foglie chiedono più acqua, non ci sono radici che la aspirino dal terreno.
    Delle talee di ciliegio non ho esperienza diretta, ma mi sembra di aver letto che sono meno facili di altre.
    Maggior fortuna potresti avere margottandoli durante la stagione di crescita. Ma ne vale la pena?
    Si tratta di ricacci di ciliegio selvatico con foglie grandi e scarsa propensione alla fioritura.
    A parte questo, anche per altre piante da bonsaizzare o meno, dovresti usare un terriccio diverso.:)
     
    A Albicoccus piace questo elemento.
  9. Andrea84z

    Andrea84z Aspirante Giardinauta

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    Ti ringrazio per il suggerimento e sto prendendo in considerazione di :
    - margottare una dei tre ciliegi nel mese di marzo/aprire per lasciare più tempo possibile la margotta (le prime gelate arrivano di solito intorno a novembre nel campo dove si trovano). Per quest'operazione pensavo di farla sulla piantina della seconda foto;
    - rimuovere a febbraio la piantina cercando di estrarre una parte della radice madre. Questo pensavo di farlo sulla più piccola delle tre (prima foto).
    La terza la lascio per il futuro. Se una delle due tecniche di sopra dovesse funzionare, mi piacerebbe una volta tolta, innestarla, per ottenere un albero da frutto vero e proprio.

    Personalmente fogli grandi e fioritura mi interessano relativamente.
    Lo scopo principale è fare esperienza con le diverse tecniche per prelevare in natura essenza tipiche della zona in cui vivo e non è escludo comunque che se le foglie grandi e le fioriture diventeranno un problema, potrei sempre innestarlo un domani.

    Mi sorge un dubbio però: alcuni siti dicono che i ciliegi non si prestano molto ad essere margottati, ma non ho capito se si riferisce alla moltiplicazione delle piante da frutto fatte margottando la vegetazione dell'innesto, il quale darebbe origine a piante più deboli perché priva del portainnesto, o proprio perché il ciliegio non si presta bene ad essere margottato perché non è propenso a buttare fuori radici nel punto in cui si esegue la margotta.

    Spero di non essere stato troppo confuso.. :unsure:
     
    Ultima modifica: 18 Settembre 2018
  10. danielep

    danielep Giardinauta Senior

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    Come premettevo, non ho esperienza diretta di talee e margotte su ciliegio, su altre piante sì.
    Ho solo letto, come te, che si prestano meno di altre piante; la tecnica più diffusa è la semina ed il conseguente innesto di varietà pregiate, da frutto o da seme, sul selvatico.
    Penso che le difficoltà siano relative ad entrambi i tuoi dubbi.
    Comunque, se mai si prova….
    Il tuo spirito di sperimentazione è anche il mio, premettevo il discorso di foglie grandi e scarsa o tardiva fioritura in quanto pensavo lo scopo ultimo fosse il bonsai :)
    Quando proverai, tienici informati;)
    Anche il problema di far trascorrere l'inverno fuori alla margotta non sussiste, la puoi lasciare su tranquillamente, magari dai un giro/due di pluriball, per sfizio:)
     

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