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Rame o zolfo

Gaeta78

Aspirante Giardinauta
Buon giorno
Vi chiedo se possibile avere tolto un dubbio :

Che differenza c'è tra Rame e zolfo,?

Nel mio caso per la tacchiolatura del nespolo cosa usare.?
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
Il rame agisce come ione Cu++ su diversi siti della cellula fungina, interferendo e bloccando i processi respiratori, alterando la permeabilità della membrana cellulare col risultato di impedire la germinazione delle spore del patogeno. Pertando si impiega in via preventiva per contrastare l'insediamento/sviluppo di patogeni fungini che si si trasmettono per via aerea sulla fillosfera (es. peronospore, ticchiolature, alternarie, ruggini etc.; ha inoltre potere batteriostatico).
In più di un secolo di impiego non ha mai dato luogo a fenomeni di resistenza. Può risultare fitotossico (es. pesco in vegetazione).
Attualmente è disponibile in diverse forme (ossicloruro, idrossido, solfato tribasico) che, rispetto alla vecchia poltiglia bordolese, sono fitoiatricamente più efficaci e attivi a dosi più ridotte.

Lo zolfo agisce in fase di vapore (sublimazione, processo fortemente influenzato dalle condizioni di luminosità). E' un elemento lipofilo in grado di legarsi e demolire la membrana fungina, interferisce nei processi metabolici e respiratori come H2S sostituendo l'ossigeno e portando a morte per asfissia la cellula del patogeno. Svolge una triplice azione: preventiva verso le spore in germinazione, curativa verso gli oidi che si sviluppano sulla superficie fogliare agendo sugli appressori e sul micelio in via di sviluppo del fungo, eradicante in quanto riesce a disgregare il micelio e disseccare gli elementi infettivi in formazione.
Viene impiegato in forma polverulenta oppure come prodotto bagnabile.
L'azione fungicida ha luogo con temperatura di almeno 10 °C (per gli zolfi più fini) e fino a 40 °C, tuttavia oltre indicativamente 28 °C diventa fitotossico; l'elevata umidità ne riduce l'efficacia.
Trova impiego elettivo contro il mal bianco, e specie nelle formulazione moderne (micronizzate, colloidali) anche contro altri agenti di malattie (es. ticchiolatura del melo e delle drupacee); esercita inoltre una azione acaro-frenante.

Ora hai tutti gli elementi di informazione su rame e zolfo.
Posso aggiungere che contro la ticchiolatura del nespolo del giappone sono ammessi: rameici, zolfo, fungicidi di sintesi (es. dodina). Nelle aree meridionali di coltivazioni di questo frutto (es. Conca d'Oro) possono essere sufficienti 4 trattamenti (dodina, rameici), di cui uno autunnale in pre-fioritura oppure post-fioritura, e gli altri tre a dicembre, gennaio e primi di marzo; la suscettibilità alla malattia è in funzione anche della varietà del nespolo (tu quale hai?).
 
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Gaeta78

Aspirante Giardinauta
.Grazie... Fruttificano in primavera quindi suppongo il giapponese.
Lo zolfo dovrebbe essere più importante per le sue azioni preventive e curative Ma credo si debba stare attenti a temperatura e umidità.

Quindi signor Alessandro i rameici in caso di presenza già di spore non è tanto adatto come allo zolfo?

Grazie ancora
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
Al contrario.
Come ti ho riportato contro la ticchiolatura del nespolo si interviene, almeno a livello amatoriale o di tradizione, solitamente con rameici e/o con dodina (quest'ultima è accreditata anche di una certa attività curativa se somministrata entro 48 ore dall'avvenuta infezione). Non ho notizia di sperimentazioni per questa avversità mediante impiego di zolfo; peraltro quelli provati contro la ticchiolatura del melo (si tratta peraltro di una specie diversa da quella del nespolo) sono zolfi micronizzati.
In Spagna contro la malattia in argomento hanno recentemente testato 13 fungicidi e tra questi non figura lo zolfo (per la maggior parte si tratta di prodotti tecnici ad uso professionale acquistabili con l'apposita abilitazione).

La ticchiolatura del nespolo è causata da Fusicladium eriobotryae, un fungo che ha uno sviluppo subcuticolare e penetra attivamente perforando la cuticola, perciò è essenziale una strategia preventiva atta a impedire la germinazione dei conidi (gli elementi infettanti) che arrivano su foglie e frutti.
Il rischio di malattia è alto soprattutto nelle zone a inverni miti ma umidi. La dispersione dei conidi avviene con la pioggia.

Lo zolfo è in grado di svolgere una attività di tipo curativo contro patogeni fungini ectofiti, cioè che si sviluppano sopra la superficie fogliare, come appunto la maggior parte dei mal bianchi, i quali una volta insediatisi inviano all'interno appositi organi attraverso cui sottraggono nutrimento.
Per ottenere una attività curativa contro la ticchiolatura del nespolo bisogna andare su fungicidi di sintesi sistemici, cioè che vengono assorbiti e diffusi all'interno della pianta quindi idonei a raggiungere il patogeno.
 
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Gaeta78

Aspirante Giardinauta
Signor
Alessandro una curiosità, se non ha tempo per rispondere la ringrazio lo.stesso.

Almeno dalle parte dei miei, Sicilia, che io mi ricordo, sia mia padre sia mio nonno e molti agricoltori di vigneti e molto usano lo zolfo.
Ma è una scelta dell'agricoltore o sui vigneti e più indicato?

Grazie
 

Alessandro2005

Esperto in Fitopatologie
Lo zolfo viene effettivamente impiegato in viticoltura contro il mal bianco della vite (spesso in forma polverulenta), mentre contro l'altra importante malattia, la peronospora, si usa tradizionalmente il rame (non è raro trovare ancor oggi ai bordi di vigneti famigliari, o appezzamenti dove erano impiantati, dei vasconi in cemento in cui si preparava la poltiglia bordolese e dunque al loro interno sono rimasti colorati di blu).
Nei vigneti a conduzione biologica sono ammessi e perciò chi fa bio usa essenzialmente queste due categorie di anticrittogamici, diversamente esiste una vasta gamma di fungicidi tecnici più versatili e per certi versi più efficaci ma anche con problematiche in particolare per quanto concerne il fenomeno della selezione di ceppi patogeni resistenti.
 

Gaeta78

Aspirante Giardinauta
Grazie ancora per la sua professionalità e disponibilità.
Ha dato un'informazione utile, secondo me,a tanti
 
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