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Annaffiare le Phalaenopsis ibride in vaso o in cestello

biro46

Maestro Giardinauta
Prima che iniziate a leggere vorrei precisare che questi appunti non sono assolutamente ne un trattato botanico ne uno studio scientifico, ma solo appunti ricavati da personali coltivazioni e di conseguenza come tali sono da leggere ed interpretare.

Prima di tutto
Le Phalaenopsis non si devono bagnare a tempo tutti i sabati o tutte le domeniche o a giorni alterni, ma si bagnano a necessità ovvero solo quando serve e il che è una cosa molto diversa.

Questo perché il tutto viene influenzato da molti fattori sia ambientali che di struttura.
· Ambientali: luce - temperatura ed umidità dell'ambiente - movimento di aria - stagione.
· Strutturali: il tipo di vaso utilizzato plastica o cotto - vaso grande/piccolo - su zattera - in cestello, il tipo di substrato utilizzato e tanti altri fattori.

Quindi come si vede la stessa pianta in situazioni diverse ha sempre necessità diverse per questo si bagna quando serve

Ma quando serve bagnare. (piante in vaso o in cestello)
Considerando quanto scritto sopra si possono usare due metodi in base al tipo di vaso per capire quando è il momento di bagnare le nostre Phalaenopsis
  • Con il vaso trasparente ci si regola osservando le radici della pianta attraverso il vaso se sono di colore verde brillante o verde smeraldo non sono da bagnare se al contrario sono di color grigio argento o verde pallido sono invece da bagnare finché assumono nuovamente una colorazione verde brillante.
Radici asciutte - da bagnare
Pasciutte.jpg

Radici bagnate - da non bagnare ulteriormente
PBagnate.jpg

  • Con vasi non trasparenti e cestelli è sentire la differenza di peso tra "pianta appena bagnata" e "pianta asciutta". Aspettate quindi che il vaso sia nuovamente leggero prima di bagnare.
Teniamo anche presente che il tipo di substrato porta a bagnare in modo più o meno frequente le nostre Phalaenopsis. Un substrato di solo bark asciuga più in fretta che un substrato commerciale o di solo sfagno e un substrato nuovo assorbe meno acqua di un substato vecchio. Anche la dimensione del vaso conta, in un vaso piccolo tende ad asciugare più in fretta di un vaso grande, questo non vuol dire che dobbiamo usare vasi grandi ma vasi che siano dimensionati in base all'apparato radicale della pianta, ad esempio una Phalaenopsis con un ridotto apparato radicale messa in un vaso grande può rischiare di far marcire le radici perché asciuga lentamente mentre al contrario un apparato radicale consistente messo in un vaso piccolo porta a dover bagnare con maggior frequenza altrimenti le radici si seccano
 

biro46

Maestro Giardinauta
Quale sistema per bagnare

Le tecniche per bagnare sono molte ma in base al tipo di substrato si possono usare normalmente due metodi: ad immersione e dall'alto.

Indipendentemente dalle due modalità non si bagna come detto a tempo (ogni x giorni o il sabato o la domenica) perché molte volte si rischia di far annegare le nostre orchidee bagnandole con troppa frequenza ma si bagna a necessità ovvero quando le radici sono grigio argento o verde pallido o quando il vaso è leggero, quando il colore delle radici vira nuovamente al verde brillante o il vaso è tornato pesante allora si cessa di bagnare e si fa scolare l'acqua in eccesso. Bagnare eccessivamente non serve assolutamente a niente se non a inzuppare il substrato in modo eccessivo facendolo deteriorare velocemente e a non far respirare le radici

In tutti i casi prestare attenzione che l'acqua non vada a depositarsi nelle ascelle fogliari per evitare marciumi delle foglie e del colletto, se capitasse e dopo un poco è ancora bagnato è consigliabile asciugare con l'acqua con fazzoletto onde evitare lo sviluppo di malattie fungine

Anche le radici superficiali e le radici aeree vanno comunque bagnate con un po' di acqua o aiutandosi con le mani o con un nebulizzatore


Bagnare per immersione

Se il substrato è in bark e si hanno poche orchidee una tecnica per bagnare è quella dell'immersione del vaso, ovvero si immerge il vaso nell'acqua fino a circa 1-2 cm dal filo del substrato per fare in modo che il bark non esca dal vaso e non vada acqua tra le foglie e si tiene in acqua finché le radici non tornano di un colore verde brillante (con il vaso trasparente) o il vaso sia nuovamente tornato pesante (vasi vasi opachi/cestelli).

Non è escluso che anche se in bark si possa o si debba bagnare dall'alto in certi momenti ad esempio dopo un rinvaso (la pianta non è ancora ancorata bene) o preferenze nel bagnare

Attenersi a questi consigli:
  • PRIMO si fa SOLO con le Phalaenopsis con un substrato di solo bark e non se sono nel substrato commerciale o in sfagno perché questa assorbe troppa acqua e come conseguenza resta bagnata per troppo tempo con il rischio di fare marcire le radici
  • SECONDO il vaso si immerge SEMPRE E SOLO fino a 1 - 2 cm rispetto al filo del substrato per evitare che vada acqua tra le foglie e il bark vada in giro per il contenitore
  • TERZO e IMPORTANTE, l'immersione deve durare solo alcuni minuti non ore o troppi minuti, dopo due o tre minuti le radici devono essere diventate belle verdi, se dopo 5 minuti che il vaso è in immersione le radici non sono diventate verdi vuol dire che ci sono dei problemi radicali perché il velamen non assorbe acqua, radici troppo secche o altro di conseguenza si toglie il vaso dall'acqua e si cambia metodo perché potrebbe non piacere alla pianta l'immersione ed è inutile tenerla ancora serve solo a fare in modo che il bark assorba troppa acqua e si deteriori e trattenga troppa umidità con le conseguenze del caso
  • QUARTO e MOLTO IMPORTANTE, si bagna una pianta alla volta in un contenitore di cui poi va buttata l'acqua, pulito e disinfettato il contenitore e cambiata acqua prima di mettere un'altra pianta questo per evitare di passare malattie tra le piante, oppure si usa un contenitore per ogni pianta.
  • QUINTO e IMPORTANTISSIMO, se non avete la pazienza di adottare queste accortezze allora bagnate dall'alto è meglio per le piante e per voi

Bagnare dal'alto

Se il substrato è quello commerciale o in solo sfagno come di solito nelle mini-phalaenopsis NON BAGNARE PER IMMERSIONE perché il substrato si inzuppa troppo di acqua avendo nella miscela anche molta torba o sfagno per cui è preferibile bagnare dall'alto. Anche in questo caso si bagna finché le radici non tornano di un colore verde brillante (con il vaso trasparente) o il vaso sia nuovamente tornato pesante (vasi opachi/cestelli).

Un altro metodo bagnando dall'alto, è quello della doccia, si mettono le piante un po' alla volta nel piatto doccia o nella vasca e con il soffione della doccia si bagna tutta la pianta substrato, foglie e radici anche aeree evitando se ci sono fiori di bagnarli. Ovviamente questo metodo è quello più a rischio del fermarsi acqua nelle ascelle fogliari e quindi richiede attenzione poi per far scolare bene l'acqua non solo dal vaso ma anche dalle ascelle fogliari e se è il caso asciugare subito con un fazzoletto.
 

biro46

Maestro Giardinauta
Note
  • Le annaffiature ed eventuali vaporizzazioni (sconsigliate in inverno se l'ambiente non è molto caldo) è meglio farle al mattino per permettere alle foglie di asciugare durante il giorno ed evitare così lo sviluppo di malattie fungine, inoltre è importante che l'acqua utilizzata sia almeno a temperatura ambiente, un poco più calda sarebbe meglio.
  • Se utilizzate acqua dell'acquedotto farla riposare per qualche ora prima di usarla per eliminare il cloro che è dannoso per le orchidee in genere.
  • Se l'acqua del vostro acquedotto è molto dura, ovvero contiene molto calcare, sarebbe meglio utilizzare acqua demineralizzata ottenuta per osmosi o acqua piovana mettendo sempre un poco di fertilizzante perché questi tipi di acqua non contengono sostanze utili alla pianta oppure facendo una miscela con acqua dell'acquedotto e fertilizzando periodicamente
  • Molto importante è lasciare scolare bene l'acqua di eccesso e non lasciare acqua stagnante in un eventuale sottovaso o copri vaso per evitare il marciume radicale che porterebbe in modo inevitabile a speciali trattamenti (sfagno terapia) per recuperare la pianta o alla sua morte.
  • Se usate dei copri vaso mettetene uno adeguato alla vostra orchidea.
 

cscarfo

Esperto di Orchidee
Ciao,
sono largamente d'accordo con biro. Fino a quando ho avuto 30-40 piante ho innaffiato per immersione perché garantisce la bagnatura perfetta e completa di tutto il substrato.
Mettevo 4-5 piante per volata in conchette con acqua fertilizzata e rabboccavo ogni volta che mettevo piante asciutte.
Usavo acqua del rubinetto, piuttosto dura (conduttività 0,55 mS/cm, ovvero ca. 0,4 g/l) che riscaldavo a 80-90°C per abbattere i carbonati. In questo modo la conduttività scendeva a 0,22 mS/cm corrispondenti a 0,15 g/l di sali solubili.
Per quanto riguarda l'acqua questo è il punto importante: i sali disciolti che si accumulano nei vasi e sulle radici sono i (bi)carbonati. Gli altri sali (solfati, fosfati, cloruri, etc.) non diventano insolubili e l'eventuale eccesso viene eliminato con l'acqua di drenaggio a ogni innaffiatura. Consiglio questo sistema per chi ha fino a 40-50 piante (ma anche per chi ne ha 2), delle quali alcune delicate, e non vuole comprare un filtro osmotico.
Biro ha perfettamente ragione per quanto riguarda i problemi sanitari: dato che innaffiavo con acqua fertilizzata e il tempo era poco uasvo delle conchette per 4-6 piante e non cambiavo l'acqua. Con questo sistema ho perso una dozzina di piante probabilmente per una virosi.
Però c'è la soluzione intermedia: usare l'immersione come facevo io per le piante sane e "sicure" e separatamente per immersione o per aspersione per le nuove acquisizioni finch* non sono "sicure", ad es. un anno.

Poi le piante sono aumentate di numero, volevo provare le Pleurotallidine, che vogliono acqua molto pura, bisognava riscaldare troppa acqua e allora ho comprato il filtro osmotico, che è davvvero molto comodo. Inoltre sono aumentate le acque su zattera, che consumano molta acqua. Ho abbandonato le innaffiature per immersione sia per il problema che ho avuto e perché si perde troppo tempo. Adesso per innaffiare uso questa pompa (o simile)http://www.ferramentaonline.com/shop/advanced/Pompa_pressione_Lady_da_lt_5-ska215003600.html.
La lancia è molto leggera e si può raggiungere la superficie del substrato per innaffiare tutt'intorno alla pianta. Tutti vasi sono su sottovasi con argilla espansa che evita il contatto tra il vaso e l'acqua di drenaggio, che DEVE uscire ad ogni innaffiatura. Penso che sia la soluzione più comoda e rapida per chi ha molte piante.
Vaporizzo solo le piante all'esterno in giornate molto calde o ventose, in casa mai o solo su alcune piante su zattera tipo Chiloschista o Pleurothallidinae. Meglio focalizzarsi su radici, esposizione e temperature piuttosto che vaporizzare. Comporta sempre rischi di infezioni fogliari o marciumi e si perde quel poco che si è guadagnato.

La doccia alle piante va bene sempre per le piante zatterate, mentre per quelle in vaso, con foglie e ascelle fogliari orizzontali (le Phal) non lo farei mai. Poi in casa, con scarso movimento d'aria proprio no.

Per quanto riguarda lo sfagno devo dire che mi ha un po' deluso. Si asciuga quasi con la stessa rapidità della corteccia e perciò il vantaggio quanto a frequenza delle innaffiature se c'è è minimo.

Ciao

Carlo
 

biro46

Maestro Giardinauta
anch'io fino a 30 piante bagnavo ad immersione ma poi il processo diventava troppo lungo, bagna-butta via l'acqua - pulisci, e le orchidee sono aumentate e allora sono passato alla doccia e anche con questo sistema con le dovute precauzioni non ho perso mai una pianta. Adesso che sono tante in estate le orchidee sono in giardino ed a bagnare ci pensa il sistema di irrigazione automatico e uso la pompa a pressione solo per le fertilizzazioni mentre in inverno in serra per bagnare uso la pompa a pressione usando acqua piovana con aggiunto sempre un poco di fertilizzante.

Per lo sfagno dipende molto dal tipo di sfagno e dalla lunghezza della fibra ad esempio ho riscontrato che lo sfagno essicato cileno assorbe meno acqua rispetto allo sfagno essicato neozelanese che resta anche più soffice mentre quello europeo, se si trova, è quello che assorbe meno acqua di tutti per cui in base all'assorbimento di acqua cambiano di molto i tempi di asciugatura che è anche molto legata all'ambiente nei suoi classici parametri in cui sono posizionate le orchidee
 

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
Aggiungo qualche considerazione sullo sfagno,
Io mi trovo molto bene con questo substrato, ma van tenuti presenti alcuni dettagli

- se usi lo sfagno molto soffice, poco, passa aria tra le fibre e asciuga velocissimamente
- se vuoi evitare che secchi serve che se ne utilizzi in quantità maggiore, più comprimi meno velocemente si disidrata

- ammollo per lo sfagno, prendere pianta (ina) in genere sono mini phal, mettere nel contenitore e togliere subito, a vista vedi quant'acqua assorbe, più lo sfagno è compresso meno velocemente assorbe
 

cscarfo

Esperto di Orchidee
Aggiungo qualche considerazione sullo sfagno,
Io mi trovo molto bene con questo substrato, ma van tenuti presenti alcuni dettagli

- se usi lo sfagno molto soffice, poco, passa aria tra le fibre e asciuga velocissimamente
- se vuoi evitare che secchi serve che se ne utilizzi in quantità maggiore, più comprimi meno velocemente si disidrata

- ammollo per lo sfagno, prendere pianta (ina) in genere sono mini phal, mettere nel contenitore e togliere subito, a vista vedi quant'acqua assorbe, più lo sfagno è compresso meno velocemente assorbe


Ciao Spulky,
ho varie Phal, Paph, Catasetum, etc in sfagno e tutte stanno bene, in sfagno più o meno compatto.

Se lo sfagno è sciolto assorbe acqua e rimane aerato, ma si asciuga presto perché l'acqua evapora rapidamente in superficie e richiama acqua da sotto.
Se lo sfagno è compresso non si può eccedere con l'acqua altrimenti l'aria viene espulsa elo sfagno diventa asfittico. Quindi bisogna innaffiare moderatamente e in poco tempo, come nel primo caso, si asciuga.
Il risutato finale è che innaffio con la stessa frequenza le piante in sfagno e quelle in corteccia. Quindi il gioco non vale la candela.
Anche se le piante stanno bene, il costo dello sfagno è superiore rispetto alla corteccia.

Per alcuni Epidendrum striscianti è perfetto, per alcune piante su zattera è perfetto, ma in generale per piante in vaso ho fatto i miei esperimenti e i miei conti e penso di tornare alla corteccia pura.

Per i principianti, poi è da evitare. Se avete comprato una pianta in sfagno meglio rinvasarla appena possibile in corteccia. Si evitano molti problemi.

Ciao

Carlo
 

Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
:)

Immagino che molto dipenda dalle abitudini personali nelle annaffiature e dalle condizioni ambientali

Mi spiego, se, come dici tu, i tempi non cambiano, perché dovrebbe essere sconsigliato ai principianti?

In genere il principiante è apprensivo, e bagna troppo e rischia quindi di far marcire la pianta.
A me le piccoline rischiano di morire di sete se uso solo corteccia

Penso che la differenza la faccia soprattutto il "dove" la teniamo, se stanno fuori all'aria aperta asciugano comunque molto velocemente, a tenerle in ambienti con maggiore UR invece vedo che cambia molto il tempo di disidratazione dello stagno, ripeto che mi baso sulle mie abitudini di annaffiature!

:ciao:
 

cscarfo

Esperto di Orchidee
E' esattamente quello che dici tu, dipende dalle innaffiature e dalle condizioni ambientali.
Quanto alle seconde, leggevo tempo fa in un forum americano che un forumista sconsigliava l'uso dello sfagno in Florida perché l'aria spesso è così umida che lo sfagno non asciuga mai!
Se si eccede in una innaffiatura riempiendo lo sfagno di acqua (e quindi scacciando l'aria) resta fradicio per giorni e giorni e la pianta marcisce. Ora è ovvio che se uno ha 10 piante può controllare le piante una a una, in caso svasare e quindi salvare la pianta, ma quando sono 100 e passa anche a un esperto l'errore scappa e addio piante.

Ovviamente mi riferivo alle nostre condizioni casalinghe, con aria più secca, ma il problema, in misura ridotta, permane. Personalmente ho buttato varie piante in sfagno all'esterno in estate perché ho bagnato troppo....
Perciò per evitare, in estate e inverno, rischi di marciume, non fradicio mai lo sfagno, Non innaffio mai, come faccio con la corteccia, fino a quando non esce acqua di drenaggio da sotto, e magari innaffio ancora qualcosa, tanto non fa male perché la corteccia è aerata.
Innaffio con attenzione e possibilmente vicino ai bordi quando la superficie dello sfagno è secca fino a quando l'acqua arriva a 2/3 di profondità e occhiometricamente con in vasi opachi perché poi l'acqua, al contrario della corteccia, viene distribuita allo sfagno secco.
Facendo così non ho mai più perso piante: l'altro lato della medaglia è che bisogna innaffiare più o meno con la stessa frequenza della corteccia. Quindi con lo sfagno ci vuole più tempo e attenzione nell'innaffiatura e non ci sono vantaggi.

Il principiante tende a innaffiare troppo, ma una Phal in corteccia fresca da 1-2 cm è abbastanza al sicuro: anche dando un litro di acqua in inverno non succede niente. Si renderà anche conto di aver esagerato e sprecato acqua. Se lo fa due o tre volte di seguito con lo sfagno muoiono alcune radici, le foglie si afflosciano, innaffia ancora di più e in capo a due mesi la pianta è morta. Con la corteccia a posto la "zona di rischio" è più lontana. Ovviamente, se si innaffia quattro volte al giorno, si lascia acqua nel sottovaso, la corteccia è vecchia, c'è poco da fare anche con la corteccia.

Quanto alle piante piccole e quindi in vasi piccoli, se hanno radici fine, lo sfagno va benissimo, ma si può utilizzare corteccia fina, se non si può aumentare le frequenza delle innaffiature. In generale vasi piccoli->corteccia fina, vasi medi-> corteccia media, etc.

Ciao

Carlo
 

biro46

Maestro Giardinauta
Anch'io ormai ho abbandonato lo sfagno e l'ho sostituito con corteccia di diensioni adatte alla pianta muschio e fibra di cocco o solo muschio e fibra di cocco e mi trovo decisamente meglio di prima quando usavo anche lo sfagno che, a parte il costo per un buon sfagno, mi creava problemi non indifferenti per bagnare le piante anche come tempistica per i metodi differenti da usare. Come ho detto prima, ovviamente per condizioni ambientali analoghe, dipende molto anche dalla provenienza perchè si hanno livelli di assorbimento di acqua molto differenti tra di loro e dare ad esempio indicazioni per lo sfagno in senso lato resta problematico perchè se si usa quello neozelandese che assorbe molta acqua e asciuga molto più lentamente anche se lasciato soffice in modo da non renderlo asfittico rispetto a quello cileno che assorbe molto meno acqua e quindi è necessario compattarlo per fare in modo che non asciughi velocemente e che rischia però di rendere asfittico il substrato.

Come giustamente dice Carlo il principiante tende a bagnare troppo indipendentemente dal tipo di substrato e sopratutto tende a bagnare per immersione con delle tempistiche, in alcuni casi si parla di tempi molto lunghi, e metodi più personali che legati alla necessità della pianta, non ho ancora capito se è un metodo tipicamente italiano o usato anche da altre parti (per le phal), anche se la pianta è in sfagno o nel terriccio e dopo poche bagnature la pianta è pronta per il compost cosa che in corteccia o fibra/muschio non avviene se le condizioni di base sono rispettate e resta di conseguenza più facile da gestire per lui finchè non arriva per esperienza ad un suo substrato standard legato al suo ambiente di coltivazione
 
Ultima modifica:

vale die

Aspirante Giardinauta
Ciao ho comperato ieri al supermercato questa phal. Una vostra membra mi ha consigliato questa discussione perché ho problemi con l annaffiatura. Nn so come si fa. Ho letto tutte le spiegazioni di Biro molto utili . a questo punto credo di dover annaffiare dall alto e nn ad immersione. Giusto? Questo perché il substrato della mia pianta non è solo bark. Inoltre devo dare acqua dall alto finché non diventa verde le radici o solo poca? Grazie
 

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Spulky

Moderatrice Sezz. Orchidee e Giardini d'Acqua
Membro dello Staff
Metti la pianta in una bacinella con acqua a temperatura ambiente, quando le radici da bianche sono tornate verdi sgocciola e poi riponi la pianta.
 
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