Se, come avevo congetturato, si trattasse di fitoftora, a nulla serve dipingere il tronco di blu e controproducente sarebbe tentare di chiudere la ferita. Il male infatti alligna dentro, all'interno del tronco, ove il patogeno disgrega le cellule per ricavarne il suo nutrimento.
Nel 1859 due specie di questo oomicete arrivarono in Italia e colpirono epidemicamente e gravemente in particolare il castagno: poiché l'effetto esterno era quello di una ferita purulenta che emetteva un liquido nerastro, la patologia fu chiamata 'mal dell'inchiostro'.
Phythophtora è una parola composta che deriva dal greco antico e significa
phyto (pianta) e
phthora (distruttore); questo genere comprende varie specie, le quali attaccano sia piante erbacee (es. patata) sia su arboree.
Negli ultimi anni contro questo tipo di malattia su specie arboree qualche risultato è stato ottenuto utilizzando il fosfito (=fosfonato) di potassio, che è un fertilizzante, il quale ha una azione di promozione delle difese naturali; in alcune esperienze il prodotto è stato iniettato in soluzione con la tecnica dell'endoterapia.
