ti copio i dati reali della pollina che è un ammendante ma viene assimilato ai concimi perchè è a Disponibilità immediata.
Composizione[modifica | modifica sorgente]
A differenza dei liquami degli allevamenti zootecnici, la pollina fresca è un materiale con umidità molto più bassa, pari al 30-40% nei broiler e il 65-70% nelle ovaiole contro un valore orientativo del 90% nei liquami bovini e suini. Il tenore in elementi nutritivi, riferito alla sostanza secca, si colloca a metà strada fra la composizione media del liquame bovino e di quello suino. In media è presente una quantità (in percentuale sul tal quale) del 3% in azoto, del 2% in anidride fosforica e del 1,5% in ossido di potassio, ma tali valori possono variare in funzione delle caratteristiche dell'allevamento (tipo di animale, alimentazione, uso di lettimi).
L'aspetto differenziale di maggiore importanza è il tipo di azoto presente nella pollina: circa il 50% dell'azoto è infatti sotto forma di sali dell'acido urico e il 10% sotto forma di sali dell'ammoniaca (azoto ammoniacale). La percentuale di azoto organico è dunque molto più bassa di quella che si riscontra nei fertilizzanti organici ordinari.
Aspetti agronomici[modifica | modifica sorgente]
L'uso diretto della pollina in campo può avere effetti fitotossici, ma soprattutto si presenta problematico per l'incremento di salinità nel suolo subito dopo una somministrazione. L'elevato tenore in azoto di tipo minerale (ureico e ammoniacale) fa sì che questo materiale organico abbia più le prerogative di un concime che di un ammendante. Infatti la pollina è soggetta ad una veloce mineralizzazione che, in caso di cospicue somministrazioni, incrementa la concentrazione della soluzione circolante e, di conseguenza, la salinità del terreno.
L'uso della pollina in campo agronomico differisce quindi marcatamente da quello degli altri fertilizzanti organici