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Fosetyl alluminio

MutantGarden

Aspirante Giardinauta
Il suddetto fitofarmaco ha azione direta o stimola le fitoalessine al fine di consentire alle piante di proteggersi da sole? In genere qual é il dosaggio massimo utilizzato, e ogni quanto si effettuano i trattamenti (tempo minimo e massimo)? Qual é il tempo che deve trascorrere prima di consumare le piante trattate?
 

brandegeei

Esperto in Fitopatologie
Ciao
ha una azione diretta e una indiretta, ma devi specificare su quali piante e perchè vuoi usarlo.
 

MutantGarden

Aspirante Giardinauta
É piu che altro a scopo informativo, in generale su piante comuni negli orti e frutteti. Mi interessa anche sapere in che modo stimola la produzione di fitoalessine
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
É piu che altro a scopo informativo, in generale su piante comuni negli orti e frutteti. Mi interessa anche sapere in che modo stimola la produzione di fitoalessine

La tua è una domanda da esame universitario, più esattamente di biochimica e biologia molecolare delle piante. Della complessità dei sistemi di difesa delle piante ti sarai certamente accorto se hai dato un'occhiata i links che ti ha proposto Brand.

In realtà il meccanismo di azione non è ben chiarito, ma si sa che:
1. l'etilfosfito di alluminio è attivo generalmente sugli oomiceti (salvo la peronospora della patata);
2. la sua attività è collegata alla liberazione di acido fosfonico che avviene a seguito di sospensione in acqua della sostanza;
3. ha una azione diretta nel senso di inibire la formazione degli sporangi e il rilascio delle zoospore;
4. ha una azione indiretta promuovendo un incremento di fitoalessine e sostanze fenoliche associate a reazioni di difesa della pianta.

Quanto al punto 4. si tratta di un tipo di difesa indotta che si verifica normalmente a seguito di infezioni con esito necrotico (ossia con morte cellulare per reazione di ipersensibilità = HR): questo avvenimento porta a una cascata di eventi che ha come risultato l'instaurazione di una resistenza locale e/o sistemica; quest'ultima è metabolicamente correlabile alla cosiddetta SAR (=Resistenza Sistemica Acquisita) ed è mediata dall'acido salicilico, coinvolto nella trasduzione del segnale verso geni detti PR che codificano proteine di patenogenesi.

Le fitoalessine (phyto alexos = protettore delle piante) sono prodotte già nei primi stadi dell'infezione: esse hanno una azione anti-microbica aspecifica e sono assenti nelle piante sane.

In realtà l'unico prodotto fitosanitario capace di innescare la SAR è a base di acibenzolar-S-metile che si comporta come elicitore (ossia come un segnale molecolare in grado di essere riconosciuto dalla pianta come elemento patogeno e che quindi in grado di stimolare una risposta attiva di difesa), ma non ha effetto diretto sul patogeno.

Per quali vie metaboliche l'etilfosfito di Al promuova la RIS (= resistenza sistemica indotta) credo sia aspetto non ancora chiarito con sicurezza.
 
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