Tecnicamente il compostaggio si divide in 3 stadi.
a) La temperatura comincia a crescere; si nota presenza preponderante di alcuni batteri, chiamati mesofili in quanto richiedono una certa umidità ambientale. In questa fase è necessaria un'elevata disponibilità di ossigeno, altrimenti si ha produzione di ammoniaca (e quindi di cattivi odori), acidi e altre sostanze. La durata di questo stadio dipende dal materiale utilizzato: da una settimana se si sono utilizzati materiali "teneri", a 2-3 settimane se vi sono rami.
b)Con l'aumento della temperatura, i batteri mesofili muoiono e vengono sostituiti da quelli detti termofili (che vogliono ambienti caldi), i quali sono responsabili della demolizione della sostanza organica. In questa fase la temperatura ideale è 55-60°C: nei cumuli grandi (superiori a 1m x 1m) è consigliabile misurare la temperatura e, se questa arriva a 70°C, è necessario insufflare aria o bagnare bene, allo scopo di far calare la temperatura; se infatti supera i 70°C, i batteri in parte muoiono e di conseguenza il processo non avviene in modo ottimale. Comunque se la massa è composta di diversi materiali, come scarti vegetali, foglie e rami, la quantità di aria nel cumulo è sufficiente per impedire un aumento eccessivo della temperatura. In questo stadio occorre rivoltare la massa per evitare grosse differenze di maturazione fra il prodotto interno e quello esterno ed è necessario bagnare frequentemente. La durata del 2° stadio può essere anche di parecchi mesi.
c) La temperatura ritorna a 40°C; il rischio, a questo punto, è che la produzione di acidi fertilizzanti sia eccessiva. L'aggiunta di azoto ammoniacale (1-2 kg per m) può arrestare questo processo. Il 3° stadio può durare da alcune settimane a qualche mese, a seconda del materiale di partenza
fonte:
http://www.pianteamiche.com/tecniche/tecniche.php?code=RXSJ-060217