E' un po' lunga, ma vi prego di leggerla.
Dalla "Posta dei lettori" di Repubblica di oggi:
"Sapevo che sarebbe stata dura rimuovere le lattine, le cartacce, i tanti rifiuti che nei vasi soffocavano le rare e sofferenti piantine. Ma ancora più difficile è stato sostenere lo sguardo stupefatto dei passanti e dei vicini di casa. 'Ma a questa, chi glielo fa fare? Tanto domani saranno di nuovo piene di rifiuti'. Il negoziante di fronte al quale erano sistemati i vasi poi mi apostrofa bruscamente: 'Ma che fa lei qui?' Gli spiego che non mi piaceva la vista dei vasi sommersi dalla spazzatura e, poiché avevo piantine in esubero nel mio balcone, volevo pulire e trapiantare. 'Grazie', mi dice, ma con uno sguardo che esprimeva disappunto e imbarazzo.
Sì perché, in una via anonima di periferia, una signora che, con guantoni e paletta, desidera sistemare delle fioriere di terracotta, è un'aliena. E' impossibile che ci si occupi di un territorio che non sia il balcone di casa.
Tra gli sguardi curiosi e increduli, c'era quello di un mio alunno. Frequenza irregolare, alunno "a rischio". A lui ho detto semplicemente: 'Sai, non mi piaceva che fossero così sporche, mi piacciono le piante, è più bello così'. Mi ha fissato un istante in silenzio. Poi è andato.
Ieri era il 23 maggio: non l'ho detto a nessuno ma in cuor mio dedicavo umilmente a Giovanni Falcone e alla sua scorta i fiori che ho piantato e il mio, piccolissimo e quasi insignificante, tentativo di controllo civico di una particella di territorio"
Che storia bella! Non so voi, io mi sono quasi commosso.
Ma... Per caso qualche giardinauta palermitana ne sa qualcosa?
Dalla "Posta dei lettori" di Repubblica di oggi:
"Sapevo che sarebbe stata dura rimuovere le lattine, le cartacce, i tanti rifiuti che nei vasi soffocavano le rare e sofferenti piantine. Ma ancora più difficile è stato sostenere lo sguardo stupefatto dei passanti e dei vicini di casa. 'Ma a questa, chi glielo fa fare? Tanto domani saranno di nuovo piene di rifiuti'. Il negoziante di fronte al quale erano sistemati i vasi poi mi apostrofa bruscamente: 'Ma che fa lei qui?' Gli spiego che non mi piaceva la vista dei vasi sommersi dalla spazzatura e, poiché avevo piantine in esubero nel mio balcone, volevo pulire e trapiantare. 'Grazie', mi dice, ma con uno sguardo che esprimeva disappunto e imbarazzo.
Sì perché, in una via anonima di periferia, una signora che, con guantoni e paletta, desidera sistemare delle fioriere di terracotta, è un'aliena. E' impossibile che ci si occupi di un territorio che non sia il balcone di casa.
Tra gli sguardi curiosi e increduli, c'era quello di un mio alunno. Frequenza irregolare, alunno "a rischio". A lui ho detto semplicemente: 'Sai, non mi piaceva che fossero così sporche, mi piacciono le piante, è più bello così'. Mi ha fissato un istante in silenzio. Poi è andato.
Ieri era il 23 maggio: non l'ho detto a nessuno ma in cuor mio dedicavo umilmente a Giovanni Falcone e alla sua scorta i fiori che ho piantato e il mio, piccolissimo e quasi insignificante, tentativo di controllo civico di una particella di territorio"
Che storia bella! Non so voi, io mi sono quasi commosso.
Ma... Per caso qualche giardinauta palermitana ne sa qualcosa?