Sembrerebbe proprio lei, la larva di una farfallina (Phyllocnistis citrella) che rappresenta uno dei tanti "regali" provenienti dall'Asia sembra tramite la Spagna che, però, crea problemi solo a livello estetico perché non incide sulla qualità ed edibilità dei frutti.
Puoi esserne certo se verifichi se sulla pagina inferiore delle foglie (solitamente le più tenere) sono presento le tipiche "mine"
controllare e verificare se sulla pagina inferiore o superiore della foglie se siano presenti le tipiche “mine” di colore argento con la linea centrale costituita dagli escrementi rilasciati dalla larva.
Si trova sulle piante (sugli apici vegetativi) intorno alla metà di giugno fino al tardo autunno.
La foglie si arricciano e al centro dell'"arricciatura" spesso si insedia la cocciniglia. Questa "arricciatura" è il segno che la larva si è nutrita nel suo percorso all'interno della foglia e, arrivata al bordo, si fissa nella piega che crea sul bordo con il filo sericeo che produce (come un baco da seta) e darà poi vita al'adulto successivo.
I rimedi naturali normalmente consigliati sono una potatura delle parti infestate (ovviamente su piante adulte perché il trattamento su piante in sviluppo lo ritarda) e la copertura della chioma con reti apposite o TNT (tessuto non tessuto) o il ricorso a prodotti ammessi in agricoltura come l'Azadiractina, un principio attivo di origine naturale estratto dall’albero del neem, che inibisce l’alimentazione degli insetti a meno che recenti revisioni dei prodotti antiparassitari non ne abbiano interdetto la vendita (anche se non credo trattandosi di prodotto naturale). I trattamenti vanno ripetuti ogni settimana.
Esistono anche in vendita degli antagonisti naturali ma sono costosi a livello non professionale.
Nel caso di infestazioni ingenti nelle coltivazioni si usa il principio attivo che più funziona contro la Minatrice serpentina degli agrumi che è l’imidacloprid. Insetticida sistemico, quindi, che prevede un tempo di carenza di circa 40 giorni. Questo insetticida fa capo alla classe dei cloronicotinici neonicotinoididi tristemente noti per aver contribuito alla forte diminuzione della presenza di api tanto che l'Europa il 27 aprile scorso ha presentato una proposta per vietare l'uso di Imidacoprid della Bayer assieme a Clorhianidin sempre della Bayer e Tuamethoxam della Sygenta.