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Biochar - ammendante fai da te

Discussione in 'Giardinaggio' iniziata da Icchy92, 25 Maggio 2018.

  1. Icchy92

    Icchy92 Guru Giardinauta

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    Cos'è? :D
    image.imageformat.lightbox.1105932146.jpg
    "Il biochar è carbone vegetale che si ottiene dalla pirolisi di diversi tipi di biomassa vegetale."
    In parole povere è il normale carbone di legna o carbonella, viene ottenuto scaldando in assenza di ossigeno parti legnose o comunque parzialmente lignificate, in modo da rimuovere le sostanze più volatili rimanendo con un substrato poroso formato principalmente da carbonio.
    Proprio per queste sue caratteristiche può diventare un ottimo ammendante se usato correttamente, la sua struttura aiuta a prevenire il dilavamento dei nutrienti e fornisce un ambiente ideale per i vari microorganismi del suolo, aumentando inoltre il contenuto di materia organica nei suoli argillosi e poveri (ad esempio nella zona amazzonica i suoli che lo contengono sono conosciuti come "terra preta"). Inoltre, cosa non meno importante, rappresenta una forma di sequestro della CO2, ovvero permette di stoccare nel sottosuolo del carbonio che altrimenti ritornerebbe in atmosfera se quel legno venisse bruciato o lasciato marcire. Il biochar infatti si degrada molto lentamente o quasi per nulla se seppellito in profondità.

    Tutto questo per dire che non è affatto difficile produrlo e chiunque abbia un orto, giardino o grosso terreno e un po' di abilità nel bricolage può cimentarsi nell'impresa. Su internet si trovano moltissimi tutorial con metodi differenti, basta cercare "how to make biochar" e anche solo su youtube è pieno di video esplicativi, qui sotto comunque metto lo schema di quello che voglio provare a fare io (in inverno, ora col caldo non mi sembra il caso di accendere fuochi :rolleyes:)
    Breve spiegazione: si usano due bidoni metallici di diverse dimensioni, si praticano dei fori sul fondo di quello più grande (A) come ingresso per l'aria (eventualmente si può posizionare una griglia all'interno in modo che 4/5 cm del fondo rimangano vuoti). Si posiziona il barattolo (B) più piccolo sopra, questo deve essere munito di coperchio (es. quelli della vernice sono l'ideale) e va forato in modo da consentire l'uscita dei gas combustibili prodotti durante il processo. A mio parere è meglio fare un piccolo foro nel coperchio e poi posizionarlo a testa in giù, in modo che i gas vengano espulsi in mezzo al fuoco e contribuiscano a generare calore (C). A questo punto si riempie il barattolino con i pezzi di legno da carbonizzare, lo si chiude posizionandolo capovolto nel contenitore più grande riempito con altri rami ecc. e si accende il fuoco. Indicativamente penso che in qualche decina di minuti dovrebbe essere pronto, se alzandolo si vede che non esce più fumo dal foro vuol dire che manca poco, in ogni caso poi prima di aprire andrà lasciato raffreddare fino a temperatura ambiente per evitare che si rovini (o peggio prenda fuoco a contatto con l'aria).
    biochar.png
     
    A keven17 piace questo elemento.
  2. djinn95

    djinn95 Guest

    Ciao :)
    Domanda: in laboratorio usiamo il carbone per sequestrare diversi tipi di molecole inorganiche, inquinanti e aromatiche per via delle proprietà adsorbenti del carbone... non è che poi a livello dei vasi questo porterebbe pregiudicare la somministrazione di nutrienti?
    Esistono inoltre piante (mi vengono in mente la genziana e l'avocado) che non crescono se non a contatto con i segnali chimici prodotti da altre piante, mentre alcune piante (come alcune salvia e moltissime apiaceae) producono dei diserbanti per 'avere tutto lo spazio per sè'. Mi viene da chiedermi se anche in questo senso non si creino delle complicazioni...
    Scusa la mole di domande ma mi hai incuriosito :) :) :) :) :D :D
     
  3. Icchy92

    Icchy92 Guru Giardinauta

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    Sesto san Giovanni
    Si mi sono dimenticato di precisarlo ma ero un po' di fretta e non volevo fare un papiro di roba :D se messo nel terreno così appena fatto potrebbe assorbire un po' di sali e nutrienti, per questo andrebbe prima "arricchito" tenendolo a contatto con fertilizzanti o in mezzo a compost, humus e altri substrati ricchi. Per quanto riguarda i segnali chimici tra le piante non mi sono mai interessato ma non penso sia un problema (basti pensare all'idroponica, lì verrebbero continuamente dilavati dall'acqua eppure le piante crescono bene).
     

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